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Visualizzazione dei post da Agosto, 2010

MUTANDE TRA LE CHIAPPE CHE NON TI ASPETTERESTI

Dovete sapere che io e i miei siamo un po' sopra alle righe. Aggiungeteci il fatto che abbiamo cambiato casa molto spesso e capirete perchè tutti ci hanno sempre considerato "quei nuovi vicini un po' strani".
Dove vive ora mi madre nessuno (me compresa) ha ancora capito se sono o meno una ragazza madre, e tutti si stupiscono di vedermi tornare dal lavoro vestita seriosamente che guido cantando a squarciagola Furia Cavallo del West. Mio fratello invece non conosce vie di mezzo tra le mise da impiegato comunale anni '70 e gli abiti da diva; le mie figlie stesse pretendono una drag queen alla loro festa di compleanno.

Noi, dal canto nostro, diffidiamo delle persone normali: in particolare, il bersaglio preferito dei nostri crudeli attacchi alla mediocrità è questa coppia che risiede di fronte a mia madre, che chiamiamo affettuosamente "I Grigioni".

Stanno in una villetta, orribile, hanno due auto di grossa cilindrata, e sono gli affettuosi genitori di un cane…

MI CHIAMANO TUTTI "AMORE"

E poi c'è anche un week end su un milione durante il quale nessuno si preoccupa di "dov'è babbo?".

E poi c'è il venerdì sera che si va a vedere mio fratello impegnato in una performance e le bimbe resistono fino alle 00.10 senza rompere i maroni.

E poi c'è il sabato mattina in biblioteca, che, mentre estraggono centinaia di libri illustrati che io poi riordino a caso per la gioia del bibliotecario, mi concedo dieci minuti in giro per gli scaffali, che è il mio hobby preferito, scegliere tra il premio Pulitzer statunitense e il profumo cubano, tra il naturalista francese e la scrittrice inglese così intelligentemente donna, tra l'odore dei libri sfogliati, ingialliti e annotati.

E poi c'è il sabato pomeriggio al fiume, che è quasi secco e le bimbe sono tutte infangate e puzzano anche un po' di fogna.

E c'è il sabato sera che, dopo l'ennesimo bicchiere di verdicchio, io e Serena progettiamo una vacanza a Ibiza. Da sole. Mentre le quattro bimbe i…

FOLLIA QUOTIDIANA

- E adesso che dovrei fare, preoccuparmi per tutto quello che faccio, che potrei farti ingelosire?
- Bè...sì...sì, cazzo, sì!
- Così mi soffochi.
- ...
- Mi manca l'aria.
-...
-Non ne posso più.
-...
-Me ne vado.
-Vergognati.
-...
-Vergognati per l'uomo che sei. Vergognati per aver fatto entrare nella mia vita le tue storie grottesche. Per aver reso la mia vita un fottuto film di Vanzina che però non fa ridere. Sono diventata una cazzo di larva, non riesco più a tenere le redini della mia vita. Sono la parodia di quella che avrei voluto essere. Faccio schifo ed è colpa tua. Sì, vattene, bravo! Ma lasciami le chiavi di casa e non tornare.
- Stavolta è per sempre. Scusa per tutto il male che ti ho fatto, ma così non vivo più.
- Stavolta, stavolta...Scusa un cazzo. Scusa un caaaazzooooooo!

Scusa un cazzo.

IDIOSINCRASIE

Mi chiedono di scrivere qualcosa delle ferie.
Vi dico che io, che mi sono fermata alle macchinette Kodak usa e getta, quelle che facevano foto vagamente scure e velate, ecco, io, ho "insegnato" alle bimbe ad usare la fotocamera digitale, quella che mi hanno tirato dietro ( venduto a poco prezzo, ndr) da Trony perchè facevo loro pena.
Solo che le tre artiste scattano a caso. Ho dovuto cancellare primi piani di pance e orecchie e cellulite della vicina di ombrellone. Questo sopra invece è uno scatto a caso riuscito bene, stranamente non compromettente. Si vede il mare di Brac e la costa di Spalato. Si vede anche che i mi lego i capelli alla cazzo di cane.

Detto abbastanza?
Se volete sapere di più consultate ad uno ad uno i miei vicini di casa, l'amico Emiliano, il fornaio: hanno tutti avuto la fortuna di udire dal vivo a racconti dettagliati di io che mi sono vomitata addosso in autostrada mentre mia madre effettuava un sorpasso azzardato e delle formiche che attraversavano la…

RITORNO AL TRAM...AL TRAN...EHM...AL TRAN TRAN

Mi arrostivo sulla spiaggia di sassi dell'isola di Brac, e con la coda dell'occhio puntavo un sedicenne in vacanza con i genitori dalle spalle niente male.

Bugia.

Mi arrostivo all'ombra, con un occhio rivolto verso le tre bagnanti e uno rivolto a Pastorale Americana (Roth), libro bellissimo quanto crudele nel ricordarmi, proprio ora, la malafede di molta parte del genere umano.
In quella spiaggia c'erano anche loro, Julez e Mr Ford: belli, innamorati ( e adorabili). Ho visto lui guardarla come vorrei essere guardata io.
E ho ravanato a lungo nella mia complessità in cerca di strategie di sopravvivenza.

Mi è venuto in mente di quando il mio primo morosino, dopo tre anni, mi lasciò per un mesetto. Ci stavo un po' male, ma in fondo non più di tanto.
Cosa feci?

La prima a volermi ridare il sorriso fu la Dedi. Mi invitò in un locale con due suoi amici. Scoprii in seguito che li aveva pescati su internet, in una chat. E' stato il mio unico appuntamento con qualcuno trovato …

LE FAMIGERATE FESTICCIOLE

Il compleanno delle bimbe si avvicina, ma il minaccioso tic tac che sento in sottofondo non è l'orologio che scandisce il conto all'arrovescia, è la bomba che sta per esplodere.

Già l'avrete intuito che io odio le feste comandate, forse non sapevate che odio anche i compleanni ed in particolare le festicciole.

Aspettavo beatamente le gemelle e la notizia mi è piovuta addosso come una doccia fredda. Sapete le madri esperte che danno consigli alle gravide? Ecco, qualcuna mi ha reso edotta sul fatto che non è che i marmocchi, soprattutto se minori di anni sei, si lasciano alle feste incustoditi, no. L'invito è esteso anche alla sfortunata madre.
Del resto, avevo già scoperto con il Bipolare (sì, è sempre il Donatore: lo pseudonimo precedente non gli piaceva, e probabilmente non considererà particolarmente gratificante neanche questo. Dovete sapere che c'è in giro qualche avvoltoio che di mestiere seleziona le frasi poco eleganti che ho scritto su di lui nei momenti di sc…