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Stanno bruciando il mare

L’università ormai è lontana, sia nel tempo che nello spirito. Quello che ho imparato al corso di laurea in Culture e diritti umani ha sempre meno senso.

Il mondo è diverso. 

Da allora a oggi c’è stata l’ascesa del precariato e la crisi del 2008 che hanno modificato più il mondo del lavoro che quello dell’economia, sopprimendo diritti conquistati e aspettative.

Poi c’è stata la fame di soldi dei big del tech, che con i loro algoritmi hanno modificato la percezione del mondo e accelerato la metaforfosi da persone a consumatori virtuali. E i politici e i linotipisti, trasformandosi nei più astuti dei marketer, hanno utilizzato gli algoritmi per ottenere i primi consenso e i secondi lettori/ consumatori. 

Oggi, infine, assistiamo allo smantellamento della democrazia, e diventiamo definitivamente carte di credito con persone attaccate. 

Il metaverso si prospetta come la nuova normalità.

Whatever it takes.


Non siamo più umani, ma percettori di reddito, nuclei consumistici. 

La legge è uguale per tutti ma il lockdown in villa non è come il lockdown in monolocale.

La nuova democrazia è basata sulla prepotenza con cui vengono fatte valere le istanze economiche dei privilegiati, una massa che sguazza così tanto nel privilegio da non accorgersene nemmeno. 

La nuova democrazia è basata sulla riduzione delle tasse per le imprese, e la conseguente riduzione delle spese per il sociale, dalla sanità pubblica alla scuola pubblica.

Sul greenwashing che toglie aria pura e produce montagne di soldi.

Sul misconoscimento della gerarchia delle libertà: non ci sono più diritti umani, politici, civili o sociali che abbiano la meglio sul diritto del consumatori di continuare a consumare e sulla morale feroce ed esclusiva di chi non ha mai perso il lavoro o non ha mai vissuto solo del proprio salario.

Il diritto politico di manifestare è subordinato al diritto delle merci di essere scaricate e al diritto del ricco bianco paraculato di stare al sicuro nella sua tiepida casa senza turbamenti legati alla diminuzione delle merci cinesi negli scaffali o della cocaina dall'Afghanistan.

Il diritto e il dovere di prendere una decisione di coscienza per i propri figli è subordinato al diritto del ricco bianco paraculato di godersi la cena al ristorante senza rischiare di incontrare esseri umani, come tali portatori di batteri e virus. Finanche di malattie fisiche e psichiche che potrebbero oscurare per un attimo la folle corsa del paraculato verso la felicità eterna.

"Torniamo a divertirci", recita la pubblicità dell'Ausl Emilia Romagna, corredata da una foto di giovani in discoteca, affissa nei reparti gremiti di psichiatria infantile e di psicopatologia dell'adolescenza.

Il diritto del malato è subordinato a una morale economica che per ottimizzare i costi vorrebbe respingere chi, nella logica cieca del privilegiato, risulta meno meritevole di cure.

Il diritto alla privacy, che dovrebbe proteggerci dalla discriminazione e dalla manipolazione dei nostri dati per fini iniqui, è subordinato al controllo pubblico e feroce sulla a-moralità di chi non protegge abbastanza il diritto di consumare della maggioranza.

Il diritto alla salute e sicurezza sul lavoro è subordinato alle disposizioni di un’emergenza che non riempie le terapie intensive da mesi e intanto calpesta goffamente lo spirito della norma e qualunque protocollo di tutela previsto precedentemente.

Ogni diritto, per sua natura, comporta delle leggi che lo garantiscano; ogni legge, per sua natura, comporta un po' meno libertà. Diritto di uno significa meno libertà per un altro. Per esempio i diritti sociali sono sostenuti dalle tasse e quindi da una limitazione della libertà di usufruire dei propri soldi.

Le leggi, ordinate gerarchicamente con i dpcm all'ultimo posto, appena prima dei regolamenti condominiali, sono lì per dirci quali libertà sono garantite. 

Quando il buonsenso della auto-dichiaratasi maggioranza vorrebbe prevaricare la legge, perdiamo tutti in giustizia. Quando la morale della auto-dichiaratasi maggioranza segue sempre, in fondo in fondo, il mantenimento del privilegio economico, perdiamo tutti in uguaglianza.

Non credevo davvero che il mondo sarebbe cambiato per una pandemia.

Invece si è involuto: al timone c’è solo malafede, tra le persone una totale misconoscenza del perché siamo qui, riuniti in una società, e del come ci siamo arrivati. In mezzo, gli squali dell'economia e della finanza, con a capo le case farmaceutiche che, per debellare una pandemia globale, vendono i vaccini solo ai migliori offerenti.

La nuova democrazia sottomette le proprie regole di base, che prima definiva universali, a un opinabile e vago "buonsenso", e si fa scudo della scienza, che è diventata la nuova dottrina, quando per sua natura è quanto più lontano ci sia dalla dottrina.

Pensano che la libertà sia restare sull’onda del privilegio e farebbero di tutto per non perdere quell’onda, anche distruggere il mare. 

Certo, chi comanda
Non è disposto a fare distinzioni poetiche
Il pensiero come l'oceano
Non lo puoi bloccare
Non lo puoi recintare

Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare

Commenti

  1. Dai voce a tutta la sofferenza delle persone che si sentono sempre più impotenti e schiacciate da questa realtà folle, da questa non democrazia Persone che allibite si continuano a chiedere, ma come è successo? come glielo abbiamo permesso?

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    1. Grazie a te per il feedback. La maggioranza delle persone che ho attorno la pensano più o meno in questo modo, e non importa se sono vaccinati o meno, ma pochi hanno il coraggio di dirlo pubblicamente, per paura di essere aggrediti da orde di scienziati-preti che li tacciano di ignoranza.

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  2. ... cos'è accaduto ai sogni che avevamo da ragazzi, come abbiamo potuto permettere alla vita di travolgerci giorno dopo giorno. Ogni tanto capita di gurdarmi oltre le spalle e rivedo quel ragazzo, provo tenerezza e rabbia allo stesso tempo ma rivedo ancora il sorriso di quel ragazzo e quella luce negli occhi che solo a vent'anni si possiede. Ma cosa è veramente successo se non la vita ...

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    1. Almeno abbiamo imparato a modificare le aspettative. Più o meno :)

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