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Come NON uccidere tuo figlio adolescente

Premessa 1: sto scrivendo questa breve lista per me, perché ancora non sono certa che non ucciderò il mio adolescente, anzi, le mie tre adolescenti.
Premessa 2: no cari, le bizze dei 9enni non sono la stessa cosa manco per il cazzo. Il genitore dell’adolescente realmente si chiede perché diavolo ha fatto figli, non è un intercalare. A volte penso a quanto siano meglio i gatti dei figli. Spessissimo mi chiedo dove ho sbagliato; la buona notizia è che ho superato la fase del SE ho sbagliato.



Una buona risposta è contenuta in un libro di Ammaniti (non lo scrittore, lo psicanalista, peraltro babbo dello scrittore) che ho letto qualche mese fa, si chiama “La famiglia adolescente”. Dice che non c’è nulla di strano nel fatto che i ragazzi ci taglino sistematicamente fuori dalle loro stories su Instagram, ci sbattano la porta in faccia e facciano cose che non approveremmo, con metodo e intenzione. Dice che gli strano siamo noi, che ci vestiamo come loro, che facciamo i coglioni sui loro stessi…
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Sul regionale

Mi piace viaggiare da sola, specie in treno, specie regionale. Porto sempre un libro almeno, ma non lo tiro mai fuori. Non mi serve una storia finché un paesaggio scorre fuori dal finestrino.
Sono andata a Roma in regionale, ho percorso a ritroso una parte del percorso in Umbria dell’anno scorso, quando sono andata da Spoleto ad Assisi a piedi, passando per pievi e uliveti.
Sono partita con lo zaino dal binario est di Rimini, sono arrivata al binario est di Termini, dev’essere che i vagabondi in regionale devono pellegrinare anche per raggiungere la stazione vera.
Lo zaino mi mette addosso un'idea di avventura, e poi è più comodo del trolley, ci si muove più agilmente, a parte se non lo si riempie tanto da sembrare un carapace.



Parto da Rimini un venerdì di maggio, fa troppo freddo per la spiaggia in questo maggio anomalo, ma l’aria che si respira nelle stazioni romagnole è sempre un po' l'aria delle vacanze.
Scorrono Miramare, Riccione e Cattolica, e poi si passa dalla ge…

Dialogo tra la mia psicologa e la tua psicologa

“Sorella, ti devo dire un segreto mondiale: mi sono iscritta a Tinder”
“Naaaa, davvero? Tu?"
“È che mi scoccia uscire, mi dovrei sbattere a fare tardi, truccarmi, vestirmi carina, depilarmi le gambe, lì invece è figo perché metti la foto dell’unica volta che ti sei truccata negli ultimi sei mesi”
“Oh comunque se devo dire la verità sono iscritta anche io”

“Ti pareva, infatti dice che il 37% dei miei amici di Facebook è iscritto, quindi se prendiamo solo gli amici single la percentuale dovrebbe salire minimo minimo al 70%, gli altri invece sono quelli che ci hanno voglia di uscire”
“Anche il 37% dei miei amici di Facebook è su Tinder, secondo Tinder”
“Ah, allora dev’essere una palla”
“Sì, però la cosa carina è che non trovi sposati di ampie vedute, che si farebbero subito sgamare”
“Oppure trovi gli sposati con la faccia come il culo, che sono peggio”
“Comunque la mia amica mi ha detto che Tinder è nato per impostare il raggio chilometrico della scopata della sera stessa”
“Ma infat…

Persone che mi hanno cambiato la vita

Ieri ho fatto una riflessione carina che volevo proporvi, così,a scopo di intrattenimento.


In pratica la situa era la seguente: il Donatore ci aveva proposto una gita alla festa della liberazione dove andiamo tutti gli anni ma di cui io francamente mi sto un po’ stufando, un po’ perché non sono un’abitudinaria, un po’ perché stiamo lontane e la mia città d’origine devo dire che non mi manca manco per il cazzo (la mia casa sì, le mie amiche pure eccetera eccetera).

Allora siccome la folla mi manda un po’ in overload, come ogni anno me ne sono andata da sola a fare un giro per i boschi che lì sono davvero belli, ci sono dei punti in cui si vede la collina a perdita d’occhio, ho come l’impressione di stare guardando un plastico dell’Italia in 3D, mi fa impazzire. Ho cominciato a camminare e dopo un’ora che camminavo e camminavo su un tratto dell’alta via dei parchi mi sono detta cazzo, dev’essere la prima volta che mi addentro un po' nel bosco da sola senza paura, inquietudine.
Da qu…

Creepy Easter

E così tocca andare a BucoDelCulo per adempimenti vari; rimando, procrastino, delego, ma tant'è, zaino in spalla e si va.
Mi accoglie la vicina zoppa, stessa grinta, stessa voce, stesso pile e neanche una ruga in più. Mi scruta da lontano riparandosi gli occhi dal tramonto, si appoggia sul muretto di sasso di fiume e mi aspetta, per chiedermi delle bimbe.
Un marocchino con grandi baffi e un largo sorriso mi saluta dall’altra parte della strada, quando stavamo quassù viveva con un coinquilino albino, ora ha un paio di figlie grandi, forse è riuscito a portare in Italia la sua famiglia, sono felice per loro, sempre se sono felici.
Un signore rumeno si sbraccia e sorride, credo mi auguri buona Pasqua, ma parla a stento l'italiano, forse per questo indossa una maglietta con una scritta ridicola sul pancione rotondo. Di lavoro fa il nonno casalingo, sorride sempre.

Vado al bar, ordino un lemon soda, mi siedo sulla terrazza affacciata sul fiume, la terrazza è incantevole, eppure il …

App di incontri: sì o no?

Cari tutti,
ho appena letto un post sull'iscriversi a Tinder dopo i 30, e mi sono sorpresa a dirmi "Ehi, detta così non sembra una brutta idea".
Ma voi, sinceramente, avete esperienze con le app di incontri? Non ve lo chiedo solo per motivi antropologici (forse avrete capito che sono una che ama buttarsi in esperienze assurde, ho la naturale tendenza a guardare la mia vita da fuori come se fossi sia regista che attrice...è come se una parte di me amasse vedere le cose andare a scatafascio per vedere come reagisco, cosa m'invento), dicevo, non è evidentemente solo interesse antropologico, è anche, ovviamente, desiderio di incontrare qualcuno che mi piace. Sarà che è primavera e sto ovulando. Sarà che con le bimbe che diventano sempre più stronze (a turno. Nel senso che se ne prendi una sola non puoi definirla "stronza", però c'è sempre una stronza per casa), sto incominciando a intravedere l'opportunità di pensare anche al mio, di bene, anche se non …

Da dove vieni?

E così vado a volte in questo laboratorio di sartoria di cinesi, che non so cucire neanche un bottone, non so.
Mia nonna ci aveva la macchina da cucire, il ritmo m’imbambolava, quel movimento meccanico, piede - mano, spingi - lascia, clink – clank, piede – mano, spingi -lascia, clink – clank.
Devo averci anche provato, a coordinare mano e piede, per ottenere quel tracciato regolare di filo sul tessuto, ma senza convinzione: io volevo essere qualunque cosa fuorché mia nonna, perché era infelice e si vedeva ad occhio nudo, lo vedeva anche una bambina.


Da una mostra del fotografo Ferdinando Scianna
Vado al laboratorio dei cinesi e ce n’è sempre una che cuce a macchina, con quel ritmo sul pedale, clink – clank, clink - clank. Un altro cuce e va anche incontro ai clienti, quando entrano insieme al traffico: pochi convenevoli, sa a fatica la lingua, valuta la riparazione, ti fa scrivere il tuo nome su un blocchetto con dei foglietti numerati, e dice solo “lunedì prossimo”, “sabato prossimo”…