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domenica 24 aprile 2016

Femminilità

Ultimamente basta poco per mandarmi in para: è che sono molto stanca, e poi mi si dice tutti che mangio troppo poco, dunque mi sento un po' inerme.
Nelle scorse settimane sono un po' entrata nel loop della femminilità. Cioè, mi chiedevo che cos'ho io di femminile, e bè, ci ho messo due settimane per rispondermi che di femminile ho l'aspetto e il femminismo.

Se femminile vuol dire che è "caratteristico della donna", allora io credo che il femminismo è molto femminile, perché per un uomo è difficile, a volte, mettersi nei panni delle donne. Come anche viceversa eh, non dico mica.
Ci vuole molta empatia e molto amore. Oppure ci sono quelli che oltre all'empatia vantano un pensiero rigoroso oltre la media, tipo lui.

Quando penso a me stessa come donna però, mi balzano alla testa tutta una serie di preoccupazioni indotte e di stereotipi culturali. E anche cose spiacevoli che hanno modificato radicalmente la percezione che ho di me stessa, per esempio gli abbandoni.
Devo averci anche una forma non del tutto consapevole di fastidio nei confronti di me stessa. Mi maltratto. Se mi chiedete se mi disprezzo io vi rispondo che no, mi sento abbastanza ganza. Ma poi mi vedete che senza accorgermene incrocio fortissimo le gambe e le braccia, e poi mi arrotolo una ciocca su un dito e mi strappo i capelli.


Mi sono detta che dopo questa faticaccia che mi aspetta, il trasloco, mi merito meno maltrattamenti e un po' di tranquillità, e sto pensando a un'estate dove la mia unica preoccupazione sarà l'aperitivo o la vacanza che forse, spero, vediamo come sta il conto in banca, potrei fare da sola in autunno. Ma l'ho solo detto, capite. Di qui a farlo ce ne passa.
Nei giorni scorsi mi chiedevo perché mi sento femminile ma non desidero essere seduttiva. Non mi interessa o ho paura di essere rifiutata, non so, ma è così. Non faccio mai niente per piacere, anzi, sono un'autosabotatrice professionista. Si vede che il mio cervello ancora quel clic non l'ha fatto, si vede che non è ora, che non sono pronta.
Quando ho a che fare con dei ragazzi naturalmente seduttivi, che la fanno facile, che sanno dove inizia e dove finisce il gioco, mi sento a disagio. Io non so, il gioco, dove inizia, né dove finisce. Per me niente è un gioco.
Mi sono anche detta, ma se provassi a fare qualcosa che mi piace e mi fa sentire femminile, ma che non preveda che io debba sedurre qualcuno? Non so, un corso di danza. Ma mi manda in para l'idea di esibirmi. Quello è proprio uno di quei muri su cui sbatto la testa da tutta la vita.
Allora ho detto: sarebbe figo fare qualcosa tipo danza del ventre oppure perché no, anche una roba afro. Ma la cosa che mi piacerebbe di più in fondo è tipo hip hop. Che non è proprio da signore, anzi, qui dalle mie parti sono tutti maschi piccoli, ragazzini. A me però piace quello.
Stavo pensando che la mia femminilità in fondo esiste, anche se non accetta compromessi con il sistema che le dice "se non vuoi essere sexy allora non sei femminile".
Sono femminile anche se a casa sono "il capofamiglia". Anche se a volte mi sono sentita dire "Un uomo accanto a te è inutile".
Sono una femmina perché sono sottile anche se non sono fragile; perché ho fianchi rotondi anche se non sono formosa; perché metto le minigonne anche se mi imbarazza se mi guardano; perché sono una mamma anche se sono distratta e poco presente e non so fare i biscotti; perché sono femminista ma non odio i maschi.
Ho letto questa bella intervista all'artista Diane Goldie (attenzione perché fa un po' piangere) e concludo con una citazione.
"Non sono scopabile? Va bene, non sono qui per essere scopata" 

13 commenti:

  1. Bellissima l'intervista. Bellissimo ciò che hai scritto.

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  2. L'intervista a Diane Goldie è bellissima e hai ragione, fa un pò piangere perchè centra un sacco di punti importanti. Amare e rispettare le donne che siamo diventate a partire dalle bambine ferite che siamo state è un casino... a volte, ho paura che ci vorrà tutta la vita... Abbiamo vite diversissime e non ti conosco, eppure ti sento vicina. Un abbraccio a te.

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  3. Una volta un collega anziano mi ha detto "è bello lavorare con te, perché pensi come un uomo".
    Lui forse voleva farmi un complimento perché nello studio c'erano state delle colleghe che si erano fatte la guerra e questo gli aveva creato molti problemi.
    Ma io che sono sempre stata iperfemminista, seconda di tre sorelle, figlia di madre con 4 sorelle e padre orfano di padre cresciuto in un gineceo, ci sono rimasta malissimo e gli ho pure risposto piccata, anche se forse non se lo meritava, invece di chiedergli cosa volesse dire pensare come un uomo. Ancora adesso me lo chiedo, ma non credo sia un complimento

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    1. Credo che dal suo punto di vista fosse un complimento. E siccome non vuol dire molto come frase in sé, propongo di considerarlo un complimento anche noi.

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  4. hai scritto cose che mi hanno fatta pensare un po'...
    la realtà è che chiedere a noi stesse cosa fa di noi stesse delle donne, è una delle cose che più ci importa e più ci mette in difficoltà... è un dato di fatto

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  5. Polly gesùcristo! Ti voreei lasciare un commento del tipo "cazzo dici, secondo me sei fighissima" senza sembrare nè un marpione nè un cretino, ma il commento di V@le qua sopra mi ha mandato in paranoia, quindi non so che parole scegliere ma l'importante è che il messaggio sia arrivato.
    E' arrivato?
    Poi, eh, io credo che se vedessi una (bella) ragazza che stringe forte le gambe, s'arrotola una ciocca di capelli e se la strappa potrei impazzire.
    In ogni caso, a me sembri femminile ma (per fortuna) in maniera vagamente alternativa, poi la smetto coi complimenti che mi sto dando fastidio da solo.
    Ecco, ogni tanto sembri anche una stronzetta acida, ma immagino faccia parte anche quello dell'essere femminile.
    Ho finito, saluti.

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    1. Grazie Bill anche se temo che dal vivo e con alcuni maschi, temo di essere più stronzetta acida che la tipa alternativa paranoide e blablabla che mi sento. Però grazie <3

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  6. L'intervista di cui parli, che ho letto e che ho pensato di condividere, ma poi no non l'ho fatto, è molto bella. Ma qualcosa nelle sue parole... non so non mi è piaciuto. Sicuramente la traduzione, ho pensato. Oppure un certo percorso comune dal quale sono stata infastidita, perché è vero le vittime di abusi ci mettono un sacco di tempo a elaborare, quando lo fanno. Ovviamente.
    Io non sono mai stata una troppo "femminile". Non sono mai stata quella figa del gruppo. Mai quella con la fila fuori. Ho fatto per anni un lavoro di solito fatto da uomini, e i miei colleghi erano tutti uomini. Forse perché ero l'unica donna nei paraggi che flirtavano con me... ahhahah
    Scherzo dai. Bellissimo Post.
    Anche io ho deciso il mese scorso di fare qualcosa per questo mio corpo. E devo dire che funziona, allenarsi con delle amiche, fuori. L'erba sotto di sé e il cielo sopra. Incomparabile. Vieni anche tu!Non è come fare danza, ma ti giuro che funziona. Non so.
    Polly la femminilità è comunque insita in ognuno di noi. Anche se non la vedi, c'è. Gli altri lo sanno.

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    1. A me dell'intervista ha dato noia il fatto che ha detto cose molto dure in maniera molto diretta. Cose che nessuno di noi vorrebbe ascoltare, come "pedofilo".
      Oddio, allenarmi, io? Faccio pant pant se salgo una rampa di scale. :)

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  7. A me un pochino preoccupa che in due post di fila nelle prime righe ci siano le frasi "mangio poco" e "sono stanca".
    Farò la nonnina della situazione, ma tesoro, cerca di mangiare di più, la rinuncia al cibo è un loop pericoloso (e aumenta la stanchezza ovviamente, non serve dirlo). E se sei stanca cerca di tirare il fiato, non so come ti stai organizzando in settimana, magari potresti dormire lì un paio di notti... un abbraccio. Ro

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  8. Lo diceva anche Rosi Bindi a un certo presidente del consiglio, anni fa...

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