Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Atei sì, ma solo se non avete figli.

lunedì 17 ottobre 2016

Atei sì, ma solo se non avete figli.

Ecco come il sistema cercherà sottilmente di persuadervi a educare i vostri figli al cattolicesimo. Per il loro bene.

Se siete atei convinti e avete deciso di non educare i vostri figli alla morale cattolica, in molti cercheranno di farvi cambiare idea. E non si tratterà di amorevoli “consigli da amici” ma di vere e proprie pressioni da parte di un intero sistema.
Per quale fottuto motivo? vi chiederete. Per il bene dei vostri figli, che sono il futuro della società, vi risponderanno.
I casi sono due: o cedete, che tanto il battesimo non ha mai fatto male a nessuno; oppure, come me, diventerete sempre più atei, cancellerete alcuni numeri di telefono dalla rubrica (che comunque volevate cancellare da tempo), nei casi più estremi potreste anche arrivare a qualche scazzottata. L’ateismo non è una rottura con il sistema: è un ragionamento intimo che potete decidere di vivere con coerenza e integrità nei confronti di voi stessi e degli altri.
Ecco però che cosa succede, in Italia, a un genitore che considera l’ateismo una scelta percorribile e non una sorta di sala d’attesa dove rifugiarsi per sfuggire a preti pedofili, suore con la cinghia e zie bigotte.
Tutti rimarranno stupiti 
Quando fate un figlio, tutti danno per scontato che lo battezzerete. Anche se vi dichiarate atei e iconoclasti da sempre. Anche gli insospettabili: chi vi conosce bene, gli amici che si dichiarano atei e, va da sé, chi non vi conosce ma pensa di avere il diritto di dire la sua sulle vostre scelte. Quando, col passare dei mesi, non vedranno arrivare l’invito al battesimo, nella loro testa suonerà un campanello di allarme (“sta a vedere che…?”), e quando apprenderanno la vostra decisione si mostreranno stupiti. In questa fase potrebbe già ribollirvi il sangue all’idea che questa gente vi consideri degli ipocriti che si bullano del proprio “anticonformismo” per poi conformarsi biecamente, ma, fidatevi, non è ancora arrivato il momento di arrabbiarsi. Perché questo è niente.
Cercheranno di convincervi con le buone 
Chiunque vi darà un buon motivo per battezzare i vostri figli: motivo che nel 90% non è la fede, della quale per vostra sfortuna non siete stati graziati. “Eh, quando battezzai tuoi padre gli passarono i dolorini alla pancia e cominciò a dormire tutta la notte”, disse mia nonna, vedendomi ridotta a uno straccio perché le mie gemelle non dormivano mai. “Eddai, che male farà”, dicevano tutti. “Su, che tutti i parenti ti sganceranno qualche soldino”, diceva qualche cinico (ateo). “Mia madre ci rimarrà molto male”, obiettò il babbo delle mie figlie, che non poteva certo sfoderare con me un’eventuale sua ritrovata fede e allora riesumava i desideri della madre. Ma con me, le buone maniere non hanno mai funzionato. Figuratevi quelle cattive.
Cercheranno di convincervi con le cattive 
Di fronte alla vostra incredulità di fronte a tante e tali ingerenze, che poi diventerà crescente astio, leggenti non si fermeranno. Vorranno convincervi con le cattive, e voi terrete duro per vedere dove sono disposti ad arrivare. La nonna che non vi parla per un anno e che vi rinfaccia l’accaduto sul letto di morte. Emarginati, disagiati e affetti da patologie mentali di vario genere che vi dicono che state crescendo degli emarginati e dei disagiati. Il babbo delle mie figlie arrivò quasi alle mani con un ubriaco al bar che cercò di dargli lezioni di pedagogia in tal senso.
Vi considereranno delle palle perse, ma non perderanno occasione per cercare di far male ai vostri figli 
A un certo punto, se avete resistito e non avete fatto battezzare i vostri figli, prenderete atto del fatto che la vostra vita è piuttosto normale: non avete litigato con troppa gente, i vostri figli stanno bene, non sono degli emarginati, ed eventuali coliche, secondo il pediatra, non dipendono dal mancato sacramento. Pensate di averla scampata. Ma deve ancora arrivare la parte più subdola della faccenda, che si protrarrà per gli anni a venire. In generale, non cercheranno più di convincervi: vi considereranno una palla persa. E decideranno di farla pagare ai vostri figli. A scuola, si stupiranno se non li iscrivete all’ora di dottrina che hanno la presunzione di chiamare “religione”. Il libraio ordinerà i libri di religione di default, senza chiedervelo. Alle mie tre figlie, finché abitavamo nella remota provincia di BucoDiCulo, è successo questo (true story). L’ora di dottrina è stata proposta sin dall’asilo nido, dove peraltro, pur essendo una scuola privata con posti convenzionati comunali (tra cui il nostro) facevano fare il segno della croce prima di pranzo ai bambini di uno, due anni. Alla scuola materna ed elementare non hanno mai fornito un’alternativa accettabile all’ora di religione. In quinta elementare, la scuola mi ha chiesto di ritirare le bambine durante l’ora di religione perché non era proprio prevista, un’alternativa . A volte un’insegnante ha fatto fare degli esercizi durante l’ora alternativa a mia figlia e ai bambini musulmani ma poi alcuni genitori cattolici si sono lamentati che non era giusto nei confronti dei loro figli. Allora hanno portato i “derelitti” in aula computer a imparare Windows 95, e i bambini che facevano religione si sono lamentati che non era giusto. In occasione delle comunioni dei bambini cattolici, è stato dato il compito per il weekend solo a chi non faceva la comunione. In un caso, l’insegnante di religione ha consegnato a ogni bambino un ricordino, tipo un braccialettino di plastica con un tizio inchiodato a una croce, e l’ha consegnato durante l’ora di italiano. Naturalmente qualcuno non ha ricevuto niente: due erano le mie figlie gemelle, due erano due bimbetti scuri.

Ma non allarmatevi, cari genitori atei, per le sottili pressioni che riceverete. Lo faranno solo per il bene dei vostri figli. Siete voi, che li state crescendo come emarginati.

40 commenti:

  1. Oh come ti capisco!! Non ho battezzato mio figlio (11 anni) e ancora devo dare spiegazioni del perchè. Fiera di crescere un figlio emarginato se l'alternativa è l'ipocrisia. L'unica nota positiva è stato il regalo per la comunione che la maestra ha fatto agli alunni: un asciugamano con ricamato il nome del bambino che ha dato a tutti indistintamente. E' stato un gesto che ho molto apprezzato.

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  2. E' il solito discorso che ci facciamo noi in casa: sarebbe bello cambiare le cose, far seguire alle nostre figlie una strada nuova è più in linea con i nostri ideali (istruzioni, alimentazione, religione, ecc...). Ma quanto questo emarginerà le loro vite, abitando in una comunità che ha fondamentalmente altri principi?
    Per ora la religione e il non-battesimo non ci sta creando problemi, anche perché abbiamo al fortuna di avere amici e parenti con figli delle stesse età che la pensano come noi, e la nostra piccola comunità alternativa si va consolidando.

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    1. Ma sai, il crescere senza dio in qualche modo ti condiziona. Ma il crescere con il concetto di peccato e di vergogna quanto ti condiziona? Io non è che non le mando a dottrina perché non mi interessa: non le mando a dottrina perché trovo che sia dannosa.

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    2. Perfettamente d'accordo.
      Decisamente dannosa se viene assorbita come "imprinting"

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  3. Mi è stato detto che i miei figli sarebbero stati presi in giro (come se i bambini chiedessero l' estratto conto dei sacramenti) e che non avrei potuto seppellirli al cimitero.
    Proseguiamo sereni ma si avvicina il catechismo e so' che torneranno alla carica.

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    1. Io ho lasciato loro sempre la facoltà di scegliere se fare religione a scuola e mi hanno sempre risposto: "perché dovrei?"
      E ho chiesto tante volte se volevano vedere com'è una messa (con me). E abbiamo letto dei brani del vangelo. Ma a catechismo da sole proprio non le manderei, spero proprio non me lo chiedano.

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  4. Ai tempi del liceo avevo un'amica che era di religione evangelica, aveva chiesto l'esonero ma avrebbe comunque preferito rimanere in classe, senza partecipare attivamente (anche se conoscendola non credo ci sarebbe riuscita), invece la spedivano fuori perché "se ti succede qualcosa è una mia responsabilità", che ci può anche stare ma la trovo una cosa veramente brutta. Dato che era un tipo testardo spesso riusciva a rimanere, capirai, tanto ognuno faceva comunque quello che voleva! A volte, anche in altre ore, scoppiavano delle tremende discussioni e nessuno ne usciva facendoci una bella figura, credenti e non. Secondo me è ridicolo che nel -quasi- 2017 esista ancora una materia che fu creata sostanzialmente per ragioni pedagogico/politiche ai tempi del Fascismo. Da agnostica penso che o dovrebbe essere "Ora delle religionI", ma sul serio, con professori preparati, magari di filosofia, con cui ci si possa confrontare bene tutti quanti e magari parlare anche di etica, morale ecc. Oppure niente, anche perché fino a prova contraria siamo uno stato laico (va beh... ma facciamo finta di si...) nel quale non dovrebbero esistere persone di serie b. E magari introdurre l'ora di educazione sessuale, che sarebbe anche ora.

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  5. Ormai qui è prassi comune non battezzare i bimbi, così come qualcuno continua a farlo. Francamente, a noi si quello che fanno gli altri con i loro figli non interessa granchè e di conseguenza non mettiamo bocca e ci mancherebbe pure ;)

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  7. NOn capisco se il problema è delle piccole realtà o della gente che si ha intorno. Io non ho battezzato i miei figli, giammai! Non siamo sposati io e il padre, i bambini sono entrati in chiesa solo per gite culturali, non hanno mai frequentato un oratorio o l'ora di religione. Sono sempre stati soli o in compagnia di bambini musulmani. Ma io sono anche veg da tutta la vita e molto allenata a usare il giudizio degli altri per asciugarmi il culo, le pressioni le prendo come una medaglia al valore. A volte mi chiedo se mi importa talmente poco di che cosa pensa "la gente" da non accorgermi nemmeno di quanto e come mi giudichino. Abito a Milano quindi la dispersione è tanta ma i quartieri allla fine sono dei piccoli paesi...

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  8. tra le sottili pressioni aggiungi anche che l'attività musicale di quest'anno nella scuola elementare di mio figlio è il gospel. Quindi io mi ritrovo ad avere un figlio che segue l'ora di alternativa al posto di quella di religione ma che sarà costretto a cantare graziesignoregrazie perchè la religione mi è ritornata dalla finestra. appena finisco la battaglia del pasto da casa ne ingaggio un'altra per le attività non religiose della scuola laica. Avessi voluto fargli cantare graziesignoregrazie lo avrei iscritto in una scuola religiosa.
    marina

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    1. Qui sono più in dubbio. Cantare grazie signore certamente crea un condizionamento fastidioso, eppure non rinnego l'aspetto culturale e artistico della religione. Certamente come docente avrei scelto altri brani, ecco.

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  10. Hai scritto un pezzo da incorniciare, carissima. Ciò che fa più incazzare è che il motivo che ti porta ad "averli tutti contro", non è la loro "religiosità", bensì la più schifosa e untuosa e opportunista ipocrisia conformista. Non sei una nemica della bontà e della spiritualità: sei una nemica del branco bigotto e ignorante, punto e basta.

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    1. Eh ma infatti. Ma ogni volta fanno credere alle bambine che io in qualche modo mi sto opponendo alla normalità. :(

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  11. Io mi sono sentita dire che avrei influenzato mio figlio (come per qualsiasi scelta penso io) e che "lui non potrà andare all'oratorio, porco xxx"

    Testuali parole.

    Mi basta poco per consolidare la mia opinione in merito.

    In compenso qui, nonostante sia una città chiesotta all'asilo circa la metà non fa religione e l'attività alternativa è ben studiata. Era la mia paura più grande, memore dei tempi delle mie elementari dove solo un compagno testimone di geova stava fuori dalla classe da solo con il bidello.

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    1. Bene così. Anche a noi a Rimini pare vada un po' meglio.

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  12. Mio figlio ha quasi 8 anni e non e' battezzato. Scelta commune mia e di mio marito. La differenza e' che mio figlio e' nato (e vive) negli Stati Uniti, e non importa praticamente a nessuno se e' battezzato o no. Le scuole pubbliche non contemplano nessun tipo di religione qui. Solo mia cognate, cattolicissima, ogni tanto tira la frecciatina, ma a me entra da un orecchio ed esce dall'altro. Vivo negli Stati Uniti da oltre dieci anni, e sebbene non possa dire siano tutte rose e fiori, per lo meno so che mio figlio sta crescendo libero dai dogmi imposti dalla societa' italiana.

    Annalisa

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    1. Dev'essere bello potere vivere senza dovere preoccuparsi di dio. :)

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    2. Bellissimo!! :-) comunque c'e' molto bigottismo anche qui, ma il fatto che ci siano tante persone di diverse culture e credo, e' molto piu' tollerabile.

      Annalisa

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  13. Religione all'asilo? Ma davvero? Io (1983) e mio fratello (1978) non siamo stati battezzati e i miei si sono sposati in comune. Sono cresciuta in un piccolo paese e non ho ma fatto religione a scuola. Sono stata molto fortunata, però. Mai subito pressioni o discriminazioni. Paradossalmente era meno mal visto vent'anni fa.

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    1. Mah, io ho sempre avuto, da bambina, un rapporto travagliato con la religione: sono battezzata ma nessuno in famiglia andava in chiesa, a parte i nonni paterni che frequentavo poco e mio padre che alla fine della sua vita diventò molto religioso, ma aveva una fede attiva e militante e ovviamente, zero bigottismo. Io mi rifiutai di fare la comunione e poi fui convinta da mia nonna qualche anno dopo. Ma dopo ho sempre rifiutato la religione a scuola. Ti confermo che neanche io sono mai stata discriminata.

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  14. Aiuto. Ho già vissuto doppie pressioni come figlia di genitori di religioni diverse, ora che ho un fidanzato fisso da anni e si approssimano i 30 la gente inizia a chiedermi quando mi sposerò e se mi sposerò in chiesa. Io non ho mai ricevuto un sacramento, sono esplicitamente non cristiana e tuttavia la gente (parenti compresi!) trova strano che in caso mi sposi voglia sposarmi in comune. Figurati se e quando avrò figli.

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  15. Dalla civilissima Roma mi giunge questa notizia: se nella domanda per prima classe della scuola elementare PUBBLICA ti viene suggerito (dalle maestre!) di non chiedere l'esonero dall'ora di religione perché "si perdono punti" e si "rischia di non entrare" nella scuola desiderata.
    E' vero? A me sembra gravissimo.

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    1. Forse non proprio in questi termini esatti, comunque in parte sì. Nella scuola di mio figlio (Milano) sono state formate delle classi dove fosse "più semplice" (?) gestire la eventuale ora alternativa, ovvero dove tutti fanno religione oppure dove si concentra il gruppetto di quelli che non la seguono. Ora, poiché qui nelle grandi città è molto dura essere presi in una scuola al di fuori del tuo distretto di appartenenza può essere (può..mica deve) che per i bambini fuori distretto possa essere considerato anche questo se devono completare una classe. Se sei di distretto..mica ti possono cacciare.

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    2. Credo sia proprio così, vale per le scuole fuori dal proprio distretto. Grazie per la risposta.
      Ma far passare l'omologazione come semplificazione, quando si parla di religione, mi sembra una cosa sbagliata.

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  16. Oh, quant'è vero! Vedo il mio futuro nelle tue parole e quello che mi rende triste e anche un po' arrabbiata è che nel 2017 ancora si giudica una persona per le sue scelte in merito di religione... vergognoso!

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  17. Sfondi una porta aperta. Io ho due figli non battezzati, mia madre (che penso da almeno trent'anni vada in chiesa solo in occasione di funerali) mi ha tenuto un muso così per mesi "perché è tradizione"... Dulcis in fundo, la scuola materna dove mio figlio piccolo, insieme ad altri tre, non faceva religione: a) faceva seguire lo stesso l'ora di religione ai nostri quattro atei, naturalmente a nostra insaputa b) una volta emersa la faccenda (dai bambini stessi, che a casa raccontavano copiosamente le vicissitudini di Adamo ed Eva e compagnia bella) le maestre si sono stupite moltissimo che noi lo considerassimo un problema e c) alla lezione successiva, i quattro atei sono stati fatti uscire dall'aula per andare a disegnare nell'altra aula (grande alternativa, direi), e quando hanno chiesto il perché gli è stato risposto: "chiedetelo ai vostri genitori". Ribadisco: scuola MATERNA. Comunale.

    Mommybabu (non ho mai commentato, ma ti leggo da anni!)

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    1. Questa cosa che la dottrina sarebbe innocua, manco fosse cultura generale, mi atterrisce.

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  18. ecco rispetto a questo sono felice che i miei bimbi cresceranno in Francia! Poi penso a storiacce tipo il burkini e mi rideprimo.

    (La mia nipotina "Prima" ora dodicenne e iper-mega-indottrinata mi ha detto una volta un paio di anni fa che le crisi di rabbia di mio figlio erano la voce del demonio perchè lui non è battezzato o.O chissà se anche quello gliel'ha suggerito qualcuno... )

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  19. Sei una madre oscena. Sta cosa di pensare con la tua testa non riesci proprio a smetterla, eh?
    Quand'è che inizierai a pensare come tutti gli altri?
    Vai subito a metterti in fila per i vaccini, in omaggio ti diamo anche un cheeseburger. Mangia che è buono! XD

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  20. Io e mio figlio il giorno delle due ore (due cazxo) di religione:
    Io: "Oggi vengo a prenderti prima"
    Lui: "Perché?"
    Io: "Perché c'è una materia a scuola che ho deliberatamente scelto di non farti fare, perché reputo che sia inutile per la tua educazione e dannosa per la tua formazione"
    Lui: "Non ho capito"
    Io: " È una materia dove cercano di fare propaganda e indottrinare"
    Lui: "Mamma che stai cercando di dirmi?"
    Io: "Scusami tesoro, è solo che vogliono spacciare per verità un falso storico"
    Lui: "Un falso storico è tipo una leggenda?"
    Io: "Sì, più o meno sì"
    Lui: "Quindi esco prima?"
    Io: "Sì ti vengo a prendere prima"
    Lui: "Ma tutti escono prima?"
    Io: "No tesoro solo tu!"
    Lui: "Evvai... grazie mamma!"

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  21. Sai che su questo argomento proprio non andiamo d'accordo. Ma non è tanto per l'ateismo. A me dispiace immensamente (e lo dico con trasparenza) che quelli che hai incontrato ti abbiano trasferito il concetto che la religione cattolica sia incentrata su vergogna e peccato. So che è quello che è stato inculcato nelle nostre nonne e in parte nelle nostre madri ma è un modo di interpretare la questione sbagliato e superato quasi del tutto. Perché il cristianesimo è religione di gioia, non di sofferenza. Mi dispiace proprio tanto, ma sul serio, perché penso che ti abbiano tolto la possibilità di scegliere con serenità rispetto alla fede.
    Detto questo credo che ci siano tante pressioni dalle due parti reciprocamente. Spesso quando dico che ho voluto sposarmi in chiesa perché credo ai Sacramenti vengo investita da derisione e sarcasmo per esempio, a volte si sfocia direttamente nell'offesa rispetto al mio credere.
    Che poi, tutto questo reciproco livore proprio non lo capisco. Ho sposato un ateo convinto che non è mai stato battezzato figuriamoci il resto... e ci siamo sposati in chiesa con il rito misto nel rispetto di tutti e due. Avendo figli non credo che li battezzeremmo, sempre per il rispetto dei nostri diversi sentire. Ovviamente questo apre la porta ad infiniti discorsi.
    Va beh, ho scritto un fiume probabilmente sconclusionato ma sai che questo argomento mi sta molto a cuore. Scusa.

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    1. Capisco il tuo punto di vista e credimi o no, apprezzo il vangelo e ritengo universali molti degli insegnamenti di Gesù. Tutto questo però, non l'ho riscontrato nell'istituzione della chiesa.
      E le pressioni reciproche non puoi considerarle paritarie, se non sul piano personale, perché la chiesa ha una forza politica, economica e quindi propagandistica che gli atei non hanno (a meno che non vogliamo paragonare l'uaar alla chiesa).
      Inoltre per quanto vergogna e senso di colpa non sono il focus dell'insegnamento, certo sono un mezzo di persuasione molto usato e secondo me il fine in questo caso non giustifica i mezzi.

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    2. Hai ragione, spesso l'istituzione chiesa razzola molto molto male. Credo di averlo già scritto qui da qualche parte che è una cosa questa che mi fa star male e mi fa salire la rabbia per lo spreco e l'incoerenza.
      Parlo ovviamente a livello personale e credimi non stavo cercando di convincere nessuno. Detesto il proselitismo, non ha alcun senso, tentavo solo di esprimere un mio sentire a riguardo.
      Ammiro le persone come te che si pongono delle domande e che vivono coerentemente con le risposte che si danno, e sono straconvinta -ma nel profondo- che da te c'è da imparare. Il fatto che le tue risposte e le mie non collimino è irrilevante, ma davvero.
      Mi piacerebbe davvero tanto parlare con te "dal vivo", ho la presunzione di credere che riusciremmo a capirci pur rimanendo tutte e due della nostra idea.

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  23. La fede non si insegna né si spiega razionalmente. C'è l'hai o no. Il punto è questo.
    I miei figli non sono battezzati, mai hanno subito discriminazione per questo.
    Ma che senso avrebbe avuto battezzarlo o fargli frequentare catechismo?
    Emanuela

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  25. In Italia essere cristiano significa essere cattolico.
    Io, straniera, credo in Dio, Gesù, ma no ho fatto battesimo a la mia bimba, no andiamo in chiesa, non prego - parlo con Dio, no abbiamo rosario in casa, no prego ai santi, niente rittuale, niente di quello che voi siette abiatuati. E per tanto obbligo religioso, piano piano il italiano è stanco di tanta merda cattolica ed ha lasciato a Dios nell camino, perche hanno confusione come si Dios fosse la Religione.
    Io credo in Dio con la forza dell mio cuore, sono cristiana (senza denominazione) e vivo la mia vita felice.
    E mi fa ridere che tutte quelli che mi chiedono "ma la bimba ha fatto il battesimo?" e io rispondo che no. Mi guardano strano come se questo fosse una eresia, ma loro non leggono la Bibbia da piu de 20 anni..... Quindi sei veramente cattolico o sei solo una pecora?

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  26. Sono l'unica fortunata ad avere due figli non battezzati di cui uno per il secondo anno di materna non fa l'ora di religione e nessuno mi ha mai detto niente in proposito?! E vivo pure in un piccolo paese di provincia.... vedremo come si evolveranno le cose alle elementari ��

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