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UN ATTIMO DEPRESSA MA POI PASSA


Oggi mi sento un cesso, ve lo devo proprio dire. Da un lato mi sento a casa. Quando sono triste provo il sottile piacere dell’autocommiserazione, quando sono felice provo una leggera inquietudine. Quindi diciamo che oggi sono triste e mi fa anche un po’ piacere, non so se riuscite a capirmi (spero di no, per voi. Se sì c’è la Michi che è una mia amica storica e fa la psicoterapeuta, vi do il numero).
Ergo, dicevo.
No, niente, sono una merda e la mia vita è in certi momenti una merda.
L’80% delle volte penso di non farcela. Faccio una cosa (lavare i piatti) e me ne vengono in mente altre 96 (far dire le tabelline alle bimbe, farmi una doccia, stendere i panni, mettere a posto le bollette, leggere quel bel libro sul comodino, rispondere a 54 email…), delle quali ne farò due (doccia e svenire a letto). La mia vita sembra spesso una punizione divina. Quando chiedo aiuto a mia madre o a mio fratello (tipo il pagare una bolletta, tenendo il resto), il 94% delle volte non sono in grado di portare a termine l’operazione per qualche fottuto motivo tipo che non sono riusciti a uscire di casa perché una formica stava attraversando la strada; quando chiedo aiuto al Donatore il 98% delle volte crea molti casini cercando di risolvere problemi connessi lontanamente con quello che in effetti era il task originario, e il risultato è quasi sempre: nuovi problemi.
Il caos mi piace anche. Le cose creative vengono sempre fuori dal caos. Sempre.
Ma così no.
L'altro giorno c’era il colloquio con la maestra delle Gemmy. Me lo sono dimenticato. Due giorni fa c’era il colloquio con la maestra di Carolina. Mi dice che la bambina è brava ma che se viene guardata spesso anche da lontano fa molti meno errori. Io non la guardo mai. A casa abbracciare lei è l’ultima cosa frettolosa della giornata. Ma quello che faccio è il minimo indispensabile, e non posso non lavare i piatti mai. Non posso non cucinare per farle le coccole, o campare di quattro salti in padella. Non posso non stare in ufficio tutto il giorno. Che poi mi piace eh. Ma potendo avere un giorno in più di riposo settimanale credo sarei più felice. O forse no. Forse dormirei e basta. O forse pulirei casa. Insomma, c’è caso che quel giorno non lo userei per essere una madre migliore. O sì, non lo so.
Le maestre mi hanno sempre detto che Carolina ha amiche ed è una bambina dolce ed educata, ma che tende a fare la vittima. Io penso che lei percepisca che l’unico modo per essere cagata da qualcuno è lamentarsi. E io mi sento un vero cesso per questo. Vorrei che mi parlasse di più. Ma forse non la ascolterei, forse se mi parlasse penserei che devo fare una telefonata o ritirare una raccomandata. Forse se mi parlasse penserei che sono finiti i buoni pasto della scuola, che ogni tanto nella vita dovrei guardare l’home banking e che sono due anni che non tolgo le gomme da neve all’auto.

Non ce la faccio.
E sapete qual è il bello? Che basta dire non ce la faccio per far sparire un po’ di problemi. Se mi sento un cesso non devo dimostrare. Vorrei finire quel libro, ma ora non ce la faccio. C’è da cambiare la sabbia del gatto, ma ora non ce la faccio. Dovrei ricordarmi di scrivere a quell’amica che non sento da mesi, ma ora non ce la faccio.
Intanto ascolto Peaches, che è supersporca, ma alle bimbe piace e finché non capiscono l'inglese, quando mi chiedono di alzare il volume lo faccio.

You go extreme, when you get with me 
Do you know what I mean?


Commenti

  1. sei tenera... sappi che io, che non ho manco figli, certe volte mi sento esattamente come te (incluso quel senso d'inquietudine di fronte alla felicità e un certo piacere nell'autocommiserazione). Non è "mal comune, mezzo gaudio", che è una grandissima ca°°ata, ma solo per dirti che non sei un'extraterrestre :) Daje con Peaches e, se ne vuoi un'altra bella zozza e inca°°ata, vai con Courtney Love e le Hole e "Live through this", è un disco FANTASTICO, molto molto catartico!!!

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    1. Mah. Quel disco delle hole credo di averlo, è molto carino, ma lei sembra la femmina dei nirvana. mentre peaches, se devo paragonarla proprio a qualcuno, sembra madonna più sporca e più rock.

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  2. E mentre dici non ce la faccio è proprio lì che ce la stai facendo. Ciao.

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  3. Ecco. Giusto per quelle cose strane della vita, mi pare il post adatto per chiederti una cosa. Perché stamattina appena sveglia mi vieni in mente tu e questa cosa che devo chiederti (sì, casomai il numero di Michi me lo dai).
    Dunque, abito in città, Catania, non una metropoli ma comunque una città. Università, vita notturna, aziende, rapporti sterili e sterilizzati...
    Vista la crisi io e il mio compagno stiamo vagliando la possibilità di andare al suo paese che io, che ti leggo da ormai da qualche anno, ormai ispirata o influenzata, chiamo "buco del culo". Ora non sono certa che un buco del culo al nord sia uguale ad un buco del culo al sud, ma un culo è pur sempre un culo, no?
    Tra l'altro questa nuova possibilità è dettata dal fatto che 1) in questo paese paradossalmente certi mercati sono ancora aperti rispetto alla città che è già abbondantemente servita e 2) non manca una certa effervescenza culturale, specie quella musicale che è di altissimo livello e innovativa, probabilmente alimentata dall'esigenza di volersi affrancare da questa posizione da "bassa anatomia", 3) la straordinaria abilità di questo paese di stare al passo con le nuove tecnologie (era internet vicit), che reputo straordinaria forse per un po' di provincialismo
    3) la bellezza di stare nel verde, quello vero intendo
    Ecco, va be', starei qui a chiederti cento cose, sollevare cento questioni, ma sostanzialmente quello che ti voglio chiedere è: le bambine? Non hai timore che gli possa mancare il confronto con la città (nel senso più lato del concetto)?
    Insomma vorrei confrontarmi con la tua esperienza.
    A patto, ripeto, che questa mia realtà da 15000 abitanti possa essere confrontata con la tua.

    Ovvio, grazie, Vale.

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    1. Ho scritto un post ad hoc, poi lo pubblicherò! Stay tuned!

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  4. madò, perdonami, non credevo uscisse così lungo...

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  5. Dov'è che fa la psicoterapeuta, 'sta Michi?

    Comunque, alcune cose:
    1) un abbraccio
    2) anche io dico che non ce la faccio, lo dico sempre, e poi mi sento legittimato a non farcela. "Siccome sono debole allora mi è dovuto un aiuto da qualcuno". Bene, non funziona così. Il non farcela non deve esistere. C'è da tirare fuori le palle (o, insomma, gli organi di cui si dispone) e sputare sangue, e poi farcela.
    3) un altro abbraccio, scusa la durezza, per giustificarla ti dico che credo che sia rivolta più a te che a me
    4) un altro abbraccio ancora. Poi basta eh :)

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  6. Io mi sento così ogni giorno che mi viene concesso di vivere e il problema è che di figlie ne ho una sola, un marito che fa quel che può (a volte tanto altre, statisticamente di più, poco) e degli suoceri che se non ci fossero si dovrebbero inventare.
    Quindi probabilmente pretendiamo tutte troppo da noi stesse perché è una condizione sempre più diffusa a quanto sento/leggo in giro.
    Ok, a te non aiuta sentire questo ma è una riflessione che mi è venuta.

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  7. se ce la faccessi saresti wonderwoman. non lo sei, ma mi sembra che tu ci abbia fatto pace. fatto bene.

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  8. anch'io sono mamma e non multitasking come si usa dire adesso: ho tante cose da fare a volte ci riesco a volte desidererei essere unaprincipessina d'altri tempi con un maggiordomo tutto per me!!! comunque al di la dell'aspetto professionale che ti hanno detto le maestre, secndo me un figlio ha bisogno di una mamma sorridente, magari sta lavando i piatti non la sta abbracciando ma un sorriso e l'aspetto rilassato conta molto di più che non un abbraccio pensando ai piatti da lavare. insomma segui il tuo istinto più che i manuali del bravo genitore 8tanto non esistono e sbagliamo sempre in ogni caso) roberta

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  9. Carolina mi fa una tenerezza infinita!
    Beh, un po' anche tu.
    Un abbraccio

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  10. ok, ora faccio outing: giocare con mio figlio di 4 anni mi annoia da morire. Quindi quando lui mi chiede di giocare con lui improvvisamente spuntano mille cose da fare urgentemente. A volte invece gioco con lui, fingo divertimento ma non vedo l'ora che voglia fare altro.
    Secondo me adulto sano di mente non può divertirsi con quei giochi infantili. Non ce la faccio prorpio.
    Confido nel fatto che prima o poi crescerà e si interesserà a cose un po meno infantili. E soprattutto potrò liberare casa da tutti quei giocattoli.
    Poi quando se ne andrà per la sua strada mi mancherà.

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  11. Polly sono momenti che capitano a tutti. Io ho imparato a "sfruttare" un po' di più amici e parenti, in senso buono si intende, senza alcun senso di colpa e ricambiando come posso. Baci

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  12. Penso che già il fatto che tu ti stia ponendo queste domande e che ti autorisponda con estrema autoonestà faccia la differenza. Fai del tuo meglio, e lo stai facendo mi sembra, quello basta insieme alla tua soddisfazione personale e felicitá che trasmetti alle tue bimbe. Tanto guarda, nessuno e perfetto, e anche i genitori che si sono posti mille problematiche hanno sbgliato...è che è il "lavoro" proprio più difficile del mondo, per davvero. Su con la vita Polly!!! :-)

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  13. Ho conosciuto te e le tue bimbebelle, ti dico dal cuore che sei una madre eccezionale e loro stan venendo su proprio bene bene.
    Un abbraccio sì poi passa il mood brutto.
    Sandra frollini

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    1. Cucciola. Ma mi metti il link al tuo nuovo blog così vengo a vederlo?

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  14. Un abbraccio a mamma e figlia.

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  15. Per come le ho conosciute io sembrano bambine felici bellissime ed equilibrate. Poi va beh io Carolina la amo visceralmente che ci posso fare? Non che le Gem di meno ma lei di più, vale?

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    1. Eh, ma Cachina genera emozioni discordanti.

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  16. X le bollette c'e' l'homebanking... X il resto un compagno svedese ;-)!
    Baci c.

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    1. Dove si trova il compagno svedese? Lo voglio.

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  17. Abbraccio a tutte e due, anzi a tutte e quattro, il fatto che ti ponga delle domande è già la soluzione secondo me, ma sei una GRAN Mamma. Anche la Purulla ti ricorda con affetto.
    Non si può arrivare dappertutto, tutto qui. Ci vorrebbero dieci ore in più al giorno.

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    1. (tesoro. Prima o poi faremo couchsurfing nella tua tavernetta, lo sai vero?)

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    2. Se non lo faceste ci rimarrei male, è super attrezzata e non l'ha mai usata nessuno, sigh.

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  18. come riconosco tutto. Mi sono persino scordata di chiamare mia madre per il suo compleanno. Mio fratello pure. Invece un puttanaio di gente che non c' entra una sega l' ha chiamata e ciò le ha dato da pensare. non che stesse recriminando, era una semplice osservazione. Polly, succederà anche a noi e il peggio è che non possiamo far niente per evitarlo.

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  19. Sebastianoaprile 28, 2013

    Io invece "un attimo sereno ma poi passa". Ti capisco, eccome, ma evito psicoterapeuti altrimenti li mando in crisi.

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    1. Ambizioso pensare di mandare in crisi uno psicoterapeuta ;)

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  20. 3 bimbe e 0 uomini di casa = 6 volte più cose da fare di me con una pupa e un nonmarito piuttosto efficiente.
    Quindi posso immaginare la sensazione di non farcela.
    Cn le tue figlie fai tutto il possibile, con amore e con i dubbi, è una cosa chiaramente percepibile anche se non vi conosco dal vivo; quindi dai, assolviti.
    Un bacio.

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  21. Ciao, sono una mamma e in questo momento io sto leggendo il tuo blog e mi figlio sta giocando ad un videogame online, uno di quelli che devi uccidere tutti.
    Dovrei raccogliere i panni asciutti e finire di fare il dannato cambio di stagione, invece ti sto dicendo, a modo mio, che non esistono manuali per mamme perfette. Cioè, forse sì,esistono ma sono come le pubblicità del Mulino Bianco (Banderas e galline incluse) ovvero: falsi.

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