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AL MERCATINO

Alcune mie amiche faentine non sapevano dell'esistenza di Operazione Mato Grosso, o comunque non ci sono mai state. Eppure, da qualche anno, è uno tra i miei appuntamenti preferiti, alla faccia della fighetteria della "mia" città. In realtà, in fiera, nei giorni immediatamente successivi al Natale, faentini non ce n'è granché. Ci sono soprattutto immigrati, antiquari e anziani. E io, con mio fratello, che non siamo nè immigrati, nè antiquari nè agricoltori canuti, ma un po' di tutto questo. Loro sono credo un associazione, di quelle cattoliche ma attive, non pie donne filantrope, ma proprio giovani, famiglie, gente che va in missione, gente con gli scarponi, che ci crede davvero. Gente che ai primi di dicembre passa per le case con dei camion scassati e raccoglie mobili e oggetti vecchi, poi li rivende a proprio poche lire, per finanziare le missioni. A me la storia della missione mi è sempre piaciuta, ho sempre desiderato andare, anche con le bimbe, però non ho ...
Avevo diciotto anni, e Alice era al liceo con Michi, la mia amica storica. Mi ricordo che una sera si andava a ballare forse alla Lanterna, e c'era anche Alice, che tutti chiamavano LaModella. Mi ricordo che mi ritrovai in macchina alle cinque di mattina a parlare con Alice LaModella, che conoscevo da quella sera. Era la prima volta che, in diciotto anni, qualcuno mi diceva: sono infelice come te. In quel preciso istante, Alice LaModella divenne la mia migliore amica. Alice aveva da poco perso suo padre. Da lei ho imparato che non ci si deve vergognare di soffrire. Io e lei si andava a ballare, e lei era alta, bionda e formosa, mentre io ero (sono) insicura, non ballavo e non parlavo se non avevo niente da dire. Oppure noi si stava a casa a guardare la televisione. Un anno dopo, Alice, mi presentò la seconda persona che, in diciannove anni, mi disse: Sono infelice. Era suo fratello. Ci ho fatto tre figlie. Io e lui, si pensava che due infelicità potessero creare un equilibrio,...

UN BERTUCCIO NELLA POSTA DEL CUORE

L'idea è stata mia, così, su due piedi. Ho detto: Bert , famolo (Bert è romano, e dovevo immedesimarmi nell'idioma. IdioMa, eh)! Fatto sta che la mia posta del cuore, quella che pubblico tipo una volta ogni cent'anni perché mi diverto moltomolto a dire delle cazzate ad aiutare le persone, ecco, dicevo, la posta del cuore è tornata, e da oggi c'è anche la risposta del bertuccio. Questo perché io ho quasi solo amiche femmine e si sta sempre lì a parlare di cazzi vari (se non rischiassi di diventare volgare direi che se ne parla proprio in senso letterale, ma non lo dirò. Dirò invece che non lesiniamo sui particolari), senza che se ne venga mai a capo (ecco, questo invece è un modo di dire). Allora dicevo: facciamo rispondere anche a un maschio medio, alla posta del cuore. Tipo, io c'è una cosa che avrei sempre voluto chiedere a un uomo, ma non ne ho mai avuto il coraggio (e non la chiederò neanche a Bert, se è per quello). Questo inutile e talmudico prologo è per ...

REGALARE LIBRINI

L'umanità invoca i miei consigli letterari E' quasi Natale, e io festeggio le arrivande ferie. Cerco di evitare di distribuire regali inutili ma poi va a finire che lo faccio, perché sì. Io fossi in voi regalerei libri. Librilibrilibri. Saggi preferirei di no, e neanche, per carità, quelle robe senza personalità che spuntano per le feste, tipo Fabio Volo (vabbè, ormai sparo sulla croce rossa. Che poi, io non comprerei un libro di Fabio Volo, epperò cos'ho da criticare visto che non l'ho mai letto?), Alba Parietti (mi dicono abbia scritto un libro), Vespa, Parodi, Maurizio Costanzo, Totti, Olinda Drag Queen. Come dite, Olinda non ha ancora scritto libri? Ah, è vero, però stiamo pensando seriamente che un suo libro salverebbe l'umanità, più che altro abbiamo già in mente il trailer. In uno ci sono io (vestita eh!) che canto in macchina questa qua * di Peaches; nell'altro c'è Olinda che si avvolge il mio gatto attorno al collo tipo sciarpa di vero pelo, e ...

RIPRISTINIAMO LA SCHIAVITU'!

Da quando il mio blog è diventato di pubblico dominio (tipo perché mio fratello lo condivide su Facebook, giusto per non fare sapere tutti i fatti miei a tutte le persone che conosco. Non s'è accorto, no!, che llà sotto non c'è il tastino "condividi su Facebook, ma solo se tra i tuoi amici ci sono svariati ex, datori di lavoro e compaesani della scrivente"), mi sento come circondata da individui barbuti e compiacenti. Bah. Suppongo che non ci vogliano tutti provare con me, ma che sia una nuova moda. Ma l'ho fatta troppo lunga con la storia della barba? L'ultima volta che ho detto a due blogger che uscivo con uno, mi hanno chiesto entrambe se lui era barbuto. Bah. Ma io non è che sono in cerca, a dispetto di quello che si evince da queste edificanti letture che vi concedete tra un foglio di excel e una telefonata, virgola, marrani (vocativo). Io cerco uno schiavo. Saprete che l'ultima nazione del mondo ad aver abolito la schiavitù è stata il Brasil, nel 1...

I TOPI

I palazzoni contengono un sacco di storie e di personaggi. Chi ambisce a scrivere dovrebbe passare almeno dieci anni dentro a un palazzone, sennò rischia di parlare solo di robe noiose, palle mortali, surrogati di vita. Voglio dire. Certi borghesi. Che palle. Al massimo si fanno due corna, due righe di coca. Stanno lì a cena al ristorante, a parlare di cose vuote, si divertono ad andare a sciare, ti martellano i coglioni con le loro storie di viaggio, e tu te li figuri all'estero, ridicoli, che già farfugliano male l'italiano, figurati l'inglese. Ma nei palazzi popolari c'è la vita. La vicina che litiga di notte con il senegalese di turno. L'odore di minestra nella tromba delle scale. I vecchi che sputano dalla finestra i nòccioli delle ciliegie. La vita urlata che passa le pareti. Le cicche di sigarette per terra. E le siringhe in cortile, vent'anni fa. Quando ero piccola, noi si viveva in un palazzone, in un paesone di provincia più o meno endogamico, d...

FESTIVITA' E PATETISMI

Quest'anno non mi sento particolarmente motivata a perpetuare la mia consueta battaglia per la sobrietà natalizia, perché mi sembra che siano tutti abbastanza sobri, non so se per la manovra o se per la sfiga. Mio fratello ha appena perso il lavoro. Alla scuola di Carolina purtroppo una mamma ha avuto un brutto incidente e si è scelto per il momento di rimandare la serata con i genitori (per carità: avrei preferito mille volte martellarmi i coglioni alla festa di Natale). Mia madre, che è la regina della sovrabbondanza natalizia, quest'anno ce l'ha data un po' su, come si dice dalle mie parti per dire che ci ha rinunciato. E' che lei ha un appartamento minuscolo, e visto che si festeggia a casa mia, il ragionamento è molto semplice: Questa è casa mia e qui comando io. Ci si può alzare da tavola belli sazi, ma non devono esserci avanzi che verosimilmente si putrefaranno prima che qualcuno riesca a mangiarli tutti (una volta è capitato davvero: aveva fatto talmente t...