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Visualizzazione dei post da giugno, 2013

Spinster pride

Mia madre quando le dico che assomiglia sempre di più a nonna Cloe s’incazza. In effetti nonna cucinava non dico meglio, ma più unto e di conseguenza più saporito. Da quando, dieci anni fa, nonna ha smesso di cucinare per me sono diventata irrimediabilmente magra. Mamma fa il pane fatto in casa, ma nonna, oh, nonna faceva dei fritti che te li sognavi di notte. E dei sughi. L’arrabbiata galleggiava nell’olio, e dopo andavo a lavorare da Intimissimi con un alito all’aglio   e peperoncino che tre giri di mentadent non avrebbero mai sanato. E quelle canocchie al sugo che facevamo indigestione. Mia madre invecchiando somiglia a sua madre quando ha quell’aria spaesata di vecchia che si perde per strada. E dire che mia madre ha appena cinquant’anni. Oppure sembra nonna quando canta sottovoce e cerca di essere soave e invece è stonata. Lei non vuole assomigliare a nonna Cloe. E io non voglio assomigliare a lei. Anche se dicono che fisicamente siamo molto simili. Ma le differenze sono

Libri da sottolineare

Molti anni fa prendevo a prestito   i libri dalla mamma del Donatore. Ne aveva tantissimi, dev’essere stato allora che ho cominciato a leggere letteratura americana. Facevo l’università e ho trovato Steinbeck nella sua libreria. All’università, per partito preso, gli americani mi stavano antipatici. Li credevo un popolo di mitomani guerrafondai. Un po’ lo credo ancora, però li leggi e sono così cinici e critici e feroci e liberi, che ti fidi. Mancano di quell’indolenza intellettuale europea. I sudamericani quando parlano di sesso sono così puri e puliti e naturali che i francesi, che pur adoro, in confronto sembrano maniaci viziosi. Una volta presi a prestito La nausea di Sartre. Mi annoiava molto, credo di non averlo mai finito. Credo fosse stato di Lucia. C’erano dei periodi sottolineati a matita, e io ho pensato che doveva aver avuto poesia, quella persona che non sapevo ancora che avrebbe portato lo stesso nome e cognome di mia figlia. Non ho mai conosciuto Lucia, ma quello

Investire su di sè

Spero che questa stagione del cazzo finisca con una certa celerità perché sto accusando. Non ve lo sto neanche a dire, siamo tutti incazzati neri, lasciamo stare. Il caldo lo tollero bene, ma il freddo no. Ci sarà un motivo per cui ai tropici si tromba e in Italia, d’inverno, no. Un po’ sto superlavorando, cosa che mi piace anche però insomma, sono stanca, molto stanca. Da lunedì a giovedì della scorsa settimana sono stata a Milano, una fiera e un forum. Dormito pochissimo. Ho avuto anche un convegno con Vagina. Dovevamo parlare dell’operazione pro bono #unFigoAlGiorno, e invece abbiamo parlato di tutt’altro, dai trombamici al seo, ecco. Ma torniamo alla mia depressione. Sono così stanca e demotivata che potrei farci un power point sopra, con i funnel, le gerarchie e i diagrammi. Qualche giorno fa ero così stanca che quando ho parcheggiato di fronte alla scuola ho notato che mia figlia Lucia era uscita senza scarpe. Torniamo a casa, scarpe, torniamo a scuola. In macchina facc