Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: La famiglia del giostraio

martedì 29 luglio 2014

La famiglia del giostraio

Domenica, giornata incredibile. Chiedo segni al cielo e mi arrivano segni a destra e a manca. Non li so interpretare. Anyway.
Domenica sera c'era meditazione della luna nuova. Questa volta eravamo in un cortile vicino al fiume, di fronte a un fuoco. Sono arrivata al tramonto e c'è questo punto dove si vede, a ponente, il sole rosso infuocato, sopra a questa pianura brulla, accanto alla strada statale Adriatica, che mi piace sempre molto.

Alla fine della meditazione un partecipante che non conoscevo, mi dicono un mistico, ci segna tutti, sulla fronte, con la sua sabbia speciale super potente. Io non sento nessuna energia, non mi posso dire una sensitiva e neanche una persona sensibile.
Dunque dopo la meditazione ci salutiamo, segnati in fronte dalla sabbia potente del mistico. Carichiamo i tamburi sulla macchina di Bea, l'acqua e il cocomero avanzato. Io dormo da Bea.
Mezzanotte è passata e io comincio ad accusare la mancata cena e il parco pranzo. In realtà avevo tentato di cenare in una baracchina della piadina, ma mi ero trovata nel bel mezzo di un'esperienza antropologica. Tanto per cambiare ero in ritardo, pensavo che forse una patatina fritta sarebbe stata la cosa più veloce da ordinare ma la piadinara aveva finito le patatine, dunque l'ho sentita andarle a prendere a casa (abitava a fianco della baracchina) dicendo "che palle", e la mancanza di ospitalità non è un tratto tipico dei romagnoli, risulta un po' sfasante, e infatti poi s'è ripresa. Resta il fatto che ho aspettato una vita le patatine, che peraltro facevano schifo, ed ero già in ritardo prima di ordinarle. Mentre aspettavo, e peraltro ero anche un po' in down, causa troppi prosecchi al matrimonio del giorno prima, sono arrivati due ultraquarantenni agghiaccianti accompagnati da due russe: uno vestito metallo pesante (con anche, sulla maglietta, la scritta "Sex drugs & rock'n'roll"), l'altro ubriachissimo, vestito da pseudo-santone. Una bella coppia.
Dunque dicevo, non avevo cenato.
Era quasi l'una e troviamo una pizzeria aperta. Vi dico peraltro che non sono una fanatica della pizza, ma questa incontrava davvero il mio gusto, poi sono aperti fino a notte fonda, e ci hanno anche offerto due dolci, nonostante avessimo consumato una sola pizza.
Mentre mangiavamo è entrata una donna. Bella, un po' sciupata. Strano, pensi, che una bella signora attorno ai cinquanta, se ne vada a mangiare la pizza da sola, all'una di notte.
Si siede, e si aggiungono a breve suo marito e suo figlio. Strano, pensi, che una famiglia con un bambino di una decina d'anni vada a mangiare la pizza all'una di notte.
La signora è sorridente ma non parla più di tanto, il marito invece si mette a chiacchierare con noi. E' uno di quei romagnoli simpatici della costa, dice che sta cercando la fidanzata al ragazzino e che la fidanzata potrà andare gratuitamente sul Bruco-Mela. Il ragazzino gli dice di piantarla, è serio e molto bello. Ha tre fratelli, tutti molto più grandi di lui.
Scopriamo che sono giostrai e d'estate vivono in riviera, vicino al Bruco-Mela; d'inverno stanno in una bella cittadina dell'entroterra, e  gestiscono la pista di pattinaggio sul ghiaccio.
Una vita tutto sommato regolare e abbastanza stanziale, con la scuola, i compiti, i sorrisi, e la crisi. E questa pioggia del cazzo, che tiene lontani i bambini dal Bruco-Mela.
La pizza in famiglia. All'una di notte.
Prima di uscire vado in bagno. Ho ancora un enorme segno rosso sulla fronte.
Scosto la frangia a Bea, ce l'ha anche lei.


2 commenti:

  1. Il mondo è bello perchè vario. O avariato, a seconda.

    Anonimo SQ

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