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POST MALINCONICO SENZA TITOLO

A ridosso dell'appennino, viaggiando da casa mia verso Firenze, è arroccato un paesello di nome Marradi. E' il primo comune toscano, mentre Brisighella, dove ora vivo, è l'ultimo comune romagnolo. Terre di confine, si potrebbe dire.
I marradesi mi paiono gente alla buona, con il jeeppone o la Panda 4x4, che d'inverno, quando scendono a Faenza, li riconosci dal blocco di neve sul tettuccio. I marradesi hanno un accento un po' bastardo, o ibrido, che dir si voglia. Non è romagnolo ma neppure toscanotoscano.

A Marradi, incastonata tra i poggi, c'è una comunità di recupero, tirata avanti da un prete e dai suoi collaboratori. Gente con i controcoglioni, persino per me che se sento sussurrare una preghiera mi partono almeno tre starnuti consecutivi; persino per me, che quando sento le sparate del papa rischio l'anafilassi. Gente con gli scarponi ai piedi, lontani dalla spocchia cittadina. Che se hai a che fare con i tossici, le loro crisi, le loro storie, puoi anche aver preso i voti, tutti i voti che vuoi, ma te lo scordi di rimanere un benpensante o un eremita dedito alla preghiera. Questa gente, pura di cuore, ha a che fare con la vita nelle sue forme più crude.
A volte li ho visti scendere a Brisighella a prendere il gelato, gli operatori, con i tossici al seguito con i loro sguardi liquidi e il loro assiduo tabagismo. A volte ho visto prendere il gelato anche i bambini delle ospiti, e quando li vedo, dentro, mi si attorciglia tutto: il cuore, le viscere. E sento la pressione che spinge forte nei dotti lacrimali.

Domenica, a Marradi, c'era la festa per i bimbi.
C'erano gli operatori che sfornavano pizza e biscotti. C'erano gli ospiti, chi con figli. C'erano ex ospiti, con famiglia, e camicia, e barba rasata, che ce l'hanno fatta. C'erano alcuni bimbi del paese. C'erano amici a vario titolo, come io, le bimbe, Manu, Fer.
Le ragazze della ludoteca di Marradi avevano allestito un laboratorio di pasta al sale. C'erano quelle che truccavano di farfalla le ganascine accaldate. C'era un pagliaccio sudato. C'era un ciuco stanco che portava i bambini in giro per l'aia; c'era un pavone e i muggiti che venivano dalla stalla.

Capita che a una cert'ora io voglia andare a casa, sono già le 7, ho caldo e mal di testa.
Capita che invece le bimbe mie ne inseguano altre su per la scala fatta di sasso. Capita che inseguendole scorgo quella porticina di legno, che la spingo, che riconosco il piccolo altare e le panche di legno con i vangeli lasciati qua e là, che sembrano vivi, sempre sul punto di dire qualcosa.
E tra le foto dei fratelli che non ci sono più, capita che ci sei anche tu, che avevi trent'anni e ne avresti cinquanta, ed eri a cavallo, con me piccolina.

E di nuovo quel groviglio dentro.

Commenti

  1. ....le persone non se ne vanno mai per sempre. e lo dici con quello che scrivi.
    e se i ricordi a volte fanno male sono anche parte di noi e quindi abbiamo il dovere di amarli ed accoglierli. Anche se emergono inaspettatamente.

    Che bella descrizione che hai fatto di questa comunità. In mezzo a tante brutte notizie fa bene spargere messaggi di speranza e di persone che sanno regalarla.

    un abbraccio

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  2. Finale struggente, con delicatezza.

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  3. Non è vero che non c'è più! ....è lì!

    Un abbraccio grande

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  4. mi è partito un lacrimone...un abbraccio

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  5. Anche se sono perfettamente consapevole che non serva a molto, vorrei abbracciarvi forte, tutte e due, la polly piccolina e la polly che sei adesso.

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  6. PiccolaStellagiugno 09, 2010

    Ti abbraccio... e rimango sempre più sorpresa delle cose che abbiamo in comune. Lo sai che in quella Comunità mio marito ha fatto il volontario per anni? E che è stato il prete di quella comunità a sposarci???

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  7. A volte accadono cose che ti aggrovigliano...e ti sciolgono allo stesso tempo, no?

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  8. E' talmente delicato che non so cosa dire.
    Ti abbraccio in silenzio.

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  9. ragazze, tutto ok, solo un attimo di malinconia che a volte mi piace sbrogliare per capirla meglio!
    @piccolastella: tra un po' scopriremo che eravamo in classe assieme! :)

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  10. Mi hai fatto piangere.
    Un abbraccio

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  11. Mi capita molte volte di provare quello che hai raccontato guardando quella foto sul mio comodino e penso che tra poco più di mese avrebbe compiuto 32 anni, non sarebbe stata più la mia sorellina, ma una giovane donna bellissima, dagli occhi vivi, desiderosi di prendersi e godersi la vita come ha fatto finchè ne ha avuto la possibilità!

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  12. Anche a me preghiere e Papa fanno venire l'allergia.
    Anche io conosco di quei frati che la vita la vivono sul serio.Che i loro discorsi, la loro forza ed il loro carisma li rende persone speciali.
    Per il resto posso capire la tua malinconia ed il tuo dolore anche se la mia storia è diversa.
    Un abbraccio.

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  13. niente da aggiugere, solo malinconia, tanta malinconia.

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  14. Sì, so come è. A volte certi ricordi ti sommergono come una onda gigantesca e tu, per un attimo, vorresti arrenderti e farti trascinare via da quell'onda. Poi ti scuoti e vai avanti.

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  15. La malinconia...io credo che sia giusto lasciarcisi travolgere ogni tanto, aiuta a non dimenticare, a tenere vivi i ricordi, comunque so per certo che le persone care che crediamo di aver perso sono accanto a noi, solo che non riusciamo più a vederle

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  16. Non so dove vadano a finire le persone care, ma è bello pensare che sono ancora vicino a noi e che ci proteggono.
    Nerdina

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  17. Ciao, il post è molto malinconico, ma anche bello; ma quello che mi ha colpito di più è che qui ci sono finito per caso, ma io sono di Faenza^^ Non mi capita spesso di incontrare blogger della zona! Ciao!

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