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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2013

Registro elettronico e diritto a marinare la scuola

L'altro giorno si parlava di registro elettronico. Ma io non sono mica tanto convinta.

Fight, flight o freeze?

Cari tutti,
nessuno ha mai capito perché, ma io alla rubrica motivazionale "Io ce la posso fare", ho sempre creduto molto. Poi qui sul bloggo l'ho curata poco perché sono fatta così, e anche perché ho parlato di questi stessi temi su Genitori Crescono (u know che ci ho la rubrica) e qualche mese fa sul Bambino di Donna Moderna (ve l'avevo detto? Mi sa di no).

Oggi stavo per morire poi

Quest'oggi sono andata a fare la lastra di controllo ai polmoni.
Vado in radiologia, pago il ticket, chiedo all'accettazione se per le richieste prioritarie il referto viene consegnato in tempo reale. Mi rispondono che no, devo ritornare tra qualche giorno.

Rido come se avessi trent'anni

Recentemente, ho pranzato da un'amica. Eravamo quattro: tre ragazze e un ragazzo. Loro sono amici sin dalla scuola, io li conosco da meno tempo. Altri amici, altri giri, altra scuola, io ho qualche anno in meno.
Una delle due ragazze e il ragazzo, ai tempi della scuola, per un periodo, si sono frequentati. Lei ha detto che lui a suo tempo l'ha lasciata per un'altra, lei ci è passata sopra in qualche ora e qualche sorsata di Montenegro, e ora, dopo quindici (tredici? Diciassette? Venti?) anni sono ottimi amici.

SONO STANCA DI FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA

Quando avevo più o meno otto anni, mia madre sposò un adorabile seguace di Osho in borghese. Aveva vissuto in India, conosceva quattro lingue, si, ehm, fabbricava le sigarette.
Quando lasciammo l'appartamento nel palazzo popolare e andammo a vivere nella di lui villetta, mia madre spiegò a me e mio fratello che avremmo dovuto cominciare a mangiare la verdura e a riciclare la carta e la plastica. Erano i primi anni novanta, erano tempi in cui conservare e riciclare erano considerati gesti da micragnosi, o da soggetti bizzarri.

Bacio le mie figlie

Essere a casa ammalata ma in via di guarigione in fondo è bello, perché ci hai più tempo libero e puoi andartene in giro per il web a scovare qualche rimasto*.

Tipo, certe amiche mie mi hanno detto: "Oh, sai che esiste la 27esima ora"?
"Dài figo, chissà cosa dicono di interessante"

In effetti, ho trovato un parere piuttosto illuminante di tale Chiara Maffioletti:
Dare i baci sulle labbra ai propri figli fa impressione.

La crisi c'è

Qui a BucoDelCulo, la scorsa estate, una sarta aveva aperto un negozio. Lei diceva che era un'atelier, ma era grande come la mia cucina. Lei non mi sembrava molto simpatica, sorrideva poco e non era bella, però mi incuriosiva perché metteva sempre vestiti esagerati e io credo che questo sia abbastanza autoironico, a meno che non sei una fashion blogger.

L'adolescenza di Paola e Chiara

Cari tutti,
un caro saluto dal mio polmone e il suo vasto addensamento parenchimale blablabla.
Siccome sono strafatta di medicinali, vi volevo raccontare un altro capitolo della mia adolescenza a BucoDelCulo (in realtà non stavo ancora qui ma sempre di provincia parliamo) con sottofondi musicali opinabili.
Oggi parliamo di Paola e Chiara.

Il farmaco è una res publica

Ieri sono andata in farmacia, ho preso il cartellino, ho fatto la fila e ho mostrato la mia ricetta per gli antibiotici.
Mentre la farmacista me li impacchettava ha detto:
"Questi non costano niente. Li vuole i fermenti lattici? Dopo due scatole di antibiotico potrebbe averne bisogno"

La mia salute e i capelli altrui

Ieri sono stata dal mio adorato medico fricchettone, il quale mi ha detto che non è proprio normale per niente che mi ammalo quasi ogni mese. Mi sono fatta accompagnare da mia madre, la quale è convintissima che un dolore tipo punteruolo alla spalla sia tipo artrite, certo, come no, non è il polmone.

Ho letto un romanzo che profumava di amore

Una volta (e ancora oggi, a occhio e croce) non scrivevo mai recensioni perché, prendiamo uno tra i miei libri preferiti, Viaggio al termine della notte, ecco, leggetevelo e ditemi che straminchia ho da aggiungere io. La cosa più bella che ho fatto a un libro è stato regalarlo, che recensirlo!
Un paio di anni fa, invece, ho recensito dalle mie amiche di Zebuk due o tre libri che non erano capolavori che si raccontavano da sé, però insomma erano robe molto gradevoli (questo soprattutto. Mezzo geniale) , allora mi sono detta, alla fine, le recensioni d'accordo non mi piacciono, però se capita di dover raccontare un libro, posso farlo.