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Coi figli adolescenti può solo migliorare

Io per carità mica vi voglio spaventare sui figli adolescenti, voglio solo condividere la mia frustrazione con i genitori con figli coetanei ai miei, poi mi spiace eh, se i vostri hanno uno o due anni in meno, sono ancora normali, e vi faccio venire le pare, non ci tengo mica eh.


Anzi, magari i vostri saranno persino più sopportabili delle mie, che stare a Rimini non aiuta ad essere adolescenti tranquilli e di conseguenza, genitori tranquilli. Mi manca davvero la pace verde di BucoDelCulo, dove minaccio di riportare le bimbe quando mi fanno incazzare.
Sono anni fottutamente difficili.
Non sempre anzi, quasi mai, tornare a casa è una gioia, anzi, se passiamo un intero weekend invernale a casa, altro che sunday blues: conto le ore che mi separano all’ufficio come quando il mio primo morosino aveva il cronometro sempre attivo sullo Star Tac per sapere quante ore, minuti e secondi mancavano al nostro appuntamento. Ah, qualcuno mi ha anche trattato bene, qualche vita fa.
Stamattina mi è co…
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Prime volte senza

Ehi.
Mi sento abbastanza felice da quando non ho più tue notizie, non vado neanche più dalla psicologa a piangere per quanto sarei sbagliata, però questa mattina, visto che non avevo niente da fare – non ci sono le bimbe – ho fatto una domanda alle carte degli angeli, le quali danno quasi sempre delle risposte del cazzo ma rassicuranti.


Ho chiesto una cosa a caso, perché non ho preoccupazioni serie, tutto procede normalmente, e la carta mi ha detto “Il peggio è passato”, come quella mattina che sei andato via da casa mia, l'ultima, io ti ho detto di pescare una carta, hai sorriso con quel sorriso bellissimo che hai, il più bel sorriso che mi viene in mente, anzi l’unico, e mi hai abbracciato chinandoti.
“Il peggio è passato”, ti ha detto la carta, e a me sembrava tanto un addio. Lo era.
In questi mesi, ci sono state decine di “prime volte” senza di te.
La prima volta alla tua gelateria preferita senza di te. La prima volta che sono andata a vedere il tramonto alla darsena senza di…

Le ragazze sono cazzute

Ieri mattina sono andata in posta, e oltre ai soliti vecchi, c'erano diversi ragazzi. Uno era bengalese, piuttosto bello, con un accento del sud Italia: accompagnava la madre velata a fare una commissione. Portava delle ciabatte in plastica sotto ai jeans, li immagino sempre con le ciabatte, quelli del sub-continente indiano. Mi ha sorriso, io ho sorriso a lui.
C'erano tre ragazzine tedesche che dovevano comprare francobolli per spedire delle cartoline. Spedire cartoline, andare in posta a comprare francobolli: potevamo essere nella Rimini nel 1980.
E poi c'era questa nonna con un accento lombardo, piccolina e rompipalle, con una nipote di forse sedici o diciassette anni, parecchio più alta di lei, con le guance sbruciacchiate dal sole. Credo che la nonna le stesse procurando una carta di credito ricaricabile. Le ha messo dentro pochi soldi e gliel'ha detto quasi come se fosse un rimprovero, e la ragazza, per risposta, le ha dato un bacio tra i capelli, chiudendo gli o…

La situa a casa Polly

In questi giorni le bimbe sono in trasferta dal padre, ma chiamiamolo tranquillamente esilio: a volte sembra quasi che ce le passiamo tipo gavettone che sta per scoppiare. Il gavettone tocca più spesso a me perché qui c'è la scuola, qui c'è il mare all day long, qui ci sono gli amici, a volte le minaccio che torniamo a BucoDelCulo perché credo che nella vita un po' di sofferenza ci vuole, dai, sennò diventi un mammalucco. Comunque, ora che il gavettone ce l'ha lui, io chiamo così poco che quando vedono il mio nome lampeggiare sul display del telefono, lui dice: Oh, la Madre Celeste.


Dev'essere la natura che li fa così rompipalle, gli adolescenti. Perché se tu, genitore, seguissi il tuo cuore e anche il tuo cervello, non li faresti uscire di casa, ma sono talmente insopportabili che in fondo non vedi l'ora che varchino a ritroso la soglia di casa, anzi che metterli in punizione è una tortura per te. Se le bimbe si comportano male, sono certe che acconsentirò che…

Dove ho sbagliato

C’è un concetto interessante che ho letto anni fa e che ho fatto mio, in un libro che spiegava il mantra Ho’oponopono (se non lo conoscete, conosciatelo, a me piace molto).
Dice che non si può dare un giudizio di valore a un avvenimento finché non lo si può valutare sul lungo periodo. Questo è il motivo per cui un sacco di persone che hanno avuto successo, o semplicemente poveri stronzi che come me hanno lottato per avere le basi, dicono che i momenti brutti sono stati in qualche modo risolutivi.



Non so, pensate al mito di JK Rowling che non ha un soldo da sbattere nell’altro e così, le viene da scrivere Harry Potter. Non credo che mentre non aveva i soldi per fare la spesa gridasse: che figata gente, sto per diventare la scrittrice più danarosa di tutti i tempi. Magari se non fosse stata in seria difficoltà avrebbe continuato a fare l'impiegata.
Insomma, per tornare a noi, le bimbe (anni quattordici e tredici) mi stanno mettendo alla prova, sono in crisi.
E in questo preciso mome…

Come NON uccidere tuo figlio adolescente

Premessa 1: sto scrivendo questa breve lista per me, perché ancora non sono certa che non ucciderò il mio adolescente, anzi, le mie tre adolescenti.
Premessa 2: no cari, le bizze dei 9enni non sono la stessa cosa manco per il cazzo. Il genitore dell’adolescente realmente si chiede perché diavolo ha fatto figli, non è un intercalare. A volte penso a quanto siano meglio i gatti dei figli. Spessissimo mi chiedo dove ho sbagliato; la buona notizia è che ho superato la fase del SE ho sbagliato.



Una buona risposta è contenuta in un libro di Ammaniti (non lo scrittore, lo psicanalista, peraltro babbo dello scrittore) che ho letto qualche mese fa, si chiama “La famiglia adolescente”. Dice che non c’è nulla di strano nel fatto che i ragazzi ci taglino sistematicamente fuori dalle loro stories su Instagram, ci sbattano la porta in faccia e facciano cose che non approveremmo, con metodo e intenzione. Dice che gli strano siamo noi, che ci vestiamo come loro, che facciamo i coglioni sui loro stessi…

Sul regionale

Mi piace viaggiare da sola, specie in treno, specie regionale. Porto sempre un libro almeno, ma non lo tiro mai fuori. Non mi serve una storia finché un paesaggio scorre fuori dal finestrino.
Sono andata a Roma in regionale, ho percorso a ritroso una parte del percorso in Umbria dell’anno scorso, quando sono andata da Spoleto ad Assisi a piedi, passando per pievi e uliveti.
Sono partita con lo zaino dal binario est di Rimini, sono arrivata al binario est di Termini, dev’essere che i vagabondi in regionale devono pellegrinare anche per raggiungere la stazione vera.
Lo zaino mi mette addosso un'idea di avventura, e poi è più comodo del trolley, ci si muove più agilmente, a parte se non lo si riempie tanto da sembrare un carapace.



Parto da Rimini un venerdì di maggio, fa troppo freddo per la spiaggia in questo maggio anomalo, ma l’aria che si respira nelle stazioni romagnole è sempre un po' l'aria delle vacanze.
Scorrono Miramare, Riccione e Cattolica, e poi si passa dalla ge…