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Complimenti non richiesti

L'altro giorno mi è capitato di conversare con una ragazza di 18 anni.
Le ho raccontato di un episodio a cui ho assistito e le ho chiesto come si sentisse al riguardo.

Accanto a casa c'è una pensione che spesso ospita ragazzi molto giovani, suppongo in gita. C'era un gruppetto di ragazzini che avrebbero potuto avere sedici, diciassette anni. La stanza dei ragazzini è pari alla mia terrazza, dove in quel momento stendevo i panni.
Per strada passa una ragazza, che mi pareva ancora più giovane...sarà stata sì e no di prima superiore. Era vestita molto semplicemente: pantaloni sportivi, non certo inguinali, maglietta oversize, scarpe da ginnastica. Non che questo voglia dire qualcosa, vi sto solo descrivendo la scena.
La ragazza cammina per strada e di sopra, i ragazzi, le gridano "Ciao amore, vuoi salire?". Lei non risponde, fa finta di niente e prosegue. Loro insistono un po', poi rivolgono l'attenzione altrove.



Nonostante io tenda a provare simpatia per i…
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Routine estiva con tre figlie e pochi soldi

Ogni genitore non saprebbe dire se la fine della scuola è una cosa bella o una cosa brutta. Se ci liberiamo dalle sveglie antelucane, dai temibili compiti a casa, e dalla via crucis mensile per pagare il pulmino, pagare la mensa, pagare le attività extrascolastische, pagare le attività scolastiche ma extracurriculari, pagare il materiale, e così via; è anche vero che ci esponiamo a intere giornate da riempire - per ben tre mesi.


Io mi ritengo fortunata perché mia madre è sempre riuscita a darmi una grande mano, e tra le mie ferie, le ferie del babbo delle bimbe e mia madre tutto il resto del tempo, siamo riuscite a sfangare 12 lunghe estati. D'altra parte, la grande risorsa nonna, supplisce a un impiego che fino a un anno fa aveva orari rigidissimi e tempi di pendolarismo che rendevano quasi nulla la mia disponibilità a fronte di un imprevisto; inoltre, con tre figlie, non mi potrei permettere altro che la nonna.
Ora che mi sono regalata una vita più facile (in un'azienda dove…

Dividere o moltiplicare?

"Mamma, te l'ho detto che ultimemente faccio sempre l'ora di religione in classe con gli altri perché l'insegnante che dovrebbe fare alternativa se ne va?"
"Ah, fantastico. Senti, ma almeno l'ora di religione ti sembra interessante?"
"Mah non molto"
"Perché? Ti indottrinano?"
"No, è che parlano sempre di quella storia dei pani e dei pesci ma io la sapevo già"
"Certo, l'abbiamo letta assieme sul Vangelo, ricordi?"
"Sì, però tu mi hai detto che Gesù ha diviso i pani e i pesci; invece a scuola mi hanno detto che li ha moltiplicati, non capisco più chi ha ragione"
"Bè, in quell'occasione non ero presente né io né la tua insegnante di religione, però fondamentalmente stiamo dicendo la stessa cosa: Gesù quella sera ha fatto sì che tutti avessero da mangiare"
"Sì, ma moltiplicare è una cosa, dividere è il contrario"
"Io ti dico solo che oggi a moltiplicare sanno fare tutti, …

Smartphone: a che età?

Anche Carolina ha chiuso dietro di sé il portone delle elementari e io so perfettamente che a settembre, insieme alle medie, comincerà il periodo dello smartphone (che in realtà è già cominciato perché usa quello delle sorelle appena mi giro, ma guardiamo in faccia la realtà: io non sono il vigile urbano di casa, semplicemente cedo).
Essendo però il secondo giro, ora so cosa aspettarmi.

Funziona esattamente come quando eri incinta e progettavi di essere la madre ideale, mentre biasimavi le altre: "A me non capiterà mai". Finché i figli sono alle elementari, i piani di uso dell'internet nella testa del genitore sono chiarissimi, specie poi se, come me, i genitori sono buoni conoscitori e utenti attivi dei social e abbastanza giovani da non ricordare del tutto com'era la vita senza cellulare. Ma poi, gli ideali crollano miseramente di fronte alla dura realtà: i nostri figli non usano lo smartphone, i social, i like, whatsapp come noi, perché loro sono nativi digitali e…

Informazioni sparse sulle nostre vite

Potrei scrivere dieci post di filata, ma ho troppe cose da fare. Le solite: il lavoro, le bimbe, il mare, i libri, qualche uscita, e i necessari momenti che mi prendo per nutrire la mia asocialità la quale è semplicemente la mia dimensione e pertanto me la tengo.
Vi dirò alcune cose sparse.

A Rimini c’è la ciclopolitana. Ciò significa che è possibile percorrere la città in lungo e in largo in bici senza praticamente attraversare una strada. Per esempio c’è una pista ciclabile che segue il Marecchia e, dalla sua foce arriva fino alla Statale Adriatica. Poi c’è una pedonale dal centro della città a Marina centro e una ciclabile che praticamente va da Bellaria a Riccione (con qualche interruzione ma diciamo che si possono fare delle belle pedalatone guardando il mare).


 L'altro giorno non si sa come il mio radiatore ha perso il tappo e il motore della mia auto s'è orrendamente surriscaldato nel bel mezzo dell'autostrada, così ho dovuto chiamare il carro attrezzi per farci rip…

Quali sono i vostri rinoceronti naufraghi?

Ieri sera sono stata, con un'amica, ad ascoltare Roberto Mercadini alla biblioteca di Faenza, in un suo monologo sul Rinascimento.
Se non conoscete Mercadini, conosciatelo. Io l'ho visto solo un paio di volte ma mi ha fatto impazzire. Si definisce "Poeta parlante". Non mi piace solo per il suo modo di raccontare (lo stile è molto denso, ma l'interpretazione tiene viva l'attenzione), né per gli argomenti che sceglie (spesso molto intellettuali, non per tutti): mi piace la sua intelligenza.
Ha quella capacità che fa di un uomo uno scrittore, quella di cogliere il senso, il collegamento, il substrato che sta sotto alle prime occhiate alle cose; sa intravvedere una prospettiva che poi vive di vita propria, trasversalmente alle opere, che nel suo caso sono monologhi.
Ieri per esempio, dai suoi pezzi sul Rinascimento, ho ricevuto delle ispirazioni sulla creatività.
Vi vorrei parafrasare tutto quello che ha detto, ma credo che non sarebbe carino spoilerarvi uno tra …

Del perché Facebook fa male al cervello - specie se si parla di vaccini

Ieri ero un po' stressata di mio, è stata una giornata impegnativa. Non che sia successo niente di male, ma rare volte ho il magone e non so perché. Sarà stato l'accumularsi degli starnuti per via dell'allergia, dei moscerini negli occhi mentre andavo al lavoro un bici, delle incomprensioni piccole ma senza speranza, della stanchezza, e del sole dopo un weekend di pioggia.
La cazzata più cazzata che potevo fare è stata aprire Facebook prima di andare a dormire. Mi sono innervosita nonostante io normalmente provi al massimo distacco, o noia. Per colpa della (o grazie a) gente che parla di vaccini, credo di aver raggiunto lo stesso livello di saturazione che nel 2011, appena finito un progetto lavorativo importante in cui dovevo fare live posting da un evento, mi portò a chiudere l'account. Provo lo stesso livello di saturazione di quando smisi di comprare Repubblica e Vanity Fair perché si parlava solo delle orge di Berlusconi. Lo stesso livello di saturazione che, nel …