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Facile condannare un pugno a una donna

L’altro giorno mia madre ha trascinato me e le bambine alla marcia anti-violenza, e io francamente ero un po’ restia.
Non fraintendetemi, non è che io non sia a favore di queste manifestazioni, ci mancherebbe. Inoltre le manifestazioni, i cortei, la gente insieme, hanno il potere di caricarti da matti, un’energia pazzesca.
Ma dire di essere “contro la violenza sulle donne” è come dire che mi piacciono i gattini. È facile, ce la fanno persino i sindaci e le cariche dello Stato, di tutti i colori, a “schierarsi”. È come essere Miss Italia e dire che vorremmo che finisse la guerra.
Questo non significa che non dobbiamo neanche dirlo eh, e infatti alla manifestazione ci sono andata (o meglio, ci abbiamo provato, scazzando l’orario. Non gliela possiamo fare :D).


Però poi la violenza la accettiamo ogni giorno, perché sono tutti d’accordo a dire che una sberla fa schifo, ma poi sono convinta che le violenze più sottili, tipo quando tu non lavori e fai la mamma e per questo motivo tuo marito ti fa capire che comanda lui, non solo le accetta la donna, perché si sente in qualche modo in debito, ma la accettano anche le amiche della donna, la mamma della donna, insomma, tutta la società le fa capire che effettivamente è in debito.
E tu che fai, se nessuno ti aiuta, dico concretamente, con un bambino piccolo? Speri negli assegni familiari? Speri di trovare lavoro con un bambino piccolo? E gli asili dove sono? E gli asili quanto costano? E gli asili a che ora ti mandano a casa i bambini, alle 16? Speri in un part-time? In quali aziende è previsto il part-time? Speri di fare la freelance, con il carico fiscale che questo comporta? No, la violenza economica è semplicemente un vicolo cieco. Ma questo lo sappiamo tutti.
Ve l’ho mai detto che dopo aver scritto qui di aver preso una grossa multa, un tizio abbastanza adulto e padre di famiglia mi ha scritto qualcosa come “Vorrei aiutarti, naturalmente senza chiedere nulla in cambio, però certamente mi fa sempre piacere conversare con ragazze giovani e intelligenti come te”? Forse non ve l’ho detto, perché mi vergognavo.
Una donna sola è terra di nessuno, e se non ha soldi è anche meglio.

Ma poi, parliamo di quando tutti legittimiamo la violenza verbale. Quando sento chiamare una ragazza “Figa”, ci scherzo, e dico “Wow, come usi bene la sinnedoche”. Poi oh, lo dico anche io. Ma non voglio dirlo più.
Quando diciamo “Troia”, in qualunque contesto, non legittimiamo lo stupro? Si parte di lì, dal linguaggio. Dal de-costruire gli schemi che ci sembrano naturali o almeno consolidati.
Quindi NO: “Sono andata al corteo anti-violenza, però quella che ci prova con mio marito è una troia”. E NO: “Se ti vesti così sembri una troia”.

E poi. La tolleriamo la violenza nei confronti delle sorelle migranti oppure ci consideriamo più importanti noi? E quando disquisiamo sul velo, ci rendiamo conto che anche loro lottano e NON necessariamente per il velo? Perché non appoggiamo le loro battaglie invece che imporre le nostre, noi, che veniamo da culture secolarizzate da secoli?

Mi rendo conto che ho buttato là tanti input, tutti diversi, e che questo post è una miscellanea, e che da qualche parte, con tutti questi problemi, si dovrà partire.
Quello che vi voglio dire è Sì, andate al corteo, ma impegnatevi anche a fare qualcosa di concreto, che non è necessariamente andare a scovare una donna picchiata e cercare di avere il coraggio di dirle che non è giusto, che siete con lei. È ovvio che siete con lei.
Difendete ogni giorno la nostra e la vostra dignità. Vi suggerisco di seguire tre persone che lo fanno, ogni giorno.
Una è Rain Dove, la trovate su Instagram. Si veste sia da maschio che da femmina, e poi racconta che differenza di trattamento riceve. Un esempio: se la prendono per un maschio, può tranquillamente uscire con il pelo sulle gambe; se la prendono per una femmina non più. Se si veste da donna, non si sente sicura a camminare per strada di notte, se si veste da maschio meglio.

Vi sembra tollerabile, secoli dopo Giovanna D’Arco?
Vale anche il contrario: se la prendono per un maschio il rosa non è ben visto.



Qui invece si parla di donne arabe che chiedono che il sistema di tutela maschile, che prevede che abbiano un “tutore” per attività come banalmente “viaggiare”. Non dicono di voler viaggiare senza velo, chiedono di viaggiare senza permesso di un maschio. Siete con loro? O siete con loro solo se sono come voi?

E infine, questo è il libro del mio amico Lorenzo, che ho ordinato da poco, si chiama "Diventare uomini". Parla agli uomini di quanto il patriarcato nuoccia loro.

Commenti

  1. tutto bello ma io non me la sento proprio di non dire più troia.

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  2. In effetti riducendo tutto ad un problema di "donne picchiate", si rischia di perdere di vista il problema di fondo, cioè che tutto il nostro mondo è basato su piccole e grandi violenze e prevaricazioni quotidiane, usate come modus operandi standard per affermarsi.

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  3. Il problema non è che si debba ridurre tutto ad un problema di donne picchiate...
    Il fatto è che fare una manifestazione per tenere alta l'attenzione sulla punta dell'iceberg di un problema enorme non significa non interessarsi di tutto ciò che sta sotto, a questa punta e che a questa punta porta.
    Le manifestazioni, per me servono a questo. Continuare a dire guardate che ci siamo, oltre all'impegno quotidiano siamo anche e ancora qua.
    Emanuela

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    1. Per me la punta un po' distrae, tutto lì.

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  4. la penso uguale! ho scritto cose molto simili qualche giorno fa: http://bxlblog2010.blogspot.be/2016/11/donne-violenza-e-il-continuum.html

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  5. Che figa Rain Dove, non la conoscevo!

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  6. Bellissimo articolo, complimenti!

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  7. wow quanti spunti.
    riguardo agli stereotipi di genere l'aneddoto divertente dell'anno passato: esce l'ultimo star wars, targato disney, e decidono per seguire la moda di metterci una protagonista femminile. L'eroe, forte e coraggiosa. Mi chiedevo : chissà ora se a carnevale vedrò i maschietti travestiti da eroe femmina? le bimbe non han problemi a travestirsi da uomo ragno per dire. e invece ??! arriva carnevale ed ecco i bimbi delle elementari travestiti da cattivo! Piuttosto che prendere l'eroina femmina sceglievano tutti il travestimento del personaggio cattivo (tralaltro pavido, insicuro, insomma sfigato).
    emblematico.

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    1. Mah, a dire il vero le mie figlie farebbero un mucchio di storie per vestirsi da maschi. :)

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    2. eh magari perchè son più grandi... le mie 3 e 7 per carnevale e per il gioco di ruolo in generale qualche volta scelgono personaggi maschili, peter pan il più amato , poi uomo ragno, pompiere Sam, o qualche volta mischiano: "principessa con la spada" è uno degli ultimi più gettonati...
      ma ho notato anche io che le elementari son un posticino particolare, dove si viene presi in giro per un nonnulla.

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