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Fine dell'estate

È l’ultimo giorno di mare o perlomeno è l’ultimo giorno in cui in spiaggia ci sono i lettini e gli ombrelloni, così mi ha detto il bagnino che certo della lunga estate riminese non ne può più.
Le bimbe mi hanno fatto incazzare, e quando mi fanno incazzare mi sento orribilmente sola, e anche brutta. Ho così tanto introiettato il controllo estetico del mondo sulle donne che quando sono triste o arrabbiata rifletto lo sconforto dal mio dentro al mio fuori, sul mio corpo, e comincio a vederlo una brutta maschera che non mi rappresenta, di cui mi vergogno.


Sono le tre e non ho ancora pranzato. Hanno fatto quella scenata orrenda, urlandosi bestemmie e parolacce, mentre, in bagno, mi preparavo per uscire a pranzo.
Credo sia stato per una maglietta o per un altro motivo del cazzo. Gli adolescenti sono così, ti fanno vergognare di loro.

Esco dal bagno e provo a detonarle senza successo, il rumore mi fa scattare dei meccanismi difensivi ancestrali; poi m’ incazzo, le caccio, che se ne vadano in…
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Quello che cerchi ti cerca

Qualche mese fa mi sono appuntata una frase sull’agenda, probabilmente l’avrò letta su Facebook:
Quello che cerchi ti sta cercando Credo che sia abbastanza vero, o almeno, io come persona sono molto propensa a darmi obiettivi importanti e a perseguirli anche quando non me ne accorgo, nelle piccole cose, religiosamente, poi m'imbatto nei risultati come per caso.
Qui forse ho mostrato il mio lato minchione (oppure no?), il mio lato fragile (oppure no?), il mio lato anti-conformista (oppure no? Insomma, che cazzo vi ho mostrato di grazia?), ma in realtà sono anche una testa di cazzo, rigorosissima con me stessa, e, d’istinto, ossessionata dal “giusto”. Prendere la decisione giusta, fare la cosa giusta, essere una persona giusta.


Sono stata una ragazzina che seguiva abbastanza le regole: sì, certo, anche allora ero un po’ stronza, ma non ho mai usato droghe pesanti, non andavo a letto con gente a caso, bevevo poco. Poi quando, al primo giro di psicoterapia mi sono resa conto che stav…

Serie tv e libro in arrivo: come mi sento

Ciao cary,
bando ai preamboli: si avvicina un momento strano e importante per me e moltissime persone che mi leggono o che mi sono amiche mi chiedono cose, mi fanno le congratulazioni e le felicitazioni, e quindi sono qui a riassumere un po’ di considerazioni mie personali sull’imminente uscita della serie Volevo fare la rockstar e del libro (sì, c’è anche un libro, magari una volta ve ne parlo in un post dedicato. È una piccola parte del progetto ma paradossalmente è sempre stata quella a cui tenevo di più).


La prima cosa che vorrei dirvi, e ci tengo che lo sappiate, è che la serie è ispirata al blog ma NON è la storia della mia vita, né tantomeno la storia delle bambine, o di mia madre, o di mio fratello, o del babbo delle bambine. La protagonista, come tipa, assomiglia a me, questo è vero, e infatti sono felicissima che sia stata interpretata da Valentina Bellè, che ho trovato una donna di personalità eccezionale.
Una curiosità: più o meno un anno fa sono andata al cinema all’apert…

Guida minima alla trap per genitori di adolescenti

Cary,
fino a, uhm, qualche ora fa, sono stata una detrattrice della trap.
“Oh, ma che è sto mortorio”, “Ma gli strumenti, qualcuno li sa suonare?”, “Ste rime sono al livello di Sole Cuore Amore”, “I contenuti! Di che cazzo parla questa gente, in definitiva?”. 


Poi che è successo?
Primo: ho subito ore e ore di musica, a casa, in vacanza, ai concerti: il beat e il flow sono diventati una costante della mia vita familiare.
Secondo: ho chiesto alle bimbe, con sincero interesse, in che modo si sentono rappresentate da quel genere.
Infine: mi sono fatta un po’ di cultura sui magazine online e guardando Zeta, un film del 2016 che illustra abbastanza fedelmente (almeno credo) la cosiddetta scena, oltre che a ospitare molti dei più famosi rapper/trapper italiani (da Tedua a Salmo a Fedez a JAx a Izi che è il protagonista).
E così oggi vorrei farvi un riassunto di quello che ho più o meno capito della tendenza del momento: la musica trap.
La cosa principale che ho capito è che si tratta di un mo…

Coi figli adolescenti può solo migliorare

Io per carità mica vi voglio spaventare sui figli adolescenti, voglio solo condividere la mia frustrazione con i genitori con figli coetanei ai miei, poi mi spiace eh, se i vostri hanno uno o due anni in meno, sono ancora normali, e vi faccio venire le pare, non ci tengo mica eh.


Anzi, magari i vostri saranno persino più sopportabili delle mie, che stare a Rimini non aiuta ad essere adolescenti tranquilli e di conseguenza, genitori tranquilli. Mi manca davvero la pace verde di BucoDelCulo, dove minaccio di riportare le bimbe quando mi fanno incazzare.
Sono anni fottutamente difficili.
Non sempre anzi, quasi mai, tornare a casa è una gioia, anzi, se passiamo un intero weekend invernale a casa, altro che sunday blues: conto le ore che mi separano all’ufficio come quando il mio primo morosino aveva il cronometro sempre attivo sullo Star Tac per sapere quante ore, minuti e secondi mancavano al nostro appuntamento. Ah, qualcuno mi ha anche trattato bene, qualche vita fa.
Stamattina mi è co…

Prime volte senza

Ehi.
Mi sento abbastanza felice da quando non ho più tue notizie, non vado neanche più dalla psicologa a piangere per quanto sarei sbagliata, però questa mattina, visto che non avevo niente da fare – non ci sono le bimbe – ho fatto una domanda alle carte degli angeli, le quali danno quasi sempre delle risposte del cazzo ma rassicuranti.


Ho chiesto una cosa a caso, perché non ho preoccupazioni serie, tutto procede normalmente, e la carta mi ha detto “Il peggio è passato”, come quella mattina che sei andato via da casa mia, l'ultima, io ti ho detto di pescare una carta, hai sorriso con quel sorriso bellissimo che hai, il più bel sorriso che mi viene in mente, anzi l’unico, e mi hai abbracciato chinandoti.
“Il peggio è passato”, ti ha detto la carta, e a me sembrava tanto un addio. Lo era.
In questi mesi, ci sono state decine di “prime volte” senza di te.
La prima volta alla tua gelateria preferita senza di te. La prima volta che sono andata a vedere il tramonto alla darsena senza di…

Le ragazze sono cazzute

Ieri mattina sono andata in posta, e oltre ai soliti vecchi, c'erano diversi ragazzi. Uno era bengalese, piuttosto bello, con un accento del sud Italia: accompagnava la madre velata a fare una commissione. Portava delle ciabatte in plastica sotto ai jeans, li immagino sempre con le ciabatte, quelli del sub-continente indiano. Mi ha sorriso, io ho sorriso a lui.
C'erano tre ragazzine tedesche che dovevano comprare francobolli per spedire delle cartoline. Spedire cartoline, andare in posta a comprare francobolli: potevamo essere nella Rimini nel 1980.
E poi c'era questa nonna con un accento lombardo, piccolina e rompipalle, con una nipote di forse sedici o diciassette anni, parecchio più alta di lei, con le guance sbruciacchiate dal sole. Credo che la nonna le stesse procurando una carta di credito ricaricabile. Le ha messo dentro pochi soldi e gliel'ha detto quasi come se fosse un rimprovero, e la ragazza, per risposta, le ha dato un bacio tra i capelli, chiudendo gli o…