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DON'T BE A DRAG, JUST BE A QUEEN

Qualche anno fa avevo coniato un'immagine che mi rappresentava: vedevo me stessa sul ciglio del burrone. Mi ci sono vista per anni, ora non mi ci vedo più. Chissà se è perchè ci sono finita dentro. Però sono ancora costretta a sfoggiare una resistenza che non vorrei. Ho imparato a resistere tutto il giorno con l'emicrania. Ho imparato che la nausea viene dalle testa e non dallo stomaco. Ho imparato che a volte bisogna anche giocare a carte coperte, per non soccombere. Sono diventata molto forte. Ma vorrei qualcosa in più. Vorrei che i sacrifici e la fatica non mi corrompessero. Vorrei resistere, ma da regina, e non da drago. Ieri Francesca mi ha detto: "Don't be a drag, just be a queen". Che se divento un drago, me la piglio nel culo due volte. Vorrei non dover frequentare chi mi fa sentire un drago ed essere sempre una regina. La tanto attesa calda stagione sembra quasi che voglia farsi aspettare. Nei lunghi e sconfinati inverni, dolenti e gelidi, ...

PER CHI NON HA ANCORA BRUCIATO IL REGGISENO IN PIAZZA

La giornata è cominciata male e allora mi sono detta: visto che non riesco a salvare me stessa dagli squilibrati che ho attorno, potrei cercare almeno di salvare l'umanità. Prendo spunto dai post di alcuni simpatici blogger, che hanno la tag fissa "tette" :) e, pur di salvare le loro vite sentimentali dal disastro imminente, sopporterò che il signor Google indirizzi al mio blog tutti i pervertiti del web (a dire il vero di pervertiti ne arrivano già a frotte, ma il bounce rate mi consola. Non chiedetemi cos'è il bounce rate, che non lo so). E poi sta per arrivare san Valentino, quindi l'attualità dell'argomento di oggi è decisamente pregnante. Uhm. Dovete sapere che, mentre studiavo, per due anni ho fatto la commessa in una nota catena di intimo. Esperienza stressante ma antropologicamente interessante, a parte il fatto che i prodotti trattati si prestano a gaffes continue. Per esempio, sia io che alcune colleghe, ci siamo fatte scappare almeno una volta ...

IL GOSSIP AI TEMPI DI FACEBOOK

Questa una discussione telefonica surreale con mio fratello, risalente a ieri: M: "Olinda sta preparando un video di presentazione per il tuo libro" V: "Quale libro, scusa?" M: "Quello che scriverai!" V: " E cosa faccio, lo presento prima ancora di progettare di scriverlo?" M: "Eccerto, lo presenti e poi lo scrivi." V: "E se poi mi viene fuori solo una ciofeca, che faccio, ritiro tutto quello che ho detto sulla presentazione e blablabla?" M: "Senti, qualcosa sarai pure in grado di scrivere, no?" V: "Sì, pensavo a una cosa di questo tipo: Sharon osservava assorta la spiaggia farsi rossa all'ora del tramonto. Anthony invece fissava i morbidi capelli di Sharon mossi dal vento. Lui la baciò dolcemente dietro all'orecchio,  i loro respiri si fecero corti , e i loro corpi si unirono sulla sabbia ancora calda . Sharon non disdegnava certe pratiche erotiche, ma non lo diceva in giro perchè la avrebbero ...

VOLEVO FARE LA ROCK STAR

Ci sono almeno due aspetti del carnevale che mi inquietano. Uno: quando vedo che le mie figlie se ne vanno in giro con quelle mascherine che coprono solo gli occhi, penso sempre a qualcosa di torbido, chennesò, una specie di carboneria dei pervertiti, tipo Eyes Wide Shut. Che poi Eyes Wide Shut l'ho visto mille anni fa, e non ricordo di preciso cosa succedesse, però se m'è rimasta questa sensazione un po' così, una miscellanea di perplessità e riprovazione, un motivo ci sarà. E secondo, quando la domenica mattina mi lancio sul divano dopo due giorni che pregusto il Venerdì di Repubblica e non lo trovo, vado un po' in ansia. E quando mi accorgo che quei minuscoli quadratini sul pavimento, non sono il ritrovamento di un antico mosaico bizantino, ma i pezzi del mio Venerdì, trasformati in coriandoli, ecco, in quel momento devo contare fino a 27.000 e poi non basta neanche, sarà perchè so contare solo fino a cento e da cento in poi devo usare la calcolatrice. In compens...

PROGRESSI

Sono a pezzi. Ma non sono qui per scrivere un bollettino medico, che la cosa risulterebbe un po' splatter alla fine dei conti. Aspè, vado a vomitare e poi torno. Eccomi. Dicevo che sono a pezzi. Ciò non vuol dire ovviamente che io non sia andata a manifestare domenica. Anzi, sabato mattina mi era pure preso il sacro fuoco della rivolta e mi sono messa a mandare sms a tutta la rubrica, peccato che arrivata alla lettera Ab ho guardato fuori e ho notato che il sole non era ancora sorto e che forse era meglio desistere per qualche ora. Poi ho litigato con il Donatore e ho deciso di desistere definitivamente, che i buoni propositi mi passano con poco. Son fatta così: non so neanche vivere alla giornata, mi programmo la vita di ora in ora. Mi sono molto divertita comunque: eravamo talmente carichi/e che le bimbe (che sono rimaste a casa) intonano ancora, con le mani a triangolo: "tremate tremate, le streghe sono tornate", che poi è il motto che gridavo a tavola, prima di pa...

WE WANT SEX

Ho preso a prestito, per il titolo, questo slogan che utilizzarono le donne della Ford nel 1970 per ottenere la parità salariale, e che porteranno in piazza le donne del PD di Firenze (ringrazio Lolla per la segnalazione). Io domenica andrò. Vado perchè sono . Chi è non può non andare. http://senonoraquando13febbraio2011.wordpress.com/ Ci vediamo il 13 febbraio a Ravenna, ore 15, Piazza del Popolo e in tante altre città italiane.

UN'ASPIRANTE BELLONA

La scorsa settimana mi è saltato in mente di comprare un rossetto rosso. Ne sentivo proprio l'urgenza. Avevo sempre pensato che mi sarebbe stato male, e allora mi sono detta: "Ho imparato a prendermi per il culo, se le persone pensano che il rossetto rosso mi sta male, sopravviverò". E in effetti mi piacevo proprio. Poi sento di avere proprio l'età perfetta per il rossetto rosso. Mi piaceva così tanto che domenica l'ho rimesso, per andare al compleanno di mio cugino, quattro anni. Per smorzare l'effetto vistoso da aspirante bellona non ho messo altro trucco: niente fard, niente mascara, niente eye liner, solo quel rossetto rosso. Comunque si notava, perchè io non metto mai nulla sulle labbra. E allora le bimbe mi fanno: "Mamma, che bel rossetto!" "Grazie amore, come mi sta?" "Bene, ma allo zio sta meglio. Ce l'ha uguale". No, vabbè.