Privacy Policy VOLEVO FARE LA ROCKSTAR: Mi son chiusa dentro

martedì 10 dicembre 2013

Mi son chiusa dentro

Sabato sera ho convinto mio fratello ad accompagnarmi a vedere un concerto di Tricky, l'inventore del trip-hop. Prima di partire per Rimini, ci siamo fermati a far bancomat.
Vado spesso a far bancomat in questa filiale che si trova in un cortile privato. Di giorno il cancello è aperto, di sera chiude.

Siamo entrati con la macchina e io sono andata a prelevare.
Mio fratello ha incontrato nel parcheggio il suo amico Tarzan e un altro tizio, che aveva l'aria di un inglese pallido e rincoglionito, ma no, era italiano e rincoglionito.
Bene, risaliamo in macchina e il cancelletto automatico si era chiuso.
Sopra alla banca vi sono degli studi medici. Rischiavamo di dover lasciare l'auto fino a lunedì mattina, e di dover cercar qualcuno che ci riportasse a casa, saltando chiaramente il concerto.
Poi ci siamo detti, senti, ma magari abbiamo culo e la prima casa nella via contigua ha le chiavi del cancelletto.
Siamo stati fortunati. Però il signore che ci ha aperti era incavolato, dice che succede spesso questa cosa, che dovremmo leggere gli orari, prima di parcheggiare.
L'abbiamo ringraziato, e poi io sono andata al bar proprio di fronte a casa sua e ho lasciato un caffè pagato.
Credo che sia una bella rottura di scatole, aprire a tutti quelli che rimangono chiusi nel cortile della banca, e allora ho pensato che magari domattina quel signore va al bar, riceve il mio caffè, e la prossima volta che uno rimane chiuso dentro forse è un pochino meno arrabbiato.

23 commenti:

  1. il signore con le chiavi avrà anche le sue ragioni, e hai fatto bene a lasciare il caffè pagato, ma la banca non aveva altri posti dove mettere un bancomat? in un cortile privato? mah, stranezze.

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    1. ma forse il cancello l'hanno messo dopo, non so.

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  2. Hai fatto bene. Meno la banca, che poteva sprecarsi ad attaccare un avviso ai clienti. Forse qualcuno dovrebbe farglielo notare, anche per sollevare il signore gentile dall'incombenza.

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    1. l'avviso c'è ma è una targa tipo di metallo scolpita, non è che al buio uno la legge...

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  3. Hai fatto molto bene. Però ..... Anche la banca...... Trovare una soluzione diversa?!?! Sabri

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  4. Questa cosa del caffè pagato mi hanno detto che si fa anche (principalmente?) a Napoli. Mi ha sempre sorpreso molto. È una cosa bella. Brava. Se questo favore te lo faccio io magari la prossima volta che vai all'Apple Store mi lasci un iPad Retina pagato?

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    1. Fino agli '50 si usava anche a Milano il cosiddetto 'sospeso', un caffè pagato a chi non poteva permetterselo. Adesso che siamo tutti potenziali omicidi gli uni degli altri è una cortesia un po' fuori moda...

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    2. Mr t: nel tuo cortile hai un'Unicredit? Se sì, sì.

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  5. Tu sì che sei una signora - chapeau!

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  6. Lo faccio anch'io, spesso, ma solo nei bar che so che non si intascherebbero mai l'euro (qui succede anche questo!) :)

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    1. Ho pensato che male che andava si sarebbero intascati l'euro XD

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  7. Tricky! Ma ha cantato tutto gnudo?

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    1. Nu magari. In compenso ha fatto salire il pubblico a pogare sul palco.

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  8. Speriamo che il signore sia un avventore del Bar... Mentre scrivo mi viene in mente che sicuramente, prima di pagare, te ne sarai accertata. Brava. ;)

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  9. Hai fatto benissimo, c'é un poco di Amélie Poulain anche in Polly :)

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    1. La silhouette da sardina c'è, le scarpe basse pure.

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  10. piccoli gesti che possono rialzare intere giornate....

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  11. Ciao, che bella azione.
    A volte ci scordiamo che basta poco per ringraziare qualcuno.
    Non lo facciamo per tirchieria o per cattiveria, ce ne scordiamo e basta.
    Tu invece sei tornata e gli hai offerto un caffè.
    Se io fossi stata in lui e la mattina dopo mi fossi trovata un caffè offerto avrei pensato: beh allora c'è ancora qualcuno che sa cos'è la gentilezza.
    Matilde

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  12. Il sospeso! ♥

    Comunque il cancello potrebbe essere aperto dal bancomat, e a quel punto non ci sarebbero problemi di chiavi, perché la chiave è il bancomat stesso. Ecco

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