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FAMA, BLOG, SOCIAL NETWORK, DU PALLE


Sono diventata una nichilista della peggior specie. Nonostante mi si dica che sono abbastanza ottimista, sono in realtà una disillusa: mi aspetto così poco dagli altri, che ogni cosa che arriva è sempre una bella sorpresa.
Prendiamo il web. Fa nerd, cazzo, ma il web mi ha dato tanto. Non l’ho mai ostentato, ma il blog a volte mi ha dato lavoro. Anche il lavoro attuale, sì. Perché quando ho mandato il curriculum, ho detto “Ah, ho anche un blog”, e mi ritrovo a fare content marketing. Guadagno quello di cui ho bisogno e soprattutto mi sveglio al mattino e sono felice. Non mi hanno chiesto quanti lettori ho: mi hanno detto "scrivi bene".
Poi avere un blog mi ha fatto anche conoscere un sacco di gente che altrimenti non avrei conosciuto. Certo, avrei potuto conoscere un sacco di gente figa anche facendo couch-surfing. Però insomma.
Ve ne dico una su tutte.
Un annetto fa ho comprato degli stivali da pioggia blu e ho postato la foto sul blog. Alla prima neve mi arriva un tweet di @mogliedaunavita, la quale mi ha riconosciuto al supermercato, per gli stivali. Siamo diventate amiche. Che storia.
Ma non ho aperto un blog per conoscere gente, né tanto meno sperando che qualcuno mi desse un lavoro. Come tutti, ho aperto perché avevo bisogno di scrivere. Mi vergognavo così tanto di avere alle spalle un fallimento come la separazione, che lo scrivevo per non doverlo dire. Dopo averlo scritto ho anche trovato la forza di dirlo, e ora mi sento molto meglio. 
Tante persone, quando hanno seguito, cominciano un lavoro di personal branding. Fanno benissimo. Si danno un’opportunità che meritano. Io non ho mai detto di non essere marchettara, però costo parecchio. Qui dentro non ci sono solo le mie parole, ci sono tutta io. La mia percezione del valore di quello che c’è qui dentro è alta, e lo sarebbe anche se voi tutti decideste che ho rotto i coglioni e non mi leggeste più. Se avessi tre lettori mi venderei cara comunque, indipendentemente da quanto sono disposti a pagarmi: è per questo che non ho Google Analytics e non guardo praticamente mai il contatore. Credetemi, il mio giudice più severo sono io, non il seo.
Quando ho scambiato le mie parole con un compenso (mai in questo spazio virtuale), ho ricevuto indietro più dei soldi: insegnamenti, esperienza, e rapporti umani.
Poi sapete che c’è? Che ognuno di noi ha la percezione di essere un piccolo vip, ma non è vero niente, per la maggior parte del mondo non siamo nessuno: voi, io, il blogger più famoso. O anche una persona famosa nel mondo, non so, Madonna. Tutti conosciamo Madonna, ma io vivrei esattamente allo stesso modo se non esistesse, non so voi. Le prime volte che leggevo i blog mi faceva strano vedere questi blogger che erano dei piccoli vip, e nessuno che io conoscessi li aveva mai sentiti nominare. 
Allora niente, riprendo il discorso iniziale, e scusate se la sto tirando lunga. La scorsa settimana sono stata alla Social Media Week, per lavoro. E niente, un po’ mi delude vedere il web, quanto urla, e la gara a chi urla più forte. E accorgersi sempre di più (ho scoperto l’acqua calda) di quanto molto di ciò che sembra fatto per gli utenti (dai social network a tanto content, compreso quello che si spaccia per giornalistico. Non sempre, ma spesso), sia fatto per i brand e per raccogliere pubblicità.
Che poi va bene così, è giusto, è normale, è così anche nella tv, nella stampa e anche nella free press. Il mondo è una grande marchetta, e a me sta bene quando ricevo un servizio o un contenuto gratuito, e in cambio (skippo) una pubblicità. Quando compro un libro, per dire, spendo una dozzina di euro, ma in genere non ci trovo marchette dentro e se il libro è di qualità ricevo in cambio un pezzo di vita, che vale più di dodici euro. Se sto su un social network ci sto aggratis, ma vendo i miei dati, in cambio di intrattenimento e anche tanta spazzatura. Penso che a un certo punto manderò a cagare Twitter, che è l'unico social network che frequento e che spesso fagocita il mio storico appuntamento serale con i libri.

L’importante comunque è esserne consapevoli, sempre, che la gratuità di internet è una gran balla del capitalismo.
Vi bacio.

p.s. Cazzo c'entrino blogger, social, e pseudo riviste, non lo so neanch'io. 

Commenti

  1. "Quando compro un libro, per dire, spendo una dozzina di euro, ma in genere non ci trovo marchette dentro e se il libro è di qualità ricevo in cambio un pezzo di vita, che vale più di dodici euro. Se sto su un social network ci sto aggratis, ma vendo i miei dati, in cambio di intrattenimento e anche tanta spazzatura."

    M'inchino davanti a questo distillato di verità.

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  2. Questo è uno dei pezzi migliori che ho letto qui da te da quanto ti "conosco". E guarda che non vuol mica dire che gli altri fanno schifo, sai?
    Sarà perchè, proprio in questi giorni mi capita di pensare proprio le stesse cose... così, affinità.

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  3. Woow che analisi...360°, complimenti!

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  4. Bellissime riflessioni in cui mi ritrovo molto, la mia anima vale molto di più di un banner o una marchetta pubblicitaria. Per me basta avere la consapevolezza di fare le cose per il mio piacere personale senza dovermi sentire fagocitata dall'ansia di prestazione che a volte il web cerca di imporci.
    Continua così

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  5. Io ho aperto il mio blog perchè ero stufa di scrivere a penna sulla moleskine e scrivere al pc su un file di Word mi sembrava deprimente.
    Mi piace leggere i commenti, se ci sono, perchè trovo stimolante scambirsi idee.
    Se qualcuno legge e non commenta, però, non è arricchimento e scambio e allora me ne frego.
    Comunque, da neo frequentatrice di blog, mi sembra che il fenomeno di chi si sente VIP riguardi solo i blogger che hanno tantissimi lettori fissi e scrivono senza mai leggere e commentare i loro stessi lettori e/ o rispondere ai commenti, come se fossero attori da guardare..anche di quelli, me ne frego.

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    1. (anche io spesso non rispondo, ma è perché non ho quasi mai la rete, a casa)
      (no, e poi fanno i vip anche i blogger piccoli)

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  6. Polly io leggo i tuoi post perchè mi piace come scrivi. Se non commenti o se sei vippissima non importa. Ti leggo uguale. Cazzo centra col tuo post non so, ma niente, te lo volevo dire.

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  7. Hai conosciuto me, non ti basta?

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    1. Banale, precisa che non ti ho conosciuto biblicamente ;)

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  8. ...mi piace tanto quello che scrivi. ciao

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  9. Sorella sono così fiera di te! E ogni volta che ti leggo, ti ascolto, riesco a ricordare la sensazione che mi hai dato sin dai nostri primi incontri fuori dall asilo o al famoso market...quella di una persona capace! Tanta stima.

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  10. Twitter va decisamente mandato a cagare...

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  11. Brava bravissima. Sono un po’ incuriosita da quell’altra bellissima che ti tieni per te. Non è che puoi stuzzicarci e pensare di farla franca, eh!

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    1. Bè, in realtà ho conosciuto molte persone.

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  12. È esattamente ciò che penso anch'io. Tranne per il fatto che nessuno mi ha chiesto markette e che io non ho ottenuto nessun lavoro grazie al blog - ma nel curriculum ce l'ho scritto lo stesso, non si sa mai ♥

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  13. condivido.
    Magari sono una purista esagerata, però cazzo, quei blog col giveway o con la recensione del prodotto inserita a tradimento nei post, sono anche peggio di quelli con i banner pubblicitari.
    almeno un banner si dichiara per quello che è.
    A me pare che i blog che diventano un "lavoro" perdano di mordente. sanno subito di finto. si percepisce lontano un miglio che l'autore sta ritagliando due o tre pensierini ma tenendosi a debita distanza. non han mica bisogno di raccontarsi davvero.
    Nel tuo blog questa sensazione non l'ho mai avuta.

    Sui social network e in generale sulle risorse gratis online, son pienamente d'accordo. Personalmente uso solo la posta di google, perchè in effetti è una spanna sopra a tutti per comodità e non riesco a farne a meno.
    Ma niente è gratis. e lo "spazio illimitato" non solo lo paghiamo noi in termini di pubblicità. Lo paghiamo anche in termini di sputtanamento del pianeta per mantenere quote di server perlopiù inutili.
    scusa il pippone ambientalista. ma ogni tanto bisogna pensarci....

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  14. Davvero un grande pezzo!!!
    Caspita anche io ho iniziato a scrivere dopo la separazione....

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  15. BOH...IO TI LEGGO PERCHE' SEI UNA MAMMA CHE SI "DISFA" PER LE SUE CUCCIOLE, MA NON SI RITIENE PERFETTA, PERCHE' DICI ANZI SCRIVI LE PAROLACCE ED E' LIBERATORIO (VISTO CHE IO NE DICO TANTE MI PARO UN PO' IL CULO), PERCHE' DICI CHE IN OGNUNO DI NOI C'E' UN VIP E A ME INVECE TU SEMBRI MOLTO MOLTO UMILE...E DI SICURO SE ABITASSI VICINO A TE AL SUPERMERCATO AVREI RICONOSCIUTO I TUOI STIVALI BLU...E TI AVREI ATTACCATO LA PEZZA...SEI LIBERA DI TESTA E QUESTO CONTA.

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  16. Solo tu, Polly, potevi dire tante cose serie in un unico flusso. E la prossima volta che vai alla Social Media Week dimmelo, che vengo a farmi un giro e mi ridimensiono.

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  17. Anch'io sono andata ad un evento della SMW, più che altro per curiosità, per vedere che aria tirava, La cosa che mi sono portata a casa è che i contenuti sono nostri e che è FB che li vuole possedere. Quindi noi dobbiamo usare FB come cassa di risonanza punto e stop.

    Sui blog etc.: ormai sono una veterana che non si scandalizza di nulla. Ho un blog da 5 anni e non mi farebbero smettere nemmeno a San Patrignano.
    Per me bisogna sempre scrivere se si ha voglia (e solo se), di qualcosa che si sente l'urgenza di comunicare, se scrivere e comunicare ti fa stare bene.
    Che poi è l'unico motivo per cui ti arrivano proposte di collaborazione interessanti.

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    1. ma infatti il tuo blog mi piace per quello. Mi dà l 'idea che il lavoro sia fuori.

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  18. Uh se costi cara, signora mia!!! Solo aggratis potevamo averne un pezzetto, di te!
    Gran pezzo coi piedi per terra... mabrava!

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  19. Devo proprio? Mi piaceva questa suspence.
    Magari erano partiti i primi porno mentali.

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  20. Grande pezzo Polly.Sei sempre la migliore!i pasti gratis si sa che nn esistono...in un modo o nell'altro i servizi si pagano.Ti consiglio un saggio divulgativo di Chris Anderson "gratis" interessante anche x i nn economisti.baci

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  21. ciao cara! Bellissimo POST!
    Io però confesso che AMO vedere le visite che arrivano dall'estero. Sono quelle che mi facco più piacere. Sapere che c'è qualcuno che legge le mie minchiate in VIETNAM, AUSTRALIA, GERMANIA...e capisco pure che tu nn lo faccia. Credo la differenza sia come quella tra ME e ROCCO SIFFREDI... chi dei 2 conta più le proprie scopate??? :)
    un abbraccio!!

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    1. guarda, se mi impegnassi credo che potrei contare anch'io quelle del 2012. XD

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  22. Internet non è tutto gratuito: c'è quello a pagamento e poi c'è (nella nostra deprecabile italia) una bolletta da un euro al giorno solo per connettersi.
    Comunque la mia opinione è che, come spesso accade, Internet era più bello non dico dieci ma anche cinque, sei anni fa, quand'era più acerbo. C'erano meno attori grandi, più attori piccoli e ci si conosceva di più proprio perchè si era in di meno. Ora i pubblicitari ci si sono fiondati come le api sui fiori. Per forza, Internet è la nuova tv, specie per quanto riguarda quei siti dove il tizio parla e gli altri ascoltano.Infatti il blog di Grillo non è un blog e i video su Youtube, teoricamente casalinghi, o sono di futuri professionisti (Cliomakeup, giovani comici, ecc.) o sono la costola di siti/realtà autonomi/e (Vevoe le case discografiche, La7 e RAI, RSA Animate) o semplicemente sono abusivi, dunque la qualità neanche lì viene sempre "dal basso". I blog veri sono ormai un media storico rispetto a Youtube, Facebook e compagnia ma continuo a preferirli proprio per questo, un pò come la mail, dove sono convinto di poter scrivere molto più tranquillamente (e cautamente) di quanto possa parlare in Skype (che poi altro non è che la vecchia videoconferenza, tant'è che l'ha preso Microsoft, appunto)

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    1. io su gmail non sento i fatti miei esattamente a sicuro, sto quasi quasi tornando alla logica "te lo dico quando ci vediamo". Non ho ovviamente traffici strani che non possa scrivere, ma se scrivo cose personali mi irrita vedere l'annuncio a tema a fianco.

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    2. In effetti anch'io ho finito per preferire mail più esotiche o minoritarie ma meno bersagliate dai pubblicitari. Non tanto per l'annuncio a tema per il messaggio, quello credo sparisca subito e venga visualizzato da te, quanto per le conseguenze della politica di integrazione (oligopolio ad essere sinceri) della grande G: su youtube vedi qualcosa di correlato alla ricerca che hai fatto mezz'ora prima su Google. Poi controlli la mail e il computer deduce un annuncio connesso alle ricerche su Youtube e su Google. Se questo avvenisse al massimo della coerenza col principio, appunto, dell' "integrazione-dei-servizi-tutto-intorno-a-te", allora sì mi sentirei col fiato corto (in effetti se è "tutto-intorno-a-te" potrebbe essere un assedio...)

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    3. errata: "venga visualizzato solo da te".
      Se fosse memorizzato in un database per argomento in modo da farti *successivamente* pubblicità mirata sarebbe molto peggio. Ne parlavo giusto con un amico che ha GMail

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  23. Vale... ti volevo salutare e ti ho ritrovata come ti conosco, dal vivo, in questo post : *
    ali da modena (ehm... da spezzano)

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  24. @ali: ok, urge che ti wozzuppo.

    @frantola: ottimo il "peppone", io a quello non avevo pensato.

    @anonima: guarda, non so se è così davvero, ma "libera di testa" è un bellissimo complimento. Grazie davvero! (in realtà non sono libera ma intrappolata nelle mie convinzioni/paranoie)

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  25. ..la tua riflessione sul web è simile alla mia...cioè non lavoro nell'ambiente web ma ho un blog che mi diverto ad aggiornare con post sulla mia vita quotidiana + che altro un diario ma sono contenta xhè mi ha dato la possibilità di conoscere tanta gente (virtualmente e non)e di confrontarmi con tante situazione quotidiane che a volte trovano soluzioni nei confronti e dibattiti in rete, penso che il blog sia un ottimo strumento l'importante è non lasciarsi sopraffare...per esempio ancora non ho aperto un profilo su FB e nenche sui "tweet" non ne sento il bisogno...per il momento....

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  26. sai che c'è ? che la tua disillusione ha nutrito un po' della mia inconsapevole e verde inesperienza virtuale..........

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