Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Mia madre e la cura della famiglia

sabato 9 agosto 2014

Mia madre e la cura della famiglia

Io e mia madre abbiamo due visioni difformi circa i compiti minimi dell'azdora, ovvero la donna di casa, la matrona romagnola tradizionalmente dedita alla cucina, all'energica cura e direzione dei sottoposti e al gioco della briscola.

Mia madre è sempre stata una tizia molto indipendente, testarda, quasi femminista senza saperlo, eppure l'ora di economia domestica a scuola e l'educazione a un ruolo fortemente connotato sessualmente, hanno lasciato il segno. Ma forse ancora di più la casa lurida in cui ha vissuto per diciassette anni.
Io invece ho sempre rifiutato fermamente lo stereotipo di genere, tipo m'incazzavo abbestia quando mio fratello stava in cortile a petto nudo e a me dicevano metti la maglietta. Tanto voglio dire, mai avute le tette. E insomma, andata via di casa a ventitré anni, ho coltivato con dedizione raffinate pratiche di extreme-housewifing come lasciare i panni bagnati in macchina mentre sono in ufficio per farli asciugare prima, o riesumare il grembiule di scuola, la domenica sera, dalla cesta dei panni sporchi e convincermi con il potere della mente che non è sporco, oppure anche aver educato la famiglia a portare i calzini spaiati per posizione politica.
Dunque io e mia madre finiamo per scontrarci su alcune cose, a parte che io dopo due anni da Intimissimi ho imparato a piegare le mutande da uomo meglio di lei, con una cura che rasenta il feticismo (va da sé che questa solerzia non è al momento necessaria).
Sullo stiraggio, che io pratico rarissimamente, dispensa consigli non richiesti.
"Mamma non mi fissare mentre stiro"
"Non ti stavo fissando, stavo guardando il vuoto"
"Vuoto che coincideva con la piega di questi pantaloni"
"Non ti va mai bene niente"

Ma è la cucina, il vero hot topic (ho rotto i coglioni con sto inglese).
"Mamma, in mia assenza potresti dare un po' meno da mangiare alle bambine per piacere?"
"Non sono grasse"
"Non sto dicendo che sono grasse, sto dicendo che la pediatra ha detto che vorrebbe vederle tra un anno non cresciute di neanche un etto"
"La pediatra sbaglia"
"Mamma, ti ricordo che anche il tuo medico ti ha detto di mangiare un po' meno, non si sbaglieranno in due"
"Insomma, mi hanno chiamato Olivia per tutta la vita perché ero magra e ora in menopausa una non può neanche ingrassare..."
"Mamma, non sto dicendo che non devi mangiare, sto dicendo che le bambine dovrebbero mangiare un po' meno. Ti faccio un esempio"
"Sentiamo"
"Siamo a un pic nic, giusto?"
"Eh"
"Hai portato dei panini arci-conditi, a tre strati"
"Eh"
"Bastavano quelli. Non c'era bisogno anche dell'insalatona, del formaggio, del prosciutto, della focaccia, della ciambella, delle caramelle, del cocomero e tanto meno della lemon soda"
"E' un caso, in genere mangiano solo la frutta, per merenda, vero bambine?"
[bimbe, da lontano] "Sì, dopo lo zabaione o il panino mangiamo la frutta"
"Mamma?"
"Eh?"
"Ti svelo un segreto: sono in ferie da una settimana, non mi hanno mai chiesto la merenda, e io non l'ho mai proposta"
"Poverine"

Io non so come uscirne.
Domattina, per dire, vado a Berlino da sola. Lei ha approvato (non che le avessi chiesto il consenso, peraltro), ma ha detto che mio fratello, da solo, non l'avrebbe mandato.
Mio fratello ha ventinove anni e vive da solo da quasi dieci anni.

ps. Questa prima vacanza da sola per me ha un discreto significato simbolico. Uno, sono sempre stata un po' cagasotto (Serena dice responsabile); due, ho saltato molti passaggi, nella vita, tra cui viaggiare come avrei voluto, per capire le cose dal vivo e non tramite la razionalità; e poi c'è la mia scarsa propensione all'utilizzo dei mezzi pubblici, questo mio perdermi spesso, che rappresenta un po' il mio aver sempre vissuto in provincia. Insomma, mi sono messa faccia a faccia con alcuni miei limiti e non posso che superarli e perdonarmi. Ce la faccio eh.

14 commenti:

  1. La vita è troppo breve per evitare i calzini spaiati.
    Mi dicono che perdersi ogni tanto fa bene... Buon viaggio ^^

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  2. Certo che ce la fai, non dubitarne.. ce l'hai fatta in cose ben più difficili.. Buone vacanze!!!

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  3. Viaggiare da sola (anche nell'organizzazione del proprio mondo) è il modo migliore, per quanto brusco, di trovarsi. Auf wiedersehen!

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  4. Certo che ce la fai!!Qui c'è un gruppo di sostegno tutto per te!

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  5. Ammazza che invidia! Mi hai messo in crisi perché sono in periodo di stanchezza cronica e mi è venuta voglia anche a me di andare via da sola, disertando la famiglia nel mio caso... inutile dire che è stato solo un sogno

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  6. Buon viaggio! sandra frollini ti leggo sempre

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  7. Hai avuto le gemelle a 22 anni e sei andata via di casa a 23? O forse qualche data non coincide con la soap opera che ti inventi?

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Potrei spiegartelo oppure potrei fottermene. Spetta che ci penso.

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  8. Buon viaggio! Interiore ed esteriore

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  9. Sei forte! Sii forte.
    Buon viaggio, Aporia.

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  10. Allora anch'io che ho paura di viaggiare, perché ho paura di perdermi, ce la potrei fare?

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  11. Io in realtà non ho paura...ho solo la certezza che mi perderò.
    In effetti ho avuto qualche problema d'orientamento, ma essendo sola m'è presa bene.

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