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domenica 15 giugno 2014

Tutti bisessuali

Recentemente ho letto su Internazionale un articolo molto divertente di Dan Savage (ma Savage è il cognome o lo pseudonimo? Boh) sulla bisessualità. Si chiama Bisessuali confusi.
Dice che solo il 28% dei bisessuali, contro più del 70% degli omosessuali, ha condiviso la propria identità sessuale con le persone che contano nella sua vita, e dunque non ha fatto nulla per "educare" la diffusa bifobia. La chiave, secondo Savage, è fare coming out.

In questo ragionamento, mi sono chiesta quanti sono gli eterosessuali che hanno fatto coming out con le persone che amano ("Mamma, devo confessarti che mi piace fare i pompini e che mi sento fortemente eterosessuale" oppure "Mamma, pensare a una scena erotica con una donna, e sottolineo una donna, mi provoca un'erezione"). Io no, per dire.
Ma fare coming out per educare o non fare coming out per difendere la propria normalità che non ha bisogno di essere dichiarata, è un argomento vecchio come il mondo. Niente da dire, ognuno ha una vita sola, e io rispetto tutti: i coraggiosi e gli intimisti.
Poi, Savage si addentra nel tema "che cos'è un bisessuale". Dice che la maggior parte dei bisessuali non si riconosce come bisessuale, in quanto preferisce un genere a un altro, e dunque si dichiara omosessuale o (non si dichiara) eterosessuale. Secondo il luogo comune, un bisessuale è attratto da due sessi in eguale misura.
Savage cita la definizione dell'attivista bisessuale Robyn Ochs:
“Mi definisco bisessuale perché riconosco di avere in me il potenziale di essere attratta — emotivamente e sessualmente — da più di un genere sessuale, non per forza contemporaneamente, non per forza allo stesso modo, e non per forza con la stessa intensità”.
Ma allora siamo tutti bisessuali.
Tra tutte le pratiche sessuali che possono fare due persone, ce ne sono tantissime che, tecnicamente, possono essere praticate indifferentemente da due uomini, due donne, o un uomo e una donna (dico baciarsi, fare genericamente l'amore, avere rapporti orali, eccetera eccetera). Chi può in tutta sincerità escludere di poter provare, potenzialmente, trasporto affettivo o sessuale verso una persona del proprio sesso, anche in minor misura rispetto, che ne so, al trasporto sessuale che proviamo nei confronti del sesso opposto?
Secondo questa definizione, se uno è etero al 99%, allora è bisessuale.
E allora di bisessuali ce ne sono parecchi, probabilmente la maggior parte delle persone: semplicemente la bisessualità è una categoria "cenerentola" e alle persone non piace identificarvisi, a prescindere dalla definizione tecnica di quella categoria, che è praticamente onnicomprensiva. Alle persone piace credere che l'amore sia per sempre e difendono quello che amano oggi, e raramente difendono la libertà di essere come potrebbero voler essere domani.
Rimane incredibile l'evidenza che una parola non ha solo l'opportunità di descriverci ma il potere di condizionarci. Definirci omosessuali o eterosessuali forse ci descrive ora, ma certamente ci limita in futuro. E una volta che ci diciamo omosessuali o eterosessuali, raramente ci mettiamo in discussione. Se ci definiscono eterosessuali di default, noi lo prendiamo per vero. Come quando una persona perde un arto: razionalmente sa di averlo perso ma inconsciamente si vede ancora con due mani, due piedi, e magari sente prudere l'arto che non c'è più. Perché si immagina con entrambi gli arti, e trasforma la sua percezione (palesemente falsa) in qualcosa di fisico, reale, che sente chiaramente.



Questa riflessione mi porta a un ulteriore punto di domanda. Penso alla recente pubblicità dei Quattro salti Findus: un figlio, di fronte a un gustoso piatto scongelato amorevolmente dal suo compagno, confessa alla mamma di essere omosessuale. Un po' semplicistico, come coming out, a dire il vero. Ma pare che ai gay della rete sia sembrato meglio che niente. Meglio che niente, che un marchio decida di rivolgersi anche a una discreta fetta di target spesso ignorata dalla pubblicità, ma con il portafoglio gonfio quanto gli altri.
Chissà se per arrivare finalmente a un mondo dove con chi facciamo sesso non è rilevante ai fini pubblicitari, bisognerà passare anche per la pubblicità bi-friendly. Ma prima in effetti i bisessuali dovrebbero riconoscersi come bisessuali, come dice Savage.
Magari a un certo punto una marca inventerà un prodotto per bisessuali e allora spenderà milioni per convincerci che siamo tutti bisessuali e lo siamo sempre stati, che esserlo è figo e che in definitiva abbiamo bisogno di quel prodotto.
Strange world.

Cito quello che ormai sapete essere l'uomo della mia vita, K. Vonnegut.
"Ho fatto qualche esperienza con l'amore, o credo di averla fatta, in ogni caso, anche se quelle che mi sono piaciute di più si potrebbero far rientrare facilmente nella categoria del "vivere civile". Ho trattato bene qualcuno per un po' di tempo, o forse anche per un tempo straordinariamente lungo, e in cambio quella persona ha trattato bene me. Non è detto che dovesse entrarci necessariamente l'amore".


11 commenti:

  1. Bell'argomento. difficile e spinoso. Io non credo che siamo tutti bisessuali, assolutamente. Io credo che l'attrazione prescinda dal sesso e si concretizzi solo con persone con cui scatta la famosa scintilla, poco importa che sia di un sesso o dell'altro. il sesso della persona è una categoria, ed è difficile, in ambito affettivo-sessuale, ragionare per categorie. Personalmente sono sempre sta attratta dagli uomini, mi piacciono le caratteristiche fisiche tipiche di un uomo, probabilmente per ché cerco la diversità rispetto a ciò che sono io. Non mi è mai capitato di provare "quel" tipo di attrazione per una donna, perchè, in un rapporto di coppia, voglio avere io la prerogativa del "femminile". Questa è una mia personalissima analisi. Non ho nulla contro chi prova attrazione per una persona del proprio sesso, ma appunto penso che un uomo che trova attraente un altro uomo, o una donna un'altra donna, sia attratto proprio da quell'uomo o quella donna, non dal "genere maschile" o dal "genere femminile". Poi non so, sta alla sensibilità della persona. C'è anche chi si rapporta in modo fungibile nelle relazioni affettivo-sessuali.

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    1. Mi sembra un buon ragionamento dire che ti innamori di una persona e non del suo genere. È per questo che dico che forse siamo tutti bi sessuali...anzi, visto che dire che esistono solo due generi è riduttivo, siamo tutti multisessuali. Parlo in senso possibilista, perché anche a me piacciono gli uomini.

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  2. Secondo me i bisessuali non fanno coming out perchè di bisessuali puri come da definizione, ovvero attratti in egual misura da entrambi i generi anche in senso affettivo, ce ne sono relativamente pochi. Ovvero, se sono maschio potrei aver piacere di prendere reciprocamente le misure ad un collega ma senza mai considerare di passarci la vita insieme, come invece potrei fare con una donna. A me per esempio piace ogni tanto frequentare le trans, e proprio per 'quel' motivo, ma la considero solo una preferenza confinata alla sfera sessuale e non affettiva. Magari anche per la maggior parte dei bi-sex è così, chissà...

    E' una mera preferenza di sesso, nessun etero o gay convocherebbe la famiglia per informarla che gli/le piace copulare sulla lavatrice o vestirsi da Batman durante l'amplesso.

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    1. Anche io credo che rendere edotti i propri familiari dei propri gusti sessuali sia un'inutile auto-violazione della propria privacy, però capisco anche le ragioni dell'articolo che cito. Dico solo che la definizione proposta è così ampia che il coming out di tutti coloro che pensano di poter ptovare affetto o attrazione per una persona del proprio sesso sarebbe davvero un paradosso.

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  3. "Ma allora siamo tutti bisessuali".
    Infatti. :)

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  4. a volte si è costretti qui sul webbw ad assumere personalità e genere diversi, anch'io a suo tempo dovetti
    farlo

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    1. ma quindi non ho mica capito se sei maschio o femmina XD

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  5. Io ho fatto all'amore con una ragazza una volta. E ne ho baciate parecchie di amiche donne. Che dire di me? Bi-Sex? Bi-Curious? Forse. Perché no? Credo che bisogna provare e mettersi alla prova per definirsi. E devo davvero definirmi? Che c'ho messo una vita prima di incontrare un uomo che fosse capace di fare cose che una donna sa fare di molto meglio... ;-)

    Anche io ho un''idea dell'amore che è trovare qualcuno con cui essere felici a tratti...

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    1. No, non credo che definirsi sia fondamentale. :*

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  6. Io anche feci l'amore con una ragazza una volta. Il problema fu che non mi piacque il sapore. E quindi lì finì la mia esperienza con le donne. Preferisco i maschi, decisamente, si.

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