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Tutti possono farcela

Nell’ultimo anno, per cambiare vita, ho fatto sacrifici fisici (come un pendolarismo da 160 km al giorno per sei mesi, e ferie prese solo per traslocare) ed economici non indifferenti.
Ho avuto tante persone attorno, che mi hanno offerto aiuto pratico quando avrebbero solo voluto mandarmi affanculo (e infatti mi ci hanno mandato un po’ tutti almeno una volta), o che si sono ricordate di chiamare con regolarità, anche se credo che tutto il mondo ha notato che io, di mia spontanea volontà, non chiamo quasi mai (e non per disinteresse, trattasi proprio di overload. Oltretutto, sebbene io non sia certo la tipa che in giro conosce tutti - anzi - ho un numero di persone care e amici veri superiore al tempo che ho da dedicare loro).

Quello che faccio io, lo potrebbero fare tutti. 

Non ho una forma fisica eccezionale, anzi, ho sempre il respiro corto, se leggo ad alta voce a un certo punto mi manca il fiato. Eppure oramai mi sono abituata a ritmi serrati e a sei o sette ore di sonno (non sempre, ma spesso). Ho avuto la polmonite tre volte, e non sono mai stata a letto più di cinque giorni, anche perché stare a letto con tre persone che ti saltano attorno, come ben sapete, è peggio che stare in ufficio.
Non ho competenze professionali incredibili, né studi importanti alle spalle. Ho un curriculum decente, ma non brillante. Eppure faccio un lavoro che mi piace, e credo di farlo decentemente e soprattutto sono orgogliosa di aver rinunciato a diverse opportunità (ivi compresa, ogni giorno, l’opportunità di farmi notare), per rimanere integra e coerente con la mia persona (per esempio ho sempre rifuggito ogni occasione di visibilità personale perché sono una a cui piace stare “dietro alla cinepresa”).


Non sono una mamma perfetta, dico tantissime parolacce, sono distratta e poco presente sia con la testa che fisicamente. Eppure le bimbe mi vogliono bene, sanno che più o meno ci sono, anche se a modo mio. Siamo una bella squadra. 
Non sono mai stata una bellona, ho i denti storti e sono orrendamente magra, eppure oggi mi guardo allo specchio e mi vado bene.
Non guadagno molto, eppure mantengo due case, una in collina e una al mare, che è quella dove sto oggi. Sono molto semplici entrambe, arredate con mobili del mercatino dell’usato o regalati, eppure mi piacciono. Adesso per esempio, scrivo dalla mia nuova cucina luminosissima, e dalla finestra vedo tanto cielo, tanti tetti e là in fondo, tra quelle due case, c’è uno spicchio di mare. Non ho ancora comprato la rete per il letto e dormo sul materasso steso sul parquet. Mia figlia dice che è figo perché anziché alzarmi, al mattino, posso rotolarmi, e quasi quasi la rete manco la compro, dopo questa.

Non ho moltissimo, e non vorrei molto di più, in termini di soldi e cose. Ma vivo affamata e ricettiva agli stimoli, alle voci, alle storie, agli odori, anche se poi gli impegni, le bollette e l’Italia che odia le famiglie, mi spengono. Frequento prevalentemente persone di cui scriverei, se scrivessi.

Sono nata in una casa popolare, mio padre era un tossicodipendente. L’unico posto in cui, per vent’anni, mi sono sentita a casa, è stato un buco fetido, dove non potevo invitare nessuno. Gli unici estranei che sono saliti, credo siano stati i carabinieri. Mia madre, che mi ha avuto a diciannove anni, era troppo impegnata tra due o tre lavori per chiedermi come andavo a scuola o abbracciarmi. Da trentatré anni mi chiedo se per caso non ho avuto un padre perché non me lo meritavo. Ho perso sia mio nonno che mia nonna, la mia famiglia, entro i vent’anni, e nonna in particolare è morta in un ospizio schifoso, dopo che le avevano amputato una gamba in cancrena. Era stata l’unica persona che mi aveva dimostrato amore incondizionato, e io le avevo sempre e solo sputato in faccia. Ho rinunciato all'eredità di entrambi, perché avevano lasciato solo debiti.
Ho avuto tre figlie entro i ventitré anni, e il loro babbo aveva avuto una vita ancora più infernale della mia, e così non ce l'abbiamo fatta, eravamo troppo squilibrati.

Quel poco che ho, davvero potrebbero averlo tutti.
Non c’è dolore né delusione che domattina possa impedirvi di rotolarvi fuori dal letto.

Commenti

  1. Ti amo Pol, ma lo sai già. Non per quello che scrivi, per l' onesta e la rettezza con cui lo scrivi. E non devi niente a nessuno, la cosa più meravigliosa che ci sia.

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  2. Sei così stra-ordinaria che non c'è commento che ti renda giustizia.

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  3. Cerco un commento che non sia banale da lasciare ma riesco solo a dire che il post è forte per la semplicità con cui hai descritto una vita non facile che non ti ha impedito di essere chi sei ora. Comunichi un messaggio di speranza per chi si dà da fare che oggi spesso manca.

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    1. Ti rispondo con le parole del libro che sto leggendo:
      Non tutti vogliono dirigere un'azienda. Non tutti vogliono essere i più grandi campioni del paese o far parte di svariati consigli d'amministrazione (...). Qualcuno vuole essere la segretaria che resta fuori quando si chiudono le porte della riunione (...). Qualcuno non vuole andare in tivù, alla radio, sui giornali. Qualcuno vuole vedere il film, non esserci dentro. (...)
      Così io me ne stavo seduto. Qui. Qui in giardino, e non avrei voluto essere in nessun altro posto al mondo.

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    2. Sì, l'importante è che tu sia arrivata dove volevi arrivare e va bene così. Io ho più il desiderio di vivere una vita tranquilla e felice facendo qualcosa che mi appassioni invece di raggiungere chissà quali successi ma non era così fino a non molto tempo fa. Grazie per la citazione.

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  4. Cerco un commento che non sia banale da lasciare ma riesco solo a dire che il post è forte per la semplicità con cui hai descritto una vita non facile che non ti ha impedito di essere chi sei ora. Comunichi un messaggio di speranza per chi si dà da fare che oggi spesso manca.

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  5. Wow che meraviglia di post.
    Figo dicono i miei figli...
    Forte e bello dico io....
    E mi fá rivalutare le cose che ho e le mie imperfezioni
    Un bacione sincero e affettuoso...

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  6. In vacanza ci sei andata...hai scritto anche un post...perché ti piace fare sempre la vittima?
    Vivi il presente ....il passato il donatore le bambine...sono forse una scusa per coprire qualcos'altro?.

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    1. In effetti la notte esco e picchio i vecchi. Che cosa devo fare per comprare il tuo silenzio?

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  7. Bellissimo post e, a differenza del commento di cui sopra, non credo tu voglia fare la vittima.
    Se non ti dispiace lo condivido nella pagina Fb del mio blog.

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  8. Posso scrivere che vorrei abbracciarti?
    Non per consolarti. Perché mi piaci. Davvero. Non posso che condividere quanto espresso da Mammamsterdam.
    Sono una tua quasi-coetanea e, se abitassimo vicine (sono di Milnao), vorrei averti come amica. Anche a costo di cercarti io ogni volta. Avanti così.

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  9. Siamo ciò che vogliamo essere e non chi ci dicono di essere. E tu sei la dimostrazione che davvero, davvero è così. <3

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    1. Sto pensando a chi mi hanno detto di essere. "Nessuno", questa è la risposta. :)

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  10. Polly ti leggo dal 2010 quando hai aperto il blog...mi ci sono imbattuta per caso e non ho mai smesso di leggerlo. Mi piaci perché sei una persona schietta, sincera e realista,tuo padre sarebbe fiero di te. Giulia

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    1. Chi lo sa. Mia madre però ha cominciato a capirmi, e questo è bello.

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  11. Grazie per quello che hai scritto, e per come lo hai fatto. Tutti possono farcela, perciò anche io. Bisogna tirare dritto e andare (o rotolare). Grazie per il tuo esempio <3
    Silvia

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  12. Se fossi tua madre ti direi sono orgogliosa di te. Non lo sono ma hai l'età di mia figlia e te lo dico con il cuore.
    Emanuela

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  13. Vorrei riuscire a mettere i miei fantasmi nero su bianco come, mi pare, riesci a fare tu.
    Sei piombo e sei piuma nello stesso momento e va bene così. Meglio che vergognarsi costantentemente di essere piuma o di essere piombo.

    E poi ho avuto la polmonite una volta sola, un paio di mesi fa ed è stata un'esperienza mistica. Toccante. Nel mio caso iscritta in un momento importante per tutt'altre ragioni. Ho avuto voglia di scriverne ogni giorno da allora. Una osteopata che vedo ha insistito a ripetermi che i polmoni rappresentano la tristezza. Io che non sono mai stata meno triste di oggi. Forse era la tristezza accumulata che doveva evacuare.
    scusa il lungo commento. E la sovrapposizione
    p.s.
    Mi sono appena accorta dello strafalcione "costantentemente" e mi ha fatto simpatia
    p.p.s per favore mi dici il titolo di uel libro che citi qualche commento più su?

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    1. Il libro me l'ha inviato "Piccole cose di un calzino" e si chiama "Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?".

      La polmonite come tristezza...mi piace abbastanza, non ce l'ho con la tristezza. E comunque nel mio caso il mare mi sta facendo bene, non ho più neanche la tosse perenne.

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  14. Mi hai stesa...così di primo mattino...mi ritrovo in ufficio con le lacrime agli occhi!!! Davvero devi essere fiera di te e di quel che sei diventata...lo devono essere anche tua madre, tuo fratello e il papà delle tue figlie...le bambine sono certa che lo siano già all'ennesima potenza, che poi, è quello che conta davvero!!! Ciao

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    1. Le bimbe sono alla fase "Si vede che sei strana già dalla tua firma, lo hanno detto anche i miei compagni di classe. Le altre mamme fanno firme diverse".
      0_0

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  15. rock n roll!
    Stamattina ho fatto proprio fatica ad alzarmi dal letto,
    ma ce la possiamo fare!

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  16. Che vita ragazza!
    Cazzo se sei brava...
    Tanta stima

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  17. Ti prego, fa che sia così. Te ne prego

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    1. È così. Non lasciare vincere la bestia, cacciala via.

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  18. Non sei orrendamente magra. Se stai bene in salute, al limite, potresti essere orrendamente giusta. Dalle foto che inserisci nei post ogni tanto mi sembra però che l'orrendamente si possa anche omettere. E stai insegnando alla tue figlie a pensare e a farlo con la loro testa, sei tranquillamente in zona Champions League della classifica Madri.

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    1. Va bene dai, non sono orrendamente magra, solo magra. :)

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  19. Ho condiviso le tue parole.
    Grazie!
    Benedetta

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  20. Ho in braccio il mio bambino di cinque giorni.
    Ho ventisette anni, un lavoro, una casa in affitto. Eppure ho le lacrime pronte ad uscire ogni momento.

    Grazie, davvero.

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  21. ti vorrei abbracciare fortissimo.
    posso stampare questo tuo scritto?
    grazie un abbraccio
    Sabri

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  22. Io per esempio non ce la posso fare. Forse il mio letto è troppo alto, se rotolo giù di sicuro muoio. Ma tu sei una che spacca, ragazza. E ti ammiro molto.

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