Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Settembre, 2015

Chissà com'è il tramonto da qualche parte dell'Africa

Ero in fila al semaforo, praticamente a casa, e ascoltavo la mia canzone triste. Non perché fossi triste, a dire la verità.
Sul marciapiede, un ragazzino africano, forse delle medie.
L'ho riconosciuto, l'avevo visto il giorno prima al discount. Era dietro di me alla cassa e aveva chiesto due scontrini separati, uno per il pane, uno per lo zucchero, ma subito non si era capito, e la commessa si stava impercettibilmente spazientendo ma poi ha visto che era solo un bambino.

La mia bambina iper-energica

Delle mie tre bimbe, una è così tranquilla e buona che si ritiene sfigata, perché nessuno si accorge del suo mondo segreto fatto di canzoni e micini; una è una piccola nerd che combatte contro le discriminazioni di qualunque tipo (una volta ha bacchettato mio fratello perché ha definito una signora “grassa”); la terza è un animaletto biondino e bellissimo. Si chiama Carolina.

Ho alcuni libri sul comodino

Cari, in questi giorni mi sento grata alla vita, anche se non è che stia succedendo chissà cosa, cioè, le cose si muovono pian piano, e io sto nella mia solita centrifuga, no? Che mica ce l'ho il tempo di far succedere le cose, mi sento già brava se procuro tre pasti al giorno a quattro persone. Però saranno almeno due settimane che non m'incazzo. Mi prendo cura delle mie piccole cose (essenzialmente tre) con un senso di precarietà che certe mattine mi fa amare la vita come se fosse un tipo bellissimo, accanto a cui ti svegli sapendo che tra un quarto d'ora suona la sveglia e devi andare a lavorare.
Torniamo a noi.
I libri sono uno dei motivi per cui sono grata alla vita. Ecco che cosa ho letto di recente.

Tutto bene

Vivere in provincia ha dei lati belli e dei lati brutti. Il lato brutto è che vedo sempre la stessa umanità e a volte mi chiudo nei miei giudizi prefabbricati. La maggior parte delle persone con cui parlo la pensa come me. Di sinistra ma non PD, ormai solo idealmente democratici. Digitali, geek con qualcosa di nerd. Spesso atei.

In viale Stradone

Ieri sera io e le bimbe siamo andate al cinema all’aperto.
L’Arena Borghesi è lo storico cinema all’aperto di Faenza ma io, in 32 anni, non ero mai andata. Abbiamo parcheggiato abbastanza lontano, vicino alla casa di riposo.
La casa di riposo è per gli anziani ricchi. Io da vecchia vorrei essere un’anziana ricca, così non finisco dalle suore e non mi lasciano morire per un femore rotto come è successo a nonna Cloe.

Che cos'è una famiglia?

Cari e care,
Ieri mattina ho letto sull'Huffington Post di questi due tizi che avevano postato una propria selfie di divorzio, raccontando come la separazione fosse stata per il bene della loro famiglia e dei loro figli, e di come quella data fosse da festeggiare, in onore della loro amicizia e dei loro sforzi comuni. In poche ore il post ha raggiunto le trentamila condivisioni.

Mio fratello o il restauratore di persiane

Come forse ricorderete mio fratello è un soggetto versatile e dal multiforme ingegno e ciò emerge anche dall’analisi sua storia professionale: ha fatto il maitre (please, leggete il post Mi chiamo Antonio e faccio il maitre. A me è piaciuto molto e nessuno se l'è cagato :D), l’addetto alla proloco, il receptionist, l’insegnante di aerobica per vecchiette a bordo piscina e l’animatore di balli di gruppo per bambini, la drag queen, il venditore di contratti telefonici (lui amava definirsi “truffatore”), l’organizzatore di eventi culturali ed enogastronomici, il disegnatore di Priapi portafortuna.