Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Vi racconto (poco) di Lucca Comics

martedì 1 novembre 2016

Vi racconto (poco) di Lucca Comics

Sapete quei genitori che dopo quattro ore di schermo, disperati, meditano di staccare la corrente per strappare i propri figli dall’internet? Bè, tra questi ci sono anche io: ho comprato alle bimbe sia i roller che lo skate per costringerle a uscire; insisto perché se ne vadano a Coder Dojo a programmare in compagnia; ogni anno letteralmente le obbligo a fare sport; e la sera spegniamo i device e leggiamo assieme (ora Lessico famigliare).
Lucia, in particolare, vivrebbe di anime giapponesi, video tutorial dove impara a disegnare manga e chibi, e naturalmente gaming di tutti i tipi. Ma se da un lato cerco di limitare l’alienazione da schermo, non posso certo dire di non strizzare l’occhio agli interessi delle mie figlie.


E dunque domenica ho fatto una sorpresa a Lucia, l’ho svegliata alle 4.30 di notte, e ce ne siamo andate assieme, tutte sole, a Lucca Comics. È stata una delle giornate più belle degli ultimi mesi!


Confermo che andare in giro con una sola delle mie figlie, a condividere qualcosa che interessa sia me che lei, è sempre molto meglio che trascinarmele tutte e tre in giro, in viaggio, a una mostra, tra i loro continui litigi e i loro ritmi così diversi: Camilla di una lentezza esasperante, Carolina che sfiora l’ipercinetismo, Lucia quasi sempre con un muso lungo e la critica pronta. Ma a parte il fatto che mi sono divertita da morire con la figlia che mi si sta allontanando di più, devo dirvi che Lucca Comics è davvero un gran bell’evento, che dà il massimo sia sul lato culturale che sull’intrattenimento. Un’esperienza da rifare sicuramente.

Lucca Comics si tiene tra le mura della splendida città toscana e vi si trovano, per quello che ci capisco io ;), tutti i rappresentanti di una cultura che non saprei bene come etichettare. Non è solo fumetto, non è solo manga, non è solo cosplay, non è solo nerd, non è solo gaming: è tutto questo, e anche qualcosa di più.
Curioso il fatto che io, da sempre innamorata della letteratura, e produttrice di contenuto scritto praticamente dalla tenera età, non mi sia mai appassionata davvero di quel mondo un po’ intellettuale e polveroso dei lettori, delle presentazioni dei libri, delle case editrici; e come invece io apprezzi da matti, da qualche anno, il mondo che sta dietro al fumetto, senza produrre, e quasi senza fruirne. Son cresciuta a Topolino e a Corrierino e come ogni coetaneo mi sono sparata per anni pomeriggi di robottoni e streghette, eppure tutto questo non mi ha seguito una volta diventata adulta, e le centinaia di Sergio Bonelli che mio zio disperdeva per la casa non mi hanno mai attratta quanto i romanzi.
Ragionandoci mi accorgo quanto la parola scritta sia l’esatta espressione della mia parte razionale. Di quanto le parole che leggo mettano in moto il ragionamento, di quanto le parole che scrivo riordinino le emozioni, l’istinto. E mi rendo conto anche di quanto, attratta dalle parole, ho sempre messo in secondo piano tutto ciò che riconosco come più ludico, più istintivo e se volete più lontano da me, come il disegno e la musica.

Sarà per questo che sono affascinata dai musicisti, dai grafici, dai creativi, e affatto da copy e scrittori.


Altro pensiero random: siccome sono molto provata da due traslochi contemporanei che sto facendo (poi vi dirò), avrei rinunciato ad andare a Lucca per via delle tante ore in cui avrei dovuto guidare senza ovviamente nessun cambio al volante, e per parte del tempo in situazioni di caos. Invece un mio amico mi ha consigliato di andare col pullman organizzato da una delle fumetterie di riferimento di Rimini, ed è stata un’ottima idea, perché almeno durante il viaggio siamo riuscite a riposare. Quello che però volevo dirvi è che nel pullman, esclusi i “capi fumettieri”, io alzavo notevolmente la media d’età, e Lucia la abbassava: erano praticamente tutti ragazzi dalla terza alla quinta superiore, quasi tutti maschi. Molti erano i gruppetti, qualcuno da solo, qualcuno cosplayer, nessuno aveva l’aspetto del nerd emarginato che ci immaginiamo fare le stragi nelle scuole americane. Ci volete credere che in tre pullman di adolescenti (noi stavamo per non salire perché pensavamo fosse una gita scolastica) nessuno ha mai rotto le scatole, nessuno ha fatto casino, nessuno è arrivato in ritardo al ritrovo per l’andata o al ritrovo per il ritorno, nessuno s’è perso.
L’unica che a un certo punto avrei preso a randellate era una ragazzetta seduta dietro di me con il suo ragazzo. Al ritorno lei cercava di dormire e lui le faceva i dispetti. Lei continuava a ridere dicendo “Missiiii, mi lasci stare?”, ed i primi 30 minuti erano teneri, dopo li avrei spenti volentieri. Mi è venuto il flash di loro da grandi, in fondo tra pochi anni, non assieme, probabilmente, e mi sono chiesta se gli adulti normalmente ridono in due come dei matti, anche quando uno vuole dormire e l’altro scoccia per ore. Mi sono risposta che spero di sì, ma credo di no, e dunque ho resistito dall’apostrofarli per il fastidioso sottofondo, come avrei fatto con le mie figlie.
Quello che volevo dirvi, comunque, è che i ragazzi che hanno una passione, anche una passione che voi genitori non condividete, sono in grado di comportarsi da persone per bene. Non fatevi spaventare dalle voci: Pokemon Go alienerà pure, ma il vinello con gli amici che vi fate voi aliena anche quello.

E insomma, di Lucca non vi ho detto niente.

5 commenti:

  1. oh che nostalgia. che bel regalo per Lucia! Sono andata al Lucca comics svariate volte, ma ultimamente ho rinunciato causa folla allucinante e bimbe piccole (combinazione un po' stressante per tutti). Comunque trovo anche io che sia un festival particolare, dove si respira in qualche modo socialità e fratellanza. Non solo marketing delle case editrici. Poi sono tantissime le piccole produzioni sia tra i fumetti sia tra i giochi in scatola.
    L'età media comunque, sarà stata bassa solo sul bus... io mi ricordo che di adulti ce n'erano parecchi. Da ragazzini amiamo i fumetti e i giochi, ma è da grandi che abbiamo lo stipendio per poterli comprare...

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    1. Peraltro c'era anche una specie di festival indipendente parallelo, molto più "centro sociale":
      https://www.facebook.com/BORDAFest/

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  2. Contenta che ti sia piaciuto!
    Io che lo vivo ogni anno da "abitante" a tratti l'ho detestato e proprio per paura di quel gran caos quest'anno avevo detto NO. Poi mio marito, che di solito non ama questi eventi, mi ha dato della "vecchia" e allora sono corsa: e è stata una bella sorpresa constatare che quest'anno era tutto più organizzato e la calca c'era, e parecchia, ma il fatto di aver spalmato il tutto su più giorni ha ammorbidito un po' il traffico e il senso di soffocamento che di solito provavo, immersa nelle file impossibili. Insomma, mi pare sia andata alla grande! Ora però torno a passeggiare nella mia città senza quell'invasione di mostri e robe varie e la vedo ancora più bella... :)

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    1. No ma infatti posso solo immaginare il disagio dovuto a tanta gente! Al ritorno Lucca - Firenze era praticamente tutta coda. Però devo dire che era tutto organizzato davvero bene.

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    2. Un disagio che si affronta volentieri, una volta l'anno, se porta tutta quella gente, dai retta a me... ;)

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