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La strategia del qui e ora

Oggi passo dall'incredibile buonumore all'incredibile malumore, senza momenti di intermedia normalità.
E' un equivocabile sintomo che le cose si stanno sistemando. Ho passato una settimana piuttosto infelice, barcamenandomi tra rogne, musi lunghi, delusioni e omissioni.
La cosa bella di me è che comunque sono un'ottimista pessimista. Vedo il marcio anche nel bambino Gesù ma poi dico, avrà i suoi motivi, migliorerà. Quando invece pensavo che le persone volevano il mio bene me la prendevo sempre in culo. (Non è vero che sono così cinica, me la prendo ancora in culo a volte)
Insomma, dicevo, ci sono un paio di cose che mi pesano e non riesco bene a razionalizzare, e allora per il momento seguo la strategia estrema, che è quella del qui e ora
La strategia del qui e ora è quando cerchi di godere delle cose piccoline, delle sensazioni. Senza pensare astratto. Senza pensare al mio cuore che diventa arido o al fatto che mi sento sola.

Qui e ora mi piace tantissimo il silenzio, per esempio.
Mi piacciono i capelli mezzi bagnati, e la pelle secca e profumata dopo che si è fatta la doccia.
Mi piace quando riesco a far passare le bambine dal pianto al riso in pochi secondi, come quando Camilla piangeva perché hanno un solo dizionario e io le ho detto "Pensa, io avevo due amiche gemelle alle medie e avevano un solo dizionario di italiano, uno solo di inglese, uno solo di francese, un solo Promessi Sposi e persino un solo motorino".
Mi piacciono i libri sul comodino. Ho un manuale di sceneggiatura. Lo adoro, lo leggo un po' per volta da un anno e ho cominciato ad avere un'adorazione per le storie, tanto che sopporto sempre meno le parole, come dire, estetiche. Tipo, se tu parli bene ma non dici niente, inevitabilmente mi annoi. Sta diventando uno state of mind. Sto diventando americana. No, scherzo, quelli sono tutti degli scoppiati.
Poi vabbè, ho Html e CSS for dummies, metti mai che conosco il nerd dei miei sogni, almeno ci dico qualche cosa, non so, tipo DIV.
Ho anche Storia di un corpo, l'ultimo libro di Daniel Pennac. Mi piace molto e non era scontato, perché di suo avevo letto buona parte della saga Malaussène ma dieci anni fa. Cioè, dieci anni fa ero una che aveva una visione della vita molto meno che parziale, tanto che mi piaceva Herman Hesse, il cocomero, e pure i Korn.
Storia di un corpo è il diario di un uomo dal punto di vista del suo corpo. Per me è didattico perché non ho avuto il babbo e in realtà ho avuto un solo fidanzato con cui ero in totale confidenza. E all'epoca non mi era mai saltato in mente di chiedergli come si faceva, di preciso, la pipì, cioè, se lo teneva aperto o chiuso. Invece adesso lo so, grazie a Pennac.
Buon qui e ora.



Se volete c'è un mio post su Genitori Crescono (vi linko la mia rubrica "Famiglie s-composte" perché mentre scrivo non so se ancora è stato pubblicato).
Baci.

Commenti

  1. Mamma mia, Polly, quanta roba.
    Però finchè scrivi così e riesci ad emozionare non ci crede nessuno che ti si stia inaridendo il cuore.
    baideuei: questa cosa del tenerlo apertoo chiuso non l'ho mica capita. Toccherà riprendersi in mano Pennac dopo 20 anni?

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    1. Pennac dice qualcosa come arrotolare il calzino, così si capisce?

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  2. Beh, se non l'ha capita neanche El_Gae sopra non sto nemmeno a perderci tempo io ;)
    Oggi al lavoro è un giorno calmo (ecco, me la sono tirata...) adesso vado a leggere anche l'articolo!

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  3. Quando hai scritto che ti si sta inaridendo il cuore e che ti senti sola mi hai fatto piangere, immediatamente, come se ci fosse stato un pulsante on/off, hai toccato delle corde sensibili per me...ma in fondo chi è che non è solo? Vedi il buon vecchio De Andrè quando scriveva "...questo ricordo non vi consoli quando si muore si muore soli..." (cit. Il Testamento)Ti prego, non ti chiudere del tutto, sei una bella persona, profonda, insolita, per nulla scontata...lascia che qualcuno possa ancora goderne, oltre alle tue figlie, alla tua famiglia ed ai tuoi amici, in termini amorosi intendo!!! In bocca al lupo e un abbraccio

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    1. "ma la dama abbandonata non ritroverà il suo amore e il gran ceppo del camino non varrà a scaldarle il cuore"

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    2. Sentirsi soli perchè la persona che si ama non c'è più fisicamente è un discorso ma sentirsi soli perchè chi doveva renderci felici non è stato in grado di farlo è un altro...tu sei molto capace e se fai un esame di coscienza non potrai non ammetterlo, non castigarti inutilmente, sii più indulgente con te stessa, amati e con la dovuta accortezza dettata dalla tua intelligenza e dal tuo istinto, saprai concederti ancora a chi ti merita!!! :-)

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    3. ma sai, in realtà sono mediamente insopportabile, soprattutto con gli uomini. :)

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    4. Perchè gli uomini si sopportano? Ma quando mai!!! Se non superassimo questo "piccolo" scoglio la razza umana si sarebbe già estinta...invece sia tu che io abbiamo tre splendide fanciulle!!!

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  4. Qui e ora....dici poco mia cara Polly. é una vita che cerco il qui e ora. Va bene, lo metto nella lista dei miei buoni propositi subito dopo il " mi metterò sempre lo smalto colorato sulle unghie delle mani".

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  5. Quando è morto mio fratello ho frequentato per un certo periodo un gruppo di sostegno al lutto. C'erano persone che avevano perso mogli, mariti, figli, genitori...MI ricordo di un uomo profondamente addolorato per la perdita della moglie, una persona piena di amore. Raccontava che avevano perso un figlio di 18 anni e che in quell'enorme sofferenza sua moglie chiedeva sempre a Dio di far sì che il suo cuore non si inaridisse. E il boss o chi per esso doveva averla ascoltata perché fu sempre capace di portare amore e gioia a chi le stava intorno. Questo raccontava il marito. Io dico che le persone come te non possono inaridirsi, possono al più avere momenti in cui hanno paura che possa accadere. Un abbraccio Jane

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    1. Parli di persone veramente speciali, io non sono così, se perdessi mia figlia (o mio fratello) morirei e basta.

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    2. Tesoro, non moriresti. Ne sono sicura :-) jane

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    3. era per dire che sei speciale, non vorrei essere fraintesa. Jane

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    4. Avevo capito. Scusa tu invece, che il fratello l'hai perso davvero, e se non sei morta significa che non si muore e che ho detto una cazzata. :(

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  6. Un'annaffiatina dalla febbricitante famiglia di amici di Vicenza. Quasi ogni sera la Purulla indossa il cerchietto con le eliche ed evoca te e le tu' bimbe.

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    1. nu davvero? Le bimbe un giochino così l'avrebbero spaccato in trenta secondi.

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  7. Qui e ora, è una vita che lo faccio. Io mi so scassata un po' i maroni. Io voglio il mio futuro.

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    1. La strategia del qui e ora è quella estrema, per non morire. Ma non va bene per vivere.

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  8. Io ci provo a seguire la filosofia del qui e ora, ma a volte non basta. Dopo un po' ti accorgi che e' sempre la stessa sbobba e tu volevi di piu' ed e' inutile far finta di nulla. E allora che si fa?
    Monica

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    1. ma il qui e ora va bene per i momenti molto tristi. In quelli normali io cerco di costruire, poco per volta, di darmi dei piccoli obiettivi...

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    2. Io sono maledettamente razionale, ciononostante non sono mai molto triste....i piccoli obiettivi, cui poi non arrivo lo stesso, perche' sono cialtrona, sono la mia linfa!!!
      Tu mi piaci perche' sembri molto piu' tesa verso grandi obiettivi e chi punta lontano, arriva sempre da qualche parte!!!
      Grazie per il tempo che ci dedichi
      Monica

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    3. nu, in realtà non ho questi grandi obiettivi, se non essere una brava mamma, godermi la vita e non alimentare troppo il sistema capitalistico (dico poco).

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  9. nemmeno io che che il tuo cuore sia arido...la tua scrittura sa portare lontano.

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    1. mah, sai, non è proprio un'aridità generale, è solo un'aridità, come dire, emozionale. Ma forse passa, dài.

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  10. ....tu 6 OTTIMISTA-PESSIMISTA... io invece soffro di DEPRESSIONE-EUFORICA...mi sa che si somigliano...(bacilli!!)

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  11. Mi sento davvero molto molto affine ai tuoi post ultimamente.

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  12. mo' me lo vado a leggere il nuovo Pennac...grazie manco sapevo che fosse uscito! Io ho adorato la saga dei malaussène. bacio eli

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    1. Ti dirò, questo libro l'ho visto alla feltrinelli l'inverno scorso e non l'ho comprato perché 18 euro per 250 pagine scritte grandi mi sembravano una ladrata. Ho aspettato che lo comprassero in biblioteca :)

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