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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

Quali sono i vostri rinoceronti naufraghi?

Ieri sera sono stata, con un'amica, ad ascoltare Roberto Mercadini alla biblioteca di Faenza, in un suo monologo sul Rinascimento.
Se non conoscete Mercadini, conosciatelo. Io l'ho visto solo un paio di volte ma mi ha fatto impazzire. Si definisce "Poeta parlante". Non mi piace solo per il suo modo di raccontare (lo stile è molto denso, ma l'interpretazione tiene viva l'attenzione), né per gli argomenti che sceglie (spesso molto intellettuali, non per tutti): mi piace la sua intelligenza.
Ha quella capacità che fa di un uomo uno scrittore, quella di cogliere il senso, il collegamento, il substrato che sta sotto alle prime occhiate alle cose; sa intravvedere una prospettiva che poi vive di vita propria, trasversalmente alle opere, che nel suo caso sono monologhi.
Ieri per esempio, dai suoi pezzi sul Rinascimento, ho ricevuto delle ispirazioni sulla creatività.
Vi vorrei parafrasare tutto quello che ha detto, ma credo che non sarebbe carino spoilerarvi uno tra …

Del perché Facebook fa male al cervello - specie se si parla di vaccini

Ieri ero un po' stressata di mio, è stata una giornata impegnativa. Non che sia successo niente di male, ma rare volte ho il magone e non so perché. Sarà stato l'accumularsi degli starnuti per via dell'allergia, dei moscerini negli occhi mentre andavo al lavoro un bici, delle incomprensioni piccole ma senza speranza, della stanchezza, e del sole dopo un weekend di pioggia.
La cazzata più cazzata che potevo fare è stata aprire Facebook prima di andare a dormire. Mi sono innervosita nonostante io normalmente provi al massimo distacco, o noia. Per colpa della (o grazie a) gente che parla di vaccini, credo di aver raggiunto lo stesso livello di saturazione che nel 2011, appena finito un progetto lavorativo importante in cui dovevo fare live posting da un evento, mi portò a chiudere l'account. Provo lo stesso livello di saturazione di quando smisi di comprare Repubblica e Vanity Fair perché si parlava solo delle orge di Berlusconi. Lo stesso livello di saturazione che, nel …

Siete Highly Sensitive Person?

Tempo fa vi dissi avevo scoperto per caso il mondo delle personalità introverse e sensibili (io sarei ISFP, ma questo non importa, non mi piace granché etichettarmi), e questa scoperta mi era parsa interessante perché essendo che gli introversi tendono a nascondersi, poi hanno la percezione di essere strani e fuori dal normale. Se tuttavia l'introversione NON è la caratteristica predominante della mia personalità, lo è probabilmente la sensibilità, intesa come la continua allerta dei sensi. Come ho scritto un'altra volta, quando parlo di introversione o HSP (highly sensitive person) NON intendo giustificare certi miei comportamenti che so essere difficili da tollerare per chi mi è molto vicino, ma solo accettarmi (e ci sto riuscendo. Nell'ultimo anno ha raggiunto una tale autostima che a volte devo controllarmi).
Recentemente ho letto sul blog Introvert, dear un articolo che parlava di 23 segni che potrebbero fare di te una persona altamente sensibile.


Qui l'originale; …

Adolescenza e altri appunti

E così è un periodo un po’ strano, ma felice.
Strano perché avendo mamma spesso con noi, mi rendo conto di quanto sono stata sola per tanti anni. Certo, c’erano le mie amiche a portata di mano o di telefono, e certo, c’era il Donatore sporadicamente, e certo, mio fratello c’era più spesso, e le bambine, dalle 16 alle 19, stavano comunque ogni giorno con mia madre.
Ma ad ogni cena ero l’unica adulta. Ad ogni colazione.


E il sabato, con al spesa da fare e la casa da pulire ero l’unica adulta. E davanti alle bollette troppo alte ero l’unica adulta, e quando fuori tuonava ero l’unica adulta, ed ero l’unica adulta quando si doveva andare dal pediatra o al pronto soccorso.
Ero l’unica adulta quando si programmavano le vacanze. La mattina di Natale.
E ho imparato a fingere di non aver paura del buio, e poi un giorno non l’ho più avuta davvero. E ho imparato a rassegnarmi al fatto che dovevo guidare sempre io.
E a un certo punto ho smesso di chiamare le mie amiche per piangere, perché ho impa…