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Carolina

Carolina è una bambina bellissima.
Mi dicono spesso che mi assomiglia, ma siccome a me sembra bellissima e io non sono bellissima, penso che lei sia la mia bella copia. A parte per il fatto che lei ha i capelli biondini e sottili e io li ho castani e grossi.
E a parte per il fatto che io sono sempre stata semplicemente molto secca, mentre lei è soda e muscolosa.
Lei è anche vanitosa, come tutte le bambine bionde, mentre io sono sempre stata un'insicura. In realtà è molto insicura anche lei.
Carolina pensa di non sapere fare niente, mentre io, a scuola, ero quella che capiva prima che le spiegassero le cose.
Carolina ha bisogno di abbracci e baci e attenzioni, continuamente. Io ne ho sempre avuti pochi. Di baci, di abbracci. Di attenzioni.
Io da bambina ero quella che faceva le cose giuste, che non dava problemi. A casa mi prendevano in giro per questo. Io credevo di essere sbagliata se studiavo e scrivevo e leggevo, però poi a scuola mi piaceva sentirmi dire dalla maestra che ero intelligente.
Carolina si mette sempre nei guai. Deve esplorare, mentre io mi accontentavo della vita scritta nei libri. Lei si perde in spiaggia, si perde al supermercato, alla festa paesana. Tu la cerchi e dici stavolta se solo la trovo l' ammazzo e quando la trovi appare improvvisamente le bimba che è: minuscola e spaventata.
Poi si mette nei guai perché tu metti la pentola in tavola e dici, non toccare che scotta, e appena ti giri lei è lì, col ditino, che si sta bruciando.
Oppure ieri sera ho appoggiato una pasticca di fianco al mio piatto e dopo un secondo lei era lì, con le mani chiuse, che non voleva che io vedessi che aveva aperto la capsula e poi l'aveva richiusa e ne era uscita una polvere bianca. Delle volte mi arrabbio, altre volte mi trattengo ma mi si legge in fronte che sono delusa.
Oggi Carolina non riusciva a fare le sottrazioni, e più mi sforzavo di spiegare più non capivo io stessa che cosa stavo dicendo, più mi arrabbiavo, anzi no, più mi sentivo delusa dal fatto che a lei non riuscisse spontaneo fare 21-7.
Mi sono accorta che non ho il diritto di essere delusa. Lei è lei. Non mi devo permettere di avere aspettative.
E poi una mamma chissà che ne capisce di sua figlia.

I'll live through you, 
I'll make you what I never was. 
If you're the best, then maybe so am I 
compared to him, compared to her 
I'm doing this for your own damn good, 
you'll make up for what I blew. 
What's the problem? Why are you crying? 

(Perfect, A. Morissette)

Commenti

  1. Oddio è terribile e terribilmente vera quella canzone... non la conoscevo, voglio proprio ascoltarmela adesso

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  2. "Oggi (Carolina) MIO FIGLIO non riusciva a fare le sottrazioni, e più mi sforzavo di spiegare più non capivo io stessa che cosa stavo dicendo, più mi arrabbiavo, anzi no, più mi sentivo delusa dal fatto che a (lei) LUI non riuscisse spontaneo fare 21-7" - Potrei averlo scritto io, sicuramente l'ho provato sulla mia pelle. Non ho una soluzione da proporti perché non sono stata capace di trovarne. Forse mio figlio è deluso di me come io mi sento delusa da lui quando fa matematica. Un abbraccio.

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  3. Sì, è bellissima quella canzone e sì, dobbiamo pensare alle nostre figlie come se fossero le bimbe di un'altra madre. Staccarci un po' e voler loro bene chiunque siano, comunque vivano la loro vita. Sapessi quanto è diversa da me la mia..se io ero una bimba introversa e riflessiva lei ha bisogno degli amici come l'aria. Esplosiva, fisica, diretta. Se io ero cerebrale, lei adora tutto ciò che è materia plasmabile. Se io scavo i pensieri, lei ci surfa sopra con beata leggerezza..Già, La adoro. Mi chiedo sempre che tipo di persona diventerà. se saprà osare di diventare ciò che già è in potenza. La seguo. La rendo partecipe quanto più possibile di ciò che sono, di ciò che mi piace e forse qualcosa del mio modo di vedere il mondo farà anche parte di lei. Di più, non posso pretendere e lascio che sia. Carolina e le altre...go girls!

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  4. Sorry, ho postato con l'account di mio marito e il nome maschile rendeva buffa l'immedesimazione in mamma!deb

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  5. "E poi una mamma chissà che ne capisce di sua figlia". amen.

    vale anche per i papà?
    mio padre non ha mai capito niente di me e non si è mai preoccupato di far la fatica di ascoltarmi. io dopo un po ho smesso di parlargli e ho imparato a evitarlo. non mi manca per niente.
    Ora ho un figlio, considero mio padre l'esempio da non seguire e mi comporto al contrario di come faceva lui. Sono una brutta persona? Forse. Ma almeno mio figlio lo ascolto, se poi non capirò nulla.... almeno ci ho provato.

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    1. Non credo tu sia una brutta persona: l'affetto si deve meritare, anche come genitori.

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  6. In quel Lei è lei... c'è tutto!!! Buone feste

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  7. Non lo so se la parola giusta e' delusione....se uno ama i propri figli, vorrebbe che non avessero problemi e quando li vede annaspare su una sottrazione ha solo paura che non c'è la faranno. Bisognerebbe solo essere più' ottimisti e pensare che se sono meravigliosi la metà' di come li vediamo noi supereranno tutte le avversità' che si presenteranno. Dobbiamo solo non trasmettere ansia da prestazione
    Sandra

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    1. D'accordo, l'ansia da prestazione è l'ultima cosa che serve quando si deve imparare l'aritmetica. Detto da una che ha sofferto per tredici anni davanti ai numeri. C'è solo bisogno di fargli fare più esercizio senza drammi, a meno che non ci sia un problema esterno che non ha nulla a che fare con le cifre, ma traspare da lì. E anche in questo caso, la delusione blocca la situazione per tutti.

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    2. bè, in realtà io non sono mai stata brava in matematica e trovo che sia inutile, l'ansia da prestazione non c'è davvero :)

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  8. Adoro quella canzone. Secondo me sei sulla buona strada per capirla. Continua a provarci, senza aspettative.

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    1. è proprio quell'album che è fotonico.

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  9. Ora che te ne sei accorta, lo sai. Sarai più conscia, cercherai di vederla per quello che è, e già questo sforzo di comprensione penso valga molto.
    L'avessi avuta io una mamma così.

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    1. Bè, magari la pensavano così anche le nostre mamme solo che non riuscivano a trasmettercelo. Io, pensa, ancora non sono certa di essere una persona degna d'amore.

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  10. "Non mi devo permettere di avere aspettative". La pensiamo allo stesso modo e sto cercando di entrare nell'ottica per il bene del piccolo/a che aspetto.. è una cosa difficile, sono stata spesso vittima delle aspettative dei miei genitori e mi sono sentita esageratamente in colpa per degli "ottimi" mancati o per una gara di karatè non vinta. Me lo tatuerò sul braccio!

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    1. eh, dirselo è bello, farlo è più complicato, io per esempio non ci riesco benissimo :)

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  11. Ti capisco...Io con Ilaria e Giorgia non riesco a non avere aspettative...ma ci provo...

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  12. Che meraviglia queste parole e i tuoi pensieri. No, non è delusione, semplicemente il desiderio di volere il meglio per loro, solo che nemmeno noi sappiamo qual'e' il meglio.

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    1. sicuramente non una madre che scrive qual è con l' apostrofo.

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  13. Non saper fare 21-7 in terza elementare non è grave DI PIùùùùùùù.
    Ma stai su con la vita, le tue figlie sono sicurissima siano intelligenti.
    E' solo che in un modo o nell'altro evidenziano il loro disagio:
    genitori separati, padre solo nei weekend, madre frustrata.
    Dai alle tue figlie l'impressione che la vita è brutta e le donne siano degli esserini soli e infelici.
    Truccati, trovati un uomo, sorridi.
    La madre chioccia e frustrata fa più danni di una madre realizzata e felice.
    E fai vivere le tue figlie in mezzo alla gwente.
    Se tu sei un orso insicuro, le tue figlie hanno il diritto di stare in compagnia, partecipare alle feste di compleanno e a non subire i tuoi PROLASSI cerebrali.
    Si, hai capito bene, prolasso.
    Perchè il tuo cervello è un buco del culo.

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    1. Sei riuscita a catturare la mia attenzione per più dei soliti 5 secondi che dedico ai tuoi commenti...che cacchio vuol dire prolasso cerebrale? Bah.

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  14. ciao Polly, volevo solo dirti grazie perché mi sono sentita una merda e questo tuo post mi ha aiutato a capire che razza di stupido circolo vizioso metto in atto quando faccio i compiti con mio figlio (quinta elementare) e lui mi guarda con quell'aria a metà tra il perso e il tonto quando deve fare dei banalissimi conti. La delusione che traspare dai miei gesti e dai miei sguardi. Che orrore. Non ne ho proprio il diritto. Grazie, di cuore, per aver condensato così bene quello che finora non ero riuscita a capire. Un abbraccio a te e alle belle bimbe brulle. Valeria

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