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La situa a casa Polly

In questi giorni le bimbe sono in trasferta dal padre, ma chiamiamolo tranquillamente esilio: a volte sembra quasi che ce le passiamo tipo gavettone che sta per scoppiare. Il gavettone tocca più spesso a me perché qui c'è la scuola, qui c'è il mare all day long, qui ci sono gli amici, a volte le minaccio che torniamo a BucoDelCulo perché credo che nella vita un po' di sofferenza ci vuole, dai, sennò diventi un mammalucco. Comunque, ora che il gavettone ce l'ha lui, io chiamo così poco che quando vedono il mio nome lampeggiare sul display del telefono, lui dice: Oh, la Madre Celeste.


Dev'essere la natura che li fa così rompipalle, gli adolescenti. Perché se tu, genitore, seguissi il tuo cuore e anche il tuo cervello, non li faresti uscire di casa, ma sono talmente insopportabili che in fondo non vedi l'ora che varchino a ritroso la soglia di casa, anzi che metterli in punizione è una tortura per te. Se le bimbe si comportano male, sono certe che acconsentirò che…
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Dove ho sbagliato

C’è un concetto interessante che ho letto anni fa e che ho fatto mio, in un libro che spiegava il mantra Ho’oponopono (se non lo conoscete, conosciatelo, a me piace molto).
Dice che non si può dare un giudizio di valore a un avvenimento finché non lo si può valutare sul lungo periodo. Questo è il motivo per cui un sacco di persone che hanno avuto successo, o semplicemente poveri stronzi che come me hanno lottato per avere le basi, dicono che i momenti brutti sono stati in qualche modo risolutivi.



Non so, pensate al mito di JK Rowling che non ha un soldo da sbattere nell’altro e così, le viene da scrivere Harry Potter. Non credo che mentre non aveva i soldi per fare la spesa gridasse: che figata gente, sto per diventare la scrittrice più danarosa di tutti i tempi. Magari se non fosse stata in seria difficoltà avrebbe continuato a fare l'impiegata.
Insomma, per tornare a noi, le bimbe (anni quattordici e tredici) mi stanno mettendo alla prova, sono in crisi.
E in questo preciso mome…

Come NON uccidere tuo figlio adolescente

Premessa 1: sto scrivendo questa breve lista per me, perché ancora non sono certa che non ucciderò il mio adolescente, anzi, le mie tre adolescenti.
Premessa 2: no cari, le bizze dei 9enni non sono la stessa cosa manco per il cazzo. Il genitore dell’adolescente realmente si chiede perché diavolo ha fatto figli, non è un intercalare. A volte penso a quanto siano meglio i gatti dei figli. Spessissimo mi chiedo dove ho sbagliato; la buona notizia è che ho superato la fase del SE ho sbagliato.



Una buona risposta è contenuta in un libro di Ammaniti (non lo scrittore, lo psicanalista, peraltro babbo dello scrittore) che ho letto qualche mese fa, si chiama “La famiglia adolescente”. Dice che non c’è nulla di strano nel fatto che i ragazzi ci taglino sistematicamente fuori dalle loro stories su Instagram, ci sbattano la porta in faccia e facciano cose che non approveremmo, con metodo e intenzione. Dice che gli strano siamo noi, che ci vestiamo come loro, che facciamo i coglioni sui loro stessi…

Sul regionale

Mi piace viaggiare da sola, specie in treno, specie regionale. Porto sempre un libro almeno, ma non lo tiro mai fuori. Non mi serve una storia finché un paesaggio scorre fuori dal finestrino.
Sono andata a Roma in regionale, ho percorso a ritroso una parte del percorso in Umbria dell’anno scorso, quando sono andata da Spoleto ad Assisi a piedi, passando per pievi e uliveti.
Sono partita con lo zaino dal binario est di Rimini, sono arrivata al binario est di Termini, dev’essere che i vagabondi in regionale devono pellegrinare anche per raggiungere la stazione vera.
Lo zaino mi mette addosso un'idea di avventura, e poi è più comodo del trolley, ci si muove più agilmente, a parte se non lo si riempie tanto da sembrare un carapace.



Parto da Rimini un venerdì di maggio, fa troppo freddo per la spiaggia in questo maggio anomalo, ma l’aria che si respira nelle stazioni romagnole è sempre un po' l'aria delle vacanze.
Scorrono Miramare, Riccione e Cattolica, e poi si passa dalla ge…

Dialogo tra la mia psicologa e la tua psicologa

“Sorella, ti devo dire un segreto mondiale: mi sono iscritta a Tinder”
“Naaaa, davvero? Tu?"
“È che mi scoccia uscire, mi dovrei sbattere a fare tardi, truccarmi, vestirmi carina, depilarmi le gambe, lì invece è figo perché metti la foto dell’unica volta che ti sei truccata negli ultimi sei mesi”
“Oh comunque se devo dire la verità sono iscritta anche io”

“Ti pareva, infatti dice che il 37% dei miei amici di Facebook è iscritto, quindi se prendiamo solo gli amici single la percentuale dovrebbe salire minimo minimo al 70%, gli altri invece sono quelli che ci hanno voglia di uscire”
“Anche il 37% dei miei amici di Facebook è su Tinder, secondo Tinder”
“Ah, allora dev’essere una palla”
“Sì, però la cosa carina è che non trovi sposati di ampie vedute, che si farebbero subito sgamare”
“Oppure trovi gli sposati con la faccia come il culo, che sono peggio”
“Comunque la mia amica mi ha detto che Tinder è nato per impostare il raggio chilometrico della scopata della sera stessa”
“Ma infat…

Persone che mi hanno cambiato la vita

Ieri ho fatto una riflessione carina che volevo proporvi, così,a scopo di intrattenimento.


In pratica la situa era la seguente: il Donatore ci aveva proposto una gita alla festa della liberazione dove andiamo tutti gli anni ma di cui io francamente mi sto un po’ stufando, un po’ perché non sono un’abitudinaria, un po’ perché stiamo lontane e la mia città d’origine devo dire che non mi manca manco per il cazzo (la mia casa sì, le mie amiche pure eccetera eccetera).

Allora siccome la folla mi manda un po’ in overload, come ogni anno me ne sono andata da sola a fare un giro per i boschi che lì sono davvero belli, ci sono dei punti in cui si vede la collina a perdita d’occhio, ho come l’impressione di stare guardando un plastico dell’Italia in 3D, mi fa impazzire. Ho cominciato a camminare e dopo un’ora che camminavo e camminavo su un tratto dell’alta via dei parchi mi sono detta cazzo, dev’essere la prima volta che mi addentro un po' nel bosco da sola senza paura, inquietudine.
Da qu…

Creepy Easter

E così tocca andare a BucoDelCulo per adempimenti vari; rimando, procrastino, delego, ma tant'è, zaino in spalla e si va.
Mi accoglie la vicina zoppa, stessa grinta, stessa voce, stesso pile e neanche una ruga in più. Mi scruta da lontano riparandosi gli occhi dal tramonto, si appoggia sul muretto di sasso di fiume e mi aspetta, per chiedermi delle bimbe.
Un marocchino con grandi baffi e un largo sorriso mi saluta dall’altra parte della strada, quando stavamo quassù viveva con un coinquilino albino, ora ha un paio di figlie grandi, forse è riuscito a portare in Italia la sua famiglia, sono felice per loro, sempre se sono felici.
Un signore rumeno si sbraccia e sorride, credo mi auguri buona Pasqua, ma parla a stento l'italiano, forse per questo indossa una maglietta con una scritta ridicola sul pancione rotondo. Di lavoro fa il nonno casalingo, sorride sempre.

Vado al bar, ordino un lemon soda, mi siedo sulla terrazza affacciata sul fiume, la terrazza è incantevole, eppure il …