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A volte vorrei essere sola

In passato, certe volte, mi sono sentita sola.
È successo quando ero piccola, che avevo questa grande famiglia vicina, ognuno concentrato sui suoi problemi, e io e mio fratello eravamo in balia del caso, raramente ricevevamo un abbraccio, un bacio mai. Nessuno si occupava dei nostri sentimenti. Forse è per questo che io come madre, sono una che chiede sempre "cosa provi", e raramente "hai fatto i compiti" o "hai mangiato".

Sono stata sola da adolescente, quando ho conosciuto l'amore, poi l'amore è finito, e io mi sono guardata attorno e non avevo più nessuno.

E sono stata sola da adulta, come una madre può essere sola, quando deve proteggere la cosa più importante del mondo dai parenti, dal sistema, dai vaccini o dai bambini non vaccinati, a seconda della paranoia, dallo smog, dal freddo, dalla fame, dalla scuola, da se stessa.

Ho provato, in certi periodi, il bisogno spasmodico di ricevere un abbraccio, o incontrare due occhi amici, e non due occ…
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Too much

Emotivamente è stata una settimana intensa, credo di poter dire difficile.
Erano almeno sei mesi che andava tutto fottutamente bene. Era così, che avevo programmato il 2017: "goditela", mi ero detta.
"Non risparmiare neanche un centesimo"
"Quando è festa, festeggia. Anche quando non è festa, semmai"
"E, più importante di tutto, quando stai bene, accorgitene".



Dopo qualche mese però, avevo questa inquietudine di sottofondo. "Ecco, te la sei goduta, adesso pensa a come ottenere di più. Magari nel 2018 puoi spingere di più, migliorare, migliorare sempre".

La scorsa settimana, avevo accumulato un concentrato di pessime vibrazioni che non mi faceva dormire la notte e mi faceva piangere la mattina in ufficio. 35 gradi fuori, i brividi di freddo sulle braccia, aspettavo cattive notizie che puntualmente sarebbero arrivate. Mi lasciavo andare ad atteggiamenti compulsivi, come strapparmi i capelli e nutrirmi di patatine.
Mi venivano in mente i m…

Come ti faccio girare la bufala

Un po' meno di una decina di anni fa, prima di avere un blog, scrivevo su un giornale locale. A parte qualche figura di merda, mi ero abituata a verificare alla fonte quello che scrivevo. Era facile: parlavo di cronaca locale o di qualche lavoro pubblico, e per verificare il più delle volte bastava trovare il numero dell'assessore preposto, dell'architetto, dell'imprenditore, dell'organizzatore dell'evento.
Mi sono accorta dopo che assessori e imprenditori tendevano a dire un po' di cazzate. Ma questo è un altro discorso.


Al giorno d'oggi, se dici una cazzata, questa si diffonde non nei tre bar di BucoDelCulo ma presso migliaia di persone. Questo significa che anche se non sei un giornalista, e io non mi sono mai voluta iscrivere all'ordine dei pubblicisti, pur avendo scritto per diversi anni, devi prenderti un minimo di responsabilità per quello che vai dicendo. Non te lo dice la deontologia professionale, te lo dovrebbe dire la tua coscienza, per …

Perché penso a Vasco Rossi?

Sarà che da qualche giorno i giornali locali raccontano che Vasco Rossi alloggia qui al Grand Hotel di Rimini, sarà che la prossima settimana invece ci saranno i Litfiba...insomma, in questi giorni mi sono messa ad ascoltare un po' di rock made in Italy, e specie mentre ascoltavo la voce di Piero Pelù cantare Proibito (dice che è proibito, che è proibito anche pensare), facevo alcune riflessioni, che poi ho un po' messo in ordine anche leggendo questo articolo che parla dei primi 5 album di Vasco, nei primi anni '80, venduti in poche copie e suonati nei posti più improbabili. Non gli stadi, e neanche i palazzetti dello sport, ma le feste dell'Unità, forse i locali.

Non conosco davvero bene né i Litfiba né Vasco, ma, se i primi mi hanno sempre caricato molto, il secondo mi ha sempre provocato sentimenti contrastanti. Certo non mi colpisce la versione "anziana" del rocker: più bolso, più stanco, più mainstream. Non sopporto le sue canzoni più recenti, che parla…

Volersi bene secondo me

Quando qualcuno ci invita a volerci bene, o a prenderci cura di noi stessi, ci vuole quasi sempre vendere qualcosa.

Io valgo, per questo mi compro lo shampoo smart (WTF).
Oggi mi voglio bene, e dunque mi spalmo una bella crema anticellulite.
Per farmi una coccola mi regalo un paio di scarpe nuove. Solo a me questa roba suona sempre stonata?

A me personalmente non frega una sega di darmi una crema sulle chiappe sperando sparisca la cellulite. Io mi voglio bene quando mi guardo e dico: ok Vale, il tuo sedere sta cambiando aspetto. Puoi accettarlo? Sì, posso accettarlo. Perché la cosa più carina che ho non è il mio sedere ma la mia testa.
Ho qualche ruga sulla fronte. Ho passato gli ultimi 34 anni facendo espressioni corrucciate. Per volermi bene ora dovrei spalmarmi una crema sperando mi spariscano queste rughette? No, per volermi bene io devo accettarmi, semmai la crema me la spalmo perché ho la pelle secca (non so è il mare o l'età) e mi dà fastidio.
È vero che quando esco, mi sen…

Complimenti non richiesti

L'altro giorno mi è capitato di conversare con una ragazza di 18 anni.
Le ho raccontato di un episodio a cui ho assistito e le ho chiesto come si sentisse al riguardo.

Accanto a casa c'è una pensione che spesso ospita ragazzi molto giovani, suppongo in gita. C'era un gruppetto di ragazzini che avrebbero potuto avere sedici, diciassette anni. La stanza dei ragazzini è pari alla mia terrazza, dove in quel momento stendevo i panni.
Per strada passa una ragazza, che mi pareva ancora più giovane...sarà stata sì e no di prima superiore. Era vestita molto semplicemente: pantaloni sportivi, non certo inguinali, maglietta oversize, scarpe da ginnastica. Non che questo voglia dire qualcosa, vi sto solo descrivendo la scena.
La ragazza cammina per strada e di sopra, i ragazzi, le gridano "Ciao amore, vuoi salire?". Lei non risponde, fa finta di niente e prosegue. Loro insistono un po', poi rivolgono l'attenzione altrove.



Nonostante io tenda a provare simpatia per i…

Routine estiva con tre figlie e pochi soldi

Ogni genitore non saprebbe dire se la fine della scuola è una cosa bella o una cosa brutta. Se ci liberiamo dalle sveglie antelucane, dai temibili compiti a casa, e dalla via crucis mensile per pagare il pulmino, pagare la mensa, pagare le attività extrascolastische, pagare le attività scolastiche ma extracurriculari, pagare il materiale, e così via; è anche vero che ci esponiamo a intere giornate da riempire - per ben tre mesi.


Io mi ritengo fortunata perché mia madre è sempre riuscita a darmi una grande mano, e tra le mie ferie, le ferie del babbo delle bimbe e mia madre tutto il resto del tempo, siamo riuscite a sfangare 12 lunghe estati. D'altra parte, la grande risorsa nonna, supplisce a un impiego che fino a un anno fa aveva orari rigidissimi e tempi di pendolarismo che rendevano quasi nulla la mia disponibilità a fronte di un imprevisto; inoltre, con tre figlie, non mi potrei permettere altro che la nonna.
Ora che mi sono regalata una vita più facile (in un'azienda dove…