Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Nevica sull'Italia a due velocità

giovedì 30 gennaio 2014

Nevica sull'Italia a due velocità

La neve è diventata parte del nostro clima.
Capisco che cinque anni fa non lo fosse, eh. Capisco i disagi di cinque anni fa (dico cinque in maniera forfettaria), quando sono cominciate quelle grosse nevicate tra gennaio e marzo. Capisco che ci siamo dovuti procurare le catene da neve e che io ho dovuto mettere assieme la faccia da culo per chiedere al primo passante di mettere/togliere le catene.
Capisco anche che cinque anni fa nel budget dei comuni non venivano previsti i soldi per riparare i danni della neve.
Ma che dopo enne nevicate, enne disagi, enne casini, le nostre amministrazioni non abbiano mai pensato a un piano antineve...boh. Oddio, forse l'hanno pensato. Appunto: pensato.
Invece quando nevica qui si continua a sperare che le strade principali siano agibili, e si continua ad affidare la propria sopravvivenza al segno della croce o a Priapo, a seconda del grado di blasfemìa del guidatore.

Non solo. Qui l'altro giorno abbiamo inaugurato la stagione dei disagi preventivi. Martedì il trasporto scolastico è stato sospeso. Perché, visto che non nevicava? diranno i più attenti di voi.
Semplice, perché le previsioni davano cinque centimetri di neve. E invece la neve è scesa mista a pioggia, non s'è attaccata alla strada, non ci sono stati scivoloni, né deragliamenti, né niente di niente, che io sappia. Il giorno prima la scuola non ha comunicato "Oh! Se c'è neve guardate il sito o telefonateci perché potrebbe non esserci il trasporto scolastico". No, la scuola ha detto "domani è prevista neve, quindi niente pulmino".
Per chi non ha un mezzo di trasporto alternativo al pulmino, calcolando che treno e autobus sono percepiti come delle gran botte di culo ("Oh, devo muovermi e c'è persino un treno"), la mancanza del pulmino è un disagio. Ora, un giorno di mancato servizio probabilmente non è un grave disagio. E' solo uno dei tanti a cui siamo abituati.



Il vero disagio però, è la doppia velocità a cui siamo costretti noi italiani.
Chi lavora nel privato garantisce spesso standard europei e sogna l'Europa. Ma poi arriva in ritardo perché il treno è soppresso, il pulmino non c'è, l'autobus è in ritardo, sono andata in posta e l'impiegata doveva prima finire la sigaretta, devo rifare la carta d'identità, prendo mezza giornata di permesso.

Tutto questo si traduce in una situazione kafkiana per l'italiano medio e per l'impresa media: quella che si vuole digitalizzare ma poi qui internet non prende, quella che vorrebbe lavorare per il pubblico ma poi viene pagata dopo due anni, quella che partecipa al concorso ma poi vince l'amico dell'amico, quella che deve destinare risorse per assolvere una burocrazia a volte medievale, che almeno se stai in Africa vai lì e paghi chi in quel momento rappresenta il potentato burocratico del caso (cit. Amartya Sen).

Ma va bene eh. In fondo in Italia si vive abbastanza bene, si mangia e si beve bene, c'è gente simpatica e locali dove divertirsi. Dice che c'è persino la Romagna Wellness Valley. Ok.
Ma mi viene spontaneo chiedermi se anche in Svezia sospendono il pulmino perché ilmeteo.it dice che potrebbe nevicare.
Non lo saprò mai.
O forse sì.

ps. L'Italia è anche la mini imu.
"Cgil"
"Buongiorno, mi passa l'ufficio fiscale?"
"Chiami domani"

"Cgil"
"Buongiorno, mi passa l'ufficio fiscale?"
"Non ricevono telefonate, dovrebbe venire fisicamente"
"Mi passi il fottuto ufficio fiscale"
"Ok"
"Salve, volevo informazioni sulla mini imu, avete tutti i miei dati, mi chiamo V.S."
"Spetti che cerco. Uhm, riesce a venire domattina?"

La mattina seguente. "Uh, la mini imu non la deve pagare. Sono sedici euro per il servizio"


20 commenti:

  1. L' Italia è anche il Paese dove ti OBBLIGANO ad avere un indirizzo di posta elettronica certificata (a pagamento) e poi, quando devi iscrivere tuo figlio a scuola (pubblica), al momento di indicare la tua e-mail, ti dicono, "no, non accettiamo indirizzi di posta elettronica certificata"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sei fortunata, dai noi manco sanno cos'è la mail, o perlomeno non la usano comunemente, e manco c'hanno il sito, solo una pagina web dal sapore primi anni novanta.

      Elimina
  2. parole santissime, non sai quanto ... l'Italia è il paese dove sopravvive chi ha più stomaco ... alle volte sono così stufa ...

    RispondiElimina
  3. Una volta chiusero un tratto dell'A24 per possibile neve. Manco a dirlo si limitò a piovere. Ecco perché la odio. Crea disagi pure quando non c'è!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è la neve a creare disagi quando non c'è, siamo noi...

      Elimina
  4. Vuoi sapere dei trasporti in Svezia? Esaudita!

    In Svezia, nonostante siano in prossimità del circolo polare artico ogni volta che c'è la neve i mezzi di trasporto sono inagibili. E se tu gli chiedi spiegazioni la risposta è "Perchè c'è la neve e... noi non ce l'aspettavamo!". Capisco se stessi facendo la stessa domanda alle Azzorre, ma in Svezia la neve non dovrebbe essere una inaudita novità, o sbaglio? Cosa fanno i pulmini non lo so, ma in 4 anni di pulmini non ne ho mai visti almeno qui in "città".

    PS: gli autobus in ritardo sono senza alibi ma se le ferrovie Svedesi sono in ritardo la colpa è degli Italiani. Gli Svedesi hanno comprato una (è proprio il caso di dirlo!) vagonata di treni Italiani che funzionerebbero benissimo in un clima mediterraneo ma che quando le tempeature si abbassano iniziano ad avere ogni problema del mondo (sembra una barzelletta ma è una storia vera). I miei colleghi me lo rinfacciano quasi quotidianamente. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ihih, in effetti sembra una barzelletta.

      Elimina
  5. Ah! Meno male che abbiamo i nostri sindacati a salvarci le chiappe...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E pensare che un tempo avevo la tessera.

      Elimina
  6. Io odioooooooooooooooo la neve!

    RispondiElimina
  7. guarda qui a Genova l altro ieri abbiamo rischiato la paralisi per 2 cm di neve... no comment... e mi autocensuro per quanto riguarda la faccnda Mini Imu

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Italia ogni motivo è buono per paralizzarci.

      Elimina
  8. Anche un mio amico che ha vissuto in Svezia mi dice che in effetti le leggende su quel Paese sono un po' pompate. Ad ogni modo, dov'era lui le cose sono sempre funzionate (anche se non fatico a credere ad appartamentosvedese!)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, forse ci sono un po' di leggende metropolitane.

      Elimina
  9. Il problema è che qui sembra normale il disservizio. Voglio dire, mi è capitato di arrivare con ore di ritardo per colpa del treno e mai che mi sia sognato di chiedere un rimborso. Si smadonna e si va avanti sempre.

    RispondiElimina
  10. L'Italia è quella che se hai un genitore in coma, il tribunale deve nominare un tutore di supporto e per fare questo ti chiede svariati documenti. Peccato che quando li vai a richiedere, ti dicono che o li richiede direttamente il tuo genitore in coma, o li richiede il tutore nominato dal giudice. A cui però dovresti portare prima i documenti....

    RispondiElimina
  11. Le hole...BUCO (del culo) e capisci perchè Kurt si è suicidato.
    Banderas si è messo a parlare con le galline.
    Sposare una bionda tossicomane non fa bene agli uomini.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  12. Ognuno è responsabile di se stesso. Anche kurt.

    RispondiElimina

attenzione: i commenti ai post più vecchi di 14 gg vengono moderati! A causa del troppo spam ho disattivato le notifiche via email per i commenti in attesa...ma prima o poi li modero.