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Visualizzazione dei post da Settembre, 2018

Atei e scout?

Con le mie figlie che diventano sempre più difficili da gestire, i weekend che diventano sempre più stressanti e io che, in famiglia, sono sempre più sola, crescono anche i dubbi su che madre sono, che donna sono e se ho fatto bene finora.
Credo di aver fatto sempre tutto in buona fede, ma sono anche convinta che è ora che io mi apra a eventuali cambiamenti di rotta, se le mie figlie lo richiedono, compatibilmente con il loro livello di maturità rispetto a certe decisioni.
Ora, a voi forse sembra che mandare tuo figlio agli scout non sia qualcosa che va a toccare i massimi sistemi, e invece per me lo è.


Lo è perché ho fatto la scelta di crescere le mie figlie libere dalle dottrine. Non hanno ricevuto nessun sacramento, io stessa mi sono sbattezzata. Ma non per protesta o ribellione, no, ho fatto solo le scelte più coerenti con la mia identità. Questa scelta viene fatta regolarmente dai genitori in paesi come l’Olanda o la Svezia, ma non può essere prese sottogamba dai genitori italian…

Settembre, andiamo

Allora, siamo a settembre.
Ci vado a piano a parlare di progetti e autunno perché semplicemente, a Rimini, l’autunno arriva più tardi.


L’estate qui è lunghissima, parte da, massimo massimo, inizio maggio e arriva fino a, almeno almeno, metà settembre. Questo vuol dire sostanzialmente tre cose: spiaggia, casino, cose da fare.
La spiaggia a dire il vero si frequenta tutto l’anno, solo che in inverno ci vai a fare la passeggiata prima di andare al lavoro, ed è davvero molto mindful, perché non c’è nessuno, solo le onde che si infrangono cicliche, in un eterno ritorno. D’estate però il quartiere e non solo, si trasferisce proprio, ognuno al proprio ombrellone.
Ci sono i tornei di beach volley e beach tennis ai quali non parteciperei neanche sotto tortura, ci sono le giornate lunghe, tanto che spesso sono andata a sedermi sulla sabbia o addirittura a fare il bagno anche dopo cena. Ci sono quelli che fanno pilates al tramonto e i bambini/ragazzini/ragazzi che scorrazzano. C’è anche rumore e…

Non più bambine: cronache dall'adolescenza

So che mi prenderete per il culo, ma io credo un casino ai sogni e alle vibrazioni.
Stanotte per esempio ho sognato di aver chiuso in uno sgabuzzino, dimenticandomela, la mia figlia più dolce, che ho sempre adorato, e che però, con l'adolescenza, diventa sempre più introversa, a volte talmudica, e che, naturalmente, mi manca da morire.


Camilla è sempre stata il mio lato creativo e timido portato all’ennesima potenza, ha sempre avuto una dignità pazzesca e aspettative altissime, ha sempre vissuto in un mondo piccolissimo ed equilibratissimo, in cui pochi avevano il libero accesso, ma almeno tra quei pochi c’ero anche io. C'ero soprattutto io.
Poi pian piano la sua dignità è diventata la corazza di un istrice perennemente offeso, e il suo equilibrio, la sua simmetria, la sua precisione di bambina, si sono trasformate in un perfezionismo specialmente estetico, quasi maniacale, che la rende sempre insoddisfatta, specie di se stessa e di quello che fa, che la fa smettere di cantare…

Fuori dalle sabbie immobili

Allora l’altro giorno mi capita sta cosa: si voleva fare un giro al bellissimo evento faentino Argillà, ma pioveva che dio la mandava così, mentre io e le bimbe ce ne tornavamo a Rimini dico “ehi, perché non ci fermiamo al centro commerciale che vorrei tanto comprarmi una poltroncina per cominciare a chiamare casa questo posto dove siamo posizionate da due anni?”.

(vabbè, non vi dico cos’è il centro commerciale a Rimini, una domenica di pioggia ad agosto.)

Siamo finite a comprare delle scarpe da trekking per le bimbe, memori del nostro ultimo trekking invernale.

Perdonate la digressione, dopo la quale non ricorderò affatto di cosa parlava questo post, ma vale la pena raccontarvelo. Io e le bimbe non siamo delle vere escursioniste: noi, e soprattutto loro che hanno passato i loro primi dieci anni nella natura, a dormire in tenda al fiume o a camminare per la vena del gesso, siamo piuttosto gente che ama stare per i cazzi propri, e il bosco è l’ideale. Perché più cammini, più non pensi …