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Visualizzazione dei post con l'etichetta sogni

E adesso che faccio?

E così il sabato e la domenica, quando faccio la spesa o a passeggio sul mare, mi ritrovo piena la testa di pensieri travolgenti, di rimpianti, rimorsi, speranza, angoscia, soddisfazione, tutto assieme. Se le mie emozioni fossero in grado di comporre canzoni, scriverebbero Bohemian Rhapsody. Ricordate il film L'ultimo bacio? L'ho visto che avevo che avevo meno di vent'anni, e, paradossalmente, molte più certezze di adesso. Parlava di questo trentenne, interpretato da uno Stefano Accorsi un po' squallido, il quale, in crisi di valori, tradiva la moglie incinta e isterica, Giovanna Mezzogiorno, con una ragazza del liceo, Martina Stella. Che era meno bella e meno intensa della prima, ma vacua e profumata come la brezza primaverile. All'epoca mi pareva un atteggiamento inspiegabile, per un uomo "adulto". Adesso invece, quella crisi dei trent'anni, anche se ne ho trentaquattro, la comprendo. E mi rendo conto che non sono io, ma è proprio l'età: imp...

La distanza

La distanza fisica mi piace. Mi piace percorrere le strade pensando a dove vado, qui e ora. Preferirei se ci fossero i mezzi, piuttosto che guidare. Ancora per oggi, lavoro a venti minuti di auto da casa, venti minuti di strada tutta dritta, che dalle colline scende in città, costeggia i campi e le stagioni, si immerge nella nebbia. All’andata mi carico e al ritorno mi scarico. Casa e lavoro sono cose diverse, non posso mantenere lo stesso mood, sono felice ci sia una strada, in mezzo.

Wannabe rockstar: cose pazze che mi succedono

(nota: questo, come tutti gli altri, NON è un post sponsorizzato, nessuno l'ha offerto, nessuno me l'ha chiesto) Se ci penso, questa cosa che sono un po' wannabe rockstar  ma in realtà non lo sono davvero, ce l'ho sin da ragazzina. Avrei potuto imparare a suonare, giocare alla sfattona, ascoltare solo punk, vestirmi in modo meno umorale. Insomma, utilizzare la mia apparenza per comunicare agli altri come sentivo di essere.

Costanti

L'altro giorno io e Bea ci stavamo sciallando al centro benessere (vi ho già detto quanto io non sia immune dal fascino intramontabile delle terme, e in particolare del bagno turco, e siccome una seduta-benessere, per via dell'andazzo del capitalismo, costa più o meno uguale dappertutto, abbiamo scelto, in questo caso, una bellissima villa con vista campi da golf, che era anche l'unica che aveva posto "ora, subito, il tempo che mi depilo approssimativamente") e parlavamo di desideri e di futuro e di costanti e di passato. E' stata una conversazione utile e che ha continuato a lavorare nella mia testa anche quando sono andata a letto.

Del perché non ho ancora imparato a suonare

Il modo in cui non sto imparando a suonare la chitarra ha del vergognoso. Tutto rema contro , soprattutto la sottile evidenza che non dispongo di quella commodity che si chiama "tempo libero". Inoltre non mi sono applicata per uno stracazzo all'apprendimento. Ho iniziato con alcuni video - tutorial su youtube , e vi dirò che era divertente, peccato che la prima lezione fosse sul barré , dunque suppongo che ci fossero qualcosa come centoquarantatré lezioni antecedenti, non pervenute.

Dell'adolescenza mia o loro

Lucia sta diventando grande, prima delle sorelle, è quasi adolescente. A volte ci scontriamo un po'. E' strano, scontrarmi con le mie figlie. Certo, siamo quattro donne, ognuna ogni tanto rivendica il suo diritto alle luci della ribalta e inscena la sua soap opera davanti alla zuppa, per cena. Ma ai silenzi prolungati di Lupina, non è che ci sono molto abituata. E non so dire con certezza chi delle due, in certi momenti, assomiglia più a un'adolescente che vuole solo chiudersi nella sua stanzetta, ma credo lei, dai. O forse no.

Del perché non diventerò mai famosa

Io ai complimenti non credo quasi mai. Molto spesso i complimenti non sono veri, e non ci crede neanche chi li fa. Oppure chi li fa sono veri ma sono così relativi ma così relativi che in termini assoluti non sono veri. O ancora, chi fa i complimenti ci crede, in termini assoluti risultano essere veri, ma tu sei, come persona, così di nicchia, che comunque non sono veri per te. E se una cosa non è vera per te, non è vera e basta. Se mi dite che io ho i capelli verdi e io sono daltonica e li vedo rossi, allora o non capite un cazzo voi, o non capisco un cazzo io, o in alternativa, come credo, abbiamo tutti ragione.

Mio fratello e Londra

Il 2007 è stato un anno difficile per mio fratello. Era in crisi nera e ricordo che un giorno mi disse senti io me ne vado, e mi chiese di accompagnarlo all'aeroporto. Lo vidi attraversare il check-in con una vecchia valigia che mi piaceva immaginare fosse di cartone, gli urlai stai bene, appena smetto di allattare Carolina ti vengo a trovare.

Io e le bimbe al Buskers Festival a Ferrara

Allora, in questi giorni sto piuttosto bene: ho una grande energia creativa (il 90% della quale va sprecata in minchiate, ma se deve andare così, va bene, che vi devo dire) e una grande voglia di cose belle, però faccio gli incubi, chissà perché. Ieri sera io e le brulline siamo andate al Ferrara Buskers Festival, e niente, ho pensato di scriverlo non perché a qualcuno importi qualcosa di quello che ho fatto nel week end ma perché se non siete lontanissimi, penso che dovreste valutare l'ipotesi di andare, una volta nella vita.

Un ragazzo che giocava a biliardo a Berlino

C'era una sera berlinese che faceva freddo e stava per piovere: sarebbe stata pioggia calda, sulle gambe e sui piedi nudi. Ero in questo cinese, fuori da un parco sulla Sprea. Il giorno prima avevo conosciuto un ragazzo.

La mia chitarra. Parto da Wikipedia.

Al liceo avevo un vecchio pc senza il modem e non ci facevo un cazzo. Ci insegnavano il Turbo Pascal una volta ogni tanto e no, non sono nata nel 1920 e no, non ho mai capito che cosa fosse e che cosa ci potessi fare. Dicevano che io ero l’anti-tecnologia.

A vedere Rosellina?

Ci sono degli marketer che hanno i superpoteri. Tipo, tu abiti a BucoDelCulo, non hai la tv, ma loro riescono a penetrare le tue mura domestiche con la facilità con cui il mio ex strisciava il bancomat nell'apertura della porta quando lo chiudevo fuori.

Registro elettronico e diritto a marinare la scuola

L'altro giorno si parlava di registro elettronico. Ma io non sono mica tanto convinta.

SONO STANCA DI FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Quando avevo più o meno otto anni, mia madre sposò un adorabile seguace di Osho in borghese. Aveva vissuto in India, conosceva quattro lingue, si, ehm, fabbricava le sigarette. Quando lasciammo l'appartamento nel palazzo popolare e andammo a vivere nella di lui villetta, mia madre spiegò a me e mio fratello che avremmo dovuto cominciare a mangiare la verdura e a riciclare la carta e la plastica. Erano i primi anni novanta, erano tempi in cui conservare e riciclare erano considerati gesti da micragnosi, o da soggetti bizzarri.

LIBRI CHE DEVO ANCORA LEGGERE

L'altro giorno dovevo fare un viaggetto in treno: un'ora e mezza su un regionale, sapete, quelli che fanno rumore, puzzano, fa troppo caldo, fa troppo freddo. Il Frecciarossa su quel tratto non esiste. Sul trenino regionale non ci sono le prese elettriche. Una volta voglio fare una dissertazione sui treni, perché magari sapete spiegarmi per quale stracazzo di motivo i trenini regionali non ci hanno la presa elettrica e poi ce n'è uno ogni due ore, mentre i Freccia, ce n'è ogni venti minuti (scherzavo, non ditemelo, giassò!). Dicevo, non c'era la presa elettrica e avevo sia il cellulare che il portatile scarichi. Quando facevo la pendolare non avevo il portatile e il cellulare me lo dimenticavo quasi sempre a casa. Quindi so . Facile, dico. Tiro fuori il libro, fiduciosa. Avevo in borsa il manuale dell'ecommerce di Roberto Ghislandi. Era un po' che non leggevo un'ora e mezza di fila. Perché alla sera ultimamente sono sempre molto stanca, e poi c'...

Cara Dea

Caro Babbo Natale, Cara Dea (uhm), volevo dirti, a titolo puramente informativo, che se per caso mi capitasse, secondo la tua volontà, che mi innamoro di nuovo, te ne sarei molto grata, ma suppongo che non ricapiterà perché non me lo merito molto. Però, insomma, ci tenevo a dirti che se me lo mandi, Lui, per prima cosa vorrei dirgliene quattro per tutto il tempo che ci ha messo ad arrivare. Dopo che gliene ho dette quattro me lo porto in camera per tre o quattro ore, per capire se è proprio Lui per davvero davvero, quindi per favore mandamelo una volta che non ci sono le bimbe. Infine, cara Dea, se è proprio lui per davvero davvero, io ti volevo promettere che: mi comporterò meglio di come mi sono sempre comportata; non gli sbatterò il telefono in faccia; non sarò gelosa. Ma non so se ci riesco. Tipo, se mi dai uno brutto, tanto per cominciare farò fatica a riconoscere che è proprio Lui, ma poi, seconda cosa, il modo di essere gelosa lo trovo lo stesso, tipo sarò gelo...

l'INCUBO DELLE FESTE

Che poi, sono le feste in generale, a mandarmi in paranoia. Il mio compleanno è l'apoteosi del malessere. Quest'anno tipo mi sono svegliata ed ero carica perché mi chiamavano un sacco di persone per farmi gli auguri nonostante il mio profilo Facebook sia talmente ermetico che non c'è manco la data di nascita, e allora ho detto, dài, qualcuno mi vuole bene, quante persone ci stanno attorno al mio tavolo? Mhm, sei strette più i bimbi, bene, cominciamo a invitare. Ma è stato un caso. Sono sette anni che verso metà agosto entro in un limbo popolato da orrendi mostri biblici, e passo le nottate a cercare compromessi tra la mia dignità di donna e la mia coscienza di madre. E insomma, dopo una serie di imbarazzanti feste di compleanno organizzata per le mie figlie (tipo quella durante la quale i nostri invitati sono stati aggrediti da uno sciame di zanzare tigre, e quella durante la quale un temporale estivo ci ha sorpresi costringendo nel mio minuscolo salotto almeno trenta per...

COSE CHE VORREI

Quando un paio di anni fa aprii questo blog stavo molto male. Stavo male perché avevo appena fallito nell'unica cosa che nella mia vita non doveva fallire. Mi ero appena lasciata con il padre delle mie figlie e consideravo il "divorzio (e lo considero tutt'ora) un enorme fallimento personale, un errore di valutazione per cui ora dovevo pagare da sola; ma da un lato mi sentivo anche abbastanza sollevata, perché come alcuni di voi sapranno, la fine di una convivenza è un coacervo di rancore e di frustrazione che basta davvero un niente perché tu molli la presa della tua salute mentale. Io non potevo mollare, perché aveva già mollato lui. Una volta il mio capo mi portò al pronto soccorso perché quasi svenni al lavoro: avevo la polmonite perché non curavo una febbre che persisteva da due settimane; e in più la dottoressa mi disse che ero denutrita. Dissi che non mangiavo perché avevo mal di stomaco, ma la gastroscopia diceva che stavo bene. Capii che avevo esagerato con l...

TRANSAZIONI O EMOZIONI?

Ieri andavo in posta e faccio per mettermi in fila al parchimetro. Avete in mente no? quando rovisti nel borsellino, con le bollette sotto a un'ascella, cinquanta euro che stanno per volar via dal malloppo delle tue pratiche, e il cellulare che suona. Mi s'è avvicinato uno, come a volte accade, ed era mezzo anziano mezzo no, e aveva un accento del sud, ma poi a me sembra un accento un po' del sud anche l'accento marchigiano quindi a dirla tutta non ho capito da dove venisse. Mi dice signorina, aspetti, ho pagato fino alle 12 e sto uscendo. Gli dico grazie per il signorina e grazie per il tagliandino, e lo seguo fino alla macchina. Dice dobbiamo aiutarci, tra persone. Dico infatti, ci hanno tutti segregati nelle nostre famiglie mononucleari, perché con il divide et impera ci rincoglioniscono meglio, ma in fondo siam tutti proletari. Dice era diverso, una volta. Sospiro eh; dice arrivederci e in bocca al lupo. Poi succede che esco dal parcheggio, e il traffico...

ILLAZIONI CULTURALI

Ci pensavo ieri. Passi l'adolescenza alla discoteca della domenica pomeriggio; poi arriva l'agognato sabato sera, e infine cominci a uscire il venerdì, magari perché il sabato ci hai il morosino e state a casa a, ehm, guardare la tv. Al limite andate al ristorante, toh. Poi succede. Arriva la temuta età che esci al venerdì sera e ti accorgi che nel locale n.1 sono tutti sbarbini. Nel locale n.2 sono tutti sbarbini. Nel locale n.3 sono tutti sbarbini. Nel locale n.4 non ci vai perché sono le due e cominci ad avere sonno, visto che sei in piedi dalle 6.30. E insomma, ti sei accorta che al venerdì sera sono tutti universitari e tu non sei più un'universitaria, ed è peraltro sempre più raro che qualcuno ti scambi per un'universitaria. Anyway, non posso lamentarmi circa la scarsità di divertimenti in Romagna. Tipo, io vivo a Buco del Culo, nell'entroterra, in collina, 8000 abitanti, e vantiamo un'enoteca pro capite, il bar Da Checco con (a volte) musica dal vivo...