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Bridget Jones e io

Una decina di anni fa ero una studentessa di scienze politiche, classe diritti umani, nonché commessa di Intimissimi, nonché fidanzata storicamente, mai stata senza, in pratica. Avevo avuto un morosino super tenero per tutto il liceo che mollai per colui che è diventato il padre delle mie figlie, nove anni più di me, allora gran figo e psicopatico ben celato (sto scherzando).

Ricordo questo sabato sera che non avevo nulla da fare, che io e mia madre andammo al cinema assieme, evenienza che aveva dell'eccezionale perché io e mia madre, prima che io diventassi madre a mia volta, non ci parlavamo, a parte a volte per iscritto. Davano Il diario di Bridget Jones ed erano i tempi in cui al sabato sera i multisala erano pieni e si acquistavano anche le caramelle, quelle che ora porto da casa, almeno finché non trovo lavoro come prostituta. Insomma, ci beccammo un posto in prima fila.
Bridget Jones, almeno a me, eterna fidanzata, ma credo a tutti in realtà, sembrava una sfigata atomica. Un culo imbarazzante, non ne azzeccava una, si rendeva costantemente ridicola.
L'ho riguardato per caso l'altro pomeriggio a casa di Serena, e ho notato, dieci anni dopo, un paio di preoccupati somiglianze con la mia persona, oggi trentenne come lei all'epoca, nonché single irredenta, non esattamente per scelta.

1) Non sono né bella né brutta
Trent'anni, secca, senza tette, tutte le volte che qualcuno mi ha detto che ero bella, sapevo di per certo che voleva portarmi a letto nel più breve tempo possibile, onde poi accorgersi che avevo tre bimbe e in futuro mi sarei potuta rivelare una gran palla. Dal canto mio, non ho mai fatto il minimo sforzo per trattenere qualcuno che se ne andava. Solo una volta sono stata un po' male e gli ho scritto una email molto sentita, sbagliando indirizzo. Il giorno dopo passai la pausa pranzo vagando per il cimitero sotto all'ufficio, indecisa se stare di merda o morire dal ridere pensando al tizio che aveva ricevuto per sbaglio la mia email.
In ogni caso, tornando al tema del mio aspetto fisico, sono quel tipo di ragazza che più passa il tempo, più se ne sbatte i coglioni di essere brutta o bella o nessuna delle due cose.

2) Sono un po' fuori dalle righe
Non che io faccia continuamente figure di merda plateali come Bridget, però ecco, mi definiscono una strana. Me ne sto nel mio mondo, a volte ostinatamente silenziosa, altre meno, tricotillomane accanita, poi a un certo punto qualcuno tira fuori uno dei miei argomenti e io aggrotto la fronte, divento aggressiva, nichilista, disfattista e anche vagamente pressapochista. Se si parla di qualcosa che io associo al capitalismo, qualunque cosa dica il mio interlocutore, lo taccerò di essere un imperialista di merda.
Oltre a questo difettuccio, mi rendo ridicola ogni volta che per qualche motivo perdo le lenti stropicciandomi gli occhi, ogni volta che come un'imbecille dimentico il pin della carta di credito nei momenti topici della mia esistenza, ogni volta che non riconosco qualcuno (non so, mia madre), ogni volta che, cantando tra me e me, mi faccio prendere dal pathos e mi scopro riflessa sulla vetrina dei surgelati intenta a interpretare Dalida in pessimo francese.

3) Sono sentimentalmente perdente
Non mi è mai capitato di correre dietro a un uomo, nella neve, in mutandine zebrate, se non altro perché il mio status di Madre Italica ha rinvigorito il mio già esistente senso del pudore e della riservatezza, però ecco, che una dopo quattro anni sia ancora single, me lo dite sempre, non è normale (nota: cazzi vostri se pensate che non è normale).
Tuttavia sogno anch'io di sbaciucchiarmi con un fricchettone o con un nerd che mi voglia bene per come sono, però, per dire, se fossi stata Bridget Jones, avrei considerato Hugh Grant un coglione e l'altro contendente un fighetto con un palo nel culo e li avrei mandati a cagare entrambi.
In tutto questo, anche se la sera vado a letto con un pochino di freddo dentro, ho trovato una mia dimensione in mezzo a chi mi vuole bene, come Bridget coi suoi tre amici, accanto ai quali non sembrava affatto sfigata. E' così: pensi di aver fatto la cappella della vita, poi chiami quella persona, e tutto assume una dimensione comica, ridotta. Se hai qualcuno accanto invece, volte capita che ti chiudi al mondo esterno, non abbastanza unicornato, e pretendi da lui quello che se tu fossi single chiederesti a quattro amiche e un trombamico.

Secondo mia figlia comunque sarei "ancora in tempo" per fidanzarmi. Io dico di no.
E comunque, cambio l'agenda e trasloco il Priapo: fidanzato o no, andrà tutto bene.


Commenti

  1. Si...andrà tutto bene...

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  2. eccerto che andrà tutto bene! :D

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  3. Certo che andrà tutto bene... E comunque si, credo che tua figlia abbia ragione... Ma non perché tutti si aspettino che tu prima o poi ti rifidanzi, ma perché c'è sempre tempo per l'amore...

    Maira

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  4. nel frattempo buon anno! e andrà tutto bene :-)

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  5. Andrà piu' che tutto bene, perchè la cosa bella che sei tu, è che sei appunto tu, così, senza ancora un compagno.

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  6. Più Priapo per tutti!
    Andrà tutto bene, eccome.
    Un abbraccio a tutta la famiglia (anche dalla Purulla, che domanda di voi di tanto in tanto :) )

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  7. BJ è il mio mito. Lo so a memoria.

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  8. troppo vero che a volte avendo qualcuno ti chiudi al mondo esterno. ma che vuol dire "unicornato"?

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    1. Bellissimo ma immaginato, come un unicorno.

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