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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2016

2016: cosa leggo?

Da almeno un mese vivo nel casino totale, sono in overload ma overload buono, cambia tutto e io sono carica, esaltata, terrorizzata e stanca morta.

Casa: affitto, scambio o vendo

Cari,
non vi parlerò oggi del mio (spero) imminente cambio di vita, azienda, casa e città. Siamo entusiaste.
Vi vorrei parlare di casa mia, che vorrei vendere o, ancora meglio, affittare (o anche scambiare, perché no).
Forse è un post lungo (concedetemelo, mi fa anche un po' male ma è necessario), allora vi dico subito che cosa vi chiedo, poi potete scorrere fino alle foto: per favore, se avete contatti di persone di Faenza sui vostri social condividete questo post o wozzuppateglielo.
Sarebbe un grande aiuto a me e alle bimbe, perché se riusciamo a contenere i costi, dovremmo fare meno sacrifici (specie io, perché a loro cerco di non far mancare niente).

Wannabe rockstar: cose pazze che mi succedono

(nota: questo, come tutti gli altri, NON è un post sponsorizzato, nessuno l'ha offerto, nessuno me l'ha chiesto)

Se ci penso, questa cosa che sono un po' wannabe rockstar ma in realtà non lo sono davvero, ce l'ho sin da ragazzina.
Avrei potuto imparare a suonare, giocare alla sfattona, ascoltare solo punk, vestirmi in modo meno umorale. Insomma, utilizzare la mia apparenza per comunicare agli altri come sentivo di essere.

La misoginia non è razzista

Cari,
sui fatti di Colonia è già stato detto tutto: centinaia di donne uscite a festeggiare il Capodanno sono state rapinate e molestate da branchi di ubriachi. Sappiamo che nel dibattito pubblico qualcuno ne ha fatto una questione di sicurezza e immigrazione, visto che i testimoni hanno riferito che gli aggressori erano in maggioranza nordafricani ("è in atto uno scontro di civiltà?"), qualcuno ne ha fatto una questione di genere ("le donne non sono al sicuro").

Spensieràmi!

Non so se capita anche a voi ma io durante le ferie sono...diversa.
Tanto per cominciare è diverso lo stile: quando lavoro mi trucco un pochino, per esempio. Dedico cinque minuti al giorno a lavarmi la faccia con apposito sapone, mettere la crema idratante, semmai inforcare le lenti a contatto, coprire le occhiaie e darmi un po’ di blush rosa sulle guance per evitare il colorito monitor. Quando non lavoro invece non mi trucco affatto, specie se è estate.

Amorevolmente

Avevo sei anni.
Mio zio, musicista che stimo molto, contro ogni logica volle farmi partecipare al concorso canoro cittadino.
La canzone l’aveva scritta lui ed era bellissima, si chiamava Amorevolmente. Faceva:
“Ma io da grande voglio andare a vedere dove va a finire il sole, ci sarà poi qualche posto dove finalmente lo si può toccare”

Personal branding: WTF

In molti anni di blogging ho assistito, come molti di voi, a un cambiamento sostanziale della blogsfera.
Qualcuno, come me, credo, è sempre rimasto fedele a se stesso e questo non è necessariamente premiante in termini di performance (e per un blog la performance è, in generale, l'aumento del numero di lettori), ma se l'obiettivo è il piacere personale, delle performance sticazzi, anche perché delle performance, per conto di altri, me ne devo già occupare otto ore al giorno. Questi blog, a parte qualche esempio brillante che è stato ripreso dai mass media e ha ingranato un circolo virtuoso di "popolarità", non sono "cresciuti", dove per crescere intendo diventare "mainstream". Spesso sono persino morti.

Perché dovreste vedere Il Piccolo Principe

Cari,
ho sentito esprimere da diverse persone il timore di vedere Il Piccolo Principe diretto da Mark Osborne a causa delle aspettative altissime, dopo la lettura di uno tra i libri mainstream meno sopravvalutati di sempre.
I film quasi mai eguagliano la profondità dei libri, semmai riescono a tratteggiarli più o meno rispettosamente.
Nel film d'animazione Il Piccolo Principe in effetti si è persa parte del senso che avevo attribuito al libro, ma non è venuto meno il mood pieno di poesia e delicatezza che parole e disegni gli conferivano.

Il più bravo della classe non è intelligente

Alle elementari ero la prima della classe. Prendevo sempre 10, facevo la saputella, e i miei compagni ancora faticano a salutarmi (devono essere un po' dei disagiati eh). Come sapete ero anche una bambina il cui padre stava in comunità e poi nella tomba. Ero una bambina la cui madre spesso faceva due lavori, e la cui nonna era depressa e teneva la casa come se fosse un bagno pubblico. Ero insomma una bambina molto sola, che sognava di essere la figlia della maestra, e faceva di tutto poiché qualcuno le dicesse che era intelligente. Credo che meritassi di essere almeno la più brava della classe.