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Sorprendersi a 34 anni

Da qualche giorno, forse da qualche mese a dire il vero, sento la necessità di scuotermi, cambiare qualcosa. Forse è solo per noia, forse è una vaga insoddisfazione su aspetti della mia vita che non vanno come vorrei, o forse è solo un momento in cui sento di più il peso di certe mancanze.
Da un paio di giorni piango per niente, ho pianto ieri sera quando mi sono messa a letto, ho pianto questa mattina quando mi sono alzata, a volte penso a nonna Cloe e piango un po’, dico quanto mi manca, ora mi tatuo la sua foto sulla schiena, poi mi ricordo di quanto mi faceva incazzare, con la sua rassegnazione, e quanto mi arrabbiavo e quanto soffrivo quando pensavo "ma come puoi aver buttato ottant'anni nel cesso, proprio tu che sei l'unica persona che mi ha amata senza condizioni". Senza di lei io mi sento un gatto randagio.


E insomma tra un pianto e l'altro, penso a che cosa posso fare per me e alle scuse che non devo trovare.
Mi immagino sul letto di morte, dire ai miei nipotini: “E poi, dev’essere stato il 2017, in inverno, ho fatto qualcosa che ha cambiato completamente le carte in tavola, infatti...”.
Una cantante di nome Laura, leggendomi, ha terminato la frase per me: “…ho cominciato a prendere lezioni di canto”.

Canto tantissimo e malissimo.
Cantando spesso, anche quando passeggio, o sono in ufficio, mi sento spesso ripetere che sono stonata. Dai colleghi, dagli amici, dalle bimbe.
Ma io non mi sento così stonata. Quando canto sono felice. E poi a dire il vero quando non canto mi dicono a volte che ho una bella voce. La verità è che non sono educata al canto, e non ho tutto questo orecchio.
Se ora cominciassi a prendere lezioni di canto, credo che diventerei intonata.
A 34 anni potrei cambiare e stupirmi, e poi su un aspetto di me che facilmente avrei potuto scambiare per “fisso”, “immutabile”. Come il naso, quello hai e quello ti tieni.
Credo che sarebbe una bella opportunità che potrei dare a me stessa. Quella di non farmi più dire "stonata". Così, improvvisamente. Come passare da alta a bassa, o da mora a bionda.

Purtroppo i soldi sono quelli che sono, e credo che questo sia il momento di puntare sul lavoro o su conoscenze che possono essere sfruttate in ambito lavorativo. E mi sa che è a quello, l’obiettivo del 2018. Vorrei fare anche un viaggetto da sola. E ho anche bisogno di andare da uno psicologo e chiedergli perché non sono capace di avere una relazione, vorrei chiedergli se è perché non ho mai visto da vicino una coppia felice in vita mia. E vorrei chiedergli se devo rinunciare o no, se può vedere un secondo nel futuro e darmi un aiutino.
Ma i soldi sono quelli che sono, e credo che non canterò e non andrò da uno psicologo.
Finirò per pagare dei corsi di fumetto o di piano per le bimbe, e va bene così, ho ancora un sacco di tempo per stupirmi.

Commenti

  1. Cara Valentina, invece se vuoi cantare investili questi soldi! Mica devi iscriverti a chissà quale accademia. trova un insegnante e digli il tuo budget e che ti dica lui quante lezioni ti può offrire. Non devi mica imparare in due mesi. e non tutti i cambiamenti devono essere repentini e visibili.

    Laura, una mamma super stonata che ti legge e ammira tanto.

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    1. Non so, diciamo che nella mia scuderia personale, quello non è il cavallo vincente, ma certamente uno tra i più benvoluti :)

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  2. Sai che c'è? Non esistono persone stonate ma solo persone ineducate ad usare "voce" ed orecchie nel modo corretto.
    Non so se può essere un incentivo a spenderli quei soldi (e poca miseria non sai quanto mi pesi parlare del denaro)ma imparare a cantare significa imparare a respirare nel modo corretto prima di tutto, unito alla postura. Insomma faresti un lavoro che non ha a che fare con le note ma con il corpo e la testa.
    Insomma aiuta nella vita!

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    1. Pazzesco come una cosa che sembra banale...:)

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  3. Un coro. Ti serve un coro. Magari di quelli non troppo seri, per iniziare; la maggior parte sono cori liturgici, ma forse ne trovi anche di laici dalle tue parti. Oppure due tre lezioni di canto, che ti diano qualche dritta... per diventare intonati non serve molto, basta ascoltare mentre si canta.
    Ma il coro è più bello perché nel coro c'è vita e relazione.

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    1. Nu, canto male e credo che nei cori ci sia un po' di competizione :)

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  4. Non andare da uno psicologo. Leggi un libro di psicologia, è meglio.

    Io canto sempre, soprattutto mentre lavoro. A casa ascolto musica che mi piace A livello strumentale, in auto ascolto praticamente solo canzoni di cui conosco il testo cosi le posso cantare a squarciagola. E sono felice. Non sono intonato ma sono felice.

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  5. Io ho appena fatto un pre-colloquio per fare counselling. Ho trovato un posto vicino a dove sto dove ti fanno pagare sulla base dello stipendio...forse c'e' qualcosa di simile vicino a te? (qua va a fasce: fino a 10,000 paghi 10 pound, 20,000 paghi 20 pound etc etc

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    1. Lo dico perche i primi che avevo guardato avevano tariffe sui 90-100 pound all'ora... quindi avevo cercato qualcosa di piu' affordable

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    2. a propo Mo, sai che hanno fatto il ryan air diretto Rimini - Londra :)

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  6. Guarda non tutti i cori sono competitivi, anzi, e può essere un'occasione limitata e controllata di socializzazione. Per quell'ora e mezzo di prova, di cui la maggior parte si passa cantando, sei in un gruppo già affiatato, che in genere è disponibile ad accogliere nuovi membri. Altrimenti hai buttato un'ora e pazienza. Come corista sono una fan del coro come terapia globale, ma sono di parte.
    Due o tre lezioni di canto e poi buttati!

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  7. Lo psicologo non esiste della mutua? Qui sì, ma io sto a Milano. Cantare è la mia medicina, ma - dicono - io sono intonata, sarà perchè canto in un coro da quando avevo 8 anni. Sono passata da quello dei bambini, a quello dei giovani, a quello degli adulti. Dopo la pausa-figli, do una mano a tutti e tre quando posso. E mi fa stare bene, quindi ti capisco! Cerca un ambiente non competitivo e provaci, nella tua famiglia non ci sono solo le bimbe, ci sei anche tu! Prenditi cura di te.
    E.. vorrei tanto invitarti a Milano a vedere i miei genitori. 34 anni insieme, e a me sembrano felici. Una settimana con loro potrebbe essere un bell'esempio. (Se mia madre scoprisse che ho scritto questa cosa, mi ucciderebbe)

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    1. Credo che lo psicologo della mutua si paghi comunque, a meno che non sei esente per qualche motivo. Tra l'altro credo che alla mutua, sopra una certa soglia di reddito (molto bassa peraltro), paghi tariffa piena: per molte cose a me conviene il privato oppure, ove possibile, l'assicurazione sanitaria.

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    2. a torino, psicologo della mutua 80 euro per 10 incontri. Prova a chiedere al medico curante.
      marina da torino

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  8. Anche io come te: non so cantare bene ma mi piace farlo, mi riprometto di fare cose che poi non faccio. Ma, soprattutto, dopo aver perso la mia mamma, mi sento proprio così: un gatto randagio. L’hai detto facendo finta di niente ma io ho pianto.
    Patrizia

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  9. boh per lo psicologo io mi appoggio a una onlus chiamata Jonas, che cerca di
    offrire psicoterapia a tariffe sostenibili. vedo che hanno un centro anche a Pesaro, chissà magari ti piace... https://www.jonasonlus.it/sostienici.html
    Ammiro la tua capacità di porti degli obiettivi e vedere le cose in prospettiva, io non ci riesco. Metto troppa negatività sia quando faccio il bilancio del passato sia quando immagino i buoni propositi. Ma mi piace pensare che la vita sia sperimentazione e quindi boh.. non vado da nessuna parte ma cammino tanto in ogni caso...

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  10. Anche io ti dico: il coro di per sé non é competitivo, io in una fase della mia vita in cui ero triste e un po' solitaria ci ho provatp e mi ha fatto benissimo: sia per il cantare, di per sé terapeutico, che per il fattore grippo, cui non ero abituata e in cui mi sono trovata benissimo. Mai avuto "gruppi" in vita mia, a parte il coro. Alla fine, per vie traverse, tramite il coro ho conosciuto pure l'uomo che avrei sposato ! Galeotto fu il coro!
    Gabriella

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