giovedì 23 febbraio 2012

PERCHE' SI'

A scuola andavo bene. Alle elementari avevo tutti dieci, e pensavo che se avevi tutti dieci meritavi di essere amato. La maestra mi diceva: "Parli bene, a casa parli con molti adulti?". Io parlavo con mia nonna, lei mi rispondeva in dialetto. Però leggevo tutto quello che trovavo, anche lo Zoo di Berlino, anche se mi sentivo male e anche se poi pensavo alle siringhe e non dormivo.
Sono diventata grande, e prima di fare tre figlie per fortuna ho capito che non devo chiedere agli altri quello che chiedo a me stessa, e che un dieci in italiano è solo un dieci in italiano. E io non sono un dieci nella vita perché ero un dieci in italiano.
Il giorno di san Valentino c'era la consegna delle pagelle delle Gem. Hanno tutti 8. In italiano 7. La maestra dice che conoscono tantissime parole, ma che nessuno aveva insegnato loro a leggere prima che iniziassero le elementari, e allora sono state più lente degli altri. Mi sembrava che insegnare a leggere alle bimbe prima che iniziasse la scuola, era un po' come dire a che cazzo serve la maestra, quando ci sono io. E poi penso anche che nella vita non ci sia bisogno di fare prima o meglio. E allora le ho mandate a scuola così, analfabete.

Però la maestra mi ha detto che Camilla ha scelto come suo compagno di banco il bambino nuovo. Camilla mi ha detto che Giuseppe non parla italiano perché è canadese. Giuseppe è rom. Camilla gli insegna le parole, così come le ho consigliato di fare. Prende un pastello e scandisce "Pastello".

Lucia. Lucia, ieri mattina mi ha svegliato, e mi ha detto che la sua amica Fatima non aveva il costume di carnevale, perché a casa di Fatima non ci sono travestimenti, e invece noi ne abbiamo tanti. Lucia mi ha chiesto se poteva regalare a Fatima la sottana da ballerina che le ha regalato babbo natale, perché lei ha già il costume da principessa. Io le ho detto che poteva dare a Fatima anche il body da abbinare alla sottana, ma Lucia non ha voluto, perché il body è scucito, e non si regalano le cose rotte. Invece la sottana da ballerina è ancora nuova.
Le mie figlie non sono dei dieci in italiano, non sono le più brave a ginnastica artistica, non sanno ancora fare la ruota, non sanno andare neanche bene in bicicletta perché siamo in collina, e in collina non si va spesso in bicicletta. Non sono più generose o più intelligenti di tutti i bambini della terra.

Però io sono orgogliosa delle mie bambine, e loro sono orgogliose di me perché pensano che cucino benissimo e come la faccio io, la pasta al pesto della coop, non la fa nessuno, e dicono anche che sono bella come una principessa. E mi chiedono sempre se quando muoio posso lasciar loro i miei rossetti, ma poi se pensano che muoio diventano un po' malinconiche, e io dico loro che non morirò, anche se so che è una bugia, perché mio padre è morto quando ero piccola, e non me lo ricordo neanche più.

Noi alla fine abbiamo pensato che il 7 in italiano e anche tutto il resto, meritavano di essere festeggiati, e siamo andate a cena al ristorante, con le coppiette di San Valentino, perché anche io e le mie bambine siamo molto innamorate.

mercoledì 22 febbraio 2012

ADOTTATE ANCHE VOI UNO PSICOPATICO

"E' in arrivo, sul primo e unico binario, treno per FirenSe"
Come da qualche parte ho già detto, a me la gente mi rimorchia in treno e non so bene perché: non è che ho proprio i modi aperti di una che ci sta, e non sono neanche appariscente, per dire, ma tant'è. Tipo:
- a 14 anni ho conosciuto in treno un ragazzino che aveva i capelli pettinati identici a quelli del tipo che mi piaceva, e ci ho limonato;
- a vent'anni, un tipo che prendeva il mio stesso treno per Bologna, che io ogni mattina fissavo intensamente perché aveva i capelli come uno che mi piaceva, una volta mi fermò mentre scendevo e mi diede un biglietto bellissimo con il suo numero di telefono. Non lo richiamai perché se cercate su Wikipedia la parola "stronza" appare la mia foto;
-l'anno scorso ho conosciuto un tale discretamente bello, il quale mentre leggevo il giornale, a tradimento, mi ha detto "Ma quante volte te lo dicono, ogni giorno, che sei bella?"; solo che a me i complimenti a freddo mi insospettiscono sempre e ho reagito come se m'avesse detto: "Scopiamo?". Tipo ho alzato la testa dal quotidiano, ho guardato se dietro o di fianco a me c'era effettivamente una tipa bella e poi ho sorriso freddamente, come avrei sorriso a uno con la camicia di forza e la faccia di Hannibal Lecter.
Poi in treno ti capitano anche gli psicopatici, che in aereo non ne trovi così, a parte che se voli con Ryan Air. L'altro giorno ero seduta di fianco a un matto con la barba lunga, il quale prima s'è fatto il segno della croce, poi ha cominciato a rovistare nei jeans, altezza pacco, e infine mi ha chiesto se potevo prestargli la Repubblica. Che stavo leggendo. Che poi mi sarei dovuta riprendere con le molecole del suo pisello. Scusi ma no. Dopo di chè, nello stesso viaggio, mi sono beccata un vecchietto con la suoneria del cellulare di lady Gaga, che se la giocava con il controllore, il quale aveva The final countdown, non so se l'avete in mente: quella che fa "the final countdown", ecco, quella. Stesso giorno, però sull'autobus, ho conosciuto un venditore ambulante di orgini calabresi, il quale mi ha spiegato i motivi della depressione clinica (ovvero stare in ufficio. Che poi è vero, eh, io quando sono in ferie mangio il doppio, dormo meglio e sono più simpatica), poi mi ha chiesto se sono precaria anch'io, e infine ha sollecitato un parere su Sanremo. Quando ha saputo che (tutti in coro) Io Non Ho La Televisione (e no, non ne noleggio una per vedere Sanremo), mi ha chiesto se leggevo libri, e quando gli ho risposto che sì, leggo libri, mi ha detto che lui invece non li ama, eppur tuttavia legge Topolino, soprattutto quando va in bagno. Perchè i meridionali, ha concluso, quando vanno al bagno leggono molto.

Quel giorno era evidentemente l' "adotta uno psicopatico su un mezzo pubblico-day" e nessuno di voi mi ha avvertito.
Stronzi.
Il primo marzo devo spararmi nuovamente sette ore di treno, se sapete di qualche iniziativa tipo quella di cui sopra almeno avvertitemi.

p.s. Tanto per. Il down domenicale mi è passato e sono qua che organizzo il venerdì sera discotecaro. E le mie amiche sono trentenni e mamme (sì, in Romagna girano gli spermatozoi bionici, facciamo tutti un sacco di figli).
Tu (dito puntato), se ti senti una teenager nel corpo di una madre di famiglia, unisciti a noi, che siamo peggio!

lunedì 20 febbraio 2012

La stazione del mio villaggio: uno dei luoghi più squallidi d'America
Mi è successa una cosa strana. Sai la consapevolezza che ti investe mentre stai guardando il soffitto, no. Come quando è inverno e apri la finestra e ti arriva l'aria congelata addosso. A me piace l'estate, non voglio essere investita dall'aria fredda.
Tipo ho realizzato che dovrei crescere. Dovrei mettermi lì ad aspettare i trent'anni buona buona. E dovrei smettere di cantare quando cammino per strada. E di dire tutte quelle parolacce. E di dire delle cose imbarazzanti per vedere le facce che fa la gente. E di vestirmi mista tra una teenager e una pazza. E dovrei non bere mai. No, vabbè, se non bevessi mai non avrei un mucchio di appunti esilaranti su Evernote. Da quando ho lo smartphone veramente mi è cambiato tutto, anche l'ubriacatura. Tipo che una volta tiravo fuori la Moleskine e cominciavo a scrivere e le persone pensavano che fossi strana, ora invece tiro fuori il telefono e sembra che mando un messaggio e invece. Oppure è bello perché chatto in diretta su WhatsApp con Alice, ed è proprio come averla con me, che mi fa ridere un sacco e mi tira su quando mi sento fuori posto, tipo quando le scrivo "Sono una nerd", lei mi risponde "Stai serena, il nerd è il ganzo del futuro"; oppure ci diciamo "I maschi sono brutta gente" e io mi sento molto meglio e lei, credo anche lei.
E insomma, fatto sta che ero seduta da sola a un tavolo del Mac Donald's (ebbene sì). E osservavo la gente, che è il mio passatempo preferito. Noto che sto saltando di palo in frasca perché non volevo parlare nè di smartphone nè di ubriachezza nè di soffitti, bensì di consapevolezza da terzo decennio.
Allora, ero seduta, dicevo, e osservavo questa coppia di lei e lui parimenti tamarri. Ecco, per dire, certe coppie sono così ben assortite che io a volte sono felice di non essere in coppia. Mi dico che potrei diventare squallida, scarica e dimessa. Poi tipo ogni volta che sono stata in coppia ho sempre avuto paura di non essere abbastanza e allora ho fatto sentire non abbastanza il tipo che avevo di fianco. Insomma, divento una brutta persona se sto con qualcuno. Ma magari adesso sarebbe diverso perché dai miei errori forse ho capito qualcosa, o forse anche no, perché è noto che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e io sono fondamentalmente una brutta persona.
E allora, dicevo, a un certo punto la tipa truzza va in bagno e lui rimane solo a fissare il vuoto. Davanti a lui ha una coppia. La coppia davanti si alza. Lei tipo non è granché però c'ha questi pantaloni che potrebbero essere collant e noto che ha un bel sedere di quelli che li noti e il truzzo ci guarda, al sedere della tipa che si sta alzando, perché è più o meno all'altezza del suo sguardo, no? perché lui è seduto.
A quel punto il tipo cosa fa? Si impone di non guardare, tira fuori l'iPhone e scorre svogliatamente la bacheca fb (voi direte, minchia che vista di falco che hai. Essì). Tipo che se lui era il mio ex, col cavolo che avrebbe distolto lo sguardo dal culo della tipa. Ma vabbè.
Io in quel momento ho capito. L'avevo capito anche qualche ora prima, quando guardavo il soffitto, ma lì ho proprio avuto la conferma.
Che se persino i maschi ragionano, forse dovrei cominciare a fare l'adulta anch'io, invece di acchiappare la vita come se fosse un treno che non passerà più.

venerdì 17 febbraio 2012

Hey Lyla

Quando voglio fare la trucidona con mio fratello, mi calo nella parte in un avanzo di galera dall'accento romano (molto approssimativo, come potrete immaginare) e assumo un tono rauco. Ieri tipo che l'ho chiamato urlando nella cornetta:
"Ahòòòò, se nun me dai il numero der tatuatore m'incazzooooo"
Lui era al cospetto di un cliente (dopo che ha perso il lavoro fa il promoter, ma se glielo chiedete vi risponde che fa il truffatore). La mia voce deve essere arrivata al suo allibito interlocutore. Mi ha risposto balbettando:
"Dottoressa, il grafico in questione, essendo un artista, lei mi capisce, non lascia il suo recapito privato a chiunque"
"Ahò (questo c'è sempre, ndr) che ddevo fà pe conoscerlo?"
"Dottoressa, facciamo che la richiamo eh"

Vabbè, non l'ho più sentito. Sono una sorella imbarazzante.

Mia madre.
Mia madre è imbarazzante anche lei.
Perché dovete sapere che da quando sono venuta ad abitare al villaggio, ho cercato sin da subito di apparire una persona molto normale e media (grigia, direi io), soprattutto ai vigili urbani. Perché qui ti schedano, no? Sanno che lavoro faccio, sanno che nel 2008 ho fatto (perdendolo) ricorso per una multa. E sanno chi è mia madre. La quale l'altro giorno ha ben pensato di avvicinare un vigile urbano, violando il mio divieto di farsi notare.
"Senta, la mia strada è tutto un lastrone di ghiaccio" fa, con piglio incazzereccio.
"Eh, signora, deve sentire il comune, che le mandi un bobcat"
"Ma non ci passa il bobcat, nella mia via"
"Guardi, siamo messi tutti uguali. Dobbiamo aspettare che la neve si sciolga"
"Senta, allora almeno cerchi di mandare spesso gli spazzini: se scivolo e muoio, almeno che qualcuno raccolga il mio cadavere".

No, vabbè. Capisco perché mio fratello si vergogna di noi.
Io comunque canto. E ho appena ordinato un cd di M.I.A.
Il fatto che io canti spesso è l'unica connessione del titolo del post con il post.
Ah, e poi mi fotografo allo specchietto. Buon week end.

giovedì 16 febbraio 2012

Tra la Panda e i panda c'è la station wagon o il moroso cocopro

Ci siamo. Noi si è arrivati al punto che bisogna cominciare a meditare (solo meditare, eh) di comprarsi l'auto nuova.
Tipo che io la Station Wagon la odio proprio. E' un residuato del Donatore e lui mi martella sempre i coglioni sul fatto che mi ha lasciato in eredità la sua amata auto. Le bimbe una volta gli hanno detto: "E pensare che mamma dice sempre che le vorrebbe dare fuoco". Non potete sapere quanto l'ha presa male.
 Io però vorrei un'automobile di dimensioni molto più ridotte. Se non ci avessi tre figlie vorrei una Smart.
Poi però mi viene in mente la canzone dei Gem Boy, l'avrete presente, quella che faceva:
Ma che due palle andare in giro con un cesso sotto ai piedi (...) e a trovare una posizione si diventa scemi. La Panda non va, ma una Station Wagon non ho, una Station è l'ideale si sa, su una station tutto si fa, tutto si fa, tutto si fa, il Kamasutra nannananananaà.
Io personalmente preferirei una Panda a una Station Wagon, ma questo da qualche parte l'ho già scritto. Uno perché la Panda ha gli angoli già arrotondati, ahem. Due perché ho l'ambizione di trovarmi uno che abbia casa e che non si debbano fare certe cose in macchina. Cioé, non è per razzismo, ma mi sentirei in linea di principio di scartare homeless dotati di station wagon e anche sbarbini dotati di auto del genitore ma non di casa propria. Un po' perché in macchina è scomodo, di posizione possibile ce n'è praticamente una sola. O almeno, così mi dicono. A meno di non ribaltare i sedili. E poi perché è freddo. Sempre per sentito dire, eh.
Poi mi viene in mente quel mio conoscente in vena di confidenze che anni fa mi raccontava che siccome non rimorchiava nessuno perché era di fuori, non aveva amici e lavorava un sacco, a volte andava al parco pubblico (una volta a primavera ho pranzato da sola al parco pubblico, e quando un tipo s'è avvicinato per attaccare bottone sono praticamente scappata, di corsa. Cioè, uno che ti rimorchia al parco fa maniaco), si sedeva sulla panchina, e se era fortunato gli capitava che qualche tipa dell'est, ugualmente sola e senza amiche, gli si sedesse accanto. Mi raccontava che una addirittura gli aveva cacciato la lingua in bocca dopo pochi minuti. Cioè, io ste cose non le farei mai. Un po' perché il primo bacio è sempre di una difficoltà pazzesca, e io non sono proprio mai stata capace di darlo io. Un po' perché, cacchio, il bacio con la lingua è una cosa intima. Cacchio. Uno lo dovrai conoscere prima di darci un bacio con la lingua. Almeno ci dovrai essere stata a letto, no?
Vabbè, questo tale mi raccontò che la suddetta, dopo la slimonata, era stata invitata a casa sua, e pare fosse rimasta così contenta che gli ha anche pulito l'appartamento.
Questo era quello che lui raccontava.
Io dico che se è vero è un po' un atto di dumping da parte della tipa, eh.
E al di là di questo, quasi quasi a quel punto era meglio la botta e via in station wagon, se  la visita a casa implicava la pulizia del cesso.

Insomma, io non so ancora che macchina comprarmi, ma visto che la mia vita sessuale è molto simile a quella dei panda (ahaha, la Panda e i panda, ahahaha. Ok, ha fatto ridere solo me), mi sentirei di scartare in ogni caso l'ipotesi sesso in auto. In ogni caso mi sa che dovrò ripristinare la rubrica Io ce la posso fare, e trovare qualcuno da intervistare circa le caratteristiche da valutare prima di acquistare un'automobile. Mah. Perché se qualcuno non mi da qualche dritta, tocca cercarmi un moroso cocopro sulla rubrica degli annunci di Quattroruote o Elaborare.

martedì 14 febbraio 2012

SONO INDECISA SE FESTEGGIARE L'ONOMASTICO...

...O LA ZITELLAGGINE.

Quando mi sono messa con il Donatore, ho pensato di essere una persona molto grigia e mainstream. Anche se ci avevo i Dr. Marten's rosa fluorescenti.

Tipo che la prima sera che siamo usciti assieme, mi ricordo benissimo come era vestito.
S'è presentato con un completo di sartoria su misura a quadretto bianchi e blu, se si fosse steso a terra ci avrei fatto un pic nic sopra. E la volta dopo ci aveva questi pantaloni neri skinny, cosa che dieci anni fa ti faceva sembrare uscito direttamente dalla sala prove dei Sex Pistols (lui invece suonicchiava il violino), e una giacca in pelle arancione. Scoprii che era anche capace di andare al fiume con le All Star, i bermuda, una maglietta con i cinesi che coltivano marijuana, e dopo tre giorno al fiume, andare diretto a fare l'aperitivo così vestito al bar fighetto, e mentre si levava le alghe dai bermuda lo vedevi comunque circondato da tipe starnazzanti.
Insomma, questo per dire che a due settimane dal nostro primo appuntamento mi disse: Vale, non vorrai mica festeggiare San Valentino come tutti?
Ovvio che no. Ti pare che gli anniversari, i compleanni, e i san Valentini si festeggino? Mo va là! Al limite mi poteva capitare che lui mi mandava una pizza a casa, e dentro al cartone c'era un anello d'oro, ma non a san Valentino, ovviamente. Cioè, san Valentino è per tutti.
E quindi.
Lui l'abbiamo perso per strada e non ci manca, e io sono dieci anni che non festeggio San Valentino.
Che sarebbe il mio onomastico, per la cronaca.

Tra le molte cose belle della singletudine c'è:
1) il fatto che l'altro giorno, al reparto cibo gatti del supermercato ho fatto amicizia con una gattara single come me, tipo di 77 anni. Abbiamo parlato dei nostri micini adorati duddùdaddaddà, che in mancanza di altro pelo sono fantastici;
2) mi è arrivata sta cosa qua sotto via email, da un'amica che ha notato che a pranzo voglio sempre andare alla mensa degli operai e c'è questo qua che ci ha delle braccia la cui circoferenza è uguale a quella del mio punto vita e stranamente, quando ci vede rimane in maglietta con tre gradi al sole (comunque l'operaio qui sotto è un po' troppo nerboruto, e poi mi piacciono solo quelli iscritti alla Cgil e con il piercing nella lingua. Non sono selettiva, no);
3) Infine, io ho comunque chi mi porta la colazione a letto, San Valentino o no. Ed è una colazione da leccarsi i baffi, se non fosse che mi faccio la ceretta.

lunedì 13 febbraio 2012

POST PER COLORO CHE VOGLIONO COMINCIARE BENE LA SETTIMANA...

 ...SAPENDO CHE (NEGLI ANNI 90) C'E' (C'ERA) GENTE CHE STA(VA) PEGGIO.

Eh, mi dispiace, negli ultimi tempi sono carica anche di lunedì, prima o poi arriva la depression tutta in una botta che chiunque ha la sfiga di avermi dato il numero di telefono, presto sentirà il mio pianto a singhiozzo dall'altro lato della cornetta (quando sono triste chiamo sempre un tot di gente, per non scocciare una persona sola).
Tipo che sono così carica che ho cucinato tutto il week end: il risotto con le pere e la scamorza, la vellutata di carote, i crostini al salmone.
Poi sabato io e le bimbe abbiamo inagurato il Gaber Day, e abbiamo fatto la ola al ritmo di "I borghesi son tutti dei porci".
Infine è terminato l'abbonamento a Vanity Fair, regalo di mia madre del Natale scorso, e ho finalmente ricominciato a comprare la Repubblica al sabato. Una ventata di stimoli culturali, D di Repubblica, il magazine allegato. Ve lo consiglio caldamente. Io un libro di un autore vivo non lo leggo a meno che non me lo consiglino loro, nonnò.
Poi niente, ieri ero lì che leggevo e vedo zompettare sulla mia terrazza, sopra alla neve, un topino di campagna. Sulle prime ho urlato come una pazza, spaventando le bimbe. Poi ho provato a schiodare il gattazzo dal mio letto. E infine mi sono detta: Bè, se è vero che c'è gente che s'è vista avvicinare dai cinghiali, allora io sono fortunata, che sono nel bel mezzo dell'Appennino e mi sono beccata solo un topino. E a quel punto un falco è planato sul topino. Nella mia terrazza. Devo ancora riprendermi. Per girare una puntata di Super Quark in loco (cit.).
E stamattina sono ancora carica, nonostante la settimana che mi aspetta. Tanto che mentre mi facevo il primo caffè, è sopraggiunta alle porte del mio lato destro cerebrale una canzone che un po' mi rappresenta perché ho la tendenza a perdermi, ovunque io vada, tanto che le mie figlie una volta mi hanno detto: "Perché dici sempre che il Garmin è il tuo unico amico? E l'Ale?".
No, vabbè, sto per riesumare un residuato degli anni '90, preparatevi. Un pezzo di storia, assieme alla lacca sulla frangetta, le scarpe con la zeppa Buffalo, le sopracciglia e i baffi folti.
Il video in anteprima credo che l'abbiano dato un sera, tipo su una rete Fininvest, tra il karaoke e Beverly Hills 90210. Dev'essere stata la puntata in cui Dylan portava Brenda in hotel per la sua prima volta. Tipo che io e mia madre ci siamo messe a piangere, mi ricordo. E con il senno di poi mi chiedo cosa ci sia di romantico in un arrapatone che ti prenota l'albergo per sverginarti.
Starete fibrillando per sapere quale canzone commenterò oggi. Ebbene, gente. On air, solo per voi, per cominciare bene la settimana "Rotta x (c'era proprio la x, giuro, ndr) casa di dio!", 883.
Questa fantastica canzone è ambientata nella nebbiosa campagna lombarda. Quattro amici si ritrovano al bar per andare a una festa. Tra questi, il noto Cisco (abbreviaz. di Francesco Brambilla, immagino, soggetto noto a tutto il paese per l'impianto stereo della sua autovettura che tunza tunza fino al paese successivo).

Si era detto otto e mezzo puntuali al bar 
(perché non alle 17, che è ancora giorno e la strada si scorge meglio?)
però lo sapevamo già
che tra una cazzata e l'altra c'è Cisco che
passa in bagno un'eternità 

(di qui si vede già che Cisco fa uso abbondante di cocaina)
tutti in macchina la festa è lontana e poi
là le tipe ci aspettano 

(non una, ma delle tipe che aspettano Pezzali e co. non devono stare proprio tanto bene
E le troveremo già sulla porta e poi
con il tacco alto e la gonna corta e noi
con il groppo in gola e il cuore che batte
le faremo ballare per tutta la notte

(speriamo che la cumpa di pezzali non balli come Mauro Repetto, il biondo degli 883)
Cisco addocchia la cartina poi dice "No!
Stiamo andando fanculo!" 

(potevate tranquillamente restare al bar e farlo tra voi. Notate l'utilizzo della cartina stradale, prima dell'avvento del navigatore)
(omissis) (in pratica questi sveglioni vagano per la campagna, molto delusi per via delle presunte tipe che li aspettano, le quali proprio non se ne staranno facendo una ragione, della mancata venuta di Cisco e Max; ma poi trovano il casello di un'autostrada, vi si infilano e si divertono tra loro, come ai tempi dei cari "pugnetta party", con birra e Camogli, che non si sa bene cosa sia, però all'epoca non c'era Google e quindi il mistero non è mai stato svelato)
senza fidanzate troie né mogli 
(Pezzali dimentica che esiste una fascia intermedia di donne, tra le troie e le mogli: quelle che non lo cagano proprio, ovvero il 98% del genere femminile)
quattro deficienti a fare cazzate
come non succedeva da un pacco di tempo.

(io nutro dei dubbi sul fatto che non passavano spesso del tempo a fare cazzate tra deficienti)
Rotta per casa di Dio
ma chi la caga la festa 

(mah, secondo me non cagate la festa almeno quanto la festa non caga voi).

Gente, buon lunedì. Io spalo la neve e canto Rotta x casa di dio for ever. Perché dovete sapere che nel mezzo di cotanto testo ci sono anche un bel po' di shallalà e uohoho.
Baci.