Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: La misoginia non è razzista

mercoledì 20 gennaio 2016

La misoginia non è razzista

Cari,
sui fatti di Colonia è già stato detto tutto: centinaia di donne uscite a festeggiare il Capodanno sono state rapinate e molestate da branchi di ubriachi. Sappiamo che nel dibattito pubblico qualcuno ne ha fatto una questione di sicurezza e immigrazione, visto che i testimoni hanno riferito che gli aggressori erano in maggioranza nordafricani ("è in atto uno scontro di civiltà?"), qualcuno ne ha fatto una questione di genere ("le donne non sono al sicuro").

Perché ne parlo anche io, se tutti hanno già detto tutto?
Giusto un paio di giorni fa mi sono trovata a spiegare, pacatamente, il fatto che penso che la mistificazione della passera, porti taluni individui a sminuire quello che ci sta attorno (una donna).
Mi sono sentita rispondere che siamo fortunate, noi che almeno non siamo obbligate a mettere il burqa, "come le musulmane". Quando dici che non vedi mai, in giro, musulmane col burqa, e chiedi di che straminchia stanno parlando, non capiscono, farfugliano qualcosa sui talebani in Arabia Saudita e quando ribatti che in Arabia Saudita ci stanno i wahhabiti e non i talebani, cadono dal pero e pensano che tu sia una donna troppo aggressiva per poterci discutere.
Penso che discussioni di questo livello, dove io, donna, esco sempre perdente, siano il prodotto di un dibattito pubblico come quello sviluppatisi nei giorni scorsi. E finché si strumentalizzano le Colonia presenti e future, la causa delle donne continuerà a essere affossata sotto benaltrismi e pressapochismi. E intanto io devo vivere comunque, lavorare, uscire, divertirmi, crescere tre figlie, nella mistificazione di quello che ho tra le gambe, e nella negazione di ogni rivendicazione (una su tutte: la conciliazione famiglia-lavoro).
Dunque sì, è stato detto tutto su Colonia, ma forse non tutti hanno letto tutto. Molti si sono fermati ai titoli, che contenevano certamente la parola "nordafricani" e hanno dedotto che il nostro sistema sia da proteggere dalla misoginia dei musulmani.
Mi spiace dirvelo, ma a noi donne butta male dappertutto (certo, in alcuni luoghi più che in altri, ma non per colpa della religione islamica, così simile a quella cattolica).
Impariamo sin da bambine a non considerarci al sicuro in certe situazioni, a fronteggiare quotidianamente l'ignoranza dentro e fuori dal Bar Sport, a dover spiegare che il "no" significa "no" anche se siamo già senza i pantaloni (sì, "ho cambiato idea" significa "no"), a pagare l'IVA al 22% sui Tampax, che non sono considerati beni essenziali. Impariamo fin da bambine che essere sessualmente disponibili o almeno sembrarlo, è auspicabile. Viviamo in uno stato dove, correggetemi se sbaglio, la legge per punire lo stupro, è rimbalzata per 17 anni tra Camera e Senato. Siamo libere? Non direi, indipendentemente dal fatto che potremmo essere ancora meno libere.

Se state cercando di far passare l’ipotesi che la violenza, la molestia e la misoginia, in Occidente, sono d’importazione islamica, e state remando contro la causa.
Se pensate che un nordafricano che molesta una donna occidentale sia peggio di un occidentale che molesta una donna, o di un uomo che obbliga sua moglie ad avere rapporti sessuali, siete dei barbari.
La violenza di genere è multiculturale e trasversale.
Se lo negate, state remando contro la causa delle vostre compagne, amiche, madri e figlie. State distorcendo la realtà. State raccontando o condividendo la minchiata che i musulmani odiano le donne e i cattolici no, quando la Chiesa è misogina a partire dalla sua struttura di potere, esclusivamente maschile.

Quando avviene una violenza ad opera di una persona di fede islamica, non avviene la prevaricazione dell'Islam sulle donne, ma di una persona su una donna, con attorno un sistema che avvalla la misoginia diffusa, che si respira nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nei programmi televisivi, nelle pubblicità, spesso persino negli schemi linguistici che abbiamo assimilato, adoperiamo e non siamo in grado di contestare, perché fanno così parte di noi che non li vediamo.
Quando parlate di violentatori e molestatori e ne specificate la provenienza state sviando l'attenzione dal problema della violenza sulle donne, che anche in Occidente fa parte della quotidianità. Se lo negate, siete semplicemente misogini.

Ho pensato comunque che possa tornare utile una riflessione sui alcuni termini che vengono utilizzati, se non altro per smascherare le assurdità che vengono dette.

Musulmano: seguace dell’Islam. Islam significa letteralmente “Sottomissione a Dio”, ed è la seconda religione monoteista nel mondo per numero di credenti.
Fondamentalista: visione politica radicale dell'Islam che in alcuni casi sfocia nel terrorismo. Trova origine nel colonialismo occidentale e strumentalizza, per fini politici, di potere, concetti della religione islamica.
Talebano: letteralmente "studente del Corano", trattasi di movimento i cui aderenti hanno governato l'Afghanistan, tra radicalismo politico-religioso e repressione violenta dell'opposizione.
Arabo: Persona proveniente dall'Arabia Saudita o di madrelingua araba. Gli arabi sono circa il 20% dei musulmani. L'arabo è anche la lingua del Corano, i musulmani in genere conoscono la lingua araba anche se non è necessariamente la loro lingua madre.
Nord Africano: proveniente dall’Africa del nord (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto).

Nel frammentre, mi sono fatta un giro su twitter.







15 commenti:

  1. fatico a non lasciare un commento che non abbia nel suo essere, una piccola traccia di razzismo... sebbene non mi senta tale, infatti, vari accadimenti mi ci hanno fatta propendere.
    ad oggi, il modus vivendi degli immigrati, sta confermando pesantemente all'europa, che non siamo uguali, anzi che abbiamo dei modi poco similari di vivere la quotidianità.
    non voglio pensare che TUTTI gli africani, musulmani, asiatici, siano accorpati nella medesima bruttura, però, è altresì vero, che le conferme di una troppo distante formazione mentale, salta sempre più all'occhio

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    1. Però dimmi una cosa. Questa fatica nella convivenza tra occidentali e musulmani l'hai vissuta sulla tua pelle o l'ha letta sui giornali? A me per esempio qualche episodio spiacevole con qualche uomo, nella vita è capitato, ma erano sempre bianchi e italiani.
      A me branchi di uomini ubriachi fanno paura, ma non mi fanno più paura i musulmani degli italiani, capisci, e questo presunto scontro di civiltà mi pare strumentalizzare un fatto grave, che denuncia un sessismo grave e diffuso certamente non collegato all'immigrazione.

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  2. Era da qualche anno che anch'io lo avevo notato; da un bel po' mi seccava leggere sui giornali articoli intitolati "Albanese investe donna incinta" piuttosto che "Romeno scippa anziana signora".
    E perchè non, mi chiedevo, "Spezzino picchia la moglie" o "Tifoso dell'Atalanta rapina una banca".
    Cosa c'entra la provenienza, il credo politico, religioso (mai letto "Cattolico appicca incendio in un bosco"), col fatto di delinquere?
    Però quando si tratta di branchi la faccenda cambia. "Branco di tifosi dell'Atalanta devasta pizzeria" mi sembra dia un'informazione aggiuntiva come pure "Gruppo di studentesse del Liceo Leopardi spacciava eroina ai giardinetti".
    Mi pare cioè che l'effetto massa porti le persone a compiere atti che forse come singoli non avrebbero osato fare.
    Quello che non mi è chiaro è se a Colonia ci fosse un effetto massa. Branchi di uomini più o meno ubriachi (non importa molto se africani o europei) con un'unità d'intenti più o meno delittuosi possono essere davvero pericolosi. Di certo c'è stata una strumentalizzazione da parte della stampa, anche se non so bene orchestrata da chi; mi sembra francamente eccessivo pensare che i fatti stessi siano stati organizzati e premeditati da qualcuno, ma è un fatto che per settimane ha tenuto banco sui giornali una faccenda dai contorni estremamente nebulosi in cui mi pare di capire che non si sia fatto male nessuno.
    Per tutto il resto ti do perfettamente ragione.
    L'Italia è uno dei paesi occidentali in cui le donne sono messe peggio. E il fatto che noi ci ergiamo a paladini dall'emancipazione femminile mi sembra un po' il bue che dice cornuto all'asino. Noi mai un presidente o un premier donna per dirne una. Noi che dobbiamo sorridere, a meno di non voler passare per retrograde musone o peggio, ad ogni battuta e doppio senso sessista del peggior genere.
    E tutto questo a fronte di un tasso di natalità ai minimi mondiali. E non certo perché le italiane non vogliano i bambini, ma perché vengono convinte o costrette a ritardare la maternità nella speranza di essere assunte, o far carriera o non essere licenziate.
    Come dire rinunciamo ai figli per la carriera e mediamente non otteniamo nè l'una nè l'altra. E quando una donna fa carriera si dice sempre che è stato perchè era figlia di qualcuno o amante di qualcun altro (e il dramma è che molte volte è vero).
    Mi sa che sto divagando...
    Un abbraccio a te (donna in carriera con figli, simbolo dell'emancipazione femminile italiana)
    Marianna

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    1. Ma certo, la stampa italiana s'è pure lanciata in speculazioni antropologiche traballanti e male argomentate.
      A mio avviso qui il problema è proprio la malafede.

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  3. Credo che siamo davanti al classico dei classici della più becera strategia politica: divide et impera. E' estremamente produttivo, per certuni personaggi in cerca di notorietà o potere, puntare i dito contro di "loro", ovvero creare un nemico comune contro il quale "noi" possiamo fare fronte comune, per nascondere la pochezza delle proprie convinzioni o la scarsità dei propri attributi intellettivi. Un po' di vecchio buon populismo serve allo scopo: puntiamo l'attenzione verso i mussulmani brutti e cattivi che violentano le nostre donne (o rubano il nostro lavoro) in modo che al popolo, alle persone, alla gente, non venga in mente di chieder conto dei problemi veri che il nostro paese deve affrontare, non ultimo quello della condizione femminile, ma anche la crisi economica e la disoccupazione (che non sono certo colpa del pizzaiolo egiziano sotto casa) per esempio, o la criminalità (che è fatta anche di stranieri ma ovviamente non solo di essi).

    Purtroppo quando la gente sta male, puntare il dito contro un colpevole esterno è semplice e fornisce una gratificazione ed un sollievo immediati, quantunque fasulli.

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    1. Hai ragione. Però come dicevo sopra raccontarsela è bello, ma i giornalisti che la raccontano sui giornali, boh, chissà se si accorgono della pesante responsabilità che hanno.

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  4. Ricopio commento di Fra M, postato per sbaglio sotto al post precedente:
    "Io non capisco pero' perche' tutti (e soprattutto tutte) si ostinano a ripetere che la donna comunque non e' rispettata anche da noi, che comunque anche da noi e' all'ordine del giorno subire molestie, ecc.
    E' vero, ma a cosa porta questo ragionamento? A giustificare altre molestie? A dire ok, livelliamoci pure verso il basso?
    Io credo che sia un ragionamento grossolano. Seppure vero verissimo e sacrosanto che la donna e' ancora in una posizione che varia da difficile a difficilissima ovunque nel mondo, e' pure vero che ci sono molte importanti sfumature. Per esempio, il trattamento e la considerazione della donna negli uffici del nord europa in cui ho lavorato e lavoro e' nettamente diversa (e dire piu' evoluta) che in molti uffici milanesi dove ho lavorato.
    E indipendente dalla religione, e' innegabile che ci sono comunita' - anche all'interno della stessa Europa, anche all'interno della stessa Italia - piu' o meno evolute in questo senso.
    Quindi "giustificare" quello che e' avvenuto a Colonia dicendo che tanto vabbeh, gli uomini sono tutti uguali a tutte le latitudini, e' sbagliato e pericoloso, secondo me. Non tiene conto di progressi e differenze che esistono eccome tra una comunita' e l'altra.
    Un altro elemento importante da analizzare e' che gli attacchi di Colonia erano organizzati, ed e' importante capirne le motivazioni. Non erano palpate di culo random. Erano parte di una strategia - che fosse una bravata collettiva o qualcosa di piu' grave e' ancora da stabilire"

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    1. Io credo che il fatto che le aggressioni fossero premeditate sia stata un'interpretazione sommaria della stampa italiana. La polizia tedesca, per dire, ha dichiarato centinaia di denunce per furto e alcune denunce per aggressione. Io non credo affatto che tutto questo sia da comprendere, scusare o minimizzare. Quando è successo è da condannare senza se e senza ma. Tuttavia, secondo me specificare che si trattava di nordafricani (sarà vero, poi?) a mio avviso è un modo per negare il problema che hanno anche gli occidentali con le donne. Quindi tu pensi che, visto che alcune comunità sono meno evolute, se li spediamo tutti a casa, non corriamo più il rischio di essere molestate?
      Se ci sono delle comunità "meno evolute" che maltrattano le donne allora abbiamo due problemi: il sessismo occidentale E il benessere di queste donne. Non è che se "educhiamo" questa gente la questione si risolva.

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    2. oops grazie! ho fatto confusione.
      Che gli attacchi fossero premeditati lo ha confermato il ministro degli Interni tedesco.
      Le nazionalita' sono state rese pubbliche e la maggioranza sono nordafricani. C'e' poi un serbo e uno statunitense.
      Sulle dinamiche dell'organizzazione e sui retroscena si sta ancora indagando. Si e' ipotizzato di tutto, da una forma di attacco terroristico ad un complotto dell'estrema destra tedesca per dare addosso ai migranti. Ancora nessuna certezza, almeno che abbia visto io.
      Quello che anche a me non e' piaciuto e' stato strumentalizzare la cosa per la questione ancora piu' precisa dei migranti (quanti di questi erano "migranti"? e chissenefrega - ma in questi giorni fa succo per il dibattito politico).
      Non credo - e infatti non ho detto - che vanno mandati a casa, quello e' il falso problema che hanno voluto creare politici e media.
      Credo pero' che bisogna andare verso una contaminazione positiva. E si', anche se noi abbiamo ancora un miliardo di problemi con la donna, non possiamo generalizzare cosi' tanto da pensare che proprio un'influenza costruttiva non la possiamo avere. Altrimenti sembra davvero che di passi avanti non se ne siano fatti mai alcuni. Mentre ce ne sono, e ci saranno.

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    3. Sulle nazionalità io mantengo il beneficio del dubbio, nel senso che pare ne abbiano presi 30, ma le denunce sono state 600. Detto questo sì, potrebbe essere verosimile che, come dicono i testimoni, molti parevano nordafricani. E potrebbe anche darsi che nelle loro famiglie, le donne vivono in condizioni di disparità. Mi sembra che siamo abbastanza d'accordo, anche sul fatto che forse ci potrebbero essere contaminazioni positive: un esempio, le bambine italiane con genitori musulmani potranno votare, cresceranno in un ambiente democratico (anche se non potranno scegliere se portare il velo, perché qui sono tutti uguali, ma le donne col velo sono un po' meno uguali. Insomma, ci saranno contaminazioni positive a meno che la discriminazione nei confronti della loro cultura non lasci segni più profondi della nostra attitudine alla democrazia e all'uguaglianza formale). Quello che però volevo dire è che circoscrivere il problema a una scarsa evoluzione di una minoranza, magari potrebbe essere anche vero (non so), ma è un argomento insidioso e autoassolutorio che, se portato al livello del dibattito pubblico, può risultare pericoloso.

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  5. C'è però una cosa che non quadra: si parla di centinaia di musulmani ubriachi. Se uno è musulmano non dovrebbe bere, quindi non può essere ubriaco, se si ubriaca non è un musulmano osservante.
    Ho l'impressione che la cosa sia stata provocata ad arte da qualche guerrafondaio (non so di quale etnia o religione) che ha reclutato un po' di ragazzotti che con l'aiuto di qualche bicchiere hanno fatto quello che hanno fatto. Ne bastano pochi di ubriachi e malintenzionati in un gruppo per sobillare un'intera folla.

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    1. Potrebbe essere stato tutto organizzato dall'isis come dalla destra, ma a me pare verosimile anche l'ipotesi che, semplicemente, un gruppo di cattivi musulmani ubriachi (cattivi in quando in quel momento non rispettavano le regole dell'islam, che vieta, come dici, di bere alcolici), abbia generato un orrendo loop di violenza, che certamente ha fatto molto comodo ai media.

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  6. Giusto per dare uno sfondo a quello che leggi su facebook, ti racconto un episodio di alcuni mesi fa. Sono ad un compleanno e nel salottino tra le mamme al caffè, per me sconosciute, si parla del più e del meno. Una si sente così a suo agio da raccontare la seguente stronzata: "Si abito a Rebbio, ma non mando mia figlia lì all'oratorio... perchè sai c'è Don Giusto.. ora io non sono razzista eh, lo sapete vero? (si gira verso mamma Albanese), vero? siamo amiche io e lei eh, vero ? non sono razzista, però insomma tutti quei rifugiati, che girano per l'oratorio, non hanno niente da fare tutto il giorno, insomma io ho una figlia femmina (8 anni)... allora vado nella parrocchia Y..."
    Ecco Don Giusto è un prete particolarmente "evoluto". a Natale per dire, ha invitato esponenti religiosi musulmani per leggere dei versetti del corano alla fine della messa.
    Si batte per aprire un dialogo tra le due religioni e inoltre ospita oceani di rifugiati e cerca di inserirli, farli lavorare etc etc.
    Ecco io non vado in chiesa, ma sentire una, che si professa pure praticante, dire una cagata simile, Racchiude tutti i pregiudizi e le diffidenze che generano confusione sui fatti di colonia.
    Parte dal presupposto che una femmina, anche a 8 anni, sia perlopiù un oggetto sessuale. (fosse un maschio nessun problema). Con sguardi di digusto e disprezzo aggiunge l'idea che stare in mezzo ai poveracci, magari disperati, faccia un po schifo e che i bambini non debbano avere contatti con queste persone. La religione boh in tutto questo non so dove trovarla. e infine ciliegina sulla torta riesce anche ad offendere una presente, lasciando intendere che lei in quanto albanese è diversa dagli altri e potrebbe essere oggetto di razzismo.
    io comunque son pure da biasimare, perchè non ho avuto il coraggio di dire niente. mi sono solo impietrita.

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    1. Ma poi con tutti gli scandali dei preti pedofili (e pederasti), peraltro impuniti, abbiamo il coraggio di giudicare gli altri in quanto musulmani? Ma allora noi italiani saremmo tutti pedofili, in quanto tutti presunti cattolici?

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  7. Io ogni tanto mi sorprendo a chiedermi: ma a mia figlia, che ha sei anni, come faccio a trasmettere il concetto ( e l'emozione che è legata a questo) che essere nata femmina è bello? Io spesso credo che in questo paese sia una clamorosa fregatura (vedi la fatica, l'aria che si respira, la conciliazione famiglia-lavoro). Boh!

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