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Vita sostenibile: di quando ci ho provato

Una volta ho provato a fare una vita un po'  coerentecon i miei principi anti-capitalistici, e di conseguenza, abbastanza sostenibile, anche se non fuori dal sistema, off - the - grid, come dicono alcuni miei amici che invece hanno scelto una strada più radicale.
In pratica è andata così. Scusate per il post lungo.


Come sapete sono nata in una famiglia umile in una graziosa cittadina in mezzo alla campagna romagnola, si chiama Faenza. Ho studiato scienze politiche, classe diritti umani, grazie all’ente per il diritto allo studio che, per via della media alta, mi abbonava la retta dell’università. Sono andata a lavorare come commessa per tutta la durata dell’università (in realtà anche tutte le estati delle superiori) per pagarmi qualche abito, l’abbonamento del treno e, a un certo punto, la benzina di una Punto di terza mano. Eppure man mano che proseguivo con gli studi, specie quelli terzomondisti, mi sono resa conto di essere nata dalla parte giusto del mondo, di essere fottutam…
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Cosa significa essere femmine?

Spesso nella vita mi è capitato di ragionare, da sola o con altri, sulla presunta componente maschile o femminile della nostra personalità, e ci ho sempre ragionato un po’ “a sentimento”, pur cercando di non cadere nello stereotipo.
Per esempio, pensando alle mie amicizie maschili e femminili, mi viene spontaneo associare la tendenza alla complessità alle donne: a volte con le mie amiche faccio dei ragionamenti avvincenti e complessi sui sentimenti, le relazioni, la vita eccetera eccetera, mentre se passo del tempo con un maschio, SE ci si butta in una discussione "importante" si rimane sul piano dei massimi sistemi (ad esempio si può parlare di politica), emotivamente meno impegnativi. Credo che questo derivi dallo sdoganamento del privato da parte delle sorelle dei collettivi negli anni settanta.


Io stessa comunque sono la complicazione fatta a persona: mi muovo bene nell’anomia, dove non c’è la creo.
Provate a chiedermi via chat “Dove ci vediamo?” e assisterete a thread d…

3 cose sul tuo adolescente domestico che non vorresti sapere

Cari tutti,
vi vedo, vi vedo che anche voi state mollando la presa!
Lo vedo dai gruppi wozzup dei genitori delle superiori. E sì, mi sono fatta iscrivere di mia spontanea volontà, perché gli adolescenti domestici mentono e manipolano, e l’occhio dello storico genitore che non molla mai, e che raccoglie i numeri degli altri genitori anche alle superiori, è oggi, per la prima volta, estremamente prezioso.
Vi vedo che nelle vostre foto profilo, le dolci faccine dei vostri bimbi non compaiono più. Che si vede che finalmente vi hanno mollato e andate a fare più aperitivi da soli, anche se non siete certo meno stressati di prima, anzi.
Che si vede che avete ripreso a curarvi di voi stessi, della vostra vita sociale, dei vostri interessi, ma non proprio come prima dei figli, adesso è più un arrivare alla domenica sera dicendo: “ok, o esci tu o esco io”.
In questo scenario post nucleare, da ricostruire, che è diventata la nostra vita, ecco un paio di verità particolarmente urticanti sui vostr…

Sfangamento della beauty routine per sticazzist*

Cary tutti,
a meno che non crediate davvero di essere la vostra rappresentazione su Instagram con il filtro bellezza, se avete superato i trenta anche voi vi starete confrontando con la pelle che invecchia, i capelli che imbiancano, la panza che incombe.
Non so voi, ma io piuttosto che pensare alla mia beauty routine mi darei una coltellata sui coglioni e la tentazione di struccarmi sul cuscino e la mattina dopo passare il correttore sul mascara sbavato, come facevo quando a diciotto anni andavo in discoteca il venerdì sera e a scuola il sabato mattina, è sempre forte.


Pertanto mi devo inventare dei trucchetti per convincermi a passare cinque minuti di fronte allo specchio invece che lanciarmi a letto alle 20.30 con la dolce compagnia dei bricioli di Pan di Stelle e un libro
Ecco i miei trucchi di beauty routine per gente a cui non frega un cazzo della beauty routine, se ne avete altri non esitate a farmeli sapere.
Attrezzatura minima  Se proprio questo ennesimo dovere vi pare una tort…

Sogni non troppo casuali

Stanotte ho sognato che radunavo 35 ragazzi che mi avevano invitato a uscire, stesso posto stessa ora.
Portavo con me Ale, la mia amica prof con esperienza in gite scolastiche: non so perché tutti i miei pretendenti erano semi-adolescenti.


A quel punto dichiaravo agli astanti: "vorrei capire un attimo come siete, prima di accettare l'invito. Vi va un'escursioncina tutti assieme in cima al Monte Bianco?".
Tutti accettavano, ma molti si defilavano nel breve tragitto. 
Al cospetto della salita i pochi rimasti si attrezzavano con tute da sci e cichettini di vodka mentre io mi apprestavo a salire serenamente in jeans e giubbino, pure l'Ale era tranquilla, anche se con una fascia stilosa in pile.
E insomma, mentre mi risvegliavo con la torcia di un telefono puntata sulla faccia e la richiesta di firmare una giustifica, ne era rimasto uno solo e stava giusto scivolando nel ghiaccio. Ma era un certo figo.
'giorno anche a voi, specie agli psicoterapeuti in sala.

La mania di accumulare

L’altro giorno ero a Roma da mio fratello e ce ne stavamo in camera con il suo coinquilino a fare delle chiacchiere e si notava che mio fratello è un accumulatore seriale.
Lui dice che è perché ama il vintage, ma è una balla, perché anche io amo il vintage, eppure non accumulo cose. Specie da quando ho lasciato casa mia a BucoDelCulo e ho deciso che non aveva senso comprare oggetti e rendere accogliente la nuova casa, sembrava un tradimento.
Ho dormito su un materasso per terra per più di un anno, delle volte provo a dimostrare a me stessa che non ho bisogno proprio di niente, che mi potete anche portare via tutto che tanto io domattina mi sveglio lo stesso, più stronza di prima.


Poi però il materasso l’ho comprato, perché ho cominciato a soffrire di allergia agli acari e così passavo la notte a starnutire, ho pensato che se stavo sollevata da terra respiravo meno polvere, ed era vero, e il mio letto ora è alto e comodo, anche se non più proletario.
Invece mio fratello accumula oggett…

Funzioni di Facebook che forse non conoscevate

Allora, negli ultimi giorni mi è capitato di ricevere tante tante richieste d’amicizia su Facebook da sconosciuti.
Una volta ero stra-riservata, usavo un nome fake (Polly Wantsacracker) e speravo che i colleghi non mi trovassero; oggi non ha più tanto senso. Scrivo in pubblico quello che provo, rischio pure di rendermi vulnerabile di fronte a tante persone, che senso ha dunque la paranoia di là e l’apertura di qua?
Detto questo, resto sempre circospetta nell’accettare amicizie maschili: non è raro che ti scrivano in privato e insistano pure, senza reali cose da dirti.
L’altro giorno accetto questo tizio, mi scrive su Messenger, non rispondo e dopo cinque minuti me lo ritrovo su Whatsapp. Gli chiedo se ci conosciamo, mi dice di no, gli chiedo come fa ad avere il mio numero, e lui mi dice che l’ha trovato sul mio profilo Facebook.
Nel cercare di capire con una certa fatica come nascondere il mio numero di telefono, ho trovato un paio di funzionalità che forse potrebbero interessarvi. …