Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Orlando, V. Woolf: inno alla bisessualità

mercoledì 24 giugno 2015

Orlando, V. Woolf: inno alla bisessualità

Ho finito da poco Orlando di Virginia Woolf e mi sono, come sempre, lasciata tentare dall’acchiappare un nuovo romanzo in biblioteca (un Saramago, trecento pagine di seghe mentali e di muro di testo, solo per gente che ci sta dentro ;)) anche se ho qualcosa come sei saggi sul comodino. Dovrei essere meno anarchica, leggere con più metodo.
Una volta per esempio avevo solo il filone letteratura latino americana e quello sugli anni di piombo; per tutto il liceo ho avuto solo il filone classici della letteratura europea tra 800 e 900.
Oggi ho all'attivo millemila filoni: tipo letteratura europea e americana del novecento (aw! È un filone enorme, lo sapete vero?), scrittura e comunicazione, il sempreverde anche se trascurato filosofia politica (enorme anche questo, comprende lotte operaie e sindacali, economia politica, economia del lavoro, terzomondismo, storia del boicottaggio eccetera eccetera). Capite che non mi passa più.
Anyway, Orlando è stata un'ottima scelta. Ci avevo fatto un v-log ma purtroppo non ho il tempo per montare qualcosa di piacevole per voi e adatto a Youtube: è un’attività davvero time consuming, soprattutto sapendo che devo ancora imparare tutto.
Al mio blog servono nuovi stimoli e un nuovo template? Decisamente sì. Ma anche sticazzi.
Dunque di Orlando vi scrivo, anche se avevo provato a parlarvene.

Orlando è il testo che tutti i cross-gender dovrebbero leggere. No, è anche un romanzo che fa ragionare tantissimo sul tema del genere e della sessualità, in termini soprattutto culturali, visti i tempi. Ma se Virginia avesse scritto negli anni 60 o 70, c'è da scommettere che ci avrebbe parlato abbondantemente anche del clitoride e del sesso omo o eterosessuale. Invece è stato pubblicato nel 1928, e io credo che porti comunque con sé un pensiero rivoluzionario.
Orlando è un romanzo che vuole imitare lo stile biografico malcelando elementi fortemente autobiografici: parla di un nobiluomo inglese del 1600 che un giorno si risveglia donna (conserverà sempre di nome Orlando, delizioso particolare), la quale vive le sue mille personalità, sfaccettature, amori e avventure tra il 700 e il 900. Ci avevate pensato, ad esempio, che se, uomo del 1600, foste diventato improvvisamente donna, non avreste più potuto muovervi con agilità a causa delle lunghe sottane, e avreste dovuto improvvisamente evitare le bestemmie? Dunque come si sarebbe potuta sentire una persona col corpo di una donna e lo spirito di un uomo? E come si sente una persona che, libera per natura di potersi innamorar di chiunque, si deve limitare, per convenienza, ad amare persone di sesso biologico opposto? E che succede se una donna che è anche un po' uomo si innamora di un uomo che è un po' donna?
Il romanzo secondo me è anche una riflessione sull'evoluzione della letteratura e delle professioni letterarie. Credo che il personaggio Greene sia la personificazione di queste ultime.

La trama, al contrario che in Gita al faro e altri romanzi di Virginia, è molto ricca, a volte confusa, pesante. Ogni avventura reca con sé una riflessione e mette in evidenza un aspetto del carattere del versatile Orlando, mostrando tra l'altro quanto le convenzioni legate al genere siano un fatto storico e culturale, quando invece la persona, in sé, reca mille personalità.
Leggo che è stato girato un film, ispirato da questo romanzo: mi chiedo come sia possibile, visto che in Virginia Woolf, la protagonista è sempre la penna di Virginia. ;)
Cito comunque per completezza e me lo procuro: si chiama Orlando, è del 1992, la regista è Sally Potter e la protagonista è Tilda Swinton.
Orlando è dedicato alla nobile Vita Sackville-West, passione dichiarata di Virginia. Leggo anche che anche la nostra Vita Sackville-West si dedicò alla scrittura di racconti sulle sue numerose relazioni omosessuali, in particolare quella con tale Violet Trefusis, descritta in Challenge.

Devo dire che Virginia Woolf l'ho scoperta tardi, per certi versi è una certa palla, se la confrontiamo ai ben più avvincenti romanzi contemporanei (per esempio a quegli americani che vi piacciono tanto), che hanno ritmi cinematografici anche se spesso non ci raccontano granché sull'essere umano, mi sta dando soddisfazioni enormi.
Insomma, la consiglio a:
-femministe come me;
-persone interessate agli studi di genere;
-persone che vogliono ragionare sulla sessualità e sul genere e sono disposti a uscirne più confusi di prima e con un'unica verità in tasca: ognuno è diverso;
-persone appassionate di letteratura che non vogliano sfoderare, a cena con gli amici intellettualoidi, i soliti Franzen o D.F.Wallace, ma essere ben più hipster degli hipster.

Che dite, rientrate in una di queste categorie?

20 commenti:

  1. Non ho mai letto Orlando. Vidi solo il film, e posso dire più di vent'anni fa. Non lo capii molto all'epoca. Troppo pischella. Per capire certe cose. Magari faccio un salto all'usato a cercarlo. Qui c'è una libreria di usato strafighissima, enorme. È di una vecchina con cui intrattenersi in chiacchiere letterarie ben lungi dall'essere hipster. E sa, senza utilizzo di computer, dove sono tutti i volumi. Incredibile.
    Grazie della dritta Polly.

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    1. se vengo a rimini mi devi assolutamente dire dov'è :)

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  2. Ti dirò, io e Franzen non ci siamo presi granché, ho fatto una fatica immane a finire le Correzioni. Ho appena iniziato Wallace, su consiglio di una persona di cui mi fido, e vedremo che sarà.
    Della Woolf non ho mai letto nulla perché, come dici tu, mi dà una certa idea di pesantezza. Prima o poi bisognerà rimediare.

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    1. In Liberta' c'è un passaggio grandioso. per il resto anche a me franzen non dice niente. soprattutto nei romanzi prima del successone. troppo impegnato a compiacere. Faulkner diceva di hamingw che non metteva nei suoi romanzi nessuna parola che il lettore dovesse cercare nel vocabolario per non infastidirlo. ecco piu' o meno. wallace, se intendi david foster, dico evviva evviva. quando uno incappa a caso nelle brevi interviste con uomini schifosi ha fatto tombola.

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    2. Raga, io non ho detto che franse e df wallace fanno cagare, ma che sono hipster. :)
      (tipo le correzioni non mi è dispiaciuto ma non mi ha fatto desiderare di proseguire con l'autore, mentre di dfw ho letto quello della crociera e l'ho adorato, poi La ragazza con l'orecchino di perla e l'ho trovato a tratti molto piacevole (tipo la prima storia), a tratti inutilmente volgare e fastidioso. Dunque al momento mi sono fermata con l'autore, ma non escludo di riprovarci.

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    3. maledetto correttore ortografico :)

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    4. si', le correzioni e' un inutile prolasso commerciale. leggi le brevi interviste di wallace. tipo "la persona depressa". alla fine la odi la persona depressa.

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  3. spassoso orlando, ma il top della W e' gita al faro, almeno secondo me. secondo lei era le onde, ma diobono se le e' venuto male ("come" e' per i cattivi poeti, diceva De Luca da qualche parte, e maronna se e' vero. le onde sono tutto un "come".). invece sarei curioso di quel saramago. quale sarebbe? tanto per capire.

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    1. ho riso molto, perchè, se leggi l'Odissea, noti che è tutta un "come"...! con buona pace di De Luca! :D
      Barbara

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    2. @alpexex: bè: sega mentale di trecento pagine, muro di testo e "solo per chi ci sta dentro", potrebbe essere la mia recensione di quasi tutti i meravigliosi romanzi di Saramago che ho letto. Nella fattispecie: storia dell'assedio di lisbona.
      @Barbara: suppongo dipenda anche dalla sensibilità del traduttore. Ma costui ce l'ha con la parola come o con la similitudine in generale?

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    3. @barbara ...si', e allora...? (oggi dovrebbe essere giovedi', puoi dire a mamma di aggiungere un posto in piu' a tavola)
      @polly ...evviva, ci sto dentro! (anche se a storia dell'assedio di lisbona effettivamente non ci sto poi tanto dentro).ps no, niente da fare, non si puo' nel caso specifico incolpare il traduttore. le onde e' na sola pure in inglese. pps costui ce l'ha con i cattivi poeti. suggerisco la lettura del racconto in alto a sinistra, sempre di costui.

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    4. Mi dispiace che il mio commento abbia suscitato una risposta piccsta da parte di alpexex, non volevo essere polemica. Contestualizzo il motivo per cui mi ha fatto ridere la citazione di De Luca: molti anni fa, primi anni 2000, leggevo manoscritti per una casa editrice, e il mio campo di specializzazione era la poesia; il mio lavoro consisteva nel redigere dei report argomentati su tutto ciò che mi davano da leggere. La maggior parte degli autori che inviava le proprie raccolte aveva sicuramente scritto più poesie di quante ne avesse mai letto in vita sua. C'era un profondo bisogno di esprimersi, ma una totale mancanza di mezzi espressivi, come un pianista che suoni con un dito solo. Ci sono straordinari musicisti e scrittori autodidatti (prendi Saramago!), ma difficilmente musicisti e scrittori improvvisati e inconsapevoli (almeno, a mio avviso). Non sto dicendo che ci vuole l'accademia, eh: sto dicendo che per fare un lavoro artigianale come la scrittura devi imparare ad usare gli strumenti del mestiere. Ecco, la frase di De Luca mi fa tenerezza, perchè il mondo pullula di cattivi poeti che - a prescindere dal'uso delle similitudini- non hanno proprio idea del fatto che la poesia richieda un minimo di competenza artigianale. In questo contesto il ricorso alla similitudine mi sembrava un peccato venalissimo! Tornando a Virginia, anche per me il migliore è "Gita al Faro". Mi piacciono molto anche i suoi saggi brevi (tipo "una stanza tutta per sé"). Un abbraccio e scusami perchè è la prima volta che commento un tuo post e ne è venuto fuori un pippone off topic. (sempre Barbara)

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  4. ...ehm no


    Dannazione, i romanzi di Wallace devi farteli.
    La scopa del sistema è più accessibile, con Infinite Jest ci lasci il cervello. Ma è un folle lunghissimo trip assurdo.

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    1. Bill , lui è in lista da anni, il problema è che viene continuamente superato :)

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  5. Il film l'ho visto,era davvero pesantissimo.L'ho guardato solo perchè adoro la Tilda Swinton ;)

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  6. Lo so che sono monotona, ogni volta che passo d qui il mio commento è: Oddio, quante cose devo ancora imparare.
    Mi dispiace, anche questa volta non cambio idea: Oddio, quante cose devo ancora imparare.

    Di Virginia ho iniziato a leggere Una stanza tutta per sé, perché sto finalmente progettando la mia :)

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    1. Ma sai, la letteratura è così vasta che non basta una vita per imparare. Al massimo puoi aspirare ad essere un'esperta di V. Woolf :)

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