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Visualizzazione dei post da maggio, 2011

MISS U, Z

A diciassette anni pensavo che nessuno mi avrebbe più procurato quegli imbarazzanti segni sul collo che vengono chiamati "succhiotti", e invece. Io ho nostalgia delle zanzare. Quelle di una volta. Quelle che arrivavano quando calava la notte, e difatti mia nonna, la sera stava sempre la buio per non attirarle. Ma forse era una strategia per barare quando giocavamo a briscola. C'avevo la mia personale teoria, quando mi insolentivano con quel ronzio intermittente. Accendevo la luce in un'altra stanza e loro uscivano, decretando la mia evidentissima superiorità morale e intellettiva. Che sottolineavo con un esplicito gesto dell'ombrello all'ignaro insetto. Qualche anno fa, bastava non abitare a Ravenna, ovvero nella palude, per non fare la conoscenza della temibile zanzara tigre. E invece sono arrivate anche qui, le troie. Ci sono anche e soprattutto di giorno. In genere a loro basta mia figlia, dalla pelle sottile e delicata. In mancanza d'altro, vad

LA TIFOSA DELLA DOMENICA

Non so se l'abbiate mai sentita nominare, la Cento chilometri del Passatore. E' una gara podistica lunga appunto cento chilometri, da FirenSe a FaenSa, e passa davanti a casa mia. Credo che fosse la serata preferita da mio nonno. Tant'è che la prima volta che al liceo mi ingaggiarono per stare sul palco con le mie compagne a dare la medaglia ai poveracci che arrivavano al traguardo alle sei del mattino, mi imboscai una medaglia e la portai a lui, che ne fu felicissimo. La teneva sul comodino, quando morì gliela misi nella tasca del completo a giacca. Lui si muoveva solo in camion, perchè di lavoro faceva i traslochi. E la sera della Cento partivamo lui, io, Mattia e nonna. Ci piazzavamo lungo la strada, in direzione Firenze, e nonno tirava fuori la griglia e cominciava a cuocere carne a tutta manetta. La verdura lui non sapeva neanche cosa fosse; la stessa acqua diceva che lo avrebbe fatto arrugginire. A quella grigliata si aggiungevano sempre i miei zii, gli amici di

FIBRILLO

Non so se è il caldo che mi da fastidio. Però ultimamente sono in fibrillazione culturale. Soprattutto da quando ho scoperto che in biblioteca danno a prestito i cd. Ultimamente ho voglia di musica. Domenica pomeriggio un amico mi ha invitato a un folk festival con le bimbe, e secondo lui ci dovremmo mettere tutti a ballare come dei pazzi. La pizzica, che non so bene cosa sia. Ho bluffato, comunque. Gli ho detto: bello, ci saremo. E infatti ci saremo, a scoprire cos'è la pizzica. In romagnolo pizzicare significa prudere. Tipo la testa quando hai i pidocchi. Poi mi ha detto Julez che se non mi facevo una cultura gucciniana mi avrebbe tolto il saluto, e allora ho noleggiato questo cd di Guccini, Radici, e sulle prime ho pensato che era una roba un po' polverosa, intellettualoide, poi invece sono arrivata alla fine che piangevo, ascoltando Il vecchio e il bambino. Ce la facevano cantare a scuola, tra l'altro, assieme a Bella Ciao, La Rossa Primavera, Bandiera Rossa. La maes
C'ho questa attrazione per i mercatini dell'usato. Ci passerei le giornate. O meglio, le nottate. Perchè le giornate le passo in ufficio, e quando esco, se c'è ancora il sole, devo mettere gli occhiali protettivi. Avete in mente quella scena di Fantozzi va in Pensione, quando Fantozzi con Filini, la signorina Silvani e tutta la comitiva escono dalla supermega azienda e sono accecati dal sole? Ecco. Solo che la mia pensione è lontana, molto lontana. Altro che 25 anni di onorato servizio. Allora niente, mi capita che sono andata a un mercatino dell'usato per lavoro, perchè la cooperativa che lo gestisce è nostra cliente. E c'ho fatto un giro. E' uno dei pochi mercatini dove i prezzi sono ancora politici. Davvero. E oltretutto ti fanno lo scontrino. Una roba che non ci si crede. Mi sarei comprata tutto. I libri. Che in effetti qualcuno. I suppellettili. Ma poi li rompo. Quella volta all'anno che do la polvere. Le poltrone. Quelle belle poltrone anni '

L'EVOLUZIONE DELLA SPECIE

Sto per aprire una rubrica darwiniana sul mio blog. Non credeteci . L'evoluzione del maschio etero da ramapiteco a...ramapiteco. L'altro giorno una mia amica blogger molto più geek di me, mi ha resa edotta circa la corrispondenza dell'acronimo MILTF. Significa Mother I'd like to fuck, ovvero "Madre con cui avrei anche, eventualmente, rapporti sessuali. Casti, s'intende. Preliminari classici, posizione del missionario e niente cose strane eh, visto che è madre". Io la prima cosa che ho pensato, è stata una poesia di Guido Gozzano, che vi riporto. Mammina diciottenne Non mai - dico non mai - così m'infiamma il senso d'una vita bella e forte come quando apparite nelle corte gonnelle d'alpinista, esile damma! Non m'irridete! Ché nessuna fiamma come costoro che vi fan coorte m'invita a seguitar la vostra sorte, o Margherita, giovinetta Mamma! O Margherita, mamma diciottenne, chinatevi sul bimbo vostro e ad ogni bacio s'un

DIGITAL LOVE

Si erano conosciuti in rete, loro due.  Lui era un poeta. Lei pure. Loro due ciattavano. Ed erano sempre molto poetici. Lui era l'archetipo dell'uomo, per lei, e lei era l'incaranazione della dolcezza, per lui. A un certo punto, dopo tanto ciattare dei massimi sistemi, si erano detti che si piacevano. Lei aveva avuto un brivido, quando aveva visto quelle parole comparire, nero su bianco, sull'editor della ciat. Lei non sapeva che mentre lui scriveva, stava frugando frenetico nel proprio naso. E lui, quando vide lampeggiare la scritta anche tu mi piaci , non sapeva che lei si stava sfilando i mocassini, e poi i gambaletti. E dio solo sa se c'è qualcosa che ha l'aria più sconfitta di un gambaletto usato, di quel colore che si definisce "carne" ma che in realtà dovrebbe chiamarsi "color compensato" o "color cadavere" o "color calze di una ballerina di liscio romagnolo". La prima volta che si videro tramite web cam lei si er

SCOMMETTIAMO CHE?

Bellissimo. Ho trovato questo tale che ha aperto un blog con la seguente scommessa: Ce la farò a farmi dieci ragazze nel giro di 365 giorni, calcolando che sono un ragazzo normale? Allora. Per normale immagino intenda "di aspetto fisico passabile". Cioè, non un orco, per intenderci. Dieci ragazze in un anno significa una al mese, escludendo magari gennaio perchè fa un freddo porco e lui se ne sta a casa; ed escludendo settembre che si potrebbe fare la stessa tipa di agosto. Insomma, se questo esce di casa spesso e soprattutto si accontenta, immagino ce la possa fare. Pensavo a sta cosa. Ma io in un anno ce la farò a farmene uno? Senza accontentarmi, dico. Che giorno abbiamo detto che è oggi? Il 18 maggio. OK. Sono normale anch'io. Per normale intendo che sono alta il giusto e abbastanza proporzionata (cioè, pensate a un attaccapanni. Ecco, fisicamente sono più o meno così). No vabbè, forse ho sempre avuto il sedere sproporzionato, infatti dice Ali che se me

HO SONNO MA EVIDENTEMENTE NON ABBASTANZA

Avete presente quando vi trovate su una strada sterrata che a un certo punto finisce con un burrone e il vostro navigatore, imperterrito, vi dice di proseguire cinquecento metri e poi svoltare a sinistra? E voi, come coglioni, maledite i tempi in cui il navigatore era solo futurologia applicata e voi tiravate giù il finestrino (a manovella) per chiedere indicazioni? No, vabbè, alla fine le indicazioni le ho chieste eh. Ho chiamato l'agriturismo e ho detto: sono in mezzo agli ulivi e ai cipressi, dove cazzo siete ubicati? E poi niente, mi sono persa di nuovo, e mi vergognavo a richiamare l'agriturismo, per fortuna tra i crinali mi è venuto incontro un provvidenziale rotweiler dal rassicurante nome Igor, e la padrona, che aveva un po' l'aspetto di Pacciani, o forse ero io che mi lasciavo suggestionare dall'uscita Firenze Scandicci che mi ero lasciata da poco alle spalle, insomma, dicevo che Pacciani mi ha "gentilmente" indicato la strada. Poi sono arrivata

DI TETTINE (NON LE MIE)

Tra mercoledì e giovedì, su 48 ore, ne ho lavorate 24 e dormite circa 14: le residue dieci le ho perse tra spostamenti, pausa pranzo e un rapporto mordi e fuggi con le mie figlie, del tipo che mi limitavo a dire al mattino "Ciao Cuccioli, mamma vi ama sempre" e loro rispondevano "Ringraziamo sentitamente, signora Wantsacracker". Giovedì sera il caso ha voluto che ci fosse la festa della mamma, all'asilo. Sapete quelle feste trucide, con certe mamme vestite tipo matrimonio siciliano, che ti verrebbe voglia di implorarle di non impossessarsi della vita sociale del figlio in maniera così imbarazzante e di sfoderare tali mise chennesò a cena fuori con un'amica, una collega. Il marito, in mancanza d'altro. Arrivo io, in mezzo a cotanto splendore. Capelli sconvolti, trucco sbavato. Colorito giallastro. Maglia sudata sostituita in macchina con altra pulita. Donatore al seguito, in completo grigio e camicia azzurra. Lo splendido, lui. Il palinsesto era così

LA RETE DEI MANIACI

Voi sapete che questa rubrica che ho aperto per noi donne-sole-ma-anche-no-che-spacchiamo-il-culo-a-tutti, ha una valenza sociale incommensurabile: in pratica non se ne può più fare a meno. Fonti (non) attendibili riferiscono che i miei post sono diventati quasi libri di testo tra le femministe iraniane. Quest'oggi, abbiamo con noi il mio caro amico Vince' (detto alla napoletana), il quale ci spiegherà quali maniaci girano su Facebook e il relativo grado di pericolosità. Io come sapete non amo i socialnetwork, però mi sono state raccontate storie di abbordaggi che se non fossero deprimenti sarebbero esilaranti. Il problema è che purtroppo in giro ci sono tanti squilibrati/e. Finito il mio "cappello" ci faremo due risate sui "maniaci da social network", però vi segnalo, che quando costoro ci diffamano/ ci ingiuriano/ ci molestano gratuitamente per il solo fatto che abbiamo una email pubblica o un profilo su Facebook, compiono un reato penale

MORTO BIN LADEN, IO HO ANCORA PAURA

Sono arrabbiata e scrivo di getto, probabilmente sarò impopolare e se volete anche ingiusta. Del resto, qui, scrivo sempre di getto. Ecco, mi dicevo che non avrei mai commentato i fatti del giorno sul blog, perchè negli ultimi due o tre anni mi sono sempre informata troppo poco per dire qualcosa di sensato. Però oggi non ci sto a fare la paracula. Osama Bin Laden è stato ucciso (legittima difesa o esecuzione sommaria?), ma io tutta questa giustizia non la vedo. Chissà se i parenti delle vittime dell'11 settembre si sentono meglio, oggi. Io se avessero ammazzato mio fratello non credo che potrei sentirmi meglio, in nessun caso. Anche Obama dice che il mondo oggi sarà migliore. Obama. Qualche anno fa ho letto "Lo scontro delle civiltà" (il saggio più citato e meno letto della storia) di Samuel Huntington, che, da esperto di relazioni internazionali, prevedeva la fine dell'egemonia economica/militare/politica dell'occidente (Usa?). Parecchi anni dopo in effetti

COPPIA VS SINGLE

Venerdì sera avevo delle amiche a cena e osservavo la mia tovaglia scolorita, i sette piatti diversi, i pop corn sul pavimento. Giocavamo con le bimbe al "telefono senza fili" di fronte a un piatto di cou cous come lo faccio io, con le verdure e un quintale di curry e di cumino. E niente, pensavo a quelle poverette delle mie amiche sposate :D che si ritrovano sempre individui semi-sconosciuti la domenica a pranzo, e intanto che lavano i piatti, meditano vendetta. Così, sulla mia Moleskine, che in genere estraggo solo al terzo bicchiere di vino, ho stilato la lista dei "buoni motivi per rimanere single a vita", ma anche la lista dei "buoni motivi per trovare immediatamente un uomo, chiunque esso sia". Aveste altro da aggiungere, volentieri. SINGLE: "Figa sta cosa che fai del couchsurfing. Dove andiamo il prossimo week end?" ACCOPPIATA: "Figa sta cosa che fai del couchsurfing. Annò, però io non so nuotare." SINGLE: Svegliarsi