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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2014

Confesso che ho vissuto

Ciao, nei giorni scorsi Google plus ha fatto un video carino sul mio 2014. Ci ha provato anche Facebook, ma su Facebook è raro che pubblico foto, dunque non ce l'ha fatta a mettere assieme qualcosa di rappresentativo. Invece Google plus ci ha beccato perché pesca dalle foto del mio cellulare, le mie foto private. Ho questa applicazione che in realtà non ho mai scaricato, ma è semplicemente comparsa, alla quale ho consentito di sincronizzare le mie foto private con Google plus, ovviamente visibili solo a me. E' un pacco perché basta che io faccia un clic sbagliato e tutti vedono le foto che ho sul telefono, però d'altra parte è anche molto comodo perché io le foto non le scarico mai, le cancello quando ho la memoria troppo piena. Dunque come al solito scambio consapevolmente privacy con comodità, che vita di merda.

Leggete: "Mara Renato e io", Alberto Franceschini

Alberto Franceschini, assieme a Renato Curcio e a Margherita Cagol, è stato uno tra i capi storici delle Brigate Rosse.
Prima di scrivere qualcosa di questo libro vorrei proporvi una brevissima cronologia, con gli episodi che sento spesso citare alla rinfusa parlando di Brigate Rosse:
Nascita BR: primi anni settanta (parliamo appunto di Franceschini, Curcio, Cagol eccetera. I primi due, e buona parte dei compagni, sono stati arrestati nella prima metà degli anni 70 e sottoposti a regime di carcere duro con l'accusa di banda armata; Mara Cagol è morta nello stesso periodo in uno scontro a fuoco con la polizia).
Omicidio Aldo Moro: anno 1978, leader dell'operazione: Mario Moretti.
Omicidio Marco Biagi: anno 2002, ad opera delle cosiddette Nuove Brigate Rosse (ammetto la mia ignoranza: mi sfugge la connessione con le "vecchie").

Dicevo.
Acquistavo libri su Amazon, e a un certo punto Amazon mi dice: forse potrebbe interessarti questo libro, che è "Mara Renato e io&q…

Le altre donne sono tutte invidiose?

Come amica sono un pochino una capra: distratta, ritardataria, spesso non reperibile al telefono. Sono così perché ogni giorno, anche la domenica, è un tour de force. Ultimamente poi sono ancora più sopraffatta del solito: sto ricominciando a fare lavori di ristrutturazione. Una volta voglio parlarvi del tema "Gli artigiani e la crisi", ma forse mi suicido prima.
No, comunque scrivevo questo post per dirvi che appunto io attorno amici e soprattutto amiche eroiche, e quando leggo o sento dire che le donne non sono in grado di essere amiche tra loro, penso che sia una grande puttanata, per di più sessista.

Indigniamoci anche a Natale

Nei giorni scorsi nel mio paese è stata aperta una rivendita (diremmo temporary shop) con abbigliamento e oggettistica prodotti a mano in un Paese dell'America latina. I maglioni sono molto belli, di ottimo materiale, interamente prodotti a mano, e costano attorno alle ottanta euro.
Siamo abituati a catene low cost dove spendiamo circa venti, trenta euro per un maglione
dal design dignitoso e la fattura scadente ma non la più scadente che c’è in giro.

Dammi duemila euro e sarai bellissima

In questi giorni sono stata diverse volte dal dentista per via del fatto che un incisivo anteriore era diventato grigio, non perché io volessi assomigliare a Amy Winehouse senza il toupet, bensì perché a diciotto anni, come tutti sanno, presi una sbronza tale che mi schiantai contro una porta a vetri chiusa, provocando la morte del dente (cioé, il dentista dice morte, ma io ho sempre avuto sensibilità).

Dell'adolescenza mia o loro

Lucia sta diventando grande, prima delle sorelle, è quasi adolescente.
A volte ci scontriamo un po'. E' strano, scontrarmi con le mie figlie. Certo, siamo quattro donne, ognuna ogni tanto rivendica il suo diritto alle luci della ribalta e inscena la sua soap opera davanti alla zuppa, per cena. Ma ai silenzi prolungati di Lupina, non è che ci sono molto abituata. E non so dire con certezza chi delle due, in certi momenti, assomiglia più a un'adolescente che vuole solo chiudersi nella sua stanzetta, ma credo lei, dai. O forse no.

Come fare una tisana senza comprare una tisana

Come forse sapete, trovo molto sexy la sobrietà, mentre mi urta da morire la taccagneria. Non è esattamente minimalismo il mio. O forse è una forma di minimalismo che però non ha nulla a che vedere con l'estetica ma ha molto a che vedere con l'etica. Ecco, potrei definirmi una minimalista etica (minchia se sono autoreferenziale oggi).