Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Pigliandoci in giro

venerdì 28 novembre 2014

Pigliandoci in giro

Io e mio fratello amiamo prendere per il culo la gente e la cosa a volte pare risultare leggermente fastidiosa, anche se non capisco perché.
Tipo mi ricordo che ci avevo un morosino, alle superiori, così tenero e buono da risultare spaziale rispetto a tutti quelli che ho conosciuto in seguito.

Una delle varie volte che traslocammo, lui ci venne a dare una mano. Delle volte mia madre era un po' così, no, per lei io e mio fratello eravamo come due suoi aiutanti, e visto che siamo sempre stati entrambi magrolini assoldò il terzo aiutante che facesse due lavori di fatica aggratis mentre lei non c'era. A dire la verità era magrolino pure lui però a differenza di noi ci aveva un babbo che faceva l'artigiano dunque era stato iniziato ai lavoretti di manutenzione (io sta roba non la faccio ancora, dopo molti anni che vivo sola. Tipo si rompe qualcosa e resta rotta per sempre. Casa mia credo ricordi un po' Cuba, decadente).
Dicevo, prima di perdermi, che lui era stato assoldato, tra le varie cose, per inchiodare al muro un tavolino Ikea a scomparsa. Era un aggeggio che quando non lo usavi potevi ripiegarlo in verticale, avete in mente le famiglie numerose degli anni 70 che ci avevano i letti a scomparsa in salotto, ecco, tipo così.
Lui dunque, inginocchiato a terra, armeggiava col trapano mentre io e mio fratello reggevamo il tavolino a un centimetro dalla sua testa, più o menfo all'altezza delle cerniere dei nostri jeans. Solo che eravamo occupati a parlare e uno di noi due perse la presa, procurando una tavolata al cranio di questo dolce ragazzino. Io e mio fratello cominciammo a ridere come pazzi, quasi rotolandoci a terra, mentre lui si incazzò come una iena, ancora non so perché.
Ai miei fidanzati, mio fratello non è mai piaciuto. Sai la gente è matta.




Le bimbe a volte tengono il muso, quando le prendiamo in giro, ma noi mica lo facciamo con cattiveria e comunque sono cresciute decisamente autoironiche, poi se vedo che soffrono smetto e chiedo scusa.
Camilla si arrabbia e incassa il collo dentro alle spalle, aggrotta le sopracciglia e gonfia le piume, per questo la chiamiamo Pulcinone.
Carolina invece se la prende e imbroncia il labbro superiore come fosse un becco, oppure fa snort.
Lucia invece ride sempre.  Oppure mena, se a prenderla in giro è una delle sorelle.
Il fatto che sono autoironiche comunque mi piace molto, perché se sbagliano non si martellano mai i coglioni da sole, come faccio io che metto in scena soap opera drammatiche ogni volta che non mi ritengo all'altezza. Tipo non so se vi ricordate ma quando Carol ha preso 5 in matematica io sono andata in crisi per settimane, lei pure, mentre quando la stessa cosa e' successa a Camilla e Lucia, loro e di conseguenza io, l'hanno presa in totale serenità e hanno continuato a dedicarsi al disegno, al canto e al thai chi.

Giustamente però a un certo punto hanno iniziato ad essere loro, a prendere per il culo me.
Non so, stasera avevano preparato con la nonna dei tortini.
"Che c'è dentro? Broccolo?" ho chiesto io addentando generosamente.
"Sì, ti piace?" ha risposto Lucia.
"Molto, brave"
"Mamma?"
"Mh"
"Volevo dirti che c'è anche un pezzetto di cavolfiore"
Inutile dire che provo ribrezzo per il cavolfiore e che mi sono girata verso il bidone della spazzatura, ci ho sputato dentro, e ho abbandonato il (delizioso) tortino.
Con loro che un po' ridevano, e io che fingevo di essere incazzata, perché voglio dire, lo sanno anche i muri che il cavolfiore mi fa schifo.

Hanno anche cominciato a fare come fa mio fratello, cioè che mentre dico cose serie mi interrompono per proferire: Times New Roman.

Però un po' mi sta bene. A casa nostra non si prende nulla sul serio.

4 commenti:

  1. Eh, Polly, volevo dirti che è un po' un'arma a doppio taglio, questa dell'ironia sempre e comunque, sia pure autoironia.
    Io sono cresciuta in una famiglia in cui l'unica maniera per relazionarsi a vicenda e comunicare era quella di prendere e prendersi per il culo, tutto sopra le righe, di tutto facendo conto che in fondo non importava poi tanto: la scuola, i professori, le fidanzate idiote degli amici, gli amici invadenti dei fratelli, le fidanzate presunte dei fratelli, le paturnie di mia madre.
    Solo che poi cresci e allora magari capita che ci siano momenti che avresti davvero davvero bisogno che qualcuno fosse disposto ad ascoltare un attimo con serietà e partecipazione le tue serissime paturnie, perchè prima o poi nella vita ci incappi e non è che puoi prendere tutto a ridere, sarebbe bello riuscirci, ma a volte avresti davvero solo voglia di piangerti un po' addosso.
    E allora scopri che sei completamente diseducato ad affrontare argomenti seri in famiglia, anzi sei ineducato ad affrontare seriamente qualsiasi argomento, e devi allora un po' cominciare da zero e imparare a trent'anni a gestire un nuovo modo di comunicare, e non è affatto facile.
    Comunque l'ironia è fondamentale eh.
    E' un salvagente utilissimo per la vita. Solo che non basta.

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  2. Non basta. Hai ragione, Suster. Perchè capita la volta che tutti attorno a te ridono, - o sghignazzano, che mille volte va bene, ma la millesima e uno NO - capita quella volta che vorresti essere presa sul serio e ciò di cui ridevi fino al giorno prima non ti fa più ridere e vorresti qualcuno che non ridesse con te. , ma che ti facesse anche un pochino piangere. qualcuno che ti prendesse sul serio anche nelle tue paturnie più ridicole. Emanuela



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  3. Ragazze, un post racconta un attimo, volevo portare la vostra attenzione su un particolare, un dettaglio, come succede nella pittura o nel teatro o nella musica. Il dettaglio qui era l'autoironia e non ci credo che negli altri 719 post che ho scritto non abbiate evinto che sono empatica :).

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    1. Non era una critica al tuo modo di essere e di porti nei confronti della vita.
      Solo una riflessione sul mio vissuto.
      Per quanto mi riguarda l'ironia spesso è una difesa perché sono assolutamente incapace di affrontare alcuni aspetti della vita in altra maniera.
      È giustissimo abituarsi all'autoperculamento. C'è chi non ne è proprio capace, e poveretti fanno anche un po'pena.
      Però per mia esperienza finisce che agli altri alla fine dai l'idea di una persona infrangibile e anche un po'inespugnabile dietro la tua fortezza di ironia (tipo iron-woman Ah ah), ed è un casino uscirne poi.

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