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lunedì 19 settembre 2016

Differenze tra la scuola e la vita

Recentemente è assurto agli “onori” di quello che potremmo chiamare dibattito sul web, un padre che avrebbe consegnato, il primo giorno di scuola, una lettera agli insegnanti dove comunicava che durante l’estate aveva preso la decisione di non far svolgere i compiti al proprio figlio in quanto avrebbe avuto di meglio da fare, come riposarsi, aiutare a casa, godersi la vita.
A questo sono seguiti dli schiamazzi dei pro compiti (in quanto insegnare ai propri figli il rispetto delle regole e degli insegnanti si rivelerà indubbiamente utile, e lo penso anche io, disciplinata di natura quanto allergica alle regole) e dei contrari (tutti noi genitori abbiamo almeno una volta, sospettato che i compiti fossero una punizione per noi che abbiamo il weekend libero dal lavoro).

venerdì 16 settembre 2016

Il primo giorno delle scuole medie

Rimini ci ha sorpreso con una pioggerellina fredda e l'inizio della scuola media, arrivati contemporaneamente, improvvisamente.
Fuori dalla nuova scuola c’è la folla, non siamo abituate alla folla a scuola. Prima c’era solo un capannello di genitori, soprattutto mamme.
Dopo un’estate un po’ strana, un po’ faticosa, oggi per le bimbe, che non son più bimbe, inizia la routine, in un’altra città, con altre facce che io sono abbastanza felice di non riconoscere.

martedì 6 settembre 2016

Introversione: how to

A voi che mi leggete, non suonerà affatto strano.
Ma chi mi conosce in maniera non approfondita, dice che non è vero, che sono un’asociale come mi descrivo.
La verità è che l’introversione non è né ben compresa dagli estroversi, né particolarmente accettata nel mondo là fuori.
E dunque, negli anni, ho imparato a nasconderla quel tanto che basta per non sembrare troppo strana (ok: strana è ancora il principale aggettivo che qualcuno usa per descrivermi, e non sapete quanto mi dà noia, a fronte dei miei sforzi per non farmi notare).

lunedì 29 agosto 2016

Tornare a casa

In fondo non sono mai impazzita per Faenza, anche se ora che ci ritorno se va bene una volta al mese mi sento a casa.
È un paesone senza particolari attrattive estetiche: c’è un museo importante di ceramica, ma non nascondiamocelo, si tratta di un’arte di nicchia.
C’è un centro grazioso, un fermento culturale e artistico notevole, dintorni verdi e ordinati e una buona qualità di vita.

domenica 21 agosto 2016

BURQINI, PUDORE E ALTRE COSE

Ho sentito solo di striscio le polemiche sul burqini perché (so che è deplorevole e anticivico ma che ci devo fare) a un certo punto della mia vita ho smesso di interessarmi della cosa pubblica per dare la priorità alle cose della vita che ho, un minimo, il potere di cambiare (a proposito di libero arbitrio rispetto al sistema, date un occhio a questo a questo articolo. No, non è roba politica).
Dev’essere stato all’incirca tra il periodo in cui i giornali parlavano solo del bunga bunga e la volta che Bersani ha vinto le primarie, e Renzi che aveva perso è diventato presidente del consiglio. Il dibattito pubblico italiano lo trovo il più delle volte imbarazzante.
Dicevo, ho seguito di striscio, ma il succo è che in Francia in nome della laicità si è vietato il burqini, che è quella specie di costume/ muta che indossano alcune donne musulmane per andare in spiaggia. Su questo provvedimento si è scatenata la polemica: qualcuno pensa che ogni donna, in fondo, vuole solo sentirsi scopabile e dunque il velo e il burqini non possono che essere un’imposizione; altri adducono motivi igienici sia per sostenere la legittimità del burqini che per sostenere il contrario; eccetera eccetera.
Chissà se è utile esprimere anche la mia opinione in merito. Suppongo di no.