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Ciao

Caro Amico,
quando ti incontravo ridevi di cuore ma non sapevi mai spiegarmi perché, dicevi è come se lui fosse qui, avevo l'impressione che rideste assieme, in un'altra dimensione, ed era bellissimo.
Quando c'eri tu, c'era anche lui; e forse tu pensavi lo stesso, che quando c'ero io, c'era anche lui.
Io ero lui per il sangue e il cognome, forse per l'inquietudine, la rabbia, non so.
Tu eri lui nella magrezza, nei ricordi, in quella fede in Cristo così pura, priva di sovrastrutture, fanatica. In quell'agire missionario, non giudicante, senza proselitismo, proprio di voi che le avete viste tutte, specie quelle che stanno vicino al fondo.
Mi spiace non averti salutato.


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La scuola italiana ha un problema con l'ateismo

Qualche anno fa, vi ho raccontato di quanto educare i tuo figli nell’ateismo, sia, in Italia, una decisione osteggiata su diversi livelli (a volte familiare, a volte sociale, sempre scolastico).
Se non ricordo male, è stato poco dopo quel post che io e le bimbe ci siamo trasferite da un piccolo borgo di collina, dove la parrocchia era quasi l’unica attività extrascolastica possibile, a una città, Rimini, molto aperta e inclusiva, ma anche base storica del movimento ciellino, che, a sensazione (ma potrei sbagliare) ha messo delle belle radicione nel sistema scolastico.


I tre anni di scuola media sono filati molto lisci sul tema religione: certo, è vero che non ho mai visto una scuola proporre un’attività sensata durante l’ora alternativa, ma ci accontentiamo e comunque diamo fiducia al singolo insegnante che si prende in carico i piccoli reietti della società. Persino gli scout cattolici si stanno dimostrando di grande apertura (ovviamente mia figlia li frequenta partendo dal presuppos…

Vita sostenibile: di quando ci ho provato

Una volta ho provato a fare una vita un po'  coerentecon i miei principi anti-capitalistici, e di conseguenza, abbastanza sostenibile, anche se non fuori dal sistema, off - the - grid, come dicono alcuni miei amici che invece hanno scelto una strada più radicale.
In pratica è andata così. Scusate per il post lungo.


Come sapete sono nata in una famiglia umile in una graziosa cittadina in mezzo alla campagna romagnola, si chiama Faenza. Ho studiato scienze politiche, classe diritti umani, grazie all’ente per il diritto allo studio che, per via della media alta, mi abbonava la retta dell’università. Sono andata a lavorare come commessa per tutta la durata dell’università (in realtà anche tutte le estati delle superiori) per pagarmi qualche abito, l’abbonamento del treno e, a un certo punto, la benzina di una Punto di terza mano. Eppure man mano che proseguivo con gli studi, specie quelli terzomondisti, mi sono resa conto di essere nata dalla parte giusto del mondo, di essere fottutam…

Cosa significa essere femmine?

Spesso nella vita mi è capitato di ragionare, da sola o con altri, sulla presunta componente maschile o femminile della nostra personalità, e ci ho sempre ragionato un po’ “a sentimento”, pur cercando di non cadere nello stereotipo.
Per esempio, pensando alle mie amicizie maschili e femminili, mi viene spontaneo associare la tendenza alla complessità alle donne: a volte con le mie amiche faccio dei ragionamenti avvincenti e complessi sui sentimenti, le relazioni, la vita eccetera eccetera, mentre se passo del tempo con un maschio, SE ci si butta in una discussione "importante" si rimane sul piano dei massimi sistemi (ad esempio si può parlare di politica), emotivamente meno impegnativi. Credo che questo derivi dallo sdoganamento del privato da parte delle sorelle dei collettivi negli anni settanta.


Io stessa comunque sono la complicazione fatta a persona: mi muovo bene nell’anomia, dove non c’è la creo.
Provate a chiedermi via chat “Dove ci vediamo?” e assisterete a thread d…

3 cose sul tuo adolescente domestico che non vorresti sapere

Cari tutti,
vi vedo, vi vedo che anche voi state mollando la presa!
Lo vedo dai gruppi wozzup dei genitori delle superiori. E sì, mi sono fatta iscrivere di mia spontanea volontà, perché gli adolescenti domestici mentono e manipolano, e l’occhio dello storico genitore che non molla mai, e che raccoglie i numeri degli altri genitori anche alle superiori, è oggi, per la prima volta, estremamente prezioso.
Vi vedo che nelle vostre foto profilo, le dolci faccine dei vostri bimbi non compaiono più. Che si vede che finalmente vi hanno mollato e andate a fare più aperitivi da soli, anche se non siete certo meno stressati di prima, anzi.
Che si vede che avete ripreso a curarvi di voi stessi, della vostra vita sociale, dei vostri interessi, ma non proprio come prima dei figli, adesso è più un arrivare alla domenica sera dicendo: “ok, o esci tu o esco io”.
In questo scenario post nucleare, da ricostruire, che è diventata la nostra vita, ecco un paio di verità particolarmente urticanti sui vostr…

Sfangamento della beauty routine per sticazzist*

Cary tutti,
a meno che non crediate davvero di essere la vostra rappresentazione su Instagram con il filtro bellezza, se avete superato i trenta anche voi vi starete confrontando con la pelle che invecchia, i capelli che imbiancano, la panza che incombe.
Non so voi, ma io piuttosto che pensare alla mia beauty routine mi darei una coltellata sui coglioni e la tentazione di struccarmi sul cuscino e la mattina dopo passare il correttore sul mascara sbavato, come facevo quando a diciotto anni andavo in discoteca il venerdì sera e a scuola il sabato mattina, è sempre forte.


Pertanto mi devo inventare dei trucchetti per convincermi a passare cinque minuti di fronte allo specchio invece che lanciarmi a letto alle 20.30 con la dolce compagnia dei bricioli di Pan di Stelle e un libro
Ecco i miei trucchi di beauty routine per gente a cui non frega un cazzo della beauty routine, se ne avete altri non esitate a farmeli sapere.
Attrezzatura minima  Se proprio questo ennesimo dovere vi pare una tort…

Sogni non troppo casuali

Stanotte ho sognato che radunavo 35 ragazzi che mi avevano invitato a uscire, stesso posto stessa ora.
Portavo con me Ale, la mia amica prof con esperienza in gite scolastiche: non so perché tutti i miei pretendenti erano semi-adolescenti.


A quel punto dichiaravo agli astanti: "vorrei capire un attimo come siete, prima di accettare l'invito. Vi va un'escursioncina tutti assieme in cima al Monte Bianco?".
Tutti accettavano, ma molti si defilavano nel breve tragitto. 
Al cospetto della salita i pochi rimasti si attrezzavano con tute da sci e cichettini di vodka mentre io mi apprestavo a salire serenamente in jeans e giubbino, pure l'Ale era tranquilla, anche se con una fascia stilosa in pile.
E insomma, mentre mi risvegliavo con la torcia di un telefono puntata sulla faccia e la richiesta di firmare una giustifica, ne era rimasto uno solo e stava giusto scivolando nel ghiaccio. Ma era un certo figo.
'giorno anche a voi, specie agli psicoterapeuti in sala.