Passa ai contenuti principali

Info sparse tra cui Il mio libro

Vabbè, nonostante i problemi che abbiamo tutti e pure io (“Tutto ciò che è grande, è nella tempesta”) è un momento positivo, strano e pazzo, dove tutto abbonda - tranne i soldi, sia ben chiaro.
Ecco alcune notizie sparse:

- Ieri è uscito il mio libro, in anticipo sulla serie che esce in autunno (a propo, sulla serie so poco e niente, però mi arrivano i Google Alert e vedo che se ne è parlato in alcune occasioni importanti come il Wired Next Festival, e non posso che esserne felice). Tornando al libro, non sono una grande autopromotrice, raga, veramente essere al centro dell'attenzione mi stressa, mio fratello dice: "È che ora ti trovi a faccia a faccia con te stessa, e ti stai antipatica, di' la verità". Però una cosa sì, quella concedetemi di dirla. Io sono una persona passiva e anche un po' autosabotatrice, la regina del piano B. C’è solo una cosa che è sempre stata il mio piano A: essere su uno scaffale in libreria. Sabato scorso ho fatto un giro alla Feltrinelli, assaporando per l’ultima volta il mio sogno, che oggi è diventato realtà. Non ho comunque avuto la soddisfazione di vederlo in scaffale perché a Rimini è terminato il primo giorno (e mi dicono pure a Faenza e a Imola). Il mio parere è che si tratta di un romanzo facile ma non stupido. L'ho soprannominato "L'unico libro dove il narratore dice più parolacce dei personaggi". Spero comunque vi piaccia. Questo il link a IBS



 - Tornando a noi. Da un po’ vado in bici quando posso: da casa all'ufficio ci sono meno di dieci chilometri ma in leggerissima e inesorabile salitina, dal mare verso la collina. Il mio collega di banco va in bici e così mi sento sfidata e vado anche io (arrivo dieci minuti dopo di lui, nonostante io vanti una bici più figa, uffa). Le bimbe mi hanno passato i loro vecchi leggings sportivi, quelli che mia madre aveva comprato loro per agevolare le performance di running che si sono ovviamente concluse in una sola uscita. Così mi ritrovo con ben tre paia di pantaloni sportivi con inserti fluo, vagamente imbarazzanti, dico come design. Tuttavia mi fanno davvero un bel culo: sono sempre stata secca e ora mi godo queste curve inaspettate (compreso rotolino sulla panza), frutto della cucina di mia madre e della mancanza di un uomo che mi dice che ho i fianchi inaspettatamente larghi (leitmotiv delle mie relazioni passate). Insomma, l'altro giorno ero in giro in bici a lato di un parcheggio, ero chinata smanettando attorno al lucchetto e a un certo punto mi sono girata e un rispettabile signore sui cinquanta aveva fermato l’auto ed era imbambolato a fissarmi il culo. Raga, gli avrei sputato sul parabrezza. Ripeto, io stessa mi trovavo in forma smagliante, eppure questa considerazione generale del corpo delle donne come patrimonio dell’umanità è quello che ci rende insicure quando di notte siamo in un vicolo buio e quello che fa sì che una buona percentuale di donne subiscano molestie sessuali almeno una volta nella vita. Quindi che si tengano gli apprezzamenti e le galaterie non richieste, a meno che, parlo per me, non ci sia un rapporto confidenziale e gli apprezzamenti siano reciproci. Se mi imponi il tuo sguardo in quel modo devi solo andare affanculo, punto.

- Non potete non saperlo, ma in ogni caso ve lo segnalo: dal 29 settembre (data non a caso) i pezzi mogoliani di Battisti sono disponibili su Spotify. Praticamente è stato il giorno più bello della mia vita. Da tre giorni non posso fare a meno di cantare continuamente, in particolare ho in mente “Neanche un minuto di non amore” e per qualche istante (non troppi) ho voglia di innamorarmi. Mi sto anche molto godendo, sempre su Spoti, i podcast di Michela Murgia, che vi consiglio (sono le storie contenute nel suo ultimo bestseller, Morgana). Dopo aver ascoltato quello sulle sorelle Bronte ho rimediato alla mia ignoranza divorando Cime Tempestose. Dopo averlo letto ho coniato una frase epica: "Il sesso senza ossessione è solo ginnastica". Fortuna che un paio di amiche mie sono psicologhe.

- Infine, niente. Stamattina alle otto avevo già sedato tre pianti. Una ha scoperto che il creatore del mitico anime Jojo è al Lucca Comics, proprio quest'anno che non ce la porto (il perché lo sa lei); la seconda ululava disperata non aveva "neanche una maglietta", e alla fine con una supercazzola l'ho convinta a mettere una mia vecchia maglietta di una compagnia aerea araba (all'artistico sono strani); la terza aveva la temperatura corporea 35.6 e ha fatto una scena madre davanti alla Sys (sister ma non di sangue, solo morale) urlando che la mandano a scuola anche se è malata. Sono le stesse con cui andavo a vedere i film impegnati all'ANPI, quelle che cucinavano già da bambine. Io raga veramente ho bisogno di sentirmi dire che nel giro di un anno massimo tornerà tutto normale.

Commenti

  1. Che bella cosa Valentina, sono davvero molto felice per te.
    So che per te sono la signora Nessuno, ma a me davvero sembra di conoscerti, e voglio bene alle tue adolescenti con gli ormoni in subbuglio. Dalla mia posizione di estranea guardona poi posso anche permettermi di sorridere di fronte ai tuoi racconti tragicomici. Tieni duro: l'adolescenza prima o poi finisce!

    RispondiElimina
  2. complimenti davvero!!! sono molto contento per te :-) credo sia una grande soddisfazione

    RispondiElimina

Posta un commento

attenzione: i commenti ai post più vecchi di 14 gg vengono moderati! A causa del troppo spam ho disattivato le notifiche via email per i commenti in attesa...ma prima o poi li modero.