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Il pluralismo dei sogni

No, vi giuro che qui non si parlerà mai di marketing.
Però vi scoccia se parlo vagamente della relazione tra sistema e spot?
Faccio seguito a un mio post su Genitori Crescono che, senza la pretesa di approfondire l'argomento, accennava all'annoso dilemma "la pubblicità ci condiziona o ci imita?", in chiave "familiare".

Stiamo in pratica parlando dell'uovo e della gallina. Secondo me la pubblicità ci ha talmente condizionato che ora le basta imitarci. Ci fingiamo famiglie da pubblicità per auto-considerarci socialmente accettabili. Poveri noi.
In realtà ci sono tantissimi fattori che condizionano i nostri desideri, e a mio avviso la pubblicità rappresenta uno tra i condizionamenti più forti.
Il nostro sistema (il capitalismo, sì, l'ho detto, abbattetetmi) è un sistema prima economico che sociale, il cui fine sono i soldi di pochi, e la maggior parte dei nostri sforzi va in direzione di quel fine (produci consuma crepa, devo averlo già detto ;) ). Tutto questo genera molti effetti collaterali estremamente positivi, riassumibili nella metafora del macellaio di Smith, il teorico del capitalismo: il macellaio mi procura una bistecca solo ed esclusivamente per il suo tornaconto, ma io ottengo una bistecca, e dunque questo è win-win (vince lui e vinco io).
Ma il capitalismo ha anche un paio di controindicazioni, tipo che non è sostenibile.
Un'altra controindicazione è che semplificando orribilmente, si vengono a creare dei meccanismi che ci rendono sempre scontenti e insoddisfatti. E' anche per questo motivo che sono nati i mommy blog. Le mamme hanno detto "basta, avete rotto i coglioni con questa pubblicità che ci fa sentire inadeguate, noi adesso andiamo su internet", ma poi anche internet è diventato un mezzo così mainstream, che, incredibile, io scrivo queste cose, e continua a esserci gente che mi chiede se posso pubblicare un comunicato stampa. Ma non andiamo off topic, va'.

La pubblicità è un mezzo altamente legittimato dal sistema che ha un fine, cioè, sostanzialmente, la vendita. Distinguere i fini e i mezzi è importantissimo, perché a volte i fini si fanno dimenticare, a volte i mezzi giustificano i fini.
Ad esempio accade che ci sono pubblicità veramente belle.
Io ultimamente guardo un po' di spot su youtube e alcuni sono pieni di lavoro, di professionalità, di creatività, di bellezza. A volte di arte.
Ma attenzione: il fine ultimo è sempre lo stesso.
Se prendiamo la pubblicità come un mezzo del sistema in generale e del marketing in particolare, ci troviamo di fronte al fatto che può capitare che in trenta secondi ci devono convincere che abbiamo bisogno di qualcosa di assolutamente inutile che hanno ideato e prodotto, e per convincerci, devono generano un problema che prima non avevamo (tu vuoi essere una donna degna del suo uomo! Per fare questo hai bisogno di avere una casa pulita!), che guardacaso può essere risolto dagli oggetti che ci propongono, en passant.
Il marketing ha a disposizione diverse forme di comunicazione, tra le quali i video, che sono un medium fortemente emozionale, e dunque persuasivo. A volte le tecniche di convinzione sono anche tecniche subdole oppure non esattamente esplicitate. Atte trasformarci, generazione dopo generazione, in individui adatti a permanere in questa società, motivati cioè a produrre, consumare e crepare. Consumare il loro prodotto, nella fattispecie.

Senza dunque mai dimenticare qual è il fine ultimo, pensavo a una cosa.
Al mezzo. In questo caso il video. Un mezzo che ci piace, ci diverte; un mezzo che trasmette anche bellezza. Un mezzo (la pubblicità, la comunicazione) che dà da mangiare a tante persone, compresa la mia famiglia.

Non potrebbe, questo mezzo, dare più spazio al pluralismo dei sogni?
Mentre il sistema pensa al macro (la sua autoconservazione), mi permette di pensare al micro (la mia felicità)?
Cioè, se io giuro solennemente che continuerò a produrre, consumare e crepare, posso nel frattempo essere davvero molto politicamente scorretta? Me lo concedono? Posso sognare tipo non so di fare la rockstar, anche se dovrei starmene lì buona nel target "mamme", senza procurare troppi grattacapi a chi sta studiando come emozionarmi e come convincermi?

Oh wait, pare di qualcuno il pluralismo dei sogni, lo prenda in considerazione (grazie a Barbara per la segnalazione).



ps. Blogger mi dice che questo blog è vicino al milione di pageview. Non sono esattamente una blogstar, però non è male, per una che se ne sbatte il cazzo di essere una blogstar ;). Grazie perché, visto che non potete matematicamente essere sempre d'accordo con me, siete pluralisti. Grazie anche al prezioso contributo degli amici troll e spammer.

Commenti

  1. Beh, è stupenda, peccato che non fossero tutti nudi ;)
    P.S. ottima riflessione!

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  2. Cara, certo che tu puoi fare e sognare quello che ti pare :-) Io sono anni che non guardo la tv ma solo film in dvd o scaricati e non vedo mai pubblicità così i condizionamenti arrivano un pochino meno. Se sento di aver bisogno di qualcosa, sono io che cerco e mi informo e quindi poi la "pubblicità" (intesa come info sul prodotto) mi sono utili. Come va col Natale? buon we Jane

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    1. Ma infatti io mica ce l'ho con il marketing, lo faccio di lavoro ;). Ce l'ho con il sistema, fa anche un po' ridere sta cosa.

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  3. You think different! E proprio per questo è sconcertante che tu abbia un milione di pagerview.
    Ma dico, nella fascia adulti, c'è ancora chi si fa irretire dalla pubblicità?
    A parte questa, l'avevi vista? che ti fa balzare dal divano e correre alla prima Ikea per avere QUELLA sedia. Però questi sono altri livelli di pubblicità rispetto a quella che ci propina quotidianamente la tv http://www.youtube.com/watch?v=FyLpkaOIGmA

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    1. ahah, forse quel milione sono tutti spammoni.

      Io comunque mi faccio irretire dalla pubblicità. Vedo un gelato e voglio un gelato, vedo una sigaretta e voglio una sigaretta, cose così.

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  4. http://www.youtube.com/watch?v=FyLpkaOIGmA

    boh! ce riprovo

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  5. Ciao polly, come mammaamsterdam vivo in Olanda e sul mio blog ho proprio la categoria "pubblicitá" in cui raccolgo gli spot olandesi che rispetto ai nostri sono avanti 20 anni. Se ti va passa a darci un occhio, la societá olandese é molto piú pluralista di quella italiana e si vede anche nella pubblicitá ;)

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  6. Ahaha io sono a circa 1600 visualizzazioni ed ero molto felice! :)
    Però tu spacchi, va detto. Io butto lì pensieri a caso e non ho il tempo di scrivere, da quando ho cambiato lavoro.
    Per quanto mi riguarda, spesso mi restano in mente le pubblicità ma NON cosa vendono, quindi forse sono salva... il mio Nanetto, quando vede le pubblicità, durante la poca TV che gli è concessa, dice "mamma, non mi piace quetto fimm, cambia!"

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  7. Anche non guardando la TV, la pubblicità ce la ritroviamo da tutte le parti. Quello che per me è abbastanza divertente, vivendo all'estero e guardando sia francesi che tedeschi, che italiani, è che le pubblicità variano secondo i vari paesi, e gli stereotipi, anche se diversi, anche nel caso si vogliano appunto trascendere, rimangono e sono consoni alla cultura di quel paese. E questo aiuta a relativizzare, nel senso che, sia per l'uno o per l'altro, tanto non andrai mai bene, per cui, tanto vale fare quello che ci si sente di fare.

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    1. Bè, certo, la pubblicità è ovunque, neanch'io ho la tv ma me ne sciroppo a palate.

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  8. Io credo di godere/soffrire di una sorta di impermeabilità da pubblicità. A parte che di TV ne vedo molto poca, quando trasmettono spot al 95% non mi ricordo il prodotto sponsorizzato. Questa specie di immunità può essere positiva in generale, ma alquanto frustrante quando si tratta di pubblicità che meritano e dover far capire all'interlocutore di quale stia parlando. Tipo come giocare a Taboo, per intenderci.
    Comunque io ti immagino molto rockstar in incognito. Tipo spia vestita in borghese che con le cuffie canticchia 'I'm not like them/But I can pretend/The sun is gone/But I have a light/The day is done,/I'm having fun/I think I'm dumb/Or maybe just happy....' ;)

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    1. Ahah, rockstar in incognito. No, in realtà penso mi prendano semplicemente come una strana non in incognito.

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  9. una dei miei sport preferiti è chiedere ad amici e conoscenti perchè hai comprato od acquistato quello e non questo,ovviamente son tutti prodotti molto ben pubbllicizzati,risposte:"perchè è il migliore,perchè è utile,perchè è bello",poi chiedo di spiegarmi dove sia l'utilità o la bellezza dell'acquisto compiuto,mutismo assoluto,nessuno lo sà spiegare sembrano una banda di idioti.Un giorno incontrai uno dei più facoltosi vecchietti della città dal sarto,si stava facendo fare un cappotto con bottoni in denti di leone marino originali,solo la foggia mi pare costasse oltre 10mila euro.Gli dico perchè non te lo vai a comprare da gucci il cappotto(una casa di moda a caso ma potrebbe benissimo essere anche dolce e gabbana,dior,ralph lauren),così quando vai al baretto fai morire gli altri di invidia.Risposta del vecchietto:"esistono 2 tipi di venditori,l'onesto ed il disonesto,ma,un solo tipo di compratore;IL PIRLA!(espressione dialettale milanese)che equivale a coglione.

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    1. eh, mi sa che il signore la vedeva lunga.

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  10. cioè fa strano solo a me che sponsorizzi il tuo post su genitoriqualcosa alla terza riga? ;) Elisabetta

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  11. Se ci guadagnassi qualcosa potresti dire che lo sponsorizzo , visto che non ci guadagno nulla si dice che ho linkato/citato sia gc che mammaamsterdam. I link sono l'essenza di internet tipo dagli anni 90.

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