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Perché essere femmine è una mezza sòla

"Guarda che la parità voi donne l'avete raggiunta da un pezzo, tu guadagni più di me!"
"Siamo noi uomini che siamo discriminati semmai" "Non mi piacciono le femministe, odiano gli uomini"
Quasi ogni volta che faccio la cazzata di pronunciare il termine "femminismo" con un maschio eterosessuale, la reazione può essere 1) totale disinteresse per l'argomento, 2) proclamazione di orgoglio maschilista, 3) nel caso peggiore: dissertazione sulle presunte discriminazioni subite dal suo genere che tradiscono la sua totale inconsapevolezza e mancanza di preparazione sull'argomento.  Dacci oggi il nostro mansplaining quotidiano, insomma.
Ecco alcuni dei motivi per cui mi sento spesso (non necessariamente dagli uomini, ma dal sistema) discriminata per il mio genere e, pur trovandomi a mio agio con il mio corpo e con la sessualità, ci sono situazioni in cui vorrei solamente essere gender free.



- Pur non essendo nata in una famiglia particolarmente …
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Libri che ho letto durante la pandemia

Con tutte le criticità del caso, questa pandemia, almeno una cosa me l'ha regalata: il tempo. Certo, non un tempo di qualità. Non tempo per me, non tempo sereno in vacanza. Ma comunque presenza mia a casa, merce rara.



Quando è tutto difficile leggo di più, perché grazie ai libri evado. Anche i social sono stati una prima forma di evasione dagli strilli a casa e dalle preoccupazioni, ma quando mi sono accorta che mi rendevano ancora più inquieta, ho istallato un'applicazione grazie alla quale mi auto-modero. Per prevenire l'apertura quasi inconsapevole dei social, ho limitato il numero giornaliero degli avvii. Ma si può anche bloccare l'attività in certi orari, tipo di notte, o bloccare il numero di ore massime giornaliere in maniera granulare. Che ne so: Spotify può andare all'infinito, Facebook solo mezz'ora al giorno. L'app si chiama Stay Focused.  Ma torniamo a noi.  Quando hai il cellulare blindato, non hai la tv né la radio ed eviti come la peste i gio…

Cosa resterà di questa pandemia

Non so, in tutta sincerità, se il mondo stia cambiando. Men che meno so se sta cambiando in meglio. Tocco con mano bolle che esplodono, contraddizioni che emergono, e consapevolezze da cui sarà difficile tornare indietro.
Come il fatto che l'informazione è inaffidabile, che la scuola è fragile e povera sotto molti aspetti, che il mio equilibrio economico e quello di tutti i miei fratelli, woh!, è appeso a un filo. A dire il vero lo sapevo già, che il mio equilibrio economico era precario, ma essere dentro al next level della precarietà è un'esperienza forte. Che poi, sono stata anche peggio di così: il fondo del frigo l'avevo già visto, e mica solo una volta. Cristo però, mi spiace per gli altri, specie per i bambini e gli adolescenti, traditi così maldestramente; specie per tutti i miei amici che vivono da soli soli, che stanno affrontando una prova grande e non hanno fatto niente di male per meritarselo. Mi spiace perché il brutto deve ancora venire, quando saranno finit…

La situa (Apocalypse Edition)

Oggi è una bellissima giornata, che precede la mia festa prefe, il 25 aprile, e finalmente ci sono le prime avvisaglie di aperture: qui a Rimini si può manutenere la barca e da lunedì pulire le spiagge, anche se naturalmente non è chiaro se qualcuno ci potrà andare e a quali condizioni, e se dobbiamo cominciare a uscire rigorosamente da soli, al massimo in famiglia, e mai, dico mai, per divertirci. Pena la discesa istantanea di almeno due finanzieri su un elicottero.
Comunque, se a qualcuno importa qualcosa, ecco come ce la stiamo passando a casa Polly.



Assoluta costante di questa quarantena è stato mio fratello al telefono. Con la scusa che non sono in ufficio (sto lavorando part time da casa), mi chiama trentaquattro volte al giorno, il più delle volte NON per parlare con me. Esordisce con "Devo diffondere un messaggio a bimbe unificate", e a niente valgono le mie proteste. Devo strapparle dai loro dispostivi a cui sono costantemente collegate tipo macchinari salva-vita, i…

Cose pazze successe a Rimini ai tempi del Coronavirus

Cari tutti,
so che è politicamente scorretto però in questi giorni mi sono fatta alcune risate leggendo le notizie.
Naturalmente erano risate isteriche: ci sono diecimila motivi per cui ora potrei piangere e diecimila bozze di post con cui potrei far piangere anche voi.
Ma oggi vince la passione per la comicità surreale, morettiana. Ci sono delle volte che davvero rido di gusto: tipo quando passa l'auto della protezione civile, nel quartiere completamente deserto da due mesi (strade, il parco sotto casa, e pure la spiaggia: tutto deserto) e gira intorno per un'ora in loop con gli altoparlanti spiegati che intimano di stare in casa.
Queste sono le notizie più divertenti che ho trovato negli ultimi giorni nella cronaca locale.


- A Rimini pare si sia formato questo trio orgiastico di ispirazione satanica che ha avuto la bella idea di postare su Facebook le proprie performance in luoghi pubblici (e fin qui niente di strano: il sesso occasionale è parte integrante del folklore loca…

Ultime dalla quarantena

A volte sono triste e ho voglia di scrivere ma mi blocco perché sento la responsabilità morale verso i miei fratelli di non aggiungere negatività alla situazione già pesante. D'altronde non sono una front woman e non me la sento neanche di rallegrare gli animi in qualche modo. Ora per me è il momento di andare avanti e non cedere, nient'altro. La responsabilità della mia famiglia è tutta mia, lo è sempre stata, ma oggi è un po' più difficile. E certo non migliorerà se cedo alla tentazione di farmi inghiottire da quella calda e avvolgente spirale di angoscia che mi chiama.
Oggi comunque  mi sento meno negativa di ieri, credo che sia grazie al fatto che ho fatto una challenge con mia mamma: chi apre Facebook fa la pizza. Oggi non ho ancora aperto Facebook e mi sento meglio di ieri. Dopo i runner, adesso sembrano avercela tutti con i bambini e ovviamente con i genitori assassini: per me è intollerabile. Tutte le persone che conosco ce la stanno mettendo tutta, ma essere vitti…

Ciao

Caro Amico,
quando ti incontravo ridevi di cuore ma non sapevi mai spiegarmi perché, dicevi è come se lui fosse qui, avevo l'impressione che rideste assieme, in un'altra dimensione, ed era bellissimo.
Quando c'eri tu, c'era anche lui; e forse tu pensavi lo stesso, che quando c'ero io, c'era anche lui.
Io ero lui per il sangue e il cognome, forse per l'inquietudine, la rabbia, non so.
Tu eri lui nella magrezza, nei ricordi, in quella fede in Cristo così pura, priva di sovrastrutture, fanatica. In quell'agire missionario, non giudicante, senza proselitismo, proprio di voi che le avete viste tutte, specie quelle che stanno vicino al fondo.
Mi spiace non averti salutato.