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Siete Highly Sensitive Person?

Tempo fa vi dissi avevo scoperto per caso il mondo delle personalità introverse e sensibili (io sarei ISFP, ma questo non importa, non mi piace granché etichettarmi), e questa scoperta mi era parsa interessante perché essendo che gli introversi tendono a nascondersi, poi hanno la percezione di essere strani e fuori dal normale. Se tuttavia l'introversione NON è la caratteristica predominante della mia personalità, lo è probabilmente la sensibilità, intesa come la continua allerta dei sensi. Come ho scritto un'altra volta, quando parlo di introversione o HSP (highly sensitive person) NON intendo giustificare certi miei comportamenti che so essere difficili da tollerare per chi mi è molto vicino, ma solo accettarmi (e ci sto riuscendo. Nell'ultimo anno ha raggiunto una tale autostima che a volte devo controllarmi).
Recentemente ho letto sul blog Introvert, dear un articolo che parlava di 23 segni che potrebbero fare di te una persona altamente sensibile.


Qui l'originale; …
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Adolescenza e altri appunti

E così è un periodo un po’ strano, ma felice.
Strano perché avendo mamma spesso con noi, mi rendo conto di quanto sono stata sola per tanti anni. Certo, c’erano le mie amiche a portata di mano o di telefono, e certo, c’era il Donatore sporadicamente, e certo, mio fratello c’era più spesso, e le bambine, dalle 16 alle 19, stavano comunque ogni giorno con mia madre.
Ma ad ogni cena ero l’unica adulta. Ad ogni colazione.


E il sabato, con al spesa da fare e la casa da pulire ero l’unica adulta. E davanti alle bollette troppo alte ero l’unica adulta, e quando fuori tuonava ero l’unica adulta, ed ero l’unica adulta quando si doveva andare dal pediatra o al pronto soccorso.
Ero l’unica adulta quando si programmavano le vacanze. La mattina di Natale.
E ho imparato a fingere di non aver paura del buio, e poi un giorno non l’ho più avuta davvero. E ho imparato a rassegnarmi al fatto che dovevo guidare sempre io.
E a un certo punto ho smesso di chiamare le mie amiche per piangere, perché ho impa…

Yaoi, BL, e ragazze che leggono porno gay

E niente, nonostante la confusione iniziale dovuta a una gran mole di ricerche, citazioni e bacchettate qua e là, ho finito Ancora dalla parte delle bambine, di Loredana Lipperini, e mi ha convinto.

Oggi vi parlo di una cosa interessante che ho scoperto proprio su quelle pagine.

Yaoi, o Boy's Love (BL), è una sotto-categoria del manga giapponese. Si tratta di produzioni tipicamente femminili, con fruizione tipicamente femminile, molto in voga tra le appassionate di fanfiction (ovvero quelle community sul web, particolarmente in voga qualche anno fa, di ragazzi e ragazze dediti alla scrittura che aveva per protagonisti i personaggi dei loro romanzi, manga, anime, film preferiti).
Le storie BL prevedono due protagonisti rigorosamente maschi, estrapolati da anime, o altri manga, o produzioni anche americane, che vivono un'intensa storia d'amore (e di sesso, rappresentato in maniera molto esplicita. Potremmo dire che molti di questi fumetti sono porno con la storia).
La version…

Cose pazze che vi possono capitare a Cuba

A Cuba mi sono capitate giusto un paio di situazioni surreali, e confrontandomi con altri che sono stati, ho capito che trattasi si esperienze tipiche che potrebbero capitare a chiunque passi del tempo in giro per l'isola e non spiaggiato in un resort a Varadero o a Cayo Coco. Nota a margine: non so se ve l'ho detto, credo di no, ma dopo una settimanina in condizioni anche abbastanza disagevoli, e soprattutto dopo essere scappati da una sistemazione che sembrava un film horror, ci siamo piazzati in un resort. Bè, siamo scappati la mattina successiva preferendo un alberghetto per cubani.


La situazione più surreale che abbiamo vissuto, è stata infatti ritrovarci in un resort per americani.

Dalla parte dei bambini?

Allora leggevo la Lipperini, come vi stavo dicendo nel mio scorso post.
"Ancora dalla parte delle bambine" dovrebbe essere il sequel di "Dalla parte delle bambine" di Giannini Belotti, che negli anni 70 analizza il modo in cui la società insegna o suggerisce alle bambine di prendere atto della propria inferiorità femminile e quali sono i comportamenti che si convengono al loro genere.

Cose che leggo e vedo (Kafka, Lipperini, Kaurismäki)

"Com'era il film ieri sera, Valentina?"
"Mi ha incuriosito molto la tecnica narrativa. Credo che dovrei ritornare al cinema Settebello, e dare più attenzione ai titoli di coda"

L'altra sera sono stata al cinema d'essai, quello con i tendaggi e alle pareti e i posti non assegnati, a vedere L'altro volto della speranza, un film di un regista finlandese di nome Aki Kaurismäki, che ha ottenuto l'orso d'oro a Berlino.
Tratta le vicende di un siriano che chiede asilo politico in Finlandia. Sarebbe potuto essere un film violento e drammatico, e invece è così delicato che credo si sia guadagnato la categoria "commedia" tra i recensori. Laconico come una poesia, ha qualcosa di teatrale, forse le luci, forse i silenzi e una comicità sottile, buffa.

I riminesi e il marketing

Oggi con i miei colleghi andavamo a pranzo al baretto e parlavamo, specie con quelli non originari di Rimini, di quanto sono bravi i riminesi col marketing.

Per esempio, quando vivevo a Faenza, si facevano degli eventi culturali o musicali davvero belli e anche unici nel loro genere, ma spesso mal comunicati, quasi inesistenti sul web. Gli organizzatori più moderni si facevano un sitarello in casa su Wordpress e si sentivano online. Ma davvero, nel marketing, una grafichetta carina-hipster-incomprensibile schiaffata su un sito web, ha un impatto inesistente. Piuttosto risparmiati la grafichetta e spendi due soldi nella pubblicità su Facebook, cazzo.
Un'altra volta c'era questo noto organizzatore di eventi che faceva le newsletter carine carine, e io le ricevevo sulla posta del lavoro, quindi davvero in tempo reale.