Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Riciclare what?

lunedì 17 febbraio 2014

Riciclare what?

Dal numero di commenti spam che mi arrivano sul post "Sono stanca di fare la raccolta differenziata", deduco che è stato molto letto (Blogger fai qualcosa!).
Non so in realtà che cosa ne abbiate pensato, ma io sono ancora certissima di quello che dicevo, ovvero che fare la raccolta differenziata, se anche davvero non fosse un'attività lucrosa in mano a delinquenti di varia natura, sarebbe comunque una pezza che mettiamo a un comportamento che non solo distrugge il pianeta, ma che ci fa essere sempre frustrati, infelici, insoddisfatti, invidiosi: il consumismo.
Il consumismo è l'opzione già flaggata, quando nasciamo in questa parte del mondo. E' il default setting. Peccato che io di vita ne abbia solo una e ne ho proprio per i coglioni di sprecare un solo secondo di tristezza per gli oggetti che non possiederò mai.
Non dimentico mai, nemmeno per un secondo, che una persona come me, con una famiglia povera alle spalle e tre figlie da mantenere, in Italia, può permettersi di mangiare tre volte al giorno, mandare a scuola la prole, curarsi se malata, riscaldare casa, sprecare la luce, comprare due paia di scarpe a stagione per figlia. Gran parte dei miei fratelli nel mondo non ha niente di tutto questo. Da bambina avevo molto meno di quello che ho ora eppure non ho sofferto la fame e sono andata all'università.
E dunque io non voglio farmi divorare dalla compulsione del consumare consumare consumare e poi riciclare riciclare riciclare.
Io non compro e non butto: io riuso. A questo proposito, c'è un bell'articolo di Che Futuro che si chiama Stop recycling and star repairing.
Vabbè, oggi volevo raccontarvi la storia di alcuni di tantissimi oggetti riusati che ospito a casa.

Questa poltrona viveva in un albergo di BucoDelCulo, dove mio fratello lavorava. La volevano buttare perché non ignifuga. L'ho presa io. Dietro vedete una sedia impagliata porta libri. L'ho presa fuori dal cassonetto. Molti dei libri che vi vedete sopra, erano di una maestra. La signora che faceva compagnia alla mamma del Donatore, faceva compagnia anche a una maestra in pensione, la quale le aveva regalato tanti vecchi libri per bambini che lei, a sua volta, ha regalato a me.
Il tavolino infine, viene dal mercatino dell'usato, l'ho pagato tre euro. Non è in buone condizioni.


(come cacchio si fa a girare le foto con blogger? Continua a caricarmela storta)
La lampada che vedete l'ho trovata fuori dal cassonetto. Purtroppo non funziona. Il divano l'ha comprato mia madre al mercatino dell'usato, poi quando ha cambiato casa non aveva più il posto e me l'ha regalato.

Questo giradischi era di un amico del Donatore. L'ha regalato alle bimbe, con pure i dischi. Vedete anche delle piante. La scorsa estate mia madre ha scoperto che una vecchina di BucoDelCulo, come passatempo, faceva degli innesti con pezzi di piante grasse e poi le lasciava fuori dal suo cancello, dentro a vasi precari, per i compaesani che le volessero adottare. Mia madre ne ha trapiantata qualcuna in vasi veri ed eccole qua.


Questa poltrona era del vicino di mio fratello, il primo oggetto che si è comprato, quando è andato a vivere da solo. Poi ha vinto un concorso da ricercatore e ha lasciato la casa in collina. La poltrona pesava ed era vecchia, così l'ha lasciata a mio fratello, che ora trasloca e l'ha lasciata a me.


Ora capite perché non vado mai all'Ikea? Vi va di raccontare la storia di un vostro oggetto?

33 commenti:

  1. Ridare vita a un mobile mi da una soddisfazione pazzesca. Però lo confesso, anche andare all'Ikea 😁

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    1. Dài, l'Ikea è anche un intrattenimento abbastanza divertente, in realtà vado anch'io...

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  2. Ciao Polly!
    Ti lascio la mia testimonianza, chè ti leggo da anni e mai ho lasciato un segno in questi lidi. L'argomento mi è caro.
    Sono una ex consumista. Compravo tonnellate di cose. Tonnellate. Questo fino a 4 anni fa, quando ho perso il lavoro e ho dovuto fare i conti con... i conti, che non tornavano più. E che non si conciliavano con la mia immane passione per l'interior design (anche se non quello figo-figo-super lusso, per fortuna). Da allora, oltre ad aver ricominciato a cucinare -pane incluso-, e oltre ad aver comprato- quella sì, ma a un prezzo straccione- una macchina da cucire per sistemare i centomila vestiti che avevo accumulato negli anni, mai indossati, (ndf. mai più comprato abiti in 48 mesi. nè scarpe. nè accessori. per dire) ecco che ho cominciato ad avere pazienza. Mi serviva una lampada -ma non ne volevo una sfighella e di ripiego, soldi buttati- e volevo proprio quella lampada lì, di quella factory particolare che sarebbe stata daddio nell'angolo laggiù? Cominciavo a battere la rete, capace di aspettare anche anni fino a quando, sì, ammetto che ho avuto sempre un gran culo, ecco che trovavo la Mia lampada e me la portavo a casa a 15 euro, contro i 178 di listino. Storia vera. E una delle decine. Consumo ancora, sì, ma piano. Con pazienza e solo se ne vale davverodavvero la pena. Prima vengono i bisogni primari, ovviamente.E aggiusto, ridipingo, scartavetro, intonaco, cambio rubinetti, aggiusto prese elettriche. Pago solo i materiali e anche quelli aspettando l'occasione giusta. Metto io la manodopera, sempre. Lavoro poco, pochissimo, quindi ho tempo. E "il tempo è denaro" è una massima tutto sommato vera. Non voglio rinunciare ad avere la casa che ho sempre voluto e devo dire che così la soddisfazione è ancora più grande. Semi disoccupata sì, ma con stile.
    Se hai un pò di tempo dovresti dare una bella sistemata a quei mobili, hanno un potenziale eeeenorme! Magari ti fai aiutare dalle bimbe, così imparano a Fare e ad essere indipendenti dai bricoman. Per l'autostima è una manna. Vedo troppe amiche che delegano a mariti/morosi. O che preferiscono un giro da Coccinelle invece che all'Obi.
    Ciao Polly!
    Fra

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    1. Il mio tallone d'achille è che non so riparare assolutamente niente :(

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  3. se può interessarti adesso all'ikea hanno il reparto dell'usato!

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    1. oddio sì, il leggendario "angolo del ciarpame". ci ho arredato un quarto di casa. pheego

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  4. Io sono una consumatrice. Ma riutilizzo parecchio. O regalo, o rivendo.
    Non mi piace accumulare, quello no.
    Penso sempre a quando morirò, e chi resterà dovrà smaltire tutta la mia roba: non voglio che mi maledicano per l'eccessivo impegno :)

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  5. Anche io fatico a separarmi da alcuni oggetti... mi ricordano momenti e storie a volte belle oppure brutte ma sempre parte di me.
    Ho un pupazzo di Pluto che ormai non ce la fa più, vinto ad uno concorso Kinder anni e anni fa che mi ha seguito in tutte le case che ho cambiato

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  6. Gran parte dei miei vestiti provengono dagli armadi di amici e parenti. Ho un'intera camera comprensiva di letto e mobili di seconda mano. La cucina della casa dove abitavo prima, quando l'abbiamo montata aveva già 30 anni ma era in buono stato.

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    1. Anch'io ho molti vestiti usati o super economici...devo aver fatto un paio di post con il tag vesto quindi sono...

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  7. Bello il post. Ce ne vorrebbero un po' di più di post come questo in una rete affollata di rubriche di craft e arredamento fai-da-te shabby-chic più costosi e inutili di quanto non vogliano dare a intendere.
    Io purtroppo ci casco ancora, saltuariamente, nella spirale della depressione da stile di vita sottotono, in verità più per il senso di precarietà nei confronti del futuro, che per gli oggetti che non posso permettermim oggi e che forse non potrò mai, e probabilmente è meglio così, ché è più facile abbracciare comportamenti etici e anticonsumistici quando sei costretto in certo qual modo dalle circostanze.
    Mi logoro ancora ogni tanto perchè vivo in una casa scalcinata che in tanti anni non sono stata in grado di rendere decente. MI vergogno anche a portare a casa qualcuna delle mamme delle amichette di mia figlia, che infatti non vengono mai. Ma vedo lei che a tre anni non ha la minima percezione di quali siano gli standard comuni di tenore di vita medio-borghese che decanta pubblicamente le meraviglie di casa sua e a volte mi vien da ridere, altre quasi da commuovermi.
    Del tipo: "E. la prossima volta vieni tu a casa nostra, va bene? Lo sai che io ho una casa BELLISSIMa con tantissimi giochi e libri. E c'è anche da mangiare!"
    Beata, e saggia ingenuità. In fondo, è tutto vero. Di che altro c'è bisogno?

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    1. Anche le mie bimbe pensano che la nostra casa sia bellissima, però c'è anche da dire che abitiamo in un paesino dove le case costano poco e dunque non siamo circondati da persone ricche...

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  8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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    1. Hai ragione , a volte vado all ikea con mio fratello a passareil tempo. Ma sei liberissima di non credere a ciò vhe scrivo , non sento la necessità di convincerti.

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    2. codina di paglia ti sei arrabbiata?
      hai cancellato in fretta e furia eh?
      perchè non hai lasciato il mio commento sul commentatare seriale sarebbe stato bello vedere cosa dicevano i tuoi innumerevoli fans.
      Suster:
      Ogni casa è bella dove regna l'armonia.
      Se si sta bene, anche una casa scalcinata è degna delle migliori riviste!E tua figlia te lo conferma.
      I mobili fanno solo da contorno, ma non sono importanti per vivere bene in famiglia

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    3. Il vero problema è che sei fiera delle tue idee, qualunque siano, ci metti la firma.

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    4. @sandra: non poteva metterci la faccia perché nei commenti che ho cancellato insultava me, mia madre, mio fratello e i lettori di questo blog. E' anonima perché si vergogna ;)

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  9. qua in spagna c'è l'abitudine di lasciare sedie, sofà, librerie ancora utilizzabili agli angoli delle strade perché tempo 1 ora sono già stati riciclati: da studentessa ho arredato così gran parte del mio appartamento condiviso , l'avevamo scelto praticamente vuoto per questo. Invece la casa in campagna dove sto adesso, pensa che la tazza del cesso è di seconda mano, viene da un deposito di pezzi difettosi, scartati nuovi perché usciti difettosi dalla fabbrica oppure recuperati da appartamenti ristrutturati, dove abbiamo preso anche tutte le piastrelle, bidet, piatto della doccia, un frigorifero. Non credo che in casa mia ci sia niente di nuovo (o almeno io che vivo qua da 5 anni ho comprato solo la lavatrice), è proprio un concentrato di cose di seconda o terza mano portate a nuova vita.
    Ieri mi hanno regalato 20 padelle/tegami/pentole nuove (per me) e vado a fare la cernita, quello che non userò lo regalerò a mia volta.
    Trovo anche più stimolante andiare al mercato delle pulci e stanare veri tesori, come credenze, piatti, ma ti dico, moltissime cose mi arrivano perché avendo amici consumisti qua confluiscono i loro scarti (per me poi sempre belli e utilizzabili!)

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  10. Ah ultima cosa: qua a valencia Ikea apre tra 2 mesi per la prima volta: prima tutti erano costretti a farsi circa 300km per andare a Murcia. Ora sarà la loro rovina e la gloria per me, cambieranno tutto, anche i divani ed io qua pronta a ricevere e rifarmi il salotto!

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  11. Bella mi hai ispirata e allora ho raccontato qui:
    http://susibita.blogspot.it/2014/02/cose.html

    Grazie perché è grazie a te se sono andata di notte in cucina a fotografare il canovaccio con carlo e diana e ora ce l'ho sul cellualare ;). notte!

    Susibita

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  12. Nel mio salotto ultra moderno spicca un vecchio divano in pelle marrone proveniente da un hotel della mia zona. Penso a quanti culi avrà visto. Sotto i cuscini c' è il nome dell'hotel con la data 1971. Io sono nata 8 anni dopo.

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  13. Quando ci siamo trasferiti nella nostra prima casa, con un figlio di 5 anni e uno in arrivo, per fortuna qualcuno ha abbandonato un vecchio divano in pelle color panna in una stradina qui a Milano. Prontamente recuperato è rimasto con noi prestando onorato servizio per parecchi anni, ci ha lasciato l'anno scorso: troppe pisciate dei cani, svomitazzi di bambini e altre amenità lo avevano provato nell'anima (tradotto si staccavano i pezzi della base sotto e cominciava a fare davvero schifo). però io e i bambini lo ricordiamo con affetto. Il mio amato/amante per fortuna è un bravissimo bricoleur che soddisfa la voglia di recupero di entrambi così abbiamo mobili trovati un po' ovunque. So che qui posso ammetterlo: io adoro i rutamàt e ce ne sono un paio a cui faccio visita di tanto in tanto. Un saluto, Vale

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    1. azz, che fortunona che hai con un amato/amante e bricoleur :)

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  14. il divano di casa mia era della nonna di mio marito e ha una ventina d'anni almeno e numerosi traslochi alle spalle: ancora non capiamo perchè l'abbia cambiato perchè è di una comodità pazzesca!

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    1. Ecco, i divani sono passibili di usura forse più di altre cose. Peccato. Pensa che mio nonno aveva questo divanetto rosso, stile frau, di pelle. Le sue sorelle avevano le poltrone coordinate, non so da dove venisse. Era a due posti. Quando ero piccola piccola era il mio letto. Poi è passato a casa di mia madre e ci ha seguiti in mille traslochi. Poi è passato a casa di mio fratello ed è morto definitivamente, ultratrentenne, dopo che la cana della sua coinquilina ci ha partorito sopra. ah (sospiro)

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  17. arrivo tardi ma questo tema mi appassiona! ho un po' di antipatia per il concetto di vintage e di up-cycling, solo perché aggiungono una patina modaiola ad una faccenda che a casa mia pratichiamo da sempre senza bisogno di etichette. I miei non buttavano nulla ed io ho usato i vestiti di mia madre anni 60-70-80, i mobili e le suppellettili dei miei nonni, anni 20-40-60...purtroppo ai tempi ci facevamo spesso la figura dei taccagni e abbiamo ottenuta ben poca stima per questa scelta! Nel tempo, ho anche capito che i miei accumulavano troppo (perché non buttano ma comprano comunque) e che bisognasse dare un taglio agli acquisti. Oggi vivo con un terzo dei vestiti che avevo a ventanni ed evito i saldi per il rischio di comprare senza averne bisogno.

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  18. io ho tre case e mezzo incastrate dentro la mia. Non è solo un modo di dire, le cose sono letteralmente incastrate.
    Il problema (degli altri) è che non riesco a buttare via nulla. Sono struggentemente affezionata a tutto quello che è venuto a incastrarsi specialmente negli ultimi due anni.
    Ovviamente non compro nulla se non per la sopravvivenza, non ci starebbe.
    Vado all'Ikea per abitudine, guardo, tocco, immagino, ma non compro.

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  19. Libri.
    Quando li trovo sono sempre felice, anche se poi non sono dell'argomento che mi fa impazzire. Così ho deciso che quando un libro non mi piace, anzichè buttarlo nel cassonetto della carta, lo regalo. Magari a qualcun altro nel mondo fa battere il cuore. Diciamo che tecnicamente sarebbe inquinamento perchè non lo do fisicamente in mano a qualcuno ma lo lascio in giro (metro, tram, panchina).

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