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Settembre, andiamo

Allora, siamo a settembre.
Ci vado a piano a parlare di progetti e autunno perché semplicemente, a Rimini, l’autunno arriva più tardi.

il mio salotto

L’estate qui è lunghissima, parte da, massimo massimo, inizio maggio e arriva fino a, almeno almeno, metà settembre. Questo vuol dire sostanzialmente tre cose: spiaggia, casino, cose da fare.
La spiaggia a dire il vero si frequenta tutto l’anno, solo che in inverno ci vai a fare la passeggiata prima di andare al lavoro, ed è davvero molto mindful, perché non c’è nessuno, solo le onde che si infrangono cicliche, in un eterno ritorno. D’estate però il quartiere e non solo, si trasferisce proprio, ognuno al proprio ombrellone.
Ci sono i tornei di beach volley e beach tennis ai quali non parteciperei neanche sotto tortura, ci sono le giornate lunghe, tanto che spesso sono andata a sedermi sulla sabbia o addirittura a fare il bagno anche dopo cena. Ci sono quelli che fanno pilates al tramonto e i bambini/ragazzini/ragazzi che scorrazzano. C’è anche rumore eterno, giorno e notte, al mare.
Come chi mi legge su Facebook saprà molto bene, l’hotel sotto casa mia ospita praticamente solo gruppi di giovani proletari russi che fanno un casino infernale praticamente ogni fottuta notte d’estate, e hai voglia di chiamare la polizia, a Rimini lo schiamazzo notturno e diurno non è un reato. Sono arrivata ad odiare le risate squillanti delle ragazze. Ho comprato i tappi per le orecchie e non contavano neanche quelli, poi un mio amico mi ha spiegato come si infilano e, da fine agosto, mi sono risparmiata qualche risveglio. Stamattina se n’è andato – spero – l’ultimo pullman e con esso, forse, l’estate. Oggi tornano le bimbe dopo una settimana di quarantena dal babbo e lunedì ricomincia la scuola, con la sua piccole dose di sofferenza insita, come i gruppi wozzup (sì, ci sono ancora, anzi, sono moltiplicati, ci sono quelli della scuola, dell'arrampicata, della marching band, del coro, del nuoto, tutti silenziati, e ancora, ogni tanto, qualcuno recrimina alle mie figlie: Tua madre era stata avvisata su wozzup WTF).
Entro l’anno Camilla e Lucia dovranno scegliere il liceo. Vorrei mostrarvi la mia pelle che rabbrividisce, mentre scrivo, ma non posso.
Un anno fa in questo momento mi trovavo in Patagonia, con un fotografo e una adventure blogger, a girare un video sul Perito Moreno, in collaborazione con l'ente del turismo argentino e la compagnia aerea di bandiera. Un progetto mio, stupendo, che mi ha fatto capire molte cose, non tutte belle.
Questo settembre è un po’ diverso. Sta cambiando una routine che per me è stata importante negli ultimi due anni e mezzo, che mi ha reso felice e serena, o anche triste e delusa. Che mi ha cambiata, che ha risvegliato qualche trauma e che ha messo in luce alcune mie incapacità.
Ho paura, ma i cambiamenti succedono. Devo dire che io sono una che i cambiamenti, soprattutto, li subisce. Si adatta, si piega, si accuccia. Non so se andrà tutto bene per me, magari sì. Grazie a dio comunque sono ancora capace di essere felice per gli altri.
Poi. Per farmi una ragione di quello che sta accadendo alla mia famiglia, composta da una tween, due teens ed io, ho noleggiato in biblioteca “La mente adolescente”, un libro bellissimo, di uno psichiatra americano di nome Siegel, che attraverso spiegazioni scientifiche sui cambiamenti del cervello ed esercizi pratici, spiega come l’adolescenza non sia un momento atroce da far passare il prima possibile ma una transizione, che, se viene affrontata al meglio; se i rischi – anche quelli per l’incolumità del ragazzo stesso – vengono minimizzati, potrebbe essere la fioritura dell’essere umano. E io non voglio proprio perdermi questa fioritura delle mie bimbe.
Poi. Non ho un soldo. Vorrei fare un viaggio, ma non so se riesco. Spero di ritrovarmi qualche soldino extra entro novembre, perché vorrei tanto fare un viaggio low cost ma lontano.
Poi. Pare che terrò un corso. Questo per me è molto sfidante, lo faccio proprio per questo.
Poi. Eppure sono costantemente carica, ho un frequente brividino di curiosità, mista a paura, mista a felicità per le tre cose messe assieme che ho.
Insomma, i miei progetti per settembre sono, fondamentalmente: sopravvivere; cercare fattivamente un nuovo equilibrio economico, anche a costo di affrontare qualche seccatura; e continuare a fare cose che mi diano il languorino allo stomaco.
Sembra tutto molto vago, lo so, ma non sono tanto brava né a comandarmi, né ad ubbidirmi.
Ma in fondo mi sento abbastanza felice.

Commenti

  1. Il libro lo cerco anche io, che col mio quindicenne faccio un po’ fatida e la bimba nuova in arrivò ho paura di non rinvenirmi e perdere pezzi. Mi piacciono i tuoi progetti, specie il viaggio lontano, anche io ho pochi soldi e tanta voglia di partire. Un abbraccio di incoraggiamento e ammirazione!

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